Una discussione tipo tra me e Marco Pomara:
- Hai ancora problemi alla schiena?
- Si.
- Dovresti andare da Lo Sicco. Lo conosci?
- No.
- È il fratello di Giusi Lo Sicco, la moglie di Gazzaniga. Lo sai chi è Gazzaniga, no?
- No.
- Lui aveva il pub Al melograno blu, in società con Gaspare Zullo. Lo conosci Gaspare, no?
- No.
- Gaspare ha scritto un libro interessantissimo su Psicopatologia dello
zenzero. Lo ha presentato Mimmo Lardo. Ti ricordi di Mimmo?
- No.
- Lardo è uno famoso.
- Si, a Colonnata lo conoscono tutti.
- Comunque, se vuoi chiamo Tullio e ti mando da Lo Sicco.
- Tullio?
- Tullio Origano.
- Amico di Lardo?
- No, Origano è il presidente della cooperativa Ciccio Scaccio. La conosci la cooperativa, no?
- No.
- Comunque Origano ti piacerebbe.
- Magari una sera ci vediamo per una pizza. Per Origano è la morte sua.
- Sai con chi sta adesso Tullio?
- Non me lo dire! Con Valentina Salvia?
- No, con Sabrina Pancio Stalteri. Te la ricordi?
- No.
- Sabrina ha una ludoteca per adulti abbandonati dalla moglie. È un
progetto interessante, gli ho curato la parte economica insieme a Lillo
Lo Giudice. Lo conosci Lillo, no?
- No.
- Lillo è un agopuntore diplomato alla scuola di Ankara. Potrebbe aiutarti per la schiena.
- Ma non avevi detto di Lo Sicco? Te lo ricordi Lo Sicco? Il fratello
di Giusi, cognato di Gazzaniga, socio di Zullo, amico di Lardo, che
lavora con Origano, che sta con Stalteri che lavora con Lo Giudice che
al mercato di Ankara un diploma comprò.
- Vabbè, ci sentiamo.
- Salutami Origano.
La scuola di ecologia Culturale è un luogo di scambio di esperienze e di costruzione di tecniche democratiche e pacifiche per lo sviluppo sostenibile delle società umane e si muove per realizzare iniziative (prevalentemente in partnership) per l’educazione dei giovani (la scuola del territorio e uno dei partner naturali della scuola) e lo sviluppo di un capitale umano di eccellenza che dovrà essere protagonista dello sviluppo culturale ed economico delle società e dei popoli Euro Mediterranei.
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martedì 12 dicembre 2017
lunedì 23 ottobre 2017
Ipotesi di Legge sullo Ius Soli di MARCO POMAR - racconti brevi
- Questa ipotesi di legge sullo Ius Soli è una schifezza. Aiutiamoli a casa loro!
- Guarda che questa è casa loro. La legge rende giustizia a chi è nato qui.
- E allora facciamo che chi non parla correttamente italiano non può vivere in Italia.
- Ottimo. E tutti quelli che non sanno coniugare i verbi dove li mandiamo?
- Io non sono razzista, ma in Italia siamo già tanti.
- Forse non sai che la popolazione è calata, rispetto agli anni scorsi.
- Questi vengono qui a rubarci il lavoro!
- No, molti fanno lavori che gli italiani non vogliono più fare, e per di più vengono sfruttati ignobilmente.
- Vabbè, sono negri o no?
- Quello si. E facciamo che tu sei razzista?
- Vengono a violentare le nostre donne!
- Nostre? Nel senso che noi bianchi le possiamo violentare?
- Basta con questo buonismo!
- Eravamo un paese tollerante. Cosa ci è accaduto?
- Continuiamo così, accogliamo tutti.
- L’unica cosa sensata che hai detto finora.
- Loro si fanno saltare in aria, ci ammazzano nelle nostre strade e noi li accogliamo.
- Discorsi di cafè. Il titolo di questa discussione potrebbe essere “Allah al bar!”
- Buonista di merda.
- Fanculo. Vi condannerà la storia.
- Chi?
- La pizzeria Astoria. Conosci?
venerdì 7 luglio 2017
Mattarella ad Agrigento
L'anniversario di Pirandello Mattarella ad Agrigento, come dire uno, nessuno e nuddu 'mmiscatu cu nienti!
Grazie Zio Pirando Ello!
Also sprache Zaratustra
mercoledì 10 maggio 2017
Barzaebra del 10 maggio
Barzaebra
Due ebrei inviati ad uccidere Hitler, nascosti in un vicolo dovevano ucciderlo alle dodici e mezzo. Erano lì con fucili, bombe, coltelli. Dodici e mezzo: niente Hitler. Dodici e quarantacinque: niente Hitler. L'una: niente Hitler. Alla fine uno si gira verso l'altro e fa: «Speriamo non gli sia capitato niente».
Tom Dobbs
Due ebrei inviati ad uccidere Hitler, nascosti in un vicolo dovevano ucciderlo alle dodici e mezzo. Erano lì con fucili, bombe, coltelli. Dodici e mezzo: niente Hitler. Dodici e quarantacinque: niente Hitler. L'una: niente Hitler. Alla fine uno si gira verso l'altro e fa: «Speriamo non gli sia capitato niente».
Tom Dobbs
giovedì 20 aprile 2017
Il Presiniente Crocchetta - avventure di un cialtrone - di Zaratustra
Volavano in alto le stupidaggini e i prestiti a vuoto di cervello di scarafaggio morto! Lui, tronfio e imbecille più del solito, si alzò in piedi per dimostrare tutta la sua cialtroneria!
" Darò cento milioni ai disabili! E' chiaro?!"
" Come?, in vaucher o in prestito!"
" In prestito, risarcibile nel tempo..."
" Sì, a calci nel culo! Comincia a correre!"
ZARATUSTRA
" Darò cento milioni ai disabili! E' chiaro?!"
" Come?, in vaucher o in prestito!"
" In prestito, risarcibile nel tempo..."
" Sì, a calci nel culo! Comincia a correre!"
ZARATUSTRA
mercoledì 1 febbraio 2017
domenica 22 gennaio 2017
flash su Charlie...., pezzi di mer......
Rigopiano, Fiorello su vignetta Charlie Hebdo: "Pezzi di m..."
Nel corso della sua rassegna stampa quotidiana, pubblicata su Facebook, Fiorello si sofferma sulla vignetta di Charlie Hebdo sulla tragedia dell'hotel Rigopiano di Farindola, investito da una valanga lo scorso 18 gennaio. "Je ne suis pas Charlie" dice Fiorello, che aggiunge: "Io una riflessione la farei: pezzi di m..."mercoledì 18 gennaio 2017
La presidenza italiota del parlmento dell'euro è stata concessa al soldatino Tajani
Tajani, l'esponente popolare vince al ballottaggio 351 voti contro i 282
dell'avversario quasi socialdemocratico Pittella. Il neo-eletto, marpionescamente: "Dedico questo risultato alle vittime
del terremoto che ha colpito il mio paese". Il socialista sconfitto:
"Con la nascita di un nuovo blocco conservatore il panorama politico
dell'Europarlamento cambia in modo drammatico"... Sapete cosa è drammatico? E' che non ci sobo diversità tra l'uno e l'altro, solo sfumature più o meno grigie.
Siamo in mano a politici arrivisti e pressapochisti, ma tutti che gravitano nell'area della FINANZA D'ASSALTO CAPITAL LIBERALE E GLOBALE che ha causato la crisi più devastante del secondo e terzo millennio, fin qui.
Che ci resta fare? Ricostruire da capo modelli e utopie umanistice e legate ai diritti dell'uomo e non del Capitale multinazionale.
Meditate gente, meditate
Ugo Arioti
martedì 3 gennaio 2017
Le previsioni per il 2017
Crocetta, la Ztl e le previsioni comico satiriche del 2017
Come
ogni anno, giochiamo a prevedere cosa accadrà in Sicilia nel 2017. E'
satira, certo, ma alle volte... Buon divertimento e buon anno!
PALERMO – Come potrebbero mai cominciare l'anno nuovo i lettori di Livesicilia senza le consuete previsioni per l'anno che verrà? Come da tradizione, abbiamo incrociato antichi vaticini sumeri, oroscopo di Paolo Fox e pronostici del Polpo Paul. Sconsigliando la lettura a un pubblico facilmente impressionabile, precisiamo che queste previsioni non contengono olio di palma.
Gennaio
Leoluca Orlando istituisce a sorpresa la Ztl su viale Regione siciliana. Giusto Catania arruola sessanta nocchieri per trasportare in barca gli automobilisti da via Messina Marine a Sferracavallo.
Tensione a Palazzo d'Orleans. Crocetta caccia via un signore sconosciuto da una riunione di giunta accusandolo di essere una spia di Faraone. Ma era l'assessore Vermiglio e lui non se lo ricordava.
Zamparini: imminente la vendita del Palermo a una cordata vietnamita.
Febbraio
Faraone attacca il governo Crocetta per i suoi fallimenti. E ottiene altri due assessori in giunta.
Primo raduno nazionale dei Professionisti dell'antimafia dal titolo: “Espelliamo i professionisti dell'antimafia”.
Crocetta nomina Nelli Scilabra vescovo di Gela. Papa Francesco non batte ciglio: “Chi sono io per giudicare?”, commenta il Pontefice mentre aspetta Bob Dylan in Vaticano. Ma Bob Dylan non si presenta.
Marzo
A Palermo si indaga sulle firme delle giustificazioni della scuola elementare di Riccardo Nuti.
Lampedusa, il dottore Bartolo dà la vista a due ciechi nati.
Il ministro degli Esteri Alfano parla in inglese all'Assemblea delle Nazioni Unite e per una serie di equivoci lessicali rischia di fare esplodere la Terza guerra mondiale. L'emergenza rientra grazie all'intervento di John Peter Sloan.
Al botteghino sbanca il nuovo film di Pif, “Pasqua col Boss”, raffinata e graffiante commedia sulla mafia ispirata ai cinepanettoni.
Aprile
Processo Trattativa, i pm di Palermo chiamano a sorpresa come testimone l'ex sottosegretario del Partito d'Azione Cavalier Avvocato Gerolamo Bellotti Bon, di anni 104. Ma il teste decede per l'emozione ricevendo l'atto di citazione.
Zamparini: imminente la vendita del Palermo a Kim Jong-Un.
Crocetta nomina Nelli Scilabra regina d'Inghilterra. Proteste dell'ambasciatore britannico.
Maggio
Amministrative a Palermo. Orlando batte Ferrandelli sul filo e per festeggiare pedonalizza tutta la città per quaranta giorni.
Cade il governo Gentiloni. Si va al voto anticipato. Ala lancia la campagna social “Adotta un verdiniano, sta bene su tutto come il nero”.
Partono le Parlamentarie dei 5 stelle. Stringenti i requisiti richiesti: non fare parte dei servizi segreti e/o della Spectre; sapere apporre firme leggibili; credere nelle scie chimiche e/o nei protocolli dei Savi di Sion e/o negli extraterrestri nascosti all'Area 51 e/o nel Mostro di Loch Ness; o-ne-stà!
Giugno
Il più votato alle Parlamentarie è il nipote più piccolo di Cancelleri. Commenta ogni giorno sul blog di Beppe e sa a memoria tutta l'autobiografia di Dibba. Ma ha 12 anni e pare pertanto non sia candidabile. I grillini gridano al complotto.
Non c'è pace nell'Udc siciliana. Alla vigilia del voto si consuma un'altra scissione. Gianpiero D si separa da 'Alia e reclama anche l'apostrofo. La questione finisce davanti ai probiviri.
Il Movimento 5 Stelle vince le elezioni politiche. Lo spread sale a 56mila punti. Mattarella conferisce l'incarico a Nino Di Matteo. Che già che c'è gli chiede se sa qualcosa della Trattativa.
Luglio
All'arena sbanca il nuovo film di Pif, “Sicilia Cosc to Cosc”, raffinata e graffiante commedia sulla mafia ispirata ai road movie americani.
Zamparini annuncia: imminente la vendita del Palermo a un signore di Militello Rosmarino che ha fatto 13 al Totocalcio nel 1988 e ha ancora dei risparmi alle Poste.
Ultimatum di Faraone a Crocetta: pronti a uscire dalla giunta se non si cambia passo. Parte rimpasto lampo: ai renziani tutti e dodici gli assessorati.
Agosto
Con una circolare Crocetta nomina Nelli Scilabra arcivescovo di Canterbury. La Chiesa Anglicana accoglie la notizia con sorpresa.
Primarie del centrodestra per la scelta del candidato alla presidenza della Regione. Vince con il 90 per cento Totò Cuffaro. La consultazione viene omologata.
Settembre
Nel Pd qualcuno si accorge che tra un mese si vota per le Regionali. Sgomento nel partito. Raciti convoca una direzione per scoprire chi minchia è che lo sapeva e non lo ha detto prima a nessuno.
Primarie on line dei grillini per il candidato alla presidenza della Regione. Per un bug nella piattaforma on line vince Totò Cardinale. Ma essendo stato pubblicato in automatico il risultato sul blog di Beppe Grillo esso assurge a dogma ed è pertanto incontestabile.
Orlando estende la Ztl a tutta l'area metropolitana di Palermo. E invia Giusto Catania alla testa di due legioni per piegare alcune sacche di resistenza a San Giuseppe Jato.
Ottobre
Il Pd fissa le primarie per la scelta del candidato presidente della Regione il 31 ottobre. Purtroppo le Regionali si celebrano il 29 senza candidato del Pd.
Totò Cardinale è il primo governatore grillino della Sicilia.
Il governo pentastellato di Roma decide l'uscita dell'Italia dall'euro e il ritorno al baratto.
Novembre
Crocetta trova lavoro come nuovo giudice di X Factor. E porta con sé Lumia come concorrente.
Il ministro delle Infrastrutture Fedez inaugura con i sindaci Orlando e Bianco la nuova linea del tram Pollaci-Librino che collega Palermo a Catania costruita sulla ex autostrada A19.
Dicembre
In tv spopola la nuova serie di Pif “Mamma ho perso l'appello”, raffinata e graffiante commedia a puntate sulla mafia ispirata ai classici per l'infanzia natalizi con una spruzzata di legal thriller.
Beppe Lumia vince X Factor con l'inedito “Sviluppo e legalità”.
Con decreto legge il governo pentastellato di Roma abroga la magistratura giudicante delegandone le funzioni al Fatto quotidiano.
Un dirigibile attraversa i cieli della Sicilia con lo striscione “Siete su scherzi a parte”. Per fortuna.
atira dell'anno che arriva
martedì 20 dicembre 2016
Gino Icaro
<
Pina, amore mio!> < Chi vuoi?> < Ho, nel cuore, un
anelito...un sogno!> < Ma?, suonnu?, nienti?> < Ascolta: io vorrei
volare, come un uccello!> < E picchì un ci pruovi?> < Oh,
come sei comprensiva Pinuccia mia! Posso? > < Certo che puoi,
basta ca mi fa ruormiri!> Così, felice e innammorato, Ginuzzu si iccò
ra finesrtra da stanza i liettu e si fici comu una panella cu "keciappì"
nta strata...u volu u fici, e bonu: cincu piani! L'amore supera ogni
prova e anelito!
domenica 27 novembre 2016
il Piumone - Marco Pomar
- Quando potrò venire di nuovo a letto con te?
- Sarà il tempo a deciderlo.
- Ma come fai a stare senza di me? Sono mesi che mi hai accantonato.
- Mi soffochi.
- Prima dicevi che ti scaldavo il cuore.
- Troppo spesso, forse.
- C’è gente che pagherebbe per avermi.
- Verrà il tuo tempo. Devi sapere aspettare.
- È ora che tu mi riprenda.
- Sei pesante!
- Non possiamo restare ancora in freddo.
- È inutile che mi stai di sopra.
- Dopo tanti anni ancora non riesco a scoprirti.
- Tra qualche settimana ti spiegherò.
- Ho saputo aspettare un sacco.
- Allora a tra poco, piumone.
- Lo spero. In questo cassetto si soffoca.
giovedì 20 ottobre 2016
lunedì 17 ottobre 2016
martedì 30 agosto 2016
BARZCARAMBA 000001
Il capitano dei carabinieri si vede sparire il computer del suo ufficio,
e dopo poco tempo lo trova in una cella di una prigione. Lo riprende
per riportarlo in ufficio e il giorno dopo gli sparisce nuovamente e
dopo di che lo ritrova di nuovo nella solita cella. Il giorno successivo
ancora vede un carabiniere che all'atto di spegnere il computer lo
prende e gli fa: "sei tu che sposti sempre il mio computer nella cella
carceraria?" e il carabiniere: "sì capitano, sono io" e il capitano gli
fa: "ma perché lo porti sempre nella cella" e il carabiniere: "quando lo
spengo sullo schermo appare sempre la scritta 'il computer può ora
essere arrestato' e io eseguo le istruzioni"
lunedì 6 giugno 2016
Sfida all'Ok Cellular di Marco Pomar
Il cellulare è da anni un oggetto indispensabile, una specie di propaggine umana, compagno fedele delle nostre giornate.
Così, un po’ per sfida, un po’ per pigrizia, quando mi accorsi, l’altro giorno, di averlo dimenticato sotto carica, non tornai a casa a prenderlo.
Che se ne stesse mezza giornata per i fatti suoi, e mi lasciasse libero di guardare il cielo mentre passeggiavo, la strada mentre guidavo, le tette delle ragazze mentre parlavo con loro.
Non mi avrebbe liberato dalla schiavitù dello smartphone, ma almeno avrei dimostrato a me stesso di poterne fare a meno per qualche ora.
Dopo mezz’ora mi chiedevo cosa avrebbe potuto pensare Laura se non avessi risposto ai suoi wattsapp, e cosa sarebbe successo se il mio editore avesse deciso di contattarmi giusto adesso.
E quelli della rivista on line, se mi avessero chiamato proprio ora per darmi i soldi che mi devono?
Così, un po’ per sfida, un po’ per pigrizia, quando mi accorsi, l’altro giorno, di averlo dimenticato sotto carica, non tornai a casa a prenderlo.
Che se ne stesse mezza giornata per i fatti suoi, e mi lasciasse libero di guardare il cielo mentre passeggiavo, la strada mentre guidavo, le tette delle ragazze mentre parlavo con loro.
Non mi avrebbe liberato dalla schiavitù dello smartphone, ma almeno avrei dimostrato a me stesso di poterne fare a meno per qualche ora.
Dopo mezz’ora mi chiedevo cosa avrebbe potuto pensare Laura se non avessi risposto ai suoi wattsapp, e cosa sarebbe successo se il mio editore avesse deciso di contattarmi giusto adesso.
E quelli della rivista on line, se mi avessero chiamato proprio ora per darmi i soldi che mi devono?
E sti cazzi!, avrebbero richiamato.
Fatto sta che Laura mi chiamò giusto mezz’ora dopo che ero uscito da casa, e non ottenendo risposta mi telefonò altre ottantanove volte, ogni venti secondi circa.
Non risposi nemmeno, ovviamente, ai suoi sms, messenger, wattsapp e mail, visto che la mia vita comunicativa per quel giorno stava attaccata alla presa del salotto.
Non risposi nemmeno, ovviamente, ai suoi sms, messenger, wattsapp e mail, visto che la mia vita comunicativa per quel giorno stava attaccata alla presa del salotto.
Leggermente allarmata, Laura telefonò a mio fratello prima e a mio cugino poi, i quali prima la tranquillizzarono, poi si agitarono per conto loro, visto che, inutile dirlo, non rispondevo neppure alle loro chiamate.
Laura venne allora a casa mia, e provò insistentemente a ottenere un risultato migliore attraverso il citofono.
Solo che, se uno non è a casa, non è in condizioni di rispondere, da quando l’uomo inventò il citofono.
Laura venne allora a casa mia, e provò insistentemente a ottenere un risultato migliore attraverso il citofono.
Solo che, se uno non è a casa, non è in condizioni di rispondere, da quando l’uomo inventò il citofono.
In breve si venne a creare uno di quegli effetti panico a valanga, dove la palla di neve rotolando assume dimensioni esagerate.
Mio fratello chiamò i pompieri, Laura la protezione civile, mio cugino, sempre ottimista, il prete per l’estrema unzione, il mio vicino di casa le tv locali per l’esclusiva della scoperta del cadavere, sperando di ottenere qualcosa in termini di denaro e popolarità.
Mio fratello chiamò i pompieri, Laura la protezione civile, mio cugino, sempre ottimista, il prete per l’estrema unzione, il mio vicino di casa le tv locali per l’esclusiva della scoperta del cadavere, sperando di ottenere qualcosa in termini di denaro e popolarità.
“Era un brav’uomo, salutava sempre!”
“Io avevo sentito un odore forte, ma pensavo fossero i broccoli bolliti della signora del secondo piano!”
“Io avevo sentito un odore forte, ma pensavo fossero i broccoli bolliti della signora del secondo piano!”
Lo squillo a vuoto del mio telefono che sentivano da fuori la mia porta, confermava la prospettiva di trovarmi accasciato a terra in una pozza di sangue, con i lineamenti contorti e gli occhi sbarrati.
Non appena tornai a casa pensai che avessero finalmente arrestato l’assessore Santamonica, che abitava al terzo piano, per lo spiegamento di polizia, forze dell’ordine, giornalisti, televisioni, curiosi, disoccupati, pensionati e perditempo.
Non appena tornai a casa pensai che avessero finalmente arrestato l’assessore Santamonica, che abitava al terzo piano, per lo spiegamento di polizia, forze dell’ordine, giornalisti, televisioni, curiosi, disoccupati, pensionati e perditempo.
- Scusi, mi fa passare?
- Non si può, è tutto bloccato.
- Ma io devo andare a casa. Probabilmente si stanno preoccupando, sa, ho scordato il telefonino e…
- Senta, c’è un cadavere, dobbiamo aspettare la scientifica, che vuole che ci importi del suo telefonino? Ci lasci lavorare, per favore!
- Ma chi è morto?
- Mah, sembra uno scrittore che abitava qui, si è suicidato.
- Non si può, è tutto bloccato.
- Ma io devo andare a casa. Probabilmente si stanno preoccupando, sa, ho scordato il telefonino e…
- Senta, c’è un cadavere, dobbiamo aspettare la scientifica, che vuole che ci importi del suo telefonino? Ci lasci lavorare, per favore!
- Ma chi è morto?
- Mah, sembra uno scrittore che abitava qui, si è suicidato.
Non ci fu verso di convincerli. Arrivavano le voci più disparate: c’era chi diceva che avevano sequestrato un uomo, e che il sequestratore aveva chiesto un riscatto e un elicottero per fuggire, un altro raccontava di una sparatoria con otto morti di cui ancora non si conoscevano le generalità.
Mentre aspettavo che qualcosa o qualcuno mi consentisse di tornare a casa mia, cominciò a circolare pure il mio nome. Il signor Pomar, quello del primo piano, era stato trovato morto, dopo un mese, in stato avanzato di decomposizione.
- Ma Pomar sono io!
- Cosa dice? Lei non è in decomposizione!
- La ringrazio. Forse un poco appesantito, ma sto bene.
- Ma è sicuro di essere il signor Pomar?
- Lei pensa che se non lo fossi mi farei passare per me? A che scopo?
- In effetti…
- Cosa dice? Lei non è in decomposizione!
- La ringrazio. Forse un poco appesantito, ma sto bene.
- Ma è sicuro di essere il signor Pomar?
- Lei pensa che se non lo fossi mi farei passare per me? A che scopo?
- In effetti…
Alla fine mi fecero parlare con un commissario, che si convinse della mia identità dopo averla letta sui documenti, e me la cavai con una denuncia per procurato allarme.
Mi presi cazziate da Laura (“Sei il solito deficiente! Guarda che casino hai combinato!”), che non mi parlò per una settimana, da mio fratello, dal prete amico di mio cugino, che si rifiutò perfino di benedirmi, dal mio vicino di casa, che scrisse Suca sulla fiancata della mia punto.
Mi presi cazziate da Laura (“Sei il solito deficiente! Guarda che casino hai combinato!”), che non mi parlò per una settimana, da mio fratello, dal prete amico di mio cugino, che si rifiutò perfino di benedirmi, dal mio vicino di casa, che scrisse Suca sulla fiancata della mia punto.
Da allora non lascio più il telefono a casa.
Ho capito che non siamo noi che non possiamo farne a meno, sono gli altri!
Ho capito che non siamo noi che non possiamo farne a meno, sono gli altri!
domenica 3 aprile 2016
Bennett: l’ironia diventa sarcasmo
La satira e l'ironia usate come armi sociali di riequilibrio, è un vecchio gioco, ma val la pena di seguire i fiume per capire quali sono le sponde possibili, eticamente
Ugo Arioti
I suoi monologhi si
svolgono quasi sempre in un interno, ed è per lo più una donna che parla:
seduta in una cucina, in un tinello, dietro la cassa di una bottega, vicino a
un caminetto con fuoco finto. Non è giovane, spesso proprio vecchia, parla di
un uomo naturalmente. Una volta è un marito che, reso invalido da un ictus, fa
di tutto per indispettirla; fino a quando non arriva una giovane badante
straniera che, misteriosamente (o forse neanche troppo), riesce a rimetterlo
quasi in sesto. Un’altra volta è un anziano ed elegante pedicure che, passo
dopo passo, la induce a certi giochi con i piedi che lei non aveva mai
immaginato, ma che hanno l’effetto di far dire a chi la incontra: «Come stai
bene, sei in grandissima forma». Forma — smagliante — probabilmente non dovuta
soltanto al fatto che di calli non ne ha più.
Sei storie narrate con spietato humor, e collocate, questa volta, tutte quante in ambienti di piccola e piccolissima borghesia, in località tendenti allo squallido, tra vicini di casa sempre pronti a spiare, a immischiarsi, a litigare. E il tema di ciascun monologo è stato ispirato all’autore da un ricordo personale, da un incontro, da una conversazione, e poi rielaborato con la magia della sua scrittura. Alan Bennett lo spiega nel dettaglio in un’ampia prefazione di sua mano che si legge come se fosse un settimo monologo, lieve, questo, e spiritoso, privo dell’amarezza che caratterizza gli altri, e privo, soprattutto, dell’ombra fosca che avvolge alcuni.
Ugo Arioti
Bennett: l’ironia diventa sarcasmo
Tono inusuale per Alan Bennett in Il gioco del panin(Adelphi): in sei storie di donne tutto l’astio piccolo borghese dell’Inghilterra. Sembrano monologhi, sono sfoghi
di ISABELLA BOSSI FEDRIGOTTI
Alan Bennett, il prolifico scrittore teatrale inglese,
autore di pièce e racconti dei quali si può dire che hanno fatto storia, come,
per esempio, La pazzia di re Giorgio oppure,
più recente, La sovrana lettrice,
torna con una raccolta di monologhi creati per la televisione, intitolata Il gioco del panino (Adelphi, pp. 132, e
15) ma che non per questo si gustano meno nelle pagine di un libro. Ironia e
leggerezza sono il segno che lo contraddistingue, che ogni volta ritroviamo nei
suoi scritti, assieme a una conoscenza profonda non soltanto dell’animo ma
anche delle abitudini, degli usi, dei modi di vivere, di parlare e di pensare
dell’homo britannicus — che non è poi troppo diverso da quello italicus —
appartenente a un po’ tutte le classi sociali, da quelle più modeste dei
piccoli centri di provincia, da cui proviene egli stesso, fino a quelle alte,
privilegiate, frequentatrici di salotti che, grazie ai suoi successi letterari,
per certo gli si sono aperti.
In queste pagine
composte vari anni fa ma pubblicate solo ora in Italia c’è qualcosa di
diverso dalle altre sue, nel senso che all’abituale, sorridente lievità si
affianca una traccia di amarezza che inevitabilmente trasforma in sarcasmo la
sua abituale ironia. Protagonista dei monologhi è, infatti, il lato oscuro di
quell’uomo britannico — e ovviamente anche della donna — che dietro
l’apparente, ordinato perbenismo o la conclamata bonomia nasconde perfidia,
imbroglio e perversione. Ma essendo in fondo Bennett un comprensivo amante dei
suoi simili, non condanna mai veramente, ma al contrario, prova indulgenza un
po’ per tutti, anche per i più cattivi.
Il gioco del panino (Adelphi, pp. 132, euro 15),
traduzione di Mariagrazia Gini
Poi ne capita una
(un’altra) che detesta il marito in quel modo assoluto delle vecchie coppie
che si detestano. E nell’astio feroce include anche il suo cane, a causa dei
peli che lascia sulla moquette che vorrebbe sempre perfettamente pulita. Lo
odia per via del cane che perde i peli e abbaia sempre, per i vestiti
imbrattati di sangue che porta a casa dal macello dove lavora, per gli stivali
infangati con i quali mette piede in cucina: non per la ragione per la quale
dovrebbe davvero odiarlo; e, soprattutto, temerlo. Sei storie narrate con spietato humor, e collocate, questa volta, tutte quante in ambienti di piccola e piccolissima borghesia, in località tendenti allo squallido, tra vicini di casa sempre pronti a spiare, a immischiarsi, a litigare. E il tema di ciascun monologo è stato ispirato all’autore da un ricordo personale, da un incontro, da una conversazione, e poi rielaborato con la magia della sua scrittura. Alan Bennett lo spiega nel dettaglio in un’ampia prefazione di sua mano che si legge come se fosse un settimo monologo, lieve, questo, e spiritoso, privo dell’amarezza che caratterizza gli altri, e privo, soprattutto, dell’ombra fosca che avvolge alcuni.
martedì 15 marzo 2016
ATTENTI AI CARTONI ANIMATI
Le esternazioni di Adinolfi in merito al cattivo esempio fornito da Kung Fu Panda alle nuove generazioni, sono state ingiustamente accolte con scherno. Eppure è tempo che il mondo dei fumetti cominci ad interrogarsi sui pericolosi modelli rivolti a minorenni indifesi, lasciati soli dai genitori insieme a coppie di cartoni animati contro natura, come Masha e l'orso, situazioni di convivenza ambigue come Paperino e tre nipoti, modelli femminili discutibili come Peppa Pig.
Di ...chi sono figli Qui, Quo e Qua?
Perche li cresce uno zio sfigato, nipote a sua volta di un ricco faccendiere dalle ricchezza di dubbia provenienza?
Adinolfi ha esagerato per difetto.
Cosa c'è realmente tra Asterix e Obelix? Perchè fanno continuo uso di sostanze che alterano le prestazioni, di qualsiasi tipo?
Le relazioni tra Orazio e Clarabella, Topolino e Topolina, Paperino e Paperina, non fanno che attentare al concetto di famiglia tradizionale.
Per non dire di Pippo e Pippa, evidente allusione alla masturbazione!
Come può il ministro Alfano stare tranquillo essendo a conoscenza del rapporto contro natura tra Yoghi e Bubu? Stessa cosa nelle favole, veicolo continuo di messaggi devianti.
La figlia di un mio amico, dopo avere visto più volte Biancaneve, ha detto che anche lei da grande vuole vivere con 7 nani, noti per le loro doti nascoste.
E sembra che da piccola Vladimir Luxuria fosse una seguace di Cenerentola, dalla quale ha preso ispirazioni per i suoi vestiti e le sue perversioni.
Proteggiamo i nostri figli dalle famiglie gender, come Geppetto e Pinocchio, non aspettiamo che sia Bugs Bunny a fare outing, ammettendo la sua omosessualità, non avalliamo ancora i giochini erotici di Silvestro e Titti, il suo uccello del desiderio.
Bravo Adinolfi, noi siamo accanto a te. Anche se non troppo, non si sa mai...
Di ...chi sono figli Qui, Quo e Qua?
Perche li cresce uno zio sfigato, nipote a sua volta di un ricco faccendiere dalle ricchezza di dubbia provenienza?
Adinolfi ha esagerato per difetto.
Cosa c'è realmente tra Asterix e Obelix? Perchè fanno continuo uso di sostanze che alterano le prestazioni, di qualsiasi tipo?
Le relazioni tra Orazio e Clarabella, Topolino e Topolina, Paperino e Paperina, non fanno che attentare al concetto di famiglia tradizionale.
Per non dire di Pippo e Pippa, evidente allusione alla masturbazione!
Come può il ministro Alfano stare tranquillo essendo a conoscenza del rapporto contro natura tra Yoghi e Bubu? Stessa cosa nelle favole, veicolo continuo di messaggi devianti.
La figlia di un mio amico, dopo avere visto più volte Biancaneve, ha detto che anche lei da grande vuole vivere con 7 nani, noti per le loro doti nascoste.
E sembra che da piccola Vladimir Luxuria fosse una seguace di Cenerentola, dalla quale ha preso ispirazioni per i suoi vestiti e le sue perversioni.
Proteggiamo i nostri figli dalle famiglie gender, come Geppetto e Pinocchio, non aspettiamo che sia Bugs Bunny a fare outing, ammettendo la sua omosessualità, non avalliamo ancora i giochini erotici di Silvestro e Titti, il suo uccello del desiderio.
Bravo Adinolfi, noi siamo accanto a te. Anche se non troppo, non si sa mai...
giovedì 10 dicembre 2015
sabato 11 luglio 2015
CROCCHETTA CHI ERA COSTUI?
"Crocetta chi era costui?" dirà il Don abbondio di turno, quando questo pagliaccio tragicomico che sa solo esternare, senza capire quello che dice, andrà a riempire le pagine dell'ei fu! Questo inutile orpello, questa "bandiera di cannavazzo", questo dignitario dell'inutile e del masaniellismo, dovrà, gioco forza, questione di tempo, andare via e scomparire nel libro degli oscuri quaraquaquà di palazzo D'Orleans. Intanto, mano alle statistiche, perchè nel libro dei primati, quello sulla distruzione di un intero corpo amministrativo e di un completo appiattimento sui LADRI D'ORLEANS, le AUTORITA' del pifferaio magico e i Dirigenti Generali ormai generalizzati e riformati e usati come rifiuti da smaltire, questo è un GUINESS che spetta al nostro CARNEADE. Auguri Crocchetta, tanti hanno creduto, per un perverso sentimento razzista mal celato, che un gay fosse sempre un Leonardo. Oggi sappiamo, ed è una grande rivelazione, che anche tra di loro ci sono gli illuminati e quelli, come il nostro cialtrone gelese, allo SCURO, orbi precisi! Auguri siciliani, resistete altri due anni che questo NEANCHE LE BOMBE LO SCOLLANO DALLA SEDIA CHE NON GLI DARà MAI PIù NEMMENO UN UBRIACO sordo muto e cieco!
ALSO SPRACHE ZARATHUSTRA....
domenica 10 maggio 2015
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