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mercoledì 2 dicembre 2015

L'Europa non esiste, anzi è un cancro burocratico che strangola i popoli

 
Il sogno di un Europa unita che diventa il bilanciere del Mondo si è definitivamente infranto contro gli scogli dell'esodo biblico dalle guerre che, "l'Occidente civile" governato dalle multinazionali finanziarie capitaliste americano - ebreo - inglesi, ha seminato nel Mondo e in Medio Oriente per controllare, anche con il Terrorismo, i pozzi di petrolio e gli snodi strategici del suo traffico. Dopo Bin Laden ora il califfato della morte, pirati, che occupa una zona ricca di pozzi petroliferi, quelli sottratti all'IRAQ, e la LIBIA, che sotto il dittatore Gheddafi era uno Stato controllabile e unito mentre dopo le bombe americane e francesi oggi è la patria del terrore e non ha un suo governo stabile. L'Europa, o per meglio dire quell'accozzaglia burocratico-affaristica che ha sede a Bruxelles,  per risolvere il problema fomentato da quattro straccioni bulgari, ungheresi e slavi, tratta con l'assassino turco e gli da un assegno da 3 miliardi di euro, rivalutabile non appena Erdogan il sultano mafioso che regge le sorti di una Turchia sempre più Stato canaglia e sempre più fuori dal consesso delle nazioni "civili" e "democratiche", per trattenere agli arresti gli sfollati dalle guerre in Siria e in Iraq. Fa di più, gli promette per premio di annoverare la sua Nazione ottomana tra i rottami di un unione europea che non ha regole o salvaguardie se non per le Banche e le lobbie capitalistiche che vivono succhiando il sangue dei Popoli e la loro sovranità. Erdogan, smascherato dai russi, che traffica con L'Isis, che compra petrolio e vende armi ai terroristi e che abbatte un aereo militare russo,  non perché era dentro i suoi confini, ma perché stava intercettando un carico del sultano turco, l'assassino dell'avvocato dei curdi e il leader che si indigna, falso, se il papa accusa la Turchia di genocidio, di quella infinita strage che è passata sotto silenzio dall'Occidente democratico e civile. Noi, stiamo in questa Europa della morte, e ci indigniamo se ammazzano centinaia di nostri giovani innocenti a Parigi, ma dobbiamo sapere che è questo il giogo in cui viviamo e in cui, come avviene regolarmente da alcuni anni, anche in Italia registriamo. Non esiste più la DEMOCRAZIA e la SOVRANITA' POPOLARE in Europa e in Italia, Spagna, Portogallo, Grecia e compagni. Renzi, con un colpo di Stato bianco, senza passare da alcuna elezione popolare, anzi era stato rifiutato pure dal suo elettorato che aveva scelto Bersani, regge le sorti di una Nazione preoccupata più a risanare i buchi delle BANCHE, a scapito dei risparmiatori e del Popolo italiano, piuttosto che dalla lotta alla povertà e alla diseguaglianza.
Non stiamo vivendo un momento di sviluppo e di ricostruzione, ma una fase di MAFIA POLITICA che specula e vive sulla pelle della Gente. Mi chiedo quando ci sveglieremo cosa troveremo e cosa riceveranno da noi i nostri figli, che devono andare all'estero per trovare un lavoro dignitoso, oltre ai DEBITI e alle TASSE sempre più onerose e ingiuste. Speriamo e preghiamo perché non si trovino, visto l'evolversi della situazione del Fronte anti Isis, dentro una terza e definitiva guerra mondiale.
 
Ugo Arioti

giovedì 2 maggio 2013

Il sogno americano!


Il sogno americano!

Iniziamo una rubrica sull’AMERIKA, sul paese della Libertà che è stato per molti  il sogno della nuova frontiera dove le contraddizioni stanno scoppiando e dove il sistema capitalistico sta implodendo lasciando dietro di se solo una scia di sangue e ingiustizie … Vorremmo vivere in un paese dove il razzismo, quello subdolo, nascosto, verso gli ultimi è legale, dove la PENA DI MORTE è data da un tribunale che non RIVEDE neanche i suoi errori, dove i diritti civili te li devi conquistare a scapito degli altri, dove lo Stato non garantisce il cittadino, ma il ladro, il banchiere, l’ebreo ricco, il massone. Questa è la luce dell’Occidente?

1 maggio 2013   dal Corriere della Sera

Usa, bimbo spara alla sorellina e la uccide - Kentucky, il bambino ha 5 anni: giocava con un fucile

È successo a Burkesville, nel sud del Kentucky. I due bambini giocavano in soggiorno, mentre la madre era in veranda per alcuni servizi domestici. Quando ha sentito lo sparo, si è precipitata in casa. Ma non c'era più nulla da fare.  Il fucile che ha ucciso Caroline è un little Crickett, formalmente un giocattolo, ma capace di sparare piccoli pallini metallici. L'azienda, che produce anche armi per adulti, nel 2008 ha prodotto 60.000 fucile dello stesso tipo. Lo slogan della Crickett «è il mio primo fucile» e il suo sito ha una sezione «angolo dei bambini», dove compaiono foto di bambini a poligoni di tiro o impegnati nella caccia agli uccelli o ai cervi. Il portavoce della polizia ha spiegato che in quella zona degli Stati Uniti le armi giocattolo, capaci comunque di esplodere veri e propri colpi, sono molto diffuse.

Redazione Secem

giovedì 14 febbraio 2013

Gli americani non accettano le Leggi dello Stato Italiano!

PUBBLICHIAMO SENZA COMMENTO LA NOTIZIA CHE L’IMPERO DEI CAPITALISTI CHE COSTRUISCE STRUMENTI DI CONTROLLO CHE DISTRUGGONO L’AMBIENTE E RECANO DANNO E MALATTIE A CHI VIVE IN QUEI “DANNATI” POSTI SE NE FREGA DELLE LEGGI E DELLA SALUTE DEGLI “ALTRI” ……………
“Sigonella, i marines respingono
un funzionario della Regione
Mercoledì 13 Febbraio 2013
Questa mattina il vice capo di gabinetto dell'assessore all'Ambiente, Mariella Lo Bello, recatosi nella base Usa di Sigonella per consegnare il provvedimento di avvio della procedura di revoca delle autorizzazioni per la costruzione del grande radar del MUOS è stato bloccato all'ingresso della base dai militari Usa in servizio di guardia.”

Gli americani non accettano le Leggi dello Stato Italiano!


NO MUOS NEWS da Repubblica.it - Palermo

Gli attivisti del movimento "No Muos" di Niscemi, che da mesi presidiano la base americana di contrada Ulmo, hanno bloccato stamani i cancelli nei tre ingressi dell'area militare per impedire l'accesso degli operai addetti alla costruzione del sistema satellitare di telecomunicazioni ad altissima frequenza, contro cui si battono. Nei blocchi sono rimasti coinvolti anche due soldati e un ufficiale statunitense, che sono stati invitati dai dimostranti a tornare indietro. I militari non hanno insistito e sono rientrati a Sigonella. Non ci sono stati incidenti. Sul posto sono intervenuti polizia e amministrazione comunale.

ARCHIVIO / Muos, la Regione dà lo stop agli Usa

Il sindaco, Francesco La Rosa, si sta confrontando con gli attivisti, tra i quali è massiccia la presenza del comitato delle mamme "No Muos". La decisione dei blocchi anche verso i militari è stata adottata ieri sera, nel corso di una assemblea del movimento che ha sollevato sospetti sulla reale volontà della Regione di bloccare i lavori di costruzione dell'impianto.

SCHEDA / Come funziona il Muos

Temono che l'annuncio di Crocetta di procedere alla revoca delle autorizzazioni e l'atteggiamento di chiusura delle autorità militari statunitensi, che ieri non hanno consentito a un funzionario della Regione di entrare nella base di Sigonella per notificare alle autorità Usda l'avvio della procedura epr la revoca delle autorizazioni, siano frutto di una strategia concordata per calmare gli animi dei dimostranti mentre in realtà i lavori di costruzione del Muos vanno avanti.

Sono militari addetti ai servizi di logistica quelli che le mamme di Niscemi hanno bloccato davanti ai cancelli del Muos. Accanto ai manifestanti anche il sindaco Francesco La Rosa. Si apre intanto una questione diplomatica, con il console americano a Napoli che ha chiesto un incontro con il presidente della Regione, Rosario Crocetta. Le autorità militari americane fanno sapere in maniera informale che non c'è stato alcun rifiuto delle decisioni adottate dal governo regionale circa l'avvio delle procedure per la revoca delle autorizzazioni. ma solo un rispetto di ruoli, compiti e gerarchie. La notifica infatti dovrebbe essere effettuata non alla base di Sigonella, ma al consolato statunitense di Napoli, pronto a ricevere il documento. Il comitato No Muos mantiene però il suo presidio, in atto da mesi. In un terreno sono state collocate tende da campeggio per vigilare costantemente il cantiere.
(14 febbraio 2013)