La scuola di ecologia Culturale è un luogo di scambio di esperienze e di costruzione di tecniche democratiche e pacifiche per lo sviluppo sostenibile delle società umane e si muove per realizzare iniziative (prevalentemente in partnership) per l’educazione dei giovani (la scuola del territorio e uno dei partner naturali della scuola) e lo sviluppo di un capitale umano di eccellenza che dovrà essere protagonista dello sviluppo culturale ed economico delle società e dei popoli Euro Mediterranei.
giovedì 9 aprile 2026
mercoledì 8 aprile 2026
I FIGLI DI NESSUNO NON VOGLIONO LA PACE
Il Popolo eletto? E' un falso, non esiste un "popolo numero uno", ma il Popolo, cioè tutto il Mondo una sola Nazione, un solo Creatore, un solo Dio, una sola Legge: l'Amore. Questo non corrisponde con quanto i CRIMINALI SIONISTI ISRAELIANI stanno facendo dal dopoguerra ad oggi. Sono fuori da ogni controllo e regola. La tregua che ha stabilito l'America con l'Iran non li riguarda, la banda criminale di Netanyau non guarda in faccia a nessuno. Ma Israele è un topo rispetto alle tigri e ai felini che gli stanno intorno e se aprono le gabbie muore d'infarto. sanno essere forti con i deboli e vigliacchi fin da quando erano pecorai che incrociavano le rotte del Medio Oriente e litigavano con chiunque fosse a vivere nei luoghi attraversati da questi delinquenti. Solo un presidente con l'Alzaimer, Trump, poteva condurre gli USA (e getta) in guerra contro una Nazione che vive da sempre nel cuore della vita: La Mesopotamia, tra i due fiumi della saggezza e dell'esistenza: il Tigri e l'Eufrate. cosa accadrà ora? Ora sta alla follia del presidente americano che ha già messo in ginocchio l'economia di una grande Potenza e sta devastando ogni cosa che incontra sul suo cammino. I quindici giorni potrebbero essere solo una ennesima bugia per colpire a tradimento come hanno fatto la prima volta. La cosa che non sanno questi "idioti" americani è che quello è il Centro della Terra. E' il baricentro della vita e loro lo hanno già violato. Chiunque lo abbia fatto non è finito bene. e i pastori criminali israeliani, i coloni? Forse, la loro impunità sarà trasformata in sangue e la Terra assorbirà le loro viscere rigenerandosi. Chi lo può sapere? Certo è che La Storia non dimentica nessuno, soprattutto se questo "Nessuno" si erge a erede unico di Dio. Ergo ci sarà un'altra "DIASPORA'". Perchè dovunque siano sanno solo uccidere e rubare qesti cialtroni nazisionisti. Sono i veri eredi di Hitler.
sabato 27 settembre 2025
Arriverà un'altra diasporà per gli Ebrei
Nella Storia, dalla fine dell'Ottocento ad oggi, c'è un grosso "Buco Nero" che si chiama Israele. L'unico Stato dove i carnefici si spacciano per vittime. Non voglio fare l'ennesima ricostruzione dei fatti, no, ma voglio partire da una tragica data il 7 di ottobbre 2023. La località in cui le organizzazioni avevano richiesto che si svolgesse il "festival" era un'altra, ma sarebbe stata troppo lontana e si doveva attraversare Israele perchè i velivoli leggeri, le moto e le auto dei miliziani di Hamas vi potessero arrivare, ma dove non arriva il braccio arriva la mente, così il governo Nethaniau decide di spostarla (vogliamo chiamarla provocazione, trappola, scegliete il termine che preferite) in un luogo più a portata di mano per i "terroristi". Fa di più, sguarnisce il confine con GAZA e apre i cancelli del Prodrom ai terroristi, questo spiega le esecuzioni mafiose del Mossad nei confronti dei capi di Hamas, che troppo sanno. L'intento era fin troppo chiaro e denunciato: ISRAELE è PADRONE DI FARE QUELLO CHE VUOLE IN BARBA AD OGNI TRATTATO O NORMA DI DIRITTO INTERNAZIONALE, cioè è uno Stato Carogna affiliato all'Impero del Male Americano. Oggi, quello che vi racconto ha verifiche e riscontri, purtroppo nel GENOCIDIO DEI PALESTINESI. Ma, la propaganda occidentale, quella che crea droni russi impazziti e sconfinamenti mai visti per indurci a credere che abbiamo un nemico ad EST (falso, sono droni ucraini e sorvoli che ci sono stati sempre nei cieli internazionali a spaventare i pavidi europei, incapaci di riprendere un ruolo di guida nel Mondo per garantire la Pace). Speriamo solo che i nostri ragazzi non debbano vedere quello che hanno subito i nostri nonni e genitori. L'unica cosa di cui sono certo è che arriverà, perchè SIONISMO è uguale a NAZISMO, la resa dei conti e gli ebrei saranno nuovamente dispersi per il Mondo, perchè non solo sono cattivi, vendicativi e assassini, ma non conoscono la CONVIVENZA, sono i veri SUPREMATISTI.
venerdì 21 marzo 2025
Che cos’è il Manifesto di Ventotene È uno dei testi fondamentali dell’europeismo moderno ed è molto diverso da come l’ha descritto Giorgia Meloni alla Camera
Che cos’è il Manifesto di Ventotene
È uno dei testi fondamentali dell’europeismo moderno ed è molto diverso da come l’ha descritto Giorgia Meloni alla Camera
Mercoledì alla Camera dei deputati
la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha letto provocatoriamente
alcuni passaggi del Manifesto di Ventotene, il nome con cui è noto il
documento Per un’Europa libera e unita – Progetto di un manifesto,
scritto nel 1941 dagli antifascisti Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi
mentre erano al confino sull’isola del mar Tirreno (da qui il nome) in
quanto oppositori del regime. Meloni lo ha fatto per polemizzare sulla manifestazione per l’Europa di sabato a Roma e per distogliere l’attenzione dalle divisioni della sua maggioranza sulla politica estera. Si è soffermata su alcune frasi del testo,
fuori contesto e non lette per intero, per darne un’interpretazione
falsa: in sostanza per presentarlo come antidemocratico, cioè il suo
esatto contrario.
Gli storici considerano in modo unanime il Manifesto uno
degli scritti fondamentali dell’europeismo moderno e che hanno posto le
basi dell’Europa unita: perché la immaginò in senso federale già
allora, in piena Seconda guerra mondiale. Maturò in ambienti di
sinistra, anche se oggi questa connotazione è passata in secondo piano,
ma di una sinistra diversa da quella a cui ha alluso Meloni, cercandovi
tendenze radicali e repressive.
Il testo fu pubblicato nel 1944 grazie al socialista Eugenio Colorni,
che ne scrisse la prefazione e lo stesso anno fu ammazzato dai fascisti
a Roma. I suoi autori, Spinelli e Rossi, sono ritenuti a loro volta tra
i fondatori dell’Europa: tanto che per esempio il palazzo del
Parlamento Europeo a Bruxelles è intitolato a Spinelli (che tra gli anni Settanta e Ottanta fu membro della Commissione Europea ed eurodeputato).
L’europeismo federalista di Spinelli e Rossi è comunque distante da
quello su cui si improntò l’integrazione europea fin dall’inizio, che fu
più verticistico (cioè calato dall’alto, il contrario di federale) e
legato a personalità di un’altra area politica rispetto alla loro, più
moderata (come Alcide De Gasperi, Winston Churchill, Robert Schuman o
Konrad Adenauer). Lo è però anche – e parecchio – dall’ideologia
statalista e sovversiva di cui Meloni ha parlato alla Camera. Allora, quale è il problema di un capo di governo di una democrazia? Nessuno se non è, invece, falsamente democratica e più orientata a ripercorrere vie autoritarie che col fascismo sono sorelle! Spinelli e Rossi non erano comunisti, ma esponenti della sinistra
antifascista critica verso lo stalinismo e l’Unione Sovietica. Spinelli
aveva fatto parte del Partito Comunista fino al 1937, poi ne era uscito.
Rossi aveva idee liberali ed era tra i fondatori del movimento Giustizia e Libertà (di cui furono leader Carlo Rosselli e, dopo il suo assassinio insieme al fratello Nello, Emilio Lussu). Entrambi, durante la Resistenza e l’immediato dopoguerra, avrebbero aderito al Partito d’Azione
(in seguito Rossi fondò il Partito Radicale nel 1955, mentre Spinelli
fu eletto deputato ed eurodeputato da indipendente nelle liste del PCI). Il Manifesto fu scritto con contributi di Colorni e di altri
antifascisti non comunisti in un momento in cui quasi tutta l’Europa
continentale era occupata dalla Germania nazista. È diviso in tre parti.
Le prime due, di Spinelli, sono sulla crisi sociale e su come
funzionerà l’unità europea dopo la fine della guerra. La terza, di
Rossi, è centrata sulle riforme e sull’economia.
Mercoledì alla Camera dei deputati la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha letto provocatoriamente alcuni passaggi del Manifesto di Ventotene, il nome con cui è noto il documento Per un’Europa libera e unita – Progetto di un manifesto, scritto nel 1941 dagli antifascisti Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi mentre erano al confino sull’isola del mar Tirreno (da qui il nome) in quanto oppositori del regime. Meloni lo ha fatto per polemizzare sulla manifestazione per l’Europa di sabato a Roma e per distogliere l’attenzione dalle divisioni della sua maggioranza sulla politica estera. Si è soffermata su alcune frasi del testo, fuori contesto e non lette per intero, per darne un’interpretazione falsa: in sostanza per presentarlo come antidemocratico, cioè il suo esatto contrario.
Gli storici considerano in modo unanime il Manifesto uno degli scritti fondamentali dell’europeismo moderno e che hanno posto le basi dell’Europa unita: perché la immaginò in senso federale già allora, in piena Seconda guerra mondiale. Maturò in ambienti di sinistra, anche se oggi questa connotazione è passata in secondo piano, ma di una sinistra diversa da quella a cui ha alluso Meloni, cercandovi tendenze radicali e repressive.
Il testo fu pubblicato nel 1944 grazie al socialista Eugenio Colorni, che ne scrisse la prefazione e lo stesso anno fu ammazzato dai fascisti a Roma. I suoi autori, Spinelli e Rossi, sono ritenuti a loro volta tra i fondatori dell’Europa: tanto che per esempio il palazzo del Parlamento Europeo a Bruxelles è intitolato a Spinelli (che tra gli anni Settanta e Ottanta fu membro della Commissione Europea ed eurodeputato). L’europeismo federalista di Spinelli e Rossi è comunque distante da quello su cui si improntò l’integrazione europea fin dall’inizio, che fu più verticistico (cioè calato dall’alto, il contrario di federale) e legato a personalità di un’altra area politica rispetto alla loro, più moderata (come Alcide De Gasperi, Winston Churchill, Robert Schuman o Konrad Adenauer). Lo è però anche – e parecchio – dall’ideologia statalista e sovversiva di cui Meloni ha parlato alla Camera.
giovedì 13 febbraio 2025
L'Europa, resta solo un'allegoria, incapace di resistere all'Impero americano
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C'è qualcuno che crede nell'Europa? Credo sia una sparuta avanguardia di romantici! Oggi il Mondo è diviso in tre Imperi. Quello russo, quello americano o capitalista e quello social capitalista cinese. Zelensky ora si attacca al tram, sono loro che fanno gli accordi. Dico a voi, partigiani a spada tratta dell'Ucraina invasa dal dittatore russo. Non solo deve rinunciare allo scudo della NATO, ma deve risarcire gli AMERI CANI con le terre rare per i prossimi mille anni per tutte le armi che gli hanno dato. E l'Europa? L'Europa, già comincia a virare verso il suo padrone americano con frasi come "Noi vigileremo affinché tra Russia e Ucraina ci sia una Pace giusta"! I vari clan nazionalistici più o meno collegati al loro padrone vanno a caccia di molliche per cercare di indorare la pillola. Devono far capire ai loro Popoli il perché di tutte quelle inutili spese militari per difendere quello che era solo una merce di scambio e che senza l'intervento europeo avrebbe potuto avere una pace con la Russia senza far morire tanti giovani in una guerra senza speranza, ma Zelensky è un attore e ha avuto il palcoscenico europeo, entrando pure nelle trasmissioni quotidiane per farsi pubblicità con quella sua mise da piccolo guerriero di latta, inutile e dannoso per l'Ucraina e per l'Europa.
Aggiungo che DEMOCRATICI O REPUBBLICANI che siano i Presidenti che siedono sul trono di dollari, l'impero si muove sempre secondo le direttive dei suoi padroni capitalisti ebrei e ex nazisti sfuggiti al Mossad e riparati a Waschington.
martedì 21 maggio 2024
La solitudine di Israele e la sua maledizione (Ugo Arioti@2024)
Gli ebrei furono scelti da Dio per essere "la proprietà tra tutti i popoli" come i pionieri della religione e della morale. Questo secondo la narrazione storico religiosa tramandata dagli stessi. Dovrebbe essere un punto di forza, di limpida sapienza dottrinale che porta alla felicità di tutti. Eppure, non è così. La Storia ci racconta con le sue cronache la realtà di una “maledizione eterna che perseguita gli Ebrei, sionisti o appartenenti alla diaspora. Per un verso, la scelta di Dio (quella raccontata dagli uomini che la tramandarono) li ha posti nella logica egotistica della solitudine morale. Per un altro verso ha sviluppato in loro un delirio di onnipotenza che distrugge, devasta, impedisce agli stessi Ebrei di avere una vita felice insieme agli altri Popoli del Mondo, perché loro sono “gli eletti” i titolari di Dio sulla Terra, nonostante, secondo i cattolici, abbiano scambiato il Figlio di Dio con un Ladrone e poi lo abbiano condannato alla croce. Ecco perché, ancora oggi, nonostante il loro Dio non sia sceso in Terra per farsi loro Re, e non c’è da stupirsi!, si credono al di sopra di ogni Legge o organizzazione morale, assistenziale, umana che esiste in occidente e in oriente. Dovrebbero, se conseguenti alle loro azioni, lasciare tutti quegli organismi mondiali in cui occupano, inutilmente, un posto, dall’ONU, alla NATO fino al Tribunale dei Diritti Umani. I più maliziosi potrebbero pensare che gli Ebrei sono spioni e partecipano al consesso delle Nazioni Unite per annusare e per condannare le scelte dal “resto del Mondo”: decisioni che a loro non appartengono, visto che sono i depositari della MORALE e del DIRITTO DIVINO.
<...siate Santi, perché Io, il Signore Dio Vostro, sono Santo. (Levitico 19.2)> Ergo, ogni Ebreo deve essere un Santo, o vivere in odor di santità. E qua il problema è capire cosa significa per Israele essere Santo? Sterminare tutti i nemici della “loro Divina Santità” o accogliere le altri Genti del Mondo e insegnare loro una speranza di vita felice, normale e di un’altra vita oltre quella terrena, pur nella diversità? La cronaca attuale ci racconta di una scelta tragica di dedizione allo sterminio che supera l’immaginazione, perché sparare a convogli di medici o di volontari che portano il pane, sotto l’egida delle Nazioni Unite e il salvacondotto israeliano, o incendiare e devastare camion di provviste per i palestinesi provenienti dalla Giordania, bloccare i valichi e i rifornimenti agli ospedali, anzi bombardare e spegnere tutte le strutture sanitarie palestinesi con la scusa che vi si nascondono militanti di Hamas (più di 40.000 morti di cui appena un centinaio di militanti, includendo in questi pure i reporter e i giornalisti occidentali e arabi … ) Di che stiamo parlando? Oggi Israele è fuori dal Mondo, non è in grado di essere una nazione e di avere un luogo dove esercitare le proprie idee.
Qualche buon pensante dirà che Israele è una democrazia e che deve difendersi da tante autocrazie e dittature che lo circondano e vogliono la sua morte, ma non è proprio così. La democrazia israeliana è giovane e debole e non ha gli anticorpi e il bilanciamento dei poteri per essere efficace, in più come fece l’Europa dopo la conquista dell’America, in Israele sono arrivati in grande copia i peggiori, chiamateli coloni o pionieri, sono ladri, assassini e razziatori che col beneplacito del governo e dell’esercito israeliano occupano i territori dei palestinesi, le loro case e le loro vite.
La trappola. Elementare, Watson. Attirare l’esercito più potente del Medio Oriente dentro una pozzanghera da cui non uscirà mai più: Gaza. Lo scopo: trasformare una legittima ricerca degli assassini del 7 ottobre in una ribalta mondiale che da luce e risalto mondiale ad una organizzazione ritenuta, fino ad allora dalla maggior parte delle Nazioni, terroristica. Certamente, efficace. Resta da capire, Israele certo non lo dirà mai, perché la grande festa dei giovani sia stata spostata da un luogo sicuro ad uno più a rischio dal governo israeliano e tante altre distrazioni dello stesso governo e del MOSSAD, uno dei più ficcanti servizi segreti con assassini a domicilio che coprono tutto il globo terraqueo???
Il dopo guerra.
Non finirà mai. Israele non ha mai rispettato le risoluzioni dell’ONU, perché dovrebbe cominciare proprio ora che Benjamin Netanyahu ha le scarpe strette e aspetta che venga eletto a Novembre Trump per rimetterlo saldamente in sella. Oltretutto, Israele non ha un piano per il dopo, per due ragioni, non accetta la risoluzione che vuole due Popoli e due Stati, e deve continuare ad eliminare i palestinesi prima di pianificare l’uso di quei territori. Ma non chiamatelo genocidio, per carità, il vecchio Biden potrebbe adirarsi.
mercoledì 1 maggio 2024
L'Universo potrebbe essere un grande organismo
«L'Universo è un organismo vivente che si riproduce attraverso i buchi neri»: l'audace teoria di un fisico americano
Lee Smolin è uno dei fondatori del Perimeter Institute for Theoretical Physics. La sua teoria immagina il cosmo come un unico organismo del quale noi facciamo parte
E se stessimo sbagliando tutto da tempo, anzi da sempre, perché i segreti dell’universo risiedono più nella biologia anziché nella fisica? Ed è possibile considerare il cosmo come un’entità vivente, un unico organismo del quale noi facciamo parte? In questo caso galassie, buchi neri, stelle, quasar, nebulose pianeti, umani, animali e quant’altro rappresenterebbero i tessuti di un enorme essere vivente. Provate a fare uno sforzo di fantasia, forse riuscirete e immaginare, e magari a visualizzare, questo gigante (obiettivamente un po’ inquietante). Un «corpo» che nasce (col Big Bang) probabilmente da una realtà precedente, che cresce (grazie all’espansione) e che alla fine muore (quando l’entropia si sarà equilibrata).
A dirla tutta, non sono ipotesi nuovissime: già il filosofo greco Anassagora riteneva che esistesse una mente organizzatrice (il Nous) in grado di cancellare il caos originario. E dopo di lui, in questo solco, sono arrivati Platone, gli Stoici, Plotino e i seguaci del Neoplatonismo. Nei giorni scorsi il sito Universo 7p ha avuto l’idea (e il merito) di tornare sull’argomento riproponendo le tesi del fisico teorico statunitense Lee Smolin, convinto che l’Universo abbia già creato una famiglia di universi-figli, celati oltre l’orizzonte dei buchi neri.
Ma chi è Lee Smolin? Classe 1955, nato a New York, è uno dei fondatori del Perimeter Institute for Theoretical Physics e ha dato notevoli contributi alla teoria quantistica della gravitazione e alla gravità quantistica a loop. Come ci ricorda Wikipedia, enciclopedia online, «la cosmologia e la teoria delle particelle elementari rientrano tra i suoi interessi predominanti assieme alla meccanica quantistica e alla biologia teorica». Venendo alla tesi dell’Universo-corpo, Smolin fa una premessa: «Le leggi di natura sono perfettamente sintonizzate, in modo che l’Universo possa ospitare la vita. Immaginiamo cosa succederebbe se queste regole cambiassimo anche solo leggermente: l’Universo non sarebbe più così ospitale. Resta un mistero il motivo per cui l’Universo è così accogliente nei confronti della biologia».
A giudizio di molti questo prova che non può non esistere un creatore che ha concepito il cosmo e l’ha costruito affinché fosse adatto alla vita umana. Smolin eccepisce e preferisce cercare risposte nella teoria dell’evoluzione. Biologia, dunque, non fisica. E nemmeno religione. «La selezione naturale spiega come strutture intricate della vita di sviluppano in modo progressivo. L’Universo potrebbe aver avuto degli antenati? Forse sì. Mentre si è evoluto, potrebbero esserci state variazioni casuali delle leggi e infine una selezione delle stesse, privilegiando quelle che introducevano le strutture più complesse. La “selezione naturale cosmologica” è la miglior risposta che ho fin qui trovato».
Ma perché questa teoria regga, è necessario presupporre un meccanismo per cui l’Universo si riproduce e subisce una mutazione come nella trasmissione del Dna. I buchi neri sono, secondo il ricercatore, il luogo in cui questo accade. In pratica, l’Universo è il germoglio di uno smisurato albero cosmico sempre in crescita. «Nel cosmo funziona come in biologia: esiste una popolazione di universi che generano una progenie attraverso i buchi neri», sottolinea non senza ricordare di aver identificato una particolare analogia tra l’albero genealogico cosmico e quello biologico. «Perché si formi un buco nero occorre una stella molto grande. Inoltre servono enormi nuvole di gas e di polveri fredde, in modo che queste sostanze si trasformino in monossido di carbonio. Quindi sono necessari sia il carbonio sia l’ossigeno, i due atomi essenziali per la formazione della vita. Questi due elementi sono presenti nell’universo in misura massiccia, perciò la spiegazione per cui il cosmo ospita la vita non è altro che un effetto collaterale della sua stessa fertilità in termini riproduttivi».
Le leggi della fisica, allora, servono a mantenere “fertile” il cosmo e questo organismo pienamente vivente potrebbe manifestarsi anche in altri luoghi, seppure su scale di grandezza per noi irriconoscibili. Probabilmente adesso vi domanderete qual è la visione di Lee Smolin circa l’Entità Superiore. La risposta è immaginabile. E la trovate sulla già citata Wikipedia: «Non c’è mai stato un Dio, non c’è mai stato nessun pilota che ha fatto il mondo imponendo un ordine al caos, rimanendone poi al di fuori ad osservare e a prescrivere. E Nietzsche è morto. Oggi anche lui è morto. L’eterno ritorno, la morte termica eterna non rappresentano più una minaccia: non verranno mai come non verrà mai il regno dei cieli. Il mondo ci sarà sempre, e sarà sempre diverso, più vario, più interessante, più vivo, ma sarà sempre il mondo nella sua complessità e incompletezza. Tutto l’Essere è nelle relazioni tra le cose reali, sensibili. Tutto ciò che abbiamo come legge naturale è un mondo che si è costruito da sé». Una tesi, non una certezza. Chiunque può regolarsi secondo le proprie convinzioni.
sabato 19 marzo 2022
L'espansionismo degli U.S.A. -La fase del capitalismo finanzario speculativo, ovvero la distruzione del Mondo
venerdì 3 aprile 2020
DISORIENTAMENTI IN TEMPO DI CORONAVIRUS
lunedì 24 febbraio 2020
Pietro, oh Pietro! Chi sei? Un angelo caduto dal cielo o un diavolo, un vampiro che si nutre di ombre?
(da: Pietro Mignosi, il fotografo - di Ugo Arioti)
giovedì 30 gennaio 2020
venerdì 5 luglio 2019
Dove era il tuo occhio, occidentale?
Fuori da Nanchino,
nascosti nei tuoi cassettini, piccoli e nei sottopancia...
Le chiami prostitute,
hanno accettato di salvare le giovani vergini,
sono simpatiche, ora?
Sei sicuro?
Perchè spaccano i loro specchi per terra!,
li trasformano in tanti pugnali,
e li nascondono sotto le vesti,
per trafiggere i soldati del Piccolo Giapponese
che le avvicineranno per violentarle.
Mentre un padre prega un caporale giapponese
un porco pervertito,
di vedere sua figlia per l’ultima volta,
gli ricorda tutti i soldi che gli ha dato.
Il caporale di fronte ai suoi soldati nega,
e nel suo stesso male annega,
“soldi per lo sforzo bellico”.
Hai visto tua figlia?
Adesso sei contento!,
e gli spara in mezzo agli occhi.
Dove sono le tue mani
dove sono i tuoi occhi,
dove è la tua anima
vojerista senza ideologia,
marxista senza Capitale...
Uomo, uomo immorale.
Dove era il tuo occhio, occidentale?
Fuori da Nanchino,
fuori dalla tua piccola galleria di spettri
nascosti nei tuoi cassettini, piccoli e nei sottopancia...
martedì 7 maggio 2019
fare il "volo di Icaro" - UA
Secondo il mito, Dedalo era un artista molto amato, apprezzato e dotato di un rilevantissimo talento. Come tutti i grandi Maestri, anche Dedalo era circondato da allievi e uno di questi era il nipote Calos, figlio di sua sorella.
Come spesso succede alle persone che arrivano ai massimi livelli, anche Dedalo era molto competitivo e geloso della sua posizione e a un certo punto i crescenti successi riscossi dal nipote, che in poco tempo era riuscito a superarlo in abilità e fama, iniziarono ad infastidirlo.
Non ci volle molto e mise in atto il suo piano delittuoso; Dedalo uccise per invidia il nipote e per questo fu costretto a fuggire da Atene, dove era stato condannato a morte, e a rifugiarsi a Creta. Qui strinse subito amicizia con il re Minosse, diventando il suo artista prediletto nonché uomo di fiducia.
Tuttavia, Dedalo si rimise nuovamente nei guai, perché tradì la fiducia del sovrano. Infatti, impiegando tutto il suo ingegno, costruì per Pasifae, la moglie di Minosse, una vacca di legno, grazie alla quale la regina avrebbe potuto accoppiarsi con il toro del quale si era innamorata.
Sui motivi di questo amore così innaturale esistono due versioni; secondo la prima, tale passione sarebbe stata il frutto di una punizione divina contro Minosse, che non aveva sacrificato a Poseidone il toro più bello. Secondo un’altra versione, Pasifae avrebbe invece rivelato ad Efesto il tradimento di sua moglie Afrodite con Ares.
Qualunque fosse la causa, Pasifae si era disperatamente innamorata del toro e, per potersi unire a lui, chiese a Dedalo di fabbricare una vacca di legno, dentro la quale avrebbe potuto nascondersi e poi offrirsi alla bestia sotto mentite spoglie. Da questa singolare unione nacque il Minotauro, il mostro metà uomo e metà toro, che in seguito, per evitare la vergogna, fu rinchiuso nel famoso labirinto, ideato dallo stesso Dedalo.
È chiaro quindi che Minosse non avrebbe potuto lasciare impunito Dedalo, responsabile di aver favorito il tradimento della moglie con il toro e, quindi, anche la nascita del mostro. Il re fece richiudere l’artista che, però, grazie all’aiuto di Pasifae, riuscì a fuggire.
Per sua sfortuna, Dedalo scoprì presto di non poter lasciare l’isola, perché Minosse, per prevenirne la fuga, aveva nascosto tutte le navi. Tuttavia, questo fatto non scoraggiò l’inventore che, allora, realizzò con le piume e la cera delle ali, con le quali aveva intenzione di abbandonare Creta volando. A questo punto della storia entra in scena Icaro, il figlio di Dedalo.
Icaro, che doveva affrontare lo stesso viaggio, era stato avvertito dal padre di non volare troppo in alto, ossia troppo vicino al sole. Infatti, questo avrebbe comportato lo scioglimento delle ali e quindi la sua caduta.
Nonostante gli ammonimenti del padre, Icaro, trasportato dall’euforia del momento, volò molto più in alto del dovuto, le ali si sciolsero e precipitò nel mare, che da allora venne chiamato il mare di Icaro.
Per questo motivo, fare il volo di Icaro significa sopravvalutare imprudentemente le proprie capacità, non riconoscere il propri limiti e, quindi, compiere una o più azioni al di sopra delle proprie forze, andando incontro a conseguenze dannose o, nel peggiore dei casi, a eventi rovinosi e irreparabili.
martedì 11 settembre 2018
giovedì 5 aprile 2018
Vino, la Sicilia prima per investimenti nel biologico
Vino, la Sicilia prima per investimenti nel biologico
Dati che premiano il lavoro di produttori e che segnano un miglioramento della qualità dato da un incremento delle certificazioni DOP. Un report che conferma la strada intrapresa dalle aziende che fanno parte di Assovini, come spiega Il presidente Alessio Planeta. "La crescita del valore del vino siciliano, certificato dal Report di Unicredit, è la conferma che la strada intrapresa dalle aziende di Assovini sta dando i propri frutti" - commenta Alessio Planeta, presidente di Assovini Sicilia. "La Sicilia del vino è sana, forte e credibile anche dal punto di vista finanziario: è una novità che significa il riconoscimento del modo nuovo di fare impresa avviato da anni dalle aziende Assovini. Ed è sicuramente una bella notizia.
La Sicilia del vino ha puntato il proprio export sui mercati giusti e ha ancora spazi enormi di crescita nel mondo". Alla conferenza, moderata da Nino Amadore del Sole24Ore, erano presenti tra gli altri Salvatore Malandrino, Regional Manager Sicilia UniCredit, Edy Bandiera, neo assessore all'Agricoltura, Antonio Rallo, presidente del Consorzio di tutela vini Doc Sicilia.
venerdì 16 marzo 2018
Stefano Boeri è indagato per il Centro Polivalente di Norcia (ora sotto sequestro)
martedì 27 febbraio 2018
Senza il lavoro, con meno vita Ecco la poverissima Sicilia
La ricerca è stata illustrata da Liliana Leone, direttrice del Cevas, il centro di studi sulle politiche pubbliche con sede a Roma. In Sicilia ha coinvolto 47 distretti sociosanitari su 55 scegliendo Palermo come il luogo di uno degli otto studi di caso svolti in Italia. I dati sono stati al centro del meeting "Contrastare la povertà per la crescita della Sicilia", organizzato a Palermo. Ad aprire i lavori, Rosanna Laplaca della segreteria regionale Cisl, che ha illustrato posizioni e rivendicazioni della Alleanza siciliana. "Il Rei - ha detto - è una grande sfida e assieme una grande opportunità. Perché punta ad affrontare il tema dell'esclusione sociale con un approccio strategico e in un'ottica complessiva che mette al centro la persona".(ANSA).
martedì 23 gennaio 2018
Luca Guadagnino, un palermitano in corsa per gli Oscar Il suo nuovo film ha ottenuto quattro candidature, tra cui quella per il premio più ambito
Un palermitano alla corsa per gli Oscar. Luca Guadagnino, l'ex ragazzo del liceo scientifico Galilei, dopo la mezza delusione ai Golden Globe ha ottenuto quattro nomination all'Oscar per il suo film "'Chiamami col tuo nome" che in Italia esce il 25. Il film di Guadagnino (il cui titolo inglese è "Call me by your name") è stato nominato nelle categorie: miglior film, miglior attore principale (Timothée Chalamet), miglior canzone originale ("Mystery of love" di Sufjan Stevens), miglior sceneggiatura non originale (James Ivory). Per la statuetta più ambita, quella al miglior film, Guadagnino dovrà vedersela con 'Darkest Hour', 'Dunkirk', 'Get Out', 'Lady Bird', 'Phantom Thread', 'The Post', 'Three Billboards outside Ebbing, Mossouri' e 'The Shhape of Water', il film di Giullermo Del Toro che ha fatto man bassa di nomination con ben 12 candidature.
Guadagnino è nato a Palermo nel 1971, scuole medie all'Alberico
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La solitudine di Israele e la sua maledizione (Ugo Arioti @2024 ) Gli ebrei furono scelti da Dio per essere "la proprietà...
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Pagine Esteri, 7 marzo 2024 – Sostenuti dai consiglieri e dagli “specialisti” dell’Alleanza Atlantica e dai servizi statunitensi e b...













