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venerdì 5 luglio 2019

Canto delle stragi dimenticate, piccole morti di fate                            Ugo Arioti@2018

Dove era il tuo occhio, occidentale?
Fuori da Nanchino,
fuori dalla tua piccola galleria di spettri
nascosti nei tuoi cassettini, piccoli e nei sottopancia...
Le chiami prostitute,
hanno accettato di salvare le giovani vergini,
sono simpatiche, ora?
Sei sicuro?
Perchè spaccano i loro specchi per terra!,
li trasformano in tanti pugnali,
e li nascondono sotto le vesti,
per trafiggere i soldati del Piccolo Giapponese
che le avvicineranno per violentarle.
Mentre un padre prega un caporale giapponese
un porco pervertito,
di vedere sua figlia per l’ultima volta,
gli ricorda tutti i soldi che gli ha dato.
Il caporale di fronte ai suoi soldati nega,
e nel suo stesso male annega,
“soldi per lo sforzo bellico”.
Hai visto tua figlia?
Adesso sei contento!,
e gli spara in mezzo agli occhi.
Dove sono le tue mani
dove sono i tuoi occhi,
dove è la tua anima
vojerista senza ideologia,
marxista senza Capitale...
Uomo, uomo immorale.
Dove era il tuo occhio, occidentale?
Fuori da Nanchino,
fuori dalla tua piccola galleria di spettri
nascosti nei tuoi cassettini, piccoli e nei sottopancia...


 

mercoledì 15 giugno 2016

CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE - Ugo Arioti

Dedicata a tutte le donne che sono il vero motore del Mondo e alla mia Daniela, immensa e forte come l'amore. Noi uomini dobbiamo a loro tutto e dovremmo essere i tutori della Pace e del sorriso, non i loro primi denigratori e bestemmiatori e difenderle col cuore, non con finte parole. Questo è essere, per me, contro la violenza sulle donne, contro il femminicidio e lo si fa con piccoli gesti, continui e sinceri, ma forti e significativi.

Guardati e sii fiero della tua compagna
guarda lei, montagna
mare e perno del tuo inutile cuore
latte e amore
perché, allora, sbattuta
offesa, martoriata,
perché la maltratti e la disprezzi?
Qual'è la sua colpa
se per il mondo è andata
ardendo nell'attesa
di un amore immenso
che la trasportasse fuori
da tutte le miserie?
Tu, che da lei sei nato
sei fortunato!
Chiediti chi saresti,
senza la sua passione,
senza le sue emozioni
e senza un suo sorriso
... non darle un altro inganno .... 

(U.A. con una citazione ad A Bassà)

mercoledì 26 marzo 2014

Giorgia canta nuda contro la violenza sulle donne

 
Voglia di ricominciare a vivere, di volersi bene, di chiudere una storia amara. C'è tutto questo e molto di più nel video di Giorgia "Non mi ami". Un grido di dolore e di consapevolezza per lottare contro la violenza sulle donne. Perché chi le aggredisce non le ama, anche se è un marito, un padre, un fratello. Giorgia si presenta nuda, con il viso segnato e coperto dal trucco quasi a nascondere i segni, nel video choc che ci porta a riflettere. A 40 anni la cantante forte della sua maturità personale e artistica si può permettere di aiutare le altre donne a capire quando è il momento di dire basta. E a volte una canzone può fare più di tanti discorsi. Il video è girato da Emanuel Lo, regista, coreografo, scrittore, compagno di Giorgia e padre di suo figlio Samuel. Non mi ami è tratto dall'album Senza paura, anche questo un monito importante per tutte le donne

martedì 16 aprile 2013

Le donne cambiano la storia, cambiamo i libri di storia

Le donne cambiano la storia, cambiamo i libri di storia
A cura di Mila Spicola, pubblichiamo con la partecipazione di tutta la scuola di ecologia culturale euro mediterranea ( redazione Secem)


La storia di Franca Viola

«Non fu un gesto coraggioso. Ho fatto solo quello che mi sentivo di fare, come farebbe oggi una qualsiasi ragazza: ho ascoltato il mio cuore, il resto è venuto da sé. Oggi consiglio ai giovani di seguire i loro sentimenti; non è difficile. Io l'ho fatto in una Sicilia molto diversa; loro possono farlo guardando semplicemente nei loro cuori »
Franca Viola (Alcamo, 9 gennaio 1947) fu la prima donna italiana a rifiutare il matrimonio riparatore, diventando un simbolo della crescita civile dell'Italia nel secondo dopoguerra e dell'emancipazione delle donne italiane.
Il 26 dicembre 1965, all'età di 17 anni, figlia di una coppia di coltivatori diretti, Franca Viola fu rapita (assieme al fratellino Mariano di 8 anni, subito rilasciato) da uno spasimante sempre respinto, Filippo Melodia, imparentato con la potente famiglia mafiosa dei Rimi, che agì con l'aiuto di dodici amici. La ragazza fu violentata e quindi segregata per otto giorni in un casolare al di fuori del paese; fu liberata con un blitz dei carabinieri il 2 gennaio 1966.
Secondo la morale del tempo, una ragazza uscita da una simile vicenda, ossia non più vergine, avrebbe dovuto necessariamente sposare il suo rapitore, salvando l'onore suo e quello familiare. In caso contrario sarebbe rimasta zitella, additata come "donna svergognata".
All'epoca, la legislazione italiana, in particolare l'articolo 544 del codice penale, ammetteva la possibilità di estinguere il reato di violenza carnale, anche ai danni di minorenne, qualora fosse stato seguito dal cosiddetto "matrimonio riparatore", contratto tra l'accusato e la persona offesa; la violenza sessuale era considerato oltraggio alla morale e non reato contro la persona.
Ma, contrariamente alle consuetudini del tempo, Franca Viola non accettò il matrimonio riparatore. Suo padre, contattato da emissari durante il rapimento, finse di acconsentire alle nozze, mentre con i carabinieri di Alcamo preparavano una trappola: infatti, quando rapitore e complici rientrarono in paese con la ragazza furono arrestati.
Subito dopo il fatto, la famiglia Viola, che aveva contravvenuto alle regole di vita locale, fu soggetta a intimidazioni: il padre Bernardo venne minacciato di morte, la vigna fu rasa al suolo e il casolare annesso bruciato.
Il caso sollevò in Italia forti polemiche divenendo oggetto di numerose interpellanze parlamentari. Durante il processo che seguì, la difesa tentò invano di screditare la ragazza, sostenendo che fosse consenziente alla fuga d'amore, la cosiddetta "fuitina", un gesto che avrebbe avuto lo scopo di ottenere il consenso al matrimonio, mettere la propria famiglia di fronte al fatto compiuto e che il successivo rifiuto di Franca di sposare il rapitore sarebbe stato frutto del disaccordo della famiglia per la scelta del marito.
Filippo Melodia fu condannato a 11 anni di carcere, ridotti a 10 e quindi a 2 anni di soggiorno obbligato nei pressi di Modena. Pesanti condanne furono inflitte anche ai suoi complici dal tribunale di Trapani, presieduto dal giudice Giovanni Albeggiani.
Franca Viola diventerà in Sicilia un simbolo di libertà e dignità per tutte quelle donne che dopo di lei avrebbero subito le medesime violenze e ricevettero, dal suo esempio, il coraggio di "dire no" e rifiutare il matrimonio riparatore. Si sposò nel 1968 con un giovane compaesano con il quale era fidanzata dall'età di 14 anni, Giuseppe Ruisi, ragioniere, che insistette nel volerla sposare, nonostante lei cercasse di distoglierlo dal proposito per timori di rappresaglie. Come la stessa Franca ricordò anni dopo in una delle rare interviste concesse alla stampa, il futuro marito le avrebbe dichiarato di non temere ritorsioni da parte dei Melodia, dichiarando: "Meglio vivere dieci anni con te che tutta la vita con un'altra". La coppia ebbe due figli: si trasferì a vivere a Monreale per i primi tre anni di matrimonio, per poi tornare adAlcamo. Giuseppe Saragat, Presidente della Repubblica, inviò alla coppia un dono di nozze per manifestare a Franca Viola la solidarietà e la simpatia sua e degli italiani. In quello stesso anno i due sposi furono ricevuti dal papa Paolo VI in udienza privata.
Franca Viola ha due figli e una nipote e vive ad Alcamo.
Passeranno ancora sedici anni prima dell'abrogazione della norma inutilmente invocata a propria discolpa dall'aggressore: l'articolo 544 del codice penale sarà abrogato dall'articolo 1 della legge 442, emanata il 5 agosto 1981, che abolisce la facoltà di cancellare una violenza sessuale tramite un successivo matrimonio.
(da wikipedia)

giovedì 14 febbraio 2013

BALLIAMO PER DIRE NO ALLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE

Dobbiamo unirci in coro e dire grazie a tutte le nostre donne e non solo nel giorno di san Valentino, ma ogni giorno, perché sono loro che con la loro forza e la loro tenacia tengono in piedi l’UMANITA’. Offendere, umiliare, maltrattare una donna è spesso una cosa che accade nel silenzio di tanti che non parlano e delle stesse vittime che non si ribellano a questa IGNOBILE VIGLIACCHERIA. W LE DONNE e W LA VITA!
SECEM

La notizia:
La grande danza delle donne contro la violenza. Nel giorno di San Valentino, magliette rosse per ricordare le ferite inflitte a chi non può difendersi. Non solo in Italia, ma anche in tutta l'Europa, negli Stati Uniti, in India, Afghanistan, in Angola, milioni di persone partecipano a un ballo collettivo contro ogni tipo di prevaricazione. Un modo per dire 'Basta!' a stupri e femminicidio con il flash mob mondiale One Billion Rising.
Le adesioni sono milioni in tutto il Mondo, oltre 200 paesi e 5.000 associazioni, hanno partecipato a questa campagna fatta di canti, flash mob, marce e danze. Persone scese nelle piazze, seguendo la coreografia Break the Chain. L'iniziativa è stata lanciata da Eve Ensler, l'autrice dei Monologhi della vagina per ricordare che non si può restare indifferenti al fatto che un miliardo di donne, una su tre in tutto il mondo, è stata vittime di violenza almeno una volta nella vita.
A Roma, in piazza di Spagna, il simbolo della giornata è un guanto bianco sporco di sangue, un indumento rosso e la bandiera dell'Italia. A ritmo di tamburi la scalinata di Trinità dei Monti si è riempita di persone. Un flash mob organizzato dall'associazione Hands off Women che aderisce cosi' al flash mob mondiale One Billion Rising. Un ritmo 'liberatorio' che e' partito dall'obelisco di Trinità dei Monti per arrivare in piazza di Spagna al grido di "Basta la violenza  sulle donne! Donne, donne, donne! L'Italia danza contro la violenza! Viva le donne e gli uomini che le sanno trattare bene". Numerose le persone scese per strada anche a piazza del Popolo, al Colosseo, vicino all'Arco di Costantino, per marciare per il One Billion Rising.
In mille a Napoli dove il flash mob è stato dedicato a Giuseppina Di Fraia, ultima vittima della violenza, morta proprio nel giorno di San Valentino.
Circa cinquecento persone si sono radunate invece a piazza Verdi, a Palermo, per danzare contro la violenza sulle donne sulle note di Break The Chain. A Bologna oltre un migliaio di donne si sono radunate in piazza a San Francesco per partecipare a un corteo nel cuore della città, canti e magliette rosse anche nel cuore di Firenze.