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giovedì 1 giugno 2017

È morta cappuccio rosso

È morta cappuccio rosso, la ragazza curda che 

lottava contro Isis



La sua immagine è, ormai, un icona della lotta dei popoli oppressi contro tutto e tutti. Lei, eroina e santa, martire e leggenda, sarà sempre viva negli incubi dei Signori del terrore. Noi vogliamo dedicare a lei questo primo giorno di giugno del 2017. Gloria e valore ad una vera donna che nemmeno la guerra ha disumanizzato.
Redazione SECEM

sabato 20 agosto 2016

Twitter contro il terrorismo: bloccati 235mila account


Twitter contro il terrorismo: bloccati 235mila account

Sono 360mila i profili bloccati in un anno, ma negli ultimi sei mesi le sospensioni sono raddoppiate
LA LOTTA lotta al terrorismo sui social network non si ferma. Negli ultimi sei mesi Twitter ha sospeso 235mila account che promuovevano il terrorismo sulla sua piattaforma. Un'azione di censura per impedire l'uso del social network a fini estremisti che già in passato, tra la metà del 2015 e febbraio, aveva portato alla chiusura di 125mila profili. Lo ha affermato l'azienda con un comunicato stampa, ribadendo la condanna verso ogni forma di violenza ed estremismo: "Il mondo sta assistendo a un'ondata di mortali e aberranti attacchi terroristici. - si legge. - Condanniamo con forza questi atti e rimaniamo impegnati a eleminare ogni sorta di promozione di violenza o terrorismo dalla nostra piattaforma".

Tra nuovi e vecchi numeri, in totale sono 360mila gli account bloccati quest'anno. A preoccupare è il numero più che raddoppiato delle sospensioni giornaliere aumentate dell'80% rispetto allo scorso anno, con picchi registrati soprattutto nei giorni successivi agli attentati. Motivo per cui l'azienda ha deciso di ampliare gli "squadroni" addetti al monitoraggio del flusso e delle segnalazioni: non solo nel numero, ma anche nelle ore di lavoro. Saranno attive h24 e gli addetti avranno a disposizione strumenti anti-spam e di traduzione ancora migliori, dal momento che un terzo degli account sospesi è stato individuato proprio grazie ad essi. "Non esiste un algoritmo magico in grado di identificare contenuti terroristici su internet. Per questo continueremo a investire nella tecnologia e a impegnarci".
Da quando è nato il social media si è imposto come una "piazza globale" in cui l'opinione di tutti è ben accetta. Eppure i buoni propositi vengono spesso messi in discussione da troll, estremisti e ora anche terroristi pronti a spargere paura e minacce. Motivo per cui la piattaforma è spesso finita sotto i riflettori con l'accusa di non fare abbastanza per contrastare il fenomeno e l'odio. Tramite "cinguettii" l'Is e i suoi affiliati pubblicano la propaganda del terrore, ma non solo: di recente anche Boko Haram ha rilasciato via Twitter un video che riprendeva le studentesse di Chibok, in Nigeria, rapite nell'aprile 2014.

sabato 14 novembre 2015

ATTACCO ALL'OCCIDENTE PARIGI 13 NOVEMBRE 2015


Una notte di GUERRA per terrorizzare un occidente capitalista e moralista che fa le sue guerre senza tener conto delle culture, religioni o situazioni territoriali. Fin dalla fine della seconda guerra mondiale, americani e inglesi (pirati per natura e professione imperialista) hanno installato un cane da guardia troppo feroce in medio oriente: ISRAELE.  Lo stato ebreo è stao il primo incubatore di Fondamentalismo e di intolleranza. La cultura piratesca anglosassone ha permesso che reduci e non reduci ebrei si trasferissero, rubando terre e case ai palestinesi sulle rive del Giordano. La guerra in queste terre, da allora, non è mai finita. Ancora oggi si incoraggiano i coloni ebrei a rubare e costruire terre appartenenti ai palestinesi e il mondo si indigna se dei novelli David tirano pietre al Gigante Golia (oggi incarnato dallo Stato di Israele che si incammina verso un NAZISMO di stampo pegiore di quello che la storia ci ha già consegnato e superato), E' di qualche mese fa il pentimento di Tony Bleir sulla guerra in IRAQ e di poco prima la congiura che unisce francesi e americani con i soliti sornioni pirati inglesi, che stanno sempre col piede in due staffe, ad abbattere il dittatore Gheddafi. Risultato: Spazio al califfato, al governo del terrore e a nuove disgrazie. Quando finirà di sbagliare e di essere antistorico questo Occidente governato dalle lobbyes speculative che non hanno come scopo il benessere delle popolazioni, ma l'esatto contrario. Parigi ora chiude le frontiere, ma i vermi li coltivava in seno. OGGI SIAMO TUTTI PARIGI, ma questa non è una guerra tradizionale. E' una guerra asimmetrica che da un lato si diffonde e prende piede nei vuoti causati dalle stupidità e dalle miopie occidentali e dall'altro dal terrore che crea il panico, il caos e scatena i tifosi della MORTE. una ventina di uomini sono più di un commando e per muoversi non erano soli, ma avevano un supporto logistico, che spesso, si nasconde dentro gli uffici dei SERVIZI SEGRETI degli stati in cui questi suicidi fanatici e drogati agiscono. PER QUESTO CI VUOLE UN EUROPA DEI POPOLI e gli attuali governi fuori dalle sale di manovra piene di infiltrati e di spie, di cospiratori e di lobbies. Solo i popoli uniti possono vincere questa battaglia, gli attuali governi non lo possono e non  lo vogliono fare.
Ugo Arioti

mercoledì 28 gennaio 2015

Grazie uomini e donne curde





Migliaia di curdi sono scesi in piazza a Diyarbakir, una delle città più importanti del Kurdistan turco, e in altre città della Turchia, per festeggiare la presa della città siriana di Kobane da parte delle milizie curde impegnate contro i jihadisti del gruppo Stato islamico.

Molti curdi turchi del gruppo armato indipendentista Pkk hanno partecipato alla battaglia di Kobane accanto alle milizie curde siriane e ai peshmerga venuti dall’Iraq.

Il 27 gennaio le milizie curde hanno riconquistato le ultime postazioni in mano ai jihadisti della città, diventata il simbolo della resistenza contro lo Stato islamico.

Speriamo che questa vittoria sia la prima di una lunghissima serie che porti alla distruzione dello Stato dell’anti Dio e del terrore creato dai governi occidentali e contro il quale hanno vinto senza soldi ne armi ne addestramento se non quello della disperazione e della lotta per la sopravvivenza uomini e donne curde. A questi uomini e a queste donne va tutta la riconoscenza di chi crede nei valori profondi della fratellanza, della libertà e dell’uguaglianza dei Popoli del Mondo. Globalizziamo la PACE e non le ARMI.

Ugo Arioti


Kobane. I curdi hanno sconfitto i sanguinari tagliagole dello stato islamico. La città è finalmente libera. A questo ragazzino, e a tutti i curdi: la vita vi sorrida. Sarà la mia copertina, per un mese. Nei miei pensieri, sempre.
David Sassoli

Le donne a Kobane
non vanno dal parrucchiere
hanno polvere di luna

sui capelli legati.

Le donne di Kobane
hanno spalle più grandi
e caricatori sempre pronti
quando la notte si fa buia.

Amano i loro figli
ma danno anche la vita
per liberarsi dagli assassini
del branco dei bastardi.

Le donne di Kobane
non se le fila più nessuno
hanno spento le telecamere
il sangue non è petrolio.

Ma sotto un vento caldo
con il viso riparato
un filo di trucco
e un mortaio per compagno
si muore a Kobane
ed è una musica senza note.

Giuseppe Diodati