http://ilmiolibro.kataweb.it/libro/narrativa/267091/lequazione-del-vapore-3/
La scuola di ecologia Culturale è un luogo di scambio di esperienze e di costruzione di tecniche democratiche e pacifiche per lo sviluppo sostenibile delle società umane e si muove per realizzare iniziative (prevalentemente in partnership) per l’educazione dei giovani (la scuola del territorio e uno dei partner naturali della scuola) e lo sviluppo di un capitale umano di eccellenza che dovrà essere protagonista dello sviluppo culturale ed economico delle società e dei popoli Euro Mediterranei.
mercoledì 17 agosto 2016
lunedì 15 agosto 2016
i buchi neri non sono senza fondo
Studio: i buchi neri non sono senza fondo: verso la conferma l'ipotesi di Hawking

Esperimento della Technion University in Israele: "L'energia può fuggire", risvolti anche in campo quantistico
L'esperimento si basa sul comportamento delle particelle di materia e antimateria, che nell'Universo si annullano a vicenda, e che quindi oscillano costantemente tra uno stato di esistenza e uno di non esistenza. Ma in un buco nero, se una di queste particelle prima di venire "annullata" dalla reciproca di materia o antimateria, riesce ad arrivare all'orizzonte degli eventi, allora potrebbe riuscire a fuggire dal buco nero, sotto forma di radiazione di Hawking.
Steinhauer ha realizzato un buco nero acustico, intrappolando in un raggio laser atomi a bassissime temperature, un condensato Bose-Einstein. Tramite un secondo laser ha realizzato una sorta di "dislivello" che ha consentito agli atomi di trovarsi in una situazione che modella l'orizzonte degli eventi del buco nero. Le particelle sonore hanno accelerato fino a velocità supersonica sul dislivello, che non poteva essere ripercorso in senso inverso. Steinhauer ha quindi osservato il comportamento differente delle particelle in prossimità del modello di buco nero, con una che cadeva nel buco e l'altra che riusciva a fuggire. Questo dimostrerebbe l'esistenza della radiazione di Hawking, osservata da Steinhauer già nel 2014.
Ma questo esperimento ha permesso di analizzare anche lo stato quantico delle particelle, e di fare luce sul fenomeno di "entanglement", la connessione a livello quantistico. Nel legame quantistico, le particelle correlate sono collegate indipendentemente dalla loro distanza. Se una particella cade nel buco nero, la reciproca particella all'esterno è ancora portatrice dell'informazione contenuta in quella scivolata nel buco.
venerdì 12 agosto 2016
ESTEL LUZ - Kalliope Massafra!
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Quei figli più poveri dei padri, gli anni Duemila come il Dopoguerra
Quei figli più poveri dei padri, gli anni Duemila come il Dopoguerra
La quasi totalità delle
famiglie ha redditi inferiori rispetto alle generazioni precedenti. In
un rapporto di McKinsey il record negativo del'Italia. Un trend che
riguarda il 70 per cento della popolazione nell'Occidente sviluppato
di FEDERICO RAMPINIL’ultimo decennio ha sconvolto l’ordine economico: i figli sono più poveri dei genitori, e forse destinati a rimanerlo. Non era mai accaduto dal Dopoguerra fino al passaggio del Millennio. L’Italia si distingue, fra tutti i paesi avanzati, come quello in cui questo ribaltamento generazionale è più dirompente.
L'impoverimento generalizzato e l'inversione delle aspettative sono i fenomeni documentati nell'ultimo Rapporto McKinsey. Il titolo è "Poorer than their parents? A new perspective on income inequality" (Più poveri dei genitori? Una nuova prospettiva sull'ineguaglianza dei redditi). Il fenomeno è di massa e praticamente senza eccezioni nel mondo sviluppato. Contribuisce a spiegare - secondo lo stesso Rapporto McKinsey - il disagio sociale che alimenta populismi di ogni colore, da Brexit a Donald Trump. Per effetto dell'impoverimento e dello shock generazionale, una quota crescente di cittadini non credono più ai benefici dell'economia di mercato, della globalizzazione, del libero scambio.
Lo studio di McKinsey ha preso in esame le 25 economie più ricche del pianeta. C'è dentro tutto l'Occidente più il Giappone. In quest'area il disastro si compie nella decade compresa fra il 2005 e il 2014: c'è dentro la grande crisi del 2008, ma in realtà il trend era cominciato prima. Fra il 65% e il 70% della popolazione si ritrova al termine del decennio con redditi fermi o addirittura in calo rispetto al punto di partenza. Il problema affligge tra 540 e 580 milioni di persone, una platea immensa. Non era mai accaduto nulla di simile nei 60 anni precedenti, cioè dalla fine della Seconda guerra mondiale. Tra il 1993 e il 2005, per esempio, solo una minuscola frazione della popolazione (2%) aveva subito un arretramento nelle condizioni di vita. Ora l'impoverimento è un tema che riguarda la maggioranza. L'Italia si distingue per il primato negativo. È in assoluto il paese più colpito: il 97% delle famiglie italiane al termine di questi dieci anni è ferma al punto di partenza o si ritrova con un reddito diminuito. Al secondo posto arrivano gli Stati Uniti dove stagnazione o arretramento colpiscono l'81%. Seguono Inghilterra e Francia. Sta decisamente meglio la Svezia, dove solo una minoranza del 20% soffre di questa sindrome. Ciò che fa la differenza alla fine è l'intervento pubblico. Il modello scandinavo ha ancora qualcosa da insegnarci. In Italia, guardando ai risultati di questa indagine, non vi è traccia di politiche sociali che riducano le diseguaglianze o compensino la crisi del reddito familiare.
L'altra conclusione del Rapporto McKinsey riguarda i giovani: la prima generazione, da molto tempo, che sta peggio dei genitori. "I lavoratori giovani e quelli meno istruiti - si legge nel Rapporto - sono colpiti più duramente. Rischiano di finire la loro vita più poveri dei loro padri e delle loro madri". Questa generazione ne è consapevole, l'indagine lo conferma: ha introiettato lo sconvolgimento delle aspettative.
Lo studio non si limita a tracciare un quadro desolante, vi aggiunge delle distinzioni cruciali per capire come uscirne. Il caso della Svezia viene additato come un'eccezione positiva per le politiche economiche dei governi e gli interventi sul mercato del lavoro che hanno contrastato con successo il trend generale. "Lo Stato in Svezia si è mosso per mantenere i posti di lavoro, e così per la maggioranza della popolazione alla fine del decennio i redditi disponibili erano cresciuti per quasi tutti". Perfino l'iperliberista America, però, ha fatto qualcosa per contrastare le tendenze di mercato. Riducendo la pressione fiscale sulle famiglie e aumentando i sussidi di welfare, gli Stati Uniti hanno agito per compensare l'impoverimento con qualche successo. In Italia, una volta incorporati gli effetti delle politiche fiscali e del welfare, il risultato finale è ancora peggiore: si passa dal 97% al 100%, quindi la totalità delle famiglie sta peggio in termini di reddito disponibile.
Se lasciata a se stessa, l'economia non curerà l'impoverimento neppure se dovesse ricominciare a crescere: "Perfino se dovessimo ritrovare l'alta crescita del passato, dal 30% al 40% della popolazione non godrà di un aumento dei redditi". E se invece dovesse prolungarsi la crescita debole dell'ultimo decennio, dal 70% all'80% delle famiglie nei paesi avanzati continuerà ad avere redditi fermi o in diminuzione.
sabato 6 agosto 2016
Racconti brevi:Manuale di sopravvivenza per il Cittadino Agostano Senza Ferie di Marco Pomar
Questo Blog, partecipa ad una azione di prevenzione rischi estivi... motivo per il quale vogliamo avvisarvi con questo: Manuale di sopravvivenza per il Cittadino Agostano Senza Ferie di Marco Pomar che se ne assume tutte le responsbilità e irresponsabilità!
Il Cittadino Agostano Senza Ferie (di seguito CASF) per guadare il mese di agosto e giungere illeso alla fine delle ferie altrui, deve necessariamente osservare delle precauzioni per salvaguardare la propria integrità mentale (qualora non sia già precedentemente compromessa) .
Ecco un breve vademecum per il CASF, da fotocopiare e portare sempre con se:
• È importante che il Casf sappia di non essere solo. Non importa che poi si veda con altri, ma il senso di solitudine ad un certo momento proverà ad impossessarsi di lui. È in quel momento, di solito nei pressi del fatidico ferragosto, che il Casf dovrà essere bravo a sparigliare, ad auto distrarsi. Per esempio andando a trovare gli anziani nel reparto surgelati del Conad, o scaricando la nuovissima app Pokeferieanziniente go. È anche un modo per passare il tempo: la app vi segnalerà altri Casf vicini a voi. Ma davvero però, altro che donne single in zona!
• Nell’era dei social, facebook sostituisce la famigerata agendina di un film di Verdone di molti anni fa. Il Casf più attento non si farà sfuggire un proprio simile, lo riconoscerà nascosto nella sua home tra migliaia di foto del mare di Stromboli o della foresta nera. Di solito posta pensieri, link e riflessioni che nulla hanno a che fare con la stagione estiva. Qualcuno più intraprendente ripesca fotografie invernali con loden e cappuccio in piena nebbia. Individuato il povero Casf, si potrà chattare con lui, sentendosi meno soli e magnificando le virtù dell’aria condizionata, il segreto della vera carbonara, e il valore intrinseco dei surgelati.
• Per mettere insieme un giorno dietro l’altro, è bene rallentare i normali tempi quotidiani, dilatandoli come una fionda. Guidate nella città deserta a venti all’ora, con braccio fuori dal finestrino e al centro della carreggiata. Anche quello è un segnale di riconoscimento tra Casf, che come animali simili nella savana tendono a ritrovarsi, accoppiandosi castamente.
• Nel proprio bunker agostano, rigorosamente dotato di aria condizionata, frittatona di cipolle e rutto libero, il Casf deve avere una scorta di film per trascorrere la giornata. Da evitare qualunque pellicola che preveda uno sforzo intellettivo superiore ai neuroni di Gasparri. Vanno benissimo cinepanettoni, retrospettiva dei Vanzina, e la serie di Professoresse al mare con tutta la classe, con una Fenech d’annata.
• Il vero Casf non va da solo nei locali, sentendosi troppo sfigato per potersi mostrare al pubblico. Quindi generalmente resta a casa, con pizza surgelata e canottiera traforata. Non fa molte docce, non disdegna il proprio olezzo e non prevede grandi momenti di socialità. In queste occasioni, quindi, il Casf è molto sensibile e facilmente influenzabile. Se uno bussa a casa sua, sia esso testimone di Geova o un finto operatore dell’enel, lui dirà di si a tutto. Ci sono Casf che hanno acquistato enciclopedie sulla vita dei ramarri, sono diventati predicatori, o volontari alle poste. Si narra di un Casf di Villabate che, vittima di una truffa da parte di falsi operatori del gas, si è messo in società con loro, diventando un truffatore professionista.
Questo perché non aveva letto il vademecum per evitare rischi. Agosto, si sa, è un mese pericoloso.
giovedì 4 agosto 2016
mercoledì 3 agosto 2016
La terza guerra mondiale - i nuovi barbari - Editoriale di agosto 2016
Viviamo immersi in un crogiuolo di ingiustizie e ricatti. I partiti politici, gestendo a proprio insindacabile giudizio la cosa pubblica, hanno portato al caos della P.A.. Chi corrompe e ruba viene premiato e chi, invece, professa onestà, insidiato e, magari, anche incarcerato. Lamentano in molti di non avere più quegli ideali e obbiettivi forti del passato. Si lamentano, pechè, al di là delle inutili comodità, non si riesce a trovare un punto su cui tutti possano dire la propria che, nello stesso tempo, sia partecipata da quelli che, con la loro abnegazione e a rischio interno ed esterno, riescono, giorno dopo giorno, a riempire di senso la vita degli "altri!".
Ci vorrebbe un clima da Resistenza partigiana al nemico che avanza, ma, al massimo, ci possiamo contentare di sperare di non essere al centro delle sparatorie di camorristi, mafiosi o terroristi e di sfuggire dalle schermaglie goffe e tristi dei nostri politici.
Un suono, un gesto, un bacio, piuttosto che un mazzo di rose (recise), possono cambiare gli attuali equilibri.
Pochi punti, per un programma politico snello, ma efficace!
1- Rispettare tutto e tutti:
2- Limite di mandati per lo stesso politico (max 2 e non nello stesso posto);
3- Trasparenza amministrativa;
4 - Controllo delle Banche....
Occorre, insomma, che ci sia un risveglio di tutti per poter nutrire ambizioni democratiche e ugualitarie.
Meditate Gente, meditate
Ugo Arioti
martedì 26 luglio 2016
Presentazione del romanzo di Ugo Arioti "L'EQUAZIONE DEL VAPORE"
Nell'ambito di una manifestazione dell'Associazione Culturale Nord Sud,il 16 settembre 2016, Francesco Laterza presenta il romanzo di Ugo Arioti "L'EQUAZIONE DEL VAPORE"
In concomitanza con la
festa del Borgoantico a Villa Lagarina (TN)
l'Associazione nordsud organizza
la presentazione!
In concomitanza con la
festa del Borgoantico a Villa Lagarina (TN)
l'Associazione nordsud organizza
la presentazione!
... Il realismo di Arioti è rivestito di quella particolare patina di
ironia e canzonatura che dà il segno e il livello della sua arte. Il
linguaggio è un piacevolissimo impasto tra dialetto siciliano e
lingua ufficiale, impasto colorito e forbitissimo. Le similitudini,
enunciate a tutto spiano, sono uno degli ingredienti immancabili
della sua variopinta descrizione, come immancabile è quel
suo modo di guardare e riportare scenograficamente ogni angolazione
e ogni particolare di quello che sta intorno...
... Il romanzo è cosparso di volti e personaggi che compongono
il quadro complessivo di un’umanità brulicante che ha
come centro di riferimento Ballarò, nell’Albergheria di Palermo...
...Non soltanto il protagonista, ma tutti i personaggi si affacciano
e si muovono in questo palcoscenico palermitano con
una punta di sottile comicità, che rappresenta il distintivo artistico
– letterario originale e più caratteristico di questo autore.
Le attinenze all’humour pirandelliano, ma anche alla comicità
manzoniana, appaiono evidenti, eppure, questo fondamentale
meccanismo dell’arte, investe tutti quanti i personaggi ed
è giocato dentro uno scomparto umano che non ha nulla di
idealismo, ma che riguarda, invece, la vera e cruda realtà dei
nostri tempi...
... L’autore, profondo conoscitore della sua Palermo, dei palazzi,
delle strade, della storia, ma anche della sua gente,
costruisce numerosi bozzetti con una pregevole vivacità descrittiva
che lo contraddistingue, abbandonandosi non di rado
a slanci personalissimi di autentica poesia, e creando angoli,
passaggi, intermittenze paesaggistiche e monumentalistiche,
che sembrano carezze veloci dell’artista spalmate sopra il racconto
dal fondo umano amarissimo....
... Possiamo concludere tranquillamente che questo volume di
Ugo Arioti si collega alla migliore tradizione letteraria siciliana,
a cominciare dal Verga, e passando poi per Tomasi da Lampedusa,
per Pirandello e per Leonardo Sciascia...
Ugo Arioti nasce a Palermo, il 15 marzo 1955. Laureato in architettura,
inizia presto a svolgere questa sua attività professionale. Ha partecipato
al gruppo Medicultura con il Prof. Aurelio Rigoli, Vincenzo Porcasi,
Francesco Silvestri, Antonio Jannazzo. Oggi scrive e dipinge le sue
tele, che sono molto apprezzate. Il teatro è la sua passione e Palermo
la sua anima. Tra gli scritti già pubblicati:
• Passeggiando per il Corso dei Mille (Il Corso dei Mille a Partinico -
storie, simboli, significati e tradizioni di un sistema urbano aperto)
con la prefazione del prof. Vincenzo Porcasi;
• Partinico: Disegnare il futuro Etnostorico del Territorio e del Centro
Storico della città (Per un modello di sviluppo sostenibile);
• libri di narrativa come "Le ali della libertà", "Il nome di mio padre".
“Mi piace osservare il Mondo degli uomini e le loro occupazioni, preoccupazioni
e sentimenti, insomma tutto quello che chiamiamo modo di
vivere e comporre la storia della gente dal basso e non dall’alto. Bisogna,
come dicevano più illustri scrittori, sporcarsi le mani di umanità e
cercare di capire, piuttosto che dare giudizi affrettati, e, quasi sempre,
pregiudiziali. Devi amare la vita e leggerla comprendendo dentro la
riscrittura l’amore”.
ironia e canzonatura che dà il segno e il livello della sua arte. Il
linguaggio è un piacevolissimo impasto tra dialetto siciliano e
lingua ufficiale, impasto colorito e forbitissimo. Le similitudini,
enunciate a tutto spiano, sono uno degli ingredienti immancabili
della sua variopinta descrizione, come immancabile è quel
suo modo di guardare e riportare scenograficamente ogni angolazione
e ogni particolare di quello che sta intorno...
... Il romanzo è cosparso di volti e personaggi che compongono
il quadro complessivo di un’umanità brulicante che ha
come centro di riferimento Ballarò, nell’Albergheria di Palermo...
...Non soltanto il protagonista, ma tutti i personaggi si affacciano
e si muovono in questo palcoscenico palermitano con
una punta di sottile comicità, che rappresenta il distintivo artistico
– letterario originale e più caratteristico di questo autore.
Le attinenze all’humour pirandelliano, ma anche alla comicità
manzoniana, appaiono evidenti, eppure, questo fondamentale
meccanismo dell’arte, investe tutti quanti i personaggi ed
è giocato dentro uno scomparto umano che non ha nulla di
idealismo, ma che riguarda, invece, la vera e cruda realtà dei
nostri tempi...
... L’autore, profondo conoscitore della sua Palermo, dei palazzi,
delle strade, della storia, ma anche della sua gente,
costruisce numerosi bozzetti con una pregevole vivacità descrittiva
che lo contraddistingue, abbandonandosi non di rado
a slanci personalissimi di autentica poesia, e creando angoli,
passaggi, intermittenze paesaggistiche e monumentalistiche,
che sembrano carezze veloci dell’artista spalmate sopra il racconto
dal fondo umano amarissimo....
... Possiamo concludere tranquillamente che questo volume di
Ugo Arioti si collega alla migliore tradizione letteraria siciliana,
a cominciare dal Verga, e passando poi per Tomasi da Lampedusa,
per Pirandello e per Leonardo Sciascia...
Ugo Arioti nasce a Palermo, il 15 marzo 1955. Laureato in architettura,
inizia presto a svolgere questa sua attività professionale. Ha partecipato
al gruppo Medicultura con il Prof. Aurelio Rigoli, Vincenzo Porcasi,
Francesco Silvestri, Antonio Jannazzo. Oggi scrive e dipinge le sue
tele, che sono molto apprezzate. Il teatro è la sua passione e Palermo
la sua anima. Tra gli scritti già pubblicati:
• Passeggiando per il Corso dei Mille (Il Corso dei Mille a Partinico -
storie, simboli, significati e tradizioni di un sistema urbano aperto)
con la prefazione del prof. Vincenzo Porcasi;
• Partinico: Disegnare il futuro Etnostorico del Territorio e del Centro
Storico della città (Per un modello di sviluppo sostenibile);
• libri di narrativa come "Le ali della libertà", "Il nome di mio padre".
“Mi piace osservare il Mondo degli uomini e le loro occupazioni, preoccupazioni
e sentimenti, insomma tutto quello che chiamiamo modo di
vivere e comporre la storia della gente dal basso e non dall’alto. Bisogna,
come dicevano più illustri scrittori, sporcarsi le mani di umanità e
cercare di capire, piuttosto che dare giudizi affrettati, e, quasi sempre,
pregiudiziali. Devi amare la vita e leggerla comprendendo dentro la
riscrittura l’amore”.
lunedì 25 luglio 2016
Caso Regeni, fiaccolata a Roma. Amnesty International: "L'Italia è un paese solo sullo scenario internazionale"
Caso Regeni, fiaccolata a Roma. Amnesty International: "L'Italia è un paese solo sullo scenario internazionale"
ROMA - Sono passati sei mesi dalla scomparsa e dalla morte di Giulio Regeni,
il ricercatore assassinato in Egitto e il cui corpo martoriato venne
rinvenuto al Cairo lo scorso 3 febbraio. Questa sera a Roma una
fiaccolata (alle 19 in piazza della Rotonda, al Pantheon) organizzata da
Amnesty International. Riccardo Noury è il portavoce dell'associazione.
Perché ancora non si riesce a far luce sulla vicenda?
La Procura italiana sta facendo tutto il possibile. Il problema sono le autorità egiziane,
che rendono tutto più difficile perché vogliono scagionare il governo
del Cairo da ogni responsabilità. La procura di Roma si è vista anche
negare piena collaborazione dall'Università di Cambridge,
per conto della quale Giulio stava svolgendo ricerche sull’economia
egiziana. La commissione istituita al Cairo che lavora al caso Regeni ha
respinto le richieste della procura, dicendo che sono in contrasto con la Costituzione egiziana. Sono motivazioni assurde.
Come giudica l'ipotesi che la morte di Regeni sia uno strumento per sabotare i rapporti diplomatici tra Italia ed Egitto?
Io mi baso su fatti concreti e non su voci. I segni sul corpo di Giulio
sono comuni a molti altri egiziani che hanno subito torture. Il giorno
in cui è scomparso Regeni era un giorno particolare, la capitale
egiziana era piena di agenti di sicurezza perché ricorreva
l’anniversario delle rivolta del 2011 contro il governo Mubarak. A
questo va aggiunto che in Egitto c’è un forte sospetto verso tutti gli
stranieri.
Le istituzioni internazionali hanno richiamato l’Egitto sul rispetto dei diritti umani?
L’Italia è un paese solo sullo scenario internazionale. Dire che Giulio
era un cittadino europeo è stata solo retorica. In realtà, soltanto il
governo italiano si è interessato alla cosa, e lo stesso si può dire per
un cittadino francese che è morto in Egitto nel 2013 di cui si sta
occupando con scarsi risultati solo Parigi. In più sono mille giorni che
un cittadino irlandese
è nelle prigioni del Cairo e Dublino non riesce a tirarlo fuori. A
livello internazionale non c’è nessuno che ci sta aiutando a far luce
sulla vicenda e nessuno che richiami l’Egitto a rispettare i diritti
umani. È proprio questo il problema più grande.
VERONICA DI NORCIA
giovedì 21 luglio 2016
la briscola in cinque di Marco Pomar
Un mese fa, di Lunedì, eravamo a casa di Giorgio.
I soliti amici di sempre, come ogni lunedì da ventun’anni.
Io, Rosario, Giuseppe, Lillo e Giorgio.
Ogni tanto cambia la casa, non il nostro rito della briscola in cinque.
Certo, in ventuno anni è accaduto di saltare qualche lunedì. Quando è morta la madre di Lillo, benché lui insistesse per giocare lo stesso, quando ha rivinto le elezioni Berlusconi, e forse una febbre a quaranta di Rosario.
Giorgio è sposato con Cristina.
Deliziosa, ci sopporta con misteriosa dedizione, ci prepara dolci e ci serve liquori.
E non chiama la polizia quando litighiamo urlando fino alle due di notte.
- Che cazzo chiami il tre di denari con novanta punti se non avevi niente? Come ci dovevamo arrivare? Sei più scemo di Alfano!
- Ma tu che ne capisci di briscola in cinque?
I soliti amici di sempre, come ogni lunedì da ventun’anni.
Io, Rosario, Giuseppe, Lillo e Giorgio.
Ogni tanto cambia la casa, non il nostro rito della briscola in cinque.
Certo, in ventuno anni è accaduto di saltare qualche lunedì. Quando è morta la madre di Lillo, benché lui insistesse per giocare lo stesso, quando ha rivinto le elezioni Berlusconi, e forse una febbre a quaranta di Rosario.
Giorgio è sposato con Cristina.
Deliziosa, ci sopporta con misteriosa dedizione, ci prepara dolci e ci serve liquori.
E non chiama la polizia quando litighiamo urlando fino alle due di notte.
- Che cazzo chiami il tre di denari con novanta punti se non avevi niente? Come ci dovevamo arrivare? Sei più scemo di Alfano!
- Ma tu che ne capisci di briscola in cinque?
Ogni tanto qualcuno di noi resta litigato con un altro e non gli parla
per settimane. Ci si vede lo stesso, fino a quando non ci rimanda di
nuovo affanculo e ci si abbraccia.
È un concetto di amicizia che forse non tutti possono afferrare.
Non abbiamo bisogno di tanto, se non di noi.
E il mazzo di carte è lo stesso di ventuno anni fa, nell’illusione che tutto debba restare come allora.
Ma Lunedì è accaduto qualcosa di spiacevole.
Di tanto spiacevole.
Non avevamo ancora iniziato la partita, e Cristina era andata ad addormentare il piccolo.
Lasciando il computer acceso e il suo facebook aperto.
Ahi.
E Lillo non ha resistito. Uno dei suoi scherzi del cazzo.
Ha cercato il profilo di Mauro, un nostro amico architetto, e gli ha scritto un messaggio privato come se fosse Cristina.
- Tesoro, quando ci vediamo? Ho desiderio di te!
Il bello era che Giorgio se la rideva alla grande, convinto, chissà perché, dell’intelligenza dello scherzo.
Solo che, dopo qualche minuto, Mauro rispose, e non era la risposta sorpresa che ci saremmo aspettati.
- Amore, non dirlo a me. Attendere il giovedì stavolta sarà più pesante del solito.
Lillo provò goffamente a chiudere il portatile, ma il danno era già stato fatto.
Giorgio per qualche secondo pensò a un contro scherzo, poi si rese conto che non c’era nulla da ridere.
Le urla che sentirono i vicini, quel lunedì, non riguardavano il tre di denari.
Adesso i lunedì ci vediamo a casa di Rosario, che è single e non si corrono rischi.
Giorgio e Cristina sono in fase di separazione, e Giorgio ha chiamato Lillo come testimone per la separazione per colpa.
Se non litigano per l’asso di coppe, dovrebbe andare tutto bene.
Marco Pomar
È un concetto di amicizia che forse non tutti possono afferrare.
Non abbiamo bisogno di tanto, se non di noi.
E il mazzo di carte è lo stesso di ventuno anni fa, nell’illusione che tutto debba restare come allora.
Ma Lunedì è accaduto qualcosa di spiacevole.
Di tanto spiacevole.
Non avevamo ancora iniziato la partita, e Cristina era andata ad addormentare il piccolo.
Lasciando il computer acceso e il suo facebook aperto.
Ahi.
E Lillo non ha resistito. Uno dei suoi scherzi del cazzo.
Ha cercato il profilo di Mauro, un nostro amico architetto, e gli ha scritto un messaggio privato come se fosse Cristina.
- Tesoro, quando ci vediamo? Ho desiderio di te!
Il bello era che Giorgio se la rideva alla grande, convinto, chissà perché, dell’intelligenza dello scherzo.
Solo che, dopo qualche minuto, Mauro rispose, e non era la risposta sorpresa che ci saremmo aspettati.
- Amore, non dirlo a me. Attendere il giovedì stavolta sarà più pesante del solito.
Lillo provò goffamente a chiudere il portatile, ma il danno era già stato fatto.
Giorgio per qualche secondo pensò a un contro scherzo, poi si rese conto che non c’era nulla da ridere.
Le urla che sentirono i vicini, quel lunedì, non riguardavano il tre di denari.
Adesso i lunedì ci vediamo a casa di Rosario, che è single e non si corrono rischi.
Giorgio e Cristina sono in fase di separazione, e Giorgio ha chiamato Lillo come testimone per la separazione per colpa.
Se non litigano per l’asso di coppe, dovrebbe andare tutto bene.
Marco Pomar
Scoperti 104 pianeti 'vicini di casa', quattro sono rocciosi
Scoperti 104 pianeti 'vicini di casa', quattro sono rocciosi
Due di questi nuovi mondi
confermati sono poco più grandi della Terra e sarebbero nella fascia di
abitabilità
di MATTEO MARINI
19 luglio 2016
La lista si allunga, ce ne sono
altri 104, tanti sono i nuovi pianeti extrasolari confermati, che vanno ad
aggiungersi agli altri 1.284 individuati da Kepler, un ''segugio'' degli
esopianeti, in quella che può essere considerata una specie di sua “seconda
vita”. Ma c'è di più, quattro di questi 'nuovi mondi' potrebbero essere rocciosi
e due di questi, addirittura, potrebbero essere simili alla Terra.
Si tratta, va detto, di stime basate unicamente sulla posizione e la massa. Sia la composizione che la possibile presenza, per esempio, di acqua allo stato liquido, è ancora tutta da confermare e per farlo serviranno probabilmente anni. Le uniche cose che sappiamo è che questi due pianeti sono un po' più massicci del nostro, il 20% e il 50% in più della Terra, e orbitano la propria stella (K2-72) in quella che è definita come 'fascia abitabile', la Goldilocks zone, a circa 181 anni luce da noi.
Si tratta, va detto, di stime basate unicamente sulla posizione e la massa. Sia la composizione che la possibile presenza, per esempio, di acqua allo stato liquido, è ancora tutta da confermare e per farlo serviranno probabilmente anni. Le uniche cose che sappiamo è che questi due pianeti sono un po' più massicci del nostro, il 20% e il 50% in più della Terra, e orbitano la propria stella (K2-72) in quella che è definita come 'fascia abitabile', la Goldilocks zone, a circa 181 anni luce da noi.
La loro orbita è strettissima, più di
quella di Mercurio. La stella madre però è molto più piccola e fredda del
nostro Sole, una nana rossa, il tipo più comune nella nostra galassia, per
questo “la possibilità che la vita possa nascere su un pianeta attorno a una
stella di questo tipo non può essere esclusa” secondo Ian Crossfield, primo
autore dello studio pubblicato sull'Astrophysical
Journal .
I risultati riportati dal telescopio Nasa continuano a sorprendere soprattutto dopo che, nel 2013, un guasto a uno dei giroscopi ne ha compromesso la capacità di orientamento. Rimasto ''zoppo'', in qualche modo è stato sistemato nel 2014 dai tecnici dell'Agenzia spaziale che gli hanno dato così una seconda chance. Che sta sfruttando benissimo.
Le zone di cielo coperte da Kepler, che proprio dal 2014 si chiama K2, ribattezzato dopo la ripresa della missione, presentavano 197 nuovi possibili pianeti. Le osservazioni da terra grazie al North Gemini telescope e al W. M. Keck Observatory delle Hawaii, l'Automated Planet Finder dell'Università della California e infine l'Università dell'Arizona che ha utilizzato il Large Binocular Telescope (di Stati Uniti, Germania e Italia) hanno permesso di confermarne 104, tutti 'vicini di casa'. Il conto sale quindi a oltre 2.400 esopianeti scoperti da Kepler e K2 osservando la variazione di luminosità delle stelle, possibile indizio del transito da parte di un pianeta. Nessuno ha mai fatto meglio. E K2, dato per spacciato tre anni fa, continua a sorprendere.
I risultati riportati dal telescopio Nasa continuano a sorprendere soprattutto dopo che, nel 2013, un guasto a uno dei giroscopi ne ha compromesso la capacità di orientamento. Rimasto ''zoppo'', in qualche modo è stato sistemato nel 2014 dai tecnici dell'Agenzia spaziale che gli hanno dato così una seconda chance. Che sta sfruttando benissimo.
Le zone di cielo coperte da Kepler, che proprio dal 2014 si chiama K2, ribattezzato dopo la ripresa della missione, presentavano 197 nuovi possibili pianeti. Le osservazioni da terra grazie al North Gemini telescope e al W. M. Keck Observatory delle Hawaii, l'Automated Planet Finder dell'Università della California e infine l'Università dell'Arizona che ha utilizzato il Large Binocular Telescope (di Stati Uniti, Germania e Italia) hanno permesso di confermarne 104, tutti 'vicini di casa'. Il conto sale quindi a oltre 2.400 esopianeti scoperti da Kepler e K2 osservando la variazione di luminosità delle stelle, possibile indizio del transito da parte di un pianeta. Nessuno ha mai fatto meglio. E K2, dato per spacciato tre anni fa, continua a sorprendere.
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