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martedì 9 maggio 2017

La Francia e le presidenziali

La Francia e le presidenziali: Emmanuel Macron eletto al ballottaggio, battuta Marine Le Pen. Battuti al primo turno i due partiti storici, i gollisti che candidavano Fillon travolto dagli scandali e i socialisti, ai minimi storici.
Ma chi è Emmanuel Macron, funzionario di banche multinazionali e sostenitore dell'euro e dell'asse Parigi - Berlino? Questo si vedrà, già a partire da lunedì prossimo, quando dovrà mettere mano a una squadra di governo che transiti la Francia verso le elezioni amministrative. Quello è il primo traguardo di Macron, mettere le destre estreme fuori gioco e ricostruire il vecchio sistema, massonico, "socialdemocraico" e liberista. Come sarà l'Europa con un Presidente francese globalista e legato al sistema? Tutto da capire! Il grado di movimento che avrà Macron, dipenderà,  dai movimenti sociali e dai sindacati con la sinistra oltre i socialisti (che pure ha avuto una buona affermazione alle primarie, sfiorando il 20 per cento) da un lato e dallo scacchiere internazionale, agitato dai Padroni del Mondo con il terrorismo e le grandi migrazioni. La Francia, seppur, con una posizione migliore per il debito pubblico dell'Italia, si barcamena pure dentro la crisi del lavoro e la sua economia non è certo pari a quella della locomotiva tedesca. In definitiva, per ora, possiamo dire che i francesi, quelli che hanno scelto di votare, sono andati alle urne per scegliere il meno peggio e ora?,... non resta che vedere fin dove si spingerà, questo nuovo Presidente.

Noi palermitani, filosofi e fatalisti per nascita, amiamo dire che al peggio non c'è mai fine. Chi vivrà, vedrà!
Ugo Arioti

lunedì 21 marzo 2016

Un giorno nuovo tra Usa e Cuba


Obama: "Un giorno nuovo tra Usa e Cuba". Castro "Restano profonde differenze. Revoca totale dell'embargo"

 


È il loro terzo incontro dalla ripresa delle relazioni diplomatiche nel 2014, il primo sul suolo cubano. Il presidente Usa rende omaggio con una corona di fiori al monumento di José Martí, eroe nazionale cubano. Google pronta a estendere rete wi-fi e banda larga sull'isola
L'AVANA - Malgrado gli sforzi di Barack Obama e della sua amministrazione "serve la revoca totale dell' embargo Usa" su cui l'ultima parola spetta al Congresso. Così il presidente cubano Raul Castro nella conferenza stampa congiunta con Barack Obama a Cuba, cui ha riconosciuti gli sforzi compiuti per riavvicinare i due Stati. Per Castro è "essenziale revocare l'embargo perchè ha effetti intimidatori". Obama, che ha raggiunto il leader cubano al Palazzo della Rivoluzione all'Avana nel quadro del processo di normalizzazione trai due Paesi, ha subito replicato: "L'eliminazione totale dell'embargo dipende dal Congresso".  "La tempistica" della revoca dell'embargo a Cuba da parte del Congresso, ha spiegato, "dipende dal superamento delle divergenze tra noi e Cuba sui diritti umani. Non so quando, ma l'embargo finirà".

"Un nuovo giorno tra Usa e Cuba". "Questo è un giorno nuovo tra Usa e Cuba", ha detto il presidente Usa. "Non guardiamo al passato - ha aggiunto - ma andiamo avanti".
È il loro terzo incontro dalla ripresa delle relazioni diplomatiche nel 2014, il primo sull'isola. Dopo quasi novant'anni, un presidente americano è tornato a Cuba.

sabato 13 febbraio 2016

ciò che conta è il gesto etica della vita

Palermo, in via del Celso il "muro della gentilezza" per il libero baratto

"Se non ne hai bisogno lascialo, se ti serve prendilo". È il cartello scritto a mano appeso a due fili fissati sul "muro della gentilezza": l 'iniziativa solidale partita dall'Iran che ha coinvolto alcuni centri abitati di tutto il mondo tra i quali anche l 'Italia.  Dopo Parma,  l'iniziativa e' approdata anche in via Celso, nel cuore  del centro storico di Palermo. Sul muro vengono appesi doni anonimi destinati a qusnti sono in difficoltà.  Al momento però, sul muro della gentilezza di Palermo,  solo due cuscini svolazzanti. (di Paola Pottino)

giovedì 17 dicembre 2015

Is, ucciso giornalista siriano: denunciava i crimini dello Stato islamico a Raqqa


 

 
Ahmoud Mohamed al-Mousa è stato assassinato da un gruppo di uomini mascherati, a Idlib. Faceva parte del collettivo di informazione Raqqa is Being Slaughtered Silently (RBSS), nato nel 2014 e vincitore del premio CPJ. La sua morte è stata comunicata su Twitter

RAQQA - La guerra siriana, in particolare quella più silenziosa che sta distruggendo Raqqa, gli abusi dell'Is, la violenza dello Stato islamico, erano l'oggetto dei suoi reportage, ed è a causa di ciò che scriveva che il giornalista siriano Ahmoud Mohamed al-Mousa è stato assassinato da un gruppo di uomini mascherati, a Idlib. Non è il primo.
l-Mousa faceva parte del collettivo di informazione chiamato Raqqa is Being Slaughtered Silently (RBSS). Il massacro silenzioso di Raqqa. La sua morte è stata comunicata su Twitter dal gruppo, senza fornire ulteriori dettagli.

Da quando è stato costituito nel aprile 2014, almeno altri tre membri del RBSS, collettivo premiato lo scorso mese dal Committee to Protect Journalists (CPJ) con il premio libertà di stampa internazionale 2015, sono stati uccisi dall'Is. Lo scorso ottobre, Ibrahim al-Qader Abd e il giornalista Fares Hamadi a Urfa, in Turchia sud-orientale. Nel maggio del 2014, Al-Moutaz Bellah Ibrahim è stato rapito e ucciso.

Una squadra di giovani reporter, in prima liena, a descrivere la guerra del proprio Paese, a documentare le conseguenze degli attacchi aerei, dei droni, il massacro di una città chiave, considerata il quartier generale e la capitale dello Stato islamico e bombardata dalla Coalizione che ha aumentato gli sforzi come ritorsione degli attentati di Parigi del 13 novembre.

Il CPJ che ha sede a New York ha rilasciato una dichiarazione che condanna l'assassinio. Il suo direttore esecutivo, Joel Simon, ha detto: "Solo poche settimane fa, circa 900 giornalisti, avevano dimostrato solidarietà all'collettivo di Raqqa. Ci ritroviamo ancora qui, tutti in piedi, di nuovo insieme, questa volta in lutto".

 

martedì 4 agosto 2015

Forestale del servizio anticendio arrestato mentre appicca il fuoco


Nessuno, mai, sino ad oggi ha sospettato che la dove esiste un esercito di guardie forestali, amministrativi, tecnici, direttori generali e pezzi di apparato della regione Sicilia, qualche operaio stagionale potesse fare una cosa del genere....mai.... Ma è Crocetta che deve andare a spegnere i fuochi, se sapesse fare almeno questo....
Ugo Arioti

Un operaio in servizio alla riserva naturale di Vendicari scoperto in flagranza mentre tentava di dare fuoco al bosco. Crocetta: "Va licenziato subito"

Un operaio stagionale della squadra antincendi boschivi è stato arrestato mentre appiccava le fiamme nella riserva di Vendicari. Giovanni Conforto, 47 anni di Noto, è stato arrestato in flagranza con l'accusa di incendio boschivo con l'aggravante di essere in zona di riserva. Gli uomini del Nucleo operativo provinciale del Corpo forestale di Siracusa, coordinati dal commissario superiore Angelo Rabbito, hanno effettuato il controllo di una squadra. Il capoturno ha segnalato l'assenza di un operaio per motivi di famiglia. In località Sichilli, in zona B della riserva, gli agenti hanno notato un automobile ed un uomo chino a terra con l'accendino in mano che appiccava il fuoco. Conforto, l'operaio addetto allo spegnimento incendi che mancava all'appello, si è accorto di essere stato scoperto ed è fuggito in macchina ma è stato bloccato. "L'operaio è stato bloccato dopo un inseguimento di circa quattro chilometri che si è concluso sulla Provinciale Noto-Pachino. In tasca - ha riferito Angelo Rabbito, comandante del Nucleo Provinciale del Corpo Forestale - aveva un accendino".

Sul caso è intervenuto il presidente della Regione, Rosario Crocetta: "Sono veramente esterrefatto e indignato di fronte all'episodio che ha determinato l'arresto dell'operaio stagionale della squadra antincendi boschivi, Giovanni Conforto, che è stato arrestato mentre appiccava le fiamme nella riserva di Vendicari - scrive il governatore in una nota -
L'operaio va licenziato immediatamente, è infatti inammissibile che chi deve tutelare il nostro patrimonio boschivo, lo danneggi. E il licenziamento deve essere immediato, per fare comprendere che su queste cose non ci possono essere sconti per nessuno". Il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, ha inviato una nota al direttore della Funzione Pubblica e al direttore del Corpo Forestale "perché prendano i provvedimenti disciplinari di competenza".

Da Repubblica.it - Palermo

giovedì 18 giugno 2015

La Fiumara d'Arte in restauro

 
E' nata trentun anni fa, la Fiumara d'Arte, con le sue opere contemporanee inserite nel paesaggio ha costituito una nuova modalità di porre in relazione l'ambiente con il gesto creativo, per volontà di Antonio Presti: adesso per le opere monumentali è giunto il momento del recupero, per sette delle otto istallazioni firmate da alcuni tra i più grandi artisti contemporanei, che recavano i visibili danni prodotto dal tempo e dagli agenti atmosferici. Tra le prime ad essere recuperate, “La Finestra sul Mare” di Tano Festa, “La materia poteva non esserci” di Pietro Consagra e “Una curva gettata alle spalle del tempo” di Paolo Schiavocampo.
Il progetto di restauro, finanziato con fondi europei, dovrà essere concluso in autunno, ma già da questi mesi sono più visibili gli interventi che stanno riportando alla luce le sculture, consolidate, restaurate, ripristinate nelle parti mancanti. "Fiumara d’Arte è un’opera viva, non una mummia – dice Antonio Presti – E’ giusto rileggere ogni opera e documentarne soprattutto la contemporaneità. La semina spirituale della Bellezza vuole come raccolto sempre una nuova semina da consegnare alle generazioni future".
Si parla infatti di conservazione per un’opera d’arte storicizzata (opere di Tano Festa, Piero Dorazio, Piero Consagra); e si uniscono conservazione e trasformazione se l’artista è ancora vivente (come nel caso di Paolo Schiavocampo, Mauro Staccioli o Italo Lanfredini) . In accordo con l’Accademia di Belle Arti di Palermo, l’apertura di campus didattici e laboratori sul posto. delle stesse opere. I fondi assegnati al Consorzio Intercomunale Valle dell’Halaesa per il restauro e l’implementazione di Fiumara d’Arte – di cui fanno parte i comuni di Castel di Lucio, Mistretta, Motta d’Affermo, Pettineo, Santo Stefano di Camastra e Tusa - provengono da un PO FERS 2007-2013, per un importo di circa 1 milione e 650 mila euro che diventano 2 milioni e 300 mila con i costi di progettazione, consulenze artistiche, espropri, produzione pubblicazioni scientifiche, attività di divulgazione e promozione; ad aggiudicarsi i lavori è stata la RE.CO.GE s.r.l. di Paternò.
L'unica opera che non sarà restaurata, è la “Stanza di barca d'oro” dell'artista giapponese Hidetoshi Nagasawa, camera ipogea chiusa per cento anni, per volontà dell'artista. Le altre opere oggetto del restauro sono “Energia mediterranea” di Antonio Di Palma, a Motta d'Affermo, il “Labirinto di Arianna”di Italo Lanfredini, a Castel di Lucio, “Arethusa”, pareti in ceramica della caserma dei Carabinieri di Castel di Lucio, opera di Piero Dorazio e Graziano Marini. “Piramide – 38º parallelo”dello scultore Mauro Staccioli, realizzata da pochi anni, è l’unica scultura a non aver bisogno di restauro, ma solo della sistemazione degli spazi attorno
(Paola Nicita)

lunedì 25 maggio 2015

Pasolini, archiviata l'inchiesta sulla morte dello scrittore


Pasolini, archiviata l'inchiesta sulla morte dello scrittore

Il gip ha accolto la richiesta della procura. Il legale del cugino: "C'è amarezza. Persa occasione per indagare su vero movente"

l gip di Roma ha archiviato l'inchiesta sull'omicidio di Pier Paolo Pasolini, morto all'Idroscalo di Ostia il 2 novembre 1975. Il giudice delle indagini preliminari, Maria Agrimi, ha così accolto la richiesta sollecitata dalla Procura nel febbraio scorso.

"Non nascondiamo - dice Stefano Maccioni, legale di Guido Mazzon, cugino di Pasolini ed unica persona offesa nel procedimento - una certa amarezza in relazione alle motivazioni addotte dal giudice a sostegno dell'ordinanza di archiviazione. Ancora una volta si è persa l'occasione per indagare sul vero movente di questo omicidio".

"La novità rispetto al passato è quella di aver riconosciuto la presenza di altre persone, oltre a quella di Pino Pelosi, sulla scena del crimine" ha aggiunto l'avvocato. La Procura, infatti, ha disposto una serie di accertamenti scientifici sui reperti grazie ai quali è stato possibile identificare cinque profili genetici però non attribuibili.

"E' assolutamente scandaloso che oggi, dopo 40 anni dalla morte di Pasolini, il processo

 

 si concluda con un nulla di fatto, senza colpevoli e con una archiviazione. Come ucciderlo due volte" afferma, in una nota, la deputata di Sel Serena Pellegrino commentando l'archiviazione dell'ultimo processo sulla morte di Pasolini. "Sel presenterà nei prossimi giorni una proposta di commissione d'inchiesta parlamentare per accertare definitivamente, e in modo chiaro, la verità su quella notte del 1975. Lo dobbiamo a Pasolini" conclude Pellegrino.

lunedì 10 novembre 2014

Gli staccano il contatore dell’acqua per morosità


LA NOTIZIA DI CRONACA
Non vogliamo commentare una così triste notizia, diciamo solo che in una società democratica, civile e progredita, certe cose che già per la Costituzione Italiana  sono DIRITTI PUBBLICI, devono ESSERE DIRITTI INALIENABILI DI OGNI PERSONA e non di CLAN pseudo pubblici che in nome e per conto di una classe politica e amministrativa inesistente e pletorica amministrano questi BENI mafiosamente .....



Gli staccano il contatore dell’acqua per morosità. Pensionato muore di infarto ad Agrigento. M5s: “Solidarietà alla famiglia”

PUBBLICATO IL 10 NOVEMBRE 2014 ·

I Cinquestelle presentano una nuova Interpellanza al Governo regionale

Il deputato saccense all’Ars Matteo Mangiacavallo: “Il gestore provveda a ridurre la portata invece che staccare la fornitura di un servizio essenziale ed indispensabile come quello relativo all’erogazione dell’acqua

 Sul fatto increscioso accaduto qualche giorno fa ad un anziano signore, colto da infarto mentre avveniva il distacco del suo contatore per opera della “Girgenti Acque“, interviene il gruppo parlamentare all’Ars del M5S.

Siamo dispiaciuti e vicini alla famiglia di Salvatore Tafuro”. Il deputato saccense Cinquestelle Matteo Mangiacavallo, oltre un anno fa, avevo fatto approvare una risoluzione in commissione Ambiente all’ARS, con la quale il governo regionale si impegnava ad adottare tutte le misure necessarie per evitare questi “disumani” distacchi. “E’ inconcepibile – afferma Mangiacavallo –che il gestore non provveda a ridurre la portata, invece che staccare la fornitura di un servizio essenziale ed indispensabile come quello relativo all’erogazione dell’acqua. Questo impegno, così come tanti altri, è stato miseramente disatteso”. E ritornando sulla morte del pensionato di Lucca Sicula, i parlamentari aggiungono “questo non rappresenta che l’esempio di come i privati che gestiscono l’acqua mirino esclusivamente al proprio profitto trascurando il lato umano che si nasconde dietro ad ogni singola bolletta. La gente non paga di certo per il piacere di non pagare“.

Sempre Matteo Mangiacavallo, in compagnia degli altri 13 parlamentari siciliani del M5S, ha presentato quest’oggi un’ulteriore interpellanza urgente al Presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta e al neo assessore all’Energia Vania Contrafatto (superati i termini di un mese, sarà riproposta come mozione di indirizzo).

Mangiacavallo torna, infine, sugli impegni disattesi dallo stesso governo regionale: “A proposito della cattiva gestione del S.I.I. nel territorio agrigentino abbiamo prodotto, in questi due anni di legislatura, una serie infinita di atti parlamentari. Tra questi ricordo un’ulteriore risoluzione, recepita come raccomandazione dall’assessore pro-tempore, con la quale avevamo chiesto l’invio di un’ispezione all’ATO Idrico di Agrigento per la verifica delle condizioni che determinano, di fatto, l’applicazione di una tariffa esagerata nella nostra provincia. Da calcoli errati, infatti, derivano bollette insostenibili. E le fatture “pazze” generano utenti morosi, non certo per loro scelta. Il gestore, indisturbato nella sua opera e noncurante dei reclami, procede ai distacchi. E’ un circolo vizioso che bisogna risolvere. Dobbiamo interrompere questa vergognosa catena alimentata nel corso degli anni da soggetti politici, burocrati ed amministratori compiacenti“.

 

giovedì 23 ottobre 2014

Messico, uccisa Felina: usava i social contro i narcos


Messico, uccisa Felina: usava i social contro i narcos. Che twittano la sua morte

Il suo vero nome era Maria del Rosario Fuentes Rubio. E' stata sequestrata e uccisa il 15 ottobre a Tamaulipas. I criminali hanno pubblicato la foto del cadavere sul suo account
 
 
ROMA - Il suo ultimo tweet non lo ha scritto lei. Ma i suoi assassini. "Chiudete i vostri account su Twitter, non mettete in pericolo le vostre famiglie come ho fatto io. Chiedo scusa. Il mio vero nome è Maria del Rosario Fuentes Rubio, sono una dottoressa e oggi la mia vita è arrivata alla fine" si legge nell'account di Felina, questo il suo nome sul social network. Dopo la foto del suo cadavere. E' questa - come riporta The Daily Best - la fine dell'attivista messicana sequestrata il 15 ottobre e poi torturata e uccisa dai narcos a Tamaulipas, nel nord del Paese, città dove si scontrano il cartello degli Zetas e quello del Golfo. 

Felina era stata una degli amministratori di Valor por Tamaulipas (che significa Coraggio per Tamaulipas), il più popolare hub notizie cittadino nello Stato, con più di 100.000 seguaci su Twitter e oltre mezzo milione su Facebook. L’amministratore della pagina, che per motivi di sicurezza lavora sotto anonimato, ha scritto all’agenzia di stampa Ap per ricordare che "la dottoressa è stata una nostra collaboratrice preziosa fino al 2013, poi ha dovuto smettere perché era troppo rischioso per lei". 

Maria usava Twitter per denunciare le attività delle organizzazioni criminali legate alla droga: elencava le azioni criminali, giorno per giorno, luogo per luogo, invitava le vittime a denunciare, a uscire dal silenzio. Lo ha fatto fin quando i narcos sono riusciti a svelare la sua vera identità. La cercavano da tempo: un anno e mezzo fa, un cartello aveva distribuito centinaia divolantini in tutta Tamaulipas con cui annunciava una ricompensa di 600.000pesos (circa 48.000$) per tutti coloro che avrebbero divulgato i nomi degliamministratori del sito.

Il fondatore di Valor por Tamaulipas ha pubblicato una dichiarazione sul sitoche esprime dolore per la perdita di "un angelo che ha dato tutto, la sua vita, il suo futuro, la sua sicurezza e la pace, ha dato tutto per la buona gente del nostro Stato. Oggi Miut3  - il nome dell'account di Maria - ha cessato didenunciare. Ma quello che i criminali non sanno è che Miut3 è parte della nostra anima
 e lei non potrà mai ci permetterci di arrenderci alla criminalità organizzata".

sabato 24 maggio 2014

Il pentimento di Antonio Iovine




Il pentimento di Antonio Iovine, 'o ninno, potrebbe cambiare


la storia del nostro Paese. 


Oggi questa passerà come una delle tante notizie: un 


criminale che ha deciso, magari per paura dell’ergastolo, del 

41bis, di collaborare con la giustizia. Eppure, la decisione di Iovine, 

cambierà per sempre la conoscenza delle verità su imprenditoria e 

criminalità organizzata non solo in Campania, non solo in Italia. La 

terra trema per una grossa parte dell'imprenditoria, della politica e 

per interi comparti delle istituzioni.

l boss Antonio Iovine ha deciso di pentirsi: non è uno qualunque. È un capo, è "il ministro dell'economia" della camorra. È stato condannato all'ergastolo nel processo Spartacus e a 21 anni e sei mesi nel processo Normandia. 

Ora vuole collaborare con la giustizia: è una notizia che rischia di cambiare per sempre la conoscenza delle verità su imprenditoria e criminalità organizzata non solo in Campania, non solo in Italia. Antonio Iovine detto 'o ninno per il suo viso di bambino ma soprattutto per aver raggiunto i vertici del clan da giovanissimo non è un quadro intermedio, un riciclatore delle famiglie, non un solo capo militare. È uno che sa tutto. E quindi ora tutto potrebbe cambiare. La terra trema per una grossa parte dell'imprenditoria, della politica, per interi comparti delle istituzioni. Le aziende grandi e piccole che hanno ricevuto, che sono nate e che hanno prosperato grazie ai flussi di danaro provenienti da Antonio Iovine, si sentono come in una stanza le cui pareti si stringono sempre più.

Il talento di Iovine è sempre stato quello di saper far fruttare il flusso di danaro del narcotraffico, delle estorsioni, delle truffe oltre che sfruttare alla grande gli appalti statali. Tutto il segmento nero diventava investimento vivo, costruzione vera: imprese edili, ristoranti, import-export. Uno dei primi colpi di 'o ninno fu proprio l'acquisto della discoteca Gilda a Roma: una delle sue prime mosse personali nella capitale. Seguendo l'indicazione del padrino Bardellino, Roma era la vera fortezza da espugnare e Iovine l'ha sempre saputo. Ed è qui che si è legato ai tre settori cardine della capitale: cemento, intrattenimento, politica. Ha provato a scalare la squadra di calcio della Lazio, riciclando 21 milioni di euro provenienti dall'Ungheria, attraverso il suo parente Mario Iovine detto Rififì, a Roma ha investito nel settore del gioco d'azzardo legale.

Esistono molti boss della mafia pentiti. Ma nella camorra è diverso: Iovine è stato ai vertici dei Casalesi per oltre dieci anni, non esistono precedenti simili, se non forse quello di Pasquale Galasso, capo della Nuova famiglia. L'altro pentito del clan dei Casalesi che ha cambiato la storia è stato Carmine Schiavone ma era un capo della vecchia generazione, marginalizzato nell'ultima fase, che decise di pentirsi proprio perché estromesso dai vertici, lui che era fondatore del gruppo. Iovine è l'organizzazione. Perché ha deciso di collaborare? A dicembre scorso 'o ninno ha revocato i suoi avvocati. La prima cosa che ho pensato è stata che si sarebbe pentito. L'ho scritto e, come speso accade fui deriso e preso per visionario. Invece è successo ma non riesco ancora a capire perché. 

Sicuramente gran parte del merito ce l'ha Antonello Ardituro il pm che da anni instancabilmente segue le vicende del Ninno. I grandi capi del clan dei Casalesi Francesco "Sandokan" Schiavone e Francesco Bidognetti si fanno il carcere, sepolti vivi, detengono il potere nel silenzio. Quando un capo è al 41bis sa che non può più realmente comandare ma il suo silenzio è l'assicurazione sui soldi della famiglia e soprattutto è un valore generazionale. Un boss non ragiona in anni ma in epoche. Il silenzio di un boss ha un valore inestimabile per i suoi nipoti. È la vera dote. Un investimento sul futuro. Ma 'o ninno è sempre stato un boss sui generis. A differenza di Zagaria definito "il monaco" per l'attenzione maniacale a una vita moderata e disciplinata, Iovine non ha fatto una latitanza da recluso. In 14 anni di latitanza, prima di essere arrestato a Casal di Principe il 17 novembre 2010 si è molto mosso soprattutto in Francia, in Emilia e in Toscana e a Roma, ha seguito il flusso del danaro e i reinvestimenti.

Non ha ancora compiuto 50 anni (è nato il 20 settembre del '64), ha figli giovani, attivissimi su Facebook, e che sono a pieno titolo nella vita sociale della borghesia casertana e romana, una figlia amica di presentatrici tv, importanti imprenditori edili da sempre a stretto contatto con il suo gruppo familiare e suo figlio Oreste che recentemente è finito in galera per traffico di droga, perché dopo l'arresto del padre ha voluto prendere in mano l'organizzazione senza averne davvero le capacità. Enrichetta Avallone, sua moglie condannata a 8 anni, gestiva la sua rete di comunicazione e il Ninno dovrà spiegare come mai un uomo dei servizi segreti le faceva da autista.

Non sappiamo ora cosa potrà accadere nell'agro aversano, come reagiranno i clan visto che i figli di Schiavone Sandokan sono legatissimi ai figli di Iovine. Potrebbe essere l'inizio di un cambiamento epocale. Iovine potrà chiarire molto, moltissimo: potrà parlare delle voci che lo hanno descritto (senza mai nessuna conferma giudiziaria) come il burattinaio dietro la scalata di Ricucci, Coppola e Statuto. Potrebbe chiarire il potere della famiglia Cosentino e dei rapporti con tutta la politica degli ultimi vent'anni. Potrebbe persino raccontare alcune verità che spiegheranno i retroscena alla caduta del governo di centro sinistra. Ricordate? Il governo di centrosinistra nel gennaio 2008 cadde perché Mastella ritirò la fiducia dopo che la moglie venne indagata per tentata concussione. Era successo che Nicola Ferraro (poi condannato per concorso esterno in associazione mafiosa) dirigente Udeur e consigliere regionale chiese a Luigi Annunziata direttore generale dell'Ospedale di Caserta di Caserta di mettere Carmine Iovine cugino del ninno come capo della direzione sanitaria dell'ospedale di Caserta. Solo O' ninno ora potrà spiegare.
Potrebbe essere una vittoria dello Stato importantissima. La verità può essere vicina: imprenditoria politica, giustizia, giornalismo tutto sta per essere attraversato dalle confessioni del Ninno. Costringere i capi dei clan a raccontare la verità perché ormai non hanno più scampo, perché ormai sanno di non poter più vincere: questa potrebbe essere una vittoria della democrazia. Una delle più belle.  
 

giovedì 15 maggio 2014

La prima torre solare eolica del mondo

La prima torre solare eolica del mondo sorgerà in Arizona
Il consiglio comunale di Saint Luis ha dato l'ok alla Solar Wind Energy Tower per la realizzazione del suo primo impianto solare-eolico
(Da repubblica.it)


SI CHIAMA Solar Wind Downdraft Tower ed è la soluzione impiantistica ideata da una società americana per poter produrre energia pulita per 24 ore al giorno, per 365 giorni l'anno. Il progetto potrebbe a breve vedere la luce nel sud ovest dell'Arizona. Qui, infatti, l'amministrazione comunale di Saint Luis ha dato il via libera ufficiale alla società di progettazione, la Solar Wind Energy Tower, garantendole i diritti locali per lo sviluppo della prima torre solare eolica mai realizzata al mondo. L'azienda dispone ora del terreno, 600 acri di terra proprio al confine con il Messico, e ha sottoscritto con il Comune un contratto per lo sfruttamento delle risorse idriche necessarie al progetto. Il sistema, infatti, è dotato di un'alta torre cilindrica nella quale viene creata una potente corrente d'aria ascendente proprio grazie all'incontro tra acqua e l'aria riscaldata dai raggi solari. 
 
Nel dettaglio mano mano che l'acqua è introdotta nella parte superiore della torre, questa viene a contatto con l'aria calda ed evapora, lasciando uno strato inferiore più freddo e denso. Questa corrente discendente (downdraft) precipita in basso alla velocità di 80 chilometri orari e, arrivata in fondo al cilindro, è convogliata all'interno di canali dove sono dislocate delle turbine eoliche; il passaggio del vento nei rotori produce di conseguenza l'energia elettrica . Ovviamente per pompare l'acqua in cima alla torre, il sistema richiede un certo quantitativo di energia, ma la società assicura che la Torre possa auto-soddisfare le sue necessità generando fino a 2,5 GWh. Data di fine lavori: l'anno 2018.

mercoledì 2 aprile 2014

Secessionisti: "Trattavano acquisto di armi". Ira Lega.


 

L'operazione coinvolge 51 indagati: tra loro, anche l'ex deputato Rocchetta ora in custodia cautelare

Blitz dei carabinieri del Ros, in diverse regioni italiane, contro "un gruppo riconducibile a diverse sigle di ideologia secessionista, che aveva progettato varie iniziative, anche violente, finalizzate a sollecitare l'indipendenza del Veneto e di altre parti del territorio nazionale dallo Stato italiano".

Ventiquattro le ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip del tribunale di Brescia per associazione con finalità di terrorismo ed eversione dell'ordine democratico e fabbricazione e detenzione di armi da guerra. Tra le iniziative in cantiere, la costruzione di un carro armato, ormai quasi ultimato, "da utilizzare per compiere un'azione eclatante a Venezia in piazza San Marco".

Tra gli arrestati, anche il leader dei Forconi, Lucio Chiavegato, l'ex parlamentare della Lega, Franco Rocchetta, fondatore della Liga Veneta e tra i promotori del referendum per la secessione del Veneto, e due degli ex "Serenissimi", protagonisti del bliz del "Tanko" a San Marco del '97, Luigi Faccia e Flavio Contin. Secondo gli inquirenti, che escludono "con certezza" l'esistenza di "elementi di collegamento con la Lega Nord", i secessionisti avevano costituito una "Alleanza" eversiva, comprendente vari movimenti: da "alcune recenti conversazioni" si desume che i responsabili ritenessero "imminente un'iniziativa eclatante", da "collocarsi in prossimità delle europee". Accertate riunioni segrete in case, aziende e ristoranti di proprietà degli arrestati e una fitta attività di reperimento di finanziamenti, oltre che l'utilizzo di cellulari "dedicati".

E documentati contatti con la criminalità albanese per reperire armi. Nel programma - scrive il Gip del Tribunale di Brescia nell'ordinanza di custodia - si afferma "la necessità di uso della violenza, al fine di provocare e guidare in armi una rivolta popolare, per giungere alla proclamazione della Repubblica veneta". "Solo noi altri possiamo cambiare la storia..", diceva al telefono uno degli indagati; "E' arrivato il momento di combattere", assicurava un altro. "Parte essenziale del progetto - conclude il Gip - sono pulsioni xenofobe e antimeridionali, e diffusissima e' la rancorosa rabbia per l'imposizione fiscale o per le difficoltà economiche, imputate alla classe politica 'marcia'"

Ad attaccare la procura e a parlare di "arresti bluff" è Umberto Bossi, fondatore della Lega Nord, che dice: "Vogliono fermare gli indipendentisti, ma falliranno". Intanto il premier Renzi si limita ad un commento secco: "Ho fiducia nella magistratura"

SALVINI - Duro il commento del segretario della Lega Nord, Matteo Salvini: "Aiutano i clandestini, cancellando il reato di clandestinità, liberano migliaia di delinquenti con lo svuota-carceri, e arrestano chi vuole l'Indipendenza. Siamo alla follia. Se lo Stato pensa di fare paura a qualcuno, sbaglia", scrive su Facebook.

mercoledì 26 marzo 2014

Giorgia canta nuda contro la violenza sulle donne

 
Voglia di ricominciare a vivere, di volersi bene, di chiudere una storia amara. C'è tutto questo e molto di più nel video di Giorgia "Non mi ami". Un grido di dolore e di consapevolezza per lottare contro la violenza sulle donne. Perché chi le aggredisce non le ama, anche se è un marito, un padre, un fratello. Giorgia si presenta nuda, con il viso segnato e coperto dal trucco quasi a nascondere i segni, nel video choc che ci porta a riflettere. A 40 anni la cantante forte della sua maturità personale e artistica si può permettere di aiutare le altre donne a capire quando è il momento di dire basta. E a volte una canzone può fare più di tanti discorsi. Il video è girato da Emanuel Lo, regista, coreografo, scrittore, compagno di Giorgia e padre di suo figlio Samuel. Non mi ami è tratto dall'album Senza paura, anche questo un monito importante per tutte le donne

domenica 23 marzo 2014

"In Italia nessuna verità sulle stragi"




Latina, in 100mila al corteo di Libera contro le mafie. Don Ciotti: "In Italia nessuna verità sulle stragi"

La 19esima edizione della Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti della criminalità organizzata. Manifestazione in mattinata nel capoluogo pontino con Don Ciotti, il presidente del Senato Grasso e il procuratore Caselli. Il ministro Orlando: "A breve provvedimenti"
di VALERIA FORGNONE e MANUEL MASSIMO
In 100mila in marcia contro le mafie. Latina si è riempita di giovani studenti, anziani, famiglie e bambini per la XIX edizione della Giornata dell'impegno in ricordo delle vittime delle mafie organizzata da Libera e Avviso pubblico. Nel capoluogo pontino sono arrivate anche le biciclette della 'Transumanza per la legalità', e poi tanti cittadini che hanno preso parte alla grande manifestazione per stringersi intorno ai familiari delle vittime innocenti della criminalità organizzata, tutti uniti dal comune sentimento di giustizia e di legalità.

"Siamo venuti qui per affetto, stima e riconoscenza per questo territorio, qui ci sono belle persone e belle risorse - ha detto don Ciotti in testa al corteo - Siamo venuti per cercare verità per don Cesare Boschin e tanti altri e per non dimenticare che le organizzazioni mafiose attraversano tutto il territorio e anche l'Agro Pontino. Ho trovato migliaia di ragazzi, qui c'è un'Italia intera che si è data appuntamento", ricordando che ieri "il Papa è stato chiaro: 'Piangete e convertitevi, in ginocchio chiedo di cambiare vita'". "Le nostre antenne di cittadini ed associazioni - continua don Ciotti - ci dicono che qui le mafie non sono infiltrate, sono presenti. Fanno i loro affari nel settore dell'economia e della finanza. Se fosse solo un problema di criminalità basterebbero le forze dell'ordine ma è anche un problema di case, di povertà e di politiche sociali". Sul caso rifiuti e sulle dichiarazioni del pentito Schiavone, don Ciotti ha ricordato: "Si sapeva da vent'anni, mi sono stupito di chi si è stupito. Boschin vedeva tutto questo dalla sua finestra e sulla sua morte non sappiamo ancora la verità. Non c'è strage in Italia di cui si conosca la verità".