mercoledì 27 agosto 2014

puzzle romanzeschi - da Flashback di Ugo Arioti ( cap . 3 - Francesco e Ginetta!)

3




Francesco non ha staccato per un solo istante dello schow di Ricky  gli occhi da Ginetta.  Anche lei si è accorta dei suoi strali. Il ragazzo è adorabile, ha un fisico da palestrato e due occhi verdi smeraldo che sembrano fatti a somiglianza del mare, misteriosi e conturbanti. Non passa certo inosservato. La ragazza non sfugge a questo suo fascino. Continua a tenerlo d’occhio senza mostralo. Lui, invece, è troppo ingenuo e imbranato. Alla fine dello show Ginetta si trova di fronte a lui.
Si avvicinano ancora di più e si sfiorano. Francesco vorrebbe invitarla ad andare in spiaggia con lui, ma è ingrippato e le parole non gli escono.
- Tesoro hai una sigaretta?- gli chiede lei, incenerendolo!
- Io?-
- Si tu. Come ti chiami?-
- Franc … -
- Franco?-
- Francesco!-
- Allora Francesco hai una siga?-
Avrebbe voluto con tutte le sue forze ritornare a cinque anni prima, quando aveva iniziato un corso di Judo in una palestra vicino casa. La prima regola che gli avevano imposto era di non fumare mai. Aveva cominciato a fumare, come tanti giovani, per noia a soli 14 anni. Smettere aveva smesso. Non gli era costato poi molto. In quel momento lo Sport era più importante di una cartina di tabacco che brucia i polmoni. In effetti non aveva mai aspirato completamente una sigaretta, semmai ne aveva utilizzato la capacità di fare gruppo con altri come lui. Ora tutto questo gli si ritorceva contro. Chiedere a Gavino? No, lui non aveva mai fumato. Milio, Tore e gli altri erano troppo lontani, persi nella folla dei fans. E questa splendida gnoccolona che gli fa il filo per una sigaretta che lui non ha! La vita a volte è spietata.
- Mi dispiace non fumo. - riuscì a dire.
Lei lo guardò, sorrise e si girò dall’altra parte dove quattro ragazzotti erano già pronti a regalarle una sigaretta eccezionale.
Che sfortuna!
Incavolato con se stesso per non avere trovato un argomento migliore tornò verso il privè, solitario.
The show mast go!
Nel privè non c’era nessuno. Sedette mettendosi le mani in testa. Al tavolo tre coppe di champagne ancora fresco con le bollicine che venivano su come stelle cadenti all’incontrario.
Nella sua testa rivedeva la scena preparata per tutta una sera e poi svanita per una banale sigaretta. Nei film lei chiede: Sa dirmi che ore sono! Non chiede: Che sigarette fuma?
Mah! È andata così. Occasione sprecata. Meglio non pensarci più.
Di chi sarà questo champagne? Sette coppe. Quattro vuote, una mezza e due piene ancora. Lo avranno portato mentre eravamo in pista a ballare.
Senza indagare oltre Francesco prende la coppa davanti a lui e la scola d’un fiato. La depone sul tavolo e si volta verso il mare per cercare un conforto e una consolazione. La festa continua e la musica riprende più forte.
Solo con i suoi pensieri Francesco è solo nel privè del dancing costruito per una notte.
Entra nel salotto privato Vespacci. Prende le due coppe di champagne rimaste ed esce a cercare la Brix.
Ginetta vaga come una ninfa seguita dai satiri nella passerella esterna. Il manager la vede e si avvicina per portarla in salvo.
- Ti ho portato lo champagne!-
- Grazie Mino!- rispose la stellina stanca di quella corte di barbagianni e giovani satiri.
- Su brindiamo!-
- Cin Cin!-
- Cin Cin!-
Ginetta bevve d’un fiato.
- Accompagnami in stanza. Sono stanca.- disse al suo Pigmalione. Vespacci no si fece pregare.
- Vieni con me, facciamo una scorciatoia che ci fa arrivare prima.-
I suoi occhi erano più lucidi e le pupille cominciavano a sgranarsi. La prese per la mano e la condusse giù per la scaletta che portava in spiaggia, sotto le palafitte. Si inoltrarono nella pineta.
Il manager, a quel punto, si addentrò in un discorso filosofico sulle persone che sfruttano i sentimenti di chi è più sensibile e indifeso. Lo faceva per vedere se il ghb le aveva già fatto effetto.
Ginetta si dimostrava docile alla sua guida, forse era più per sfuggire a tutti quegli occhi che la stavano divorando da quando era entrata in Sala, piuttosto che per sentire le solite litanie del Vespacci che era sempre pronto a saltarle addosso come un Leone affamato. 
- Ti ricordi di Luana?- le chiese.
- Certo! Quella rossa che ti faceva impazzire … dicevi che sarebbe diventata una grande Diva del cinema!-
- Una stronza! Una che sfrutta le amicizie … e poi … -
- Ma che fine ha fatto?-
- Non lo so e non lo voglio sapere. Le ho fatto conoscere un produttore americano e lei, per ringraziamento, è fuggita con lui a Miami! Stronza, sarà solo un'altra amante abbandonata. Mentre io … io si che ne avrei fatto una star!-
- E così l’hai fatta scappare?- sorrise la Brix che già intuiva dove sarebbe andato a parare il suo manager.
- Non mi capiva … - continuò lui.- Peggio mi sfruttava per i suoi comodi dato che la mia sensibilità mi rendeva molto accondiscendete con lei e sapeva, perché lei lo sapeva, che avrei potuto farla diventare una vera Star … per amore … lei mi sfruttava, approfittava della mia cotta per lei … mah’ … hai capito la lurida!!-
- Parole sante... C'è sempre il rischio di venire sfruttati quando si è più sensibili.- gli rispose velocemente lei continuando verso la stanza dove alloggiava, la 202, proprio accanto a quella del suo agente.
- Purtroppo non tutte le persone sono buone e comprensive. L'unica cosa che bisognerebbe sempre fare è non farsi prendere dal'infatuazione e valutare se quella che amiamo è una persona degna di avere una relazione con noi...- sentenziò il Vespacci.
- Proprio così, Mino. Ma ora fammi andare a dormire. Sono veramente stanca.- Sospirò Ginetta.
Ma il Satiro ora era addosso a lei e la trascinava per la pineta deserta. Strinse la morsa della sua mano sul braccio della velina.
- Mino! Mi fai male. Lasciami il braccio.

Vespacci ebbe un attimo di esitazione. Non riusciva a comprendere come mai lei fosse ancora così lucida e sentisse la stretta robusta della sua mano. Lasciò la presa. Fu un attimo. La Brix lo guardò negli occhi e vide che erano quelli di un maniaco. Si spaventò e scappò.

sabato 23 agosto 2014

Pomodoro e Federico II



Fino al  30 novembre 2014 le opere di Arnaldo Pomodoro saranno in mostra in Puglia, nella cornice medievale di tre dei Castelli di Federico II di Svevia: il Castello Svevo di Bari, l'ottagonale Castel del Monte, riconosciuto dall’UNESCO “Patrimonio Mondiale dell’Umanità”, ed il Castello Svevo di Trani, in assoluto tra le più importanti testimonianze delle residenze e fortezze imperiali del Meridione. L'esposizione presenterà 24 opere tra scettri, scudi, lance di luce, steli, e sfere, originali declinazioni contemporanee di emblemi antichi che articoleranno un dialogo ideale con questi luoghi carichi di storia, simbolo dello straordinario connubio di potere e cultura espresso dallo “Stupor Mundi”.  Lea Mattarella, la curatrice, ha così commentato: «Tre atti di un’unica grande mostra, in cui le opere di Pomodoro reinterpretano lo spazio con quel linguaggio che lui ci ha insegnato e che oramai è riconoscibile, ma che ogni volta rileggiamo in nuove organizzazioni sintattiche». E’ questo un evento espositivo senza precedenti in Puglia, promosso dal MIBACT, dalla Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici della Puglia e dalla Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Bari, Barletta, Andria, Trani e Foggia, in collaborazione con Il Cigno GG Edizioni che ne ha curato il catalogo, Nova Apulia e lo Studio Copernico di Milano.



OGGI è il giorno dell'overshoot day !!!

OGGI è il giorno dell'overshoot day !!!



L'overshoot day, è il segnale di un livello di vita sempre meno sostenibile in termini ecologici a causa anche dell'aumento dell'utilizzo delle risorse tutto a sfavore dell'ambiente !!!
Tra tutte risalta la corsa al petrolio, con le nuove 20 autorizzazioni che il ministero dell'Ambiente starebbe per rilasciare per operazioni di ricerca e di estrazione al largo delle coste siciliane.
Tra queste autorizzazioni una è la “Offshore Ibleo” dell’Eni, che prevede otto pozzi, gasdotti e una piattaforma in mare a largo della costa tra Gela e Licata, oltre ad infrastrutture di terra proprio dentro l’area protetta di Biviere di Gela.
Il decreto ministeriale, che ha sancito la compatibilità ambientale delle nuove trivellazioni nel Canale di Sicilia, sicuramente nasconde le vergognose omissioni sulle valutazioni dei rischi di: incendi sulle piattaforme, di frane del sottosuolo marino, di dispersione di petrolio in mare,....
Questa corsa al petrolio, sicuramente pone le basi per un disastro ambientale nel Mediterraneo, visto che le auorizzazioni consentono alle piattaforme petrolifere, di stazionare anche a poco più di 20 km dalla rive e vicinissimo ad aree protette e riserve naturali. I rischi e i danni ambientali ai cittadini, procurati da queste nuove autorizzazioni, saranno irreversibili, e determinano solo guadagni nelle tasche dei soliti noti ... le multinazionali del petrolio !!
Se Renzi vuol bene al paese del "Sole".... allora blocchi immediatamente le autorizzazioni alle trivelle nel mare ....



mercoledì 13 agosto 2014

ALLARME! L'AFRICA MIGLIORE IN PERICOLO



ALLARME! L'AFRICA MIGLIORE IN PERICOLO

Il Caporedattore del bimestrale burkinabè, "L'Evènement", Newton Ahmed Barry, teme, purtroppo a ragione visto che altri suoi colleghi sono stati ferocemente assassinati, per la sua vita. Di seguito la sua accorata denuncia e i terribili perché' della sua possibile eliminazione. In Burkina, uno dei paesi più poveri del mondo, e' al potere, dopo un sanguinoso colpo di stato, un burattino a disposizione degli interessi francesi ed americani nell'area, Blaise Compare. E' lui che ha armato le mani assassine che hanno ucciso Thomas Sankara, il più giovane e straordinario presidente africano, il simbolo vivente di un possibile futuro diverso per quel continente.
INVITO TUTTI AD INVIARE MAIL DI PROTESTA E A SUO SOSTEGNO AL'AMBASCIATA DEL BURKINA IN ITALIA . BASTANO LE DUE RIGHE CHE SEGUONO
ambabf.roma@tin.it
NEWTON AHMED BARRY, CAPOREDATTORE DI L'EVENEMENT, DEVE VIVERE E IN PACE. NOI VIGILEREMO PERCHE' NIENTE E NESSUNO METTA FINE ALLA SUA VITA ED AL SUO LAVORO DI GIORNALISTA ONESTO.
_____________________________________
Io sottoscritto Newton Ahmed BARRY, giornalista e caporedattore a L’Evénement, vorrei allertare con la presente le organizzazioni di difesa dei diritti umani e di difesa della stampa sulle gravi minacce ricevute riguardo la mia sicurezza e la mia stessa vita.
Giornalista di investigazione, dal 2001, data di creazione del nostro giornale L’Evénement di cui sono co-fondatore e responsabile di redazione, sono nel mirino del regime Burkinabè che ha moltiplicato gli atti intimidatori alla mia integrità morale e fisica. Ad ogni situazione di crisi, in ragione dell’audience del nostro giornale, aumentano gli atti di sorveglianza, di intimidazione e anche di minaccia.
Nel 2001, al culmine della crisi che si è prodotta a seguito dell'assassinio del giornalista Norbert Zongo, il mio nome è stato citato in un elenco tra persone da eliminare come « cosiddetti banditi ». La direzione della sicurezza dello stato, ci ha convocato per rimetterci il testo della minaccia. Nessuna disposizione è stata presa per la nostra protezione. Almeno, non a nostra conoscenza.
Nel 2001, dopo la misteriosa morte dell'ex ministro della Costa d'Avorio, Balla Keita, allora rifugiatosi in Burkina Faso, per dissuadere il giornale L’Evénement che indagava sul caso, il Ministro della Sicurezza ed il capo di Stato Maggiore della gendarmeria mi ha accusato di « crimine di intelligenza con l’estero ». Convocato e sentito per delle ore, sono stato infine rilasciato senza seguito. I giornali vicini al regime avevano rilanciato il caso dandogli un contenuto totalmente stravagante.
Nel 2006, quando il giudice istruttore pronuncia un « non luogo a procedere » sul caso Norbert Zongo (giornalista assassinato nel dicembre 1998 e per il quale sono messi in causa degli elementi della guardia presidenziale) siamo stati citati in tribunale e condannati a tre mesi di reclusione con il beneficio della condizionale, per avere scritto che « tutti i fatti, tutte le inchieste seriamente documentate all’interno del dossier mettevano in causa François Compaoré ».
Il ricorso in appello da noi presentato per questa condanna non ha mai avuto seguito.
Con il crescere della febbre politica degli ultimi anni, con l'intenzione ora affermata del presidente Blaise Compaoré di rivedere l'articolo 37 della costituzione per sopprimerne la clausola che limita il numero dei mandati presidenziali a due, la pressione su di me è diventata ancora più forte.
Nel febbraio 2014, in mia assenza, sono stato vittima di intrusione notturna presso il mio domicilio. Il mio custode è stato gravemente ferito, con infortunio di circa un mese. Una denuncia fu depositata al SRPJ di Wemtenga.
Nel maggio 2014, la mia automobile è stata vandalizzata, il parabrezza è stato sfondato e mi sono stati sottratti effetti personali. La polizia di Wemtenga è intervenuta a constatare il danno. In seguito, per questione di sicurezza, il custode si è licenziato. Nessun altro custode vuole più sorvegliare la mia casa perché vengono costantemente intimoriti.
Infine, il 30 luglio è stata svaligiata la sede del giornale L’Evénement. E’ evidente che il loro solo obiettivo era « il redattore capo di L’Evénement il cui l'ufficio è stato scrupolosamente perquisito ». Il mio computer, il mio cellulare, una somma importante di denaro e i miei dossier sono stati rubati. Gli svaligiatori non hanno preso nulla negli altri uffici, nonostante abbiano visto e spostato oggetti di valore. Questo furto è da legare a due dossier sensibili sui quali stiamo investigando. Si tratta del caso « Salif Nébié », giudice al Consiglio Costituzionale ritrovato misteriosamente morto lo scorso maggio e sul caso « esplosione a Larlé » dello scorso 15 luglio.
Perché questa nota di allerta: so che l'opinione nazionale è in generale sensibile davanti a tali richieste di aiuto. Personalmente, vi ho dato consenso solo dietro pressione degli amici, convinto che non si possa far niente contro il potere dei servizi dello stato. Ci troviamo ad una svolta in cui « la ragione ha abbandonato » un buon numero di attori della scena politica. L'impensabile è ormai possibile.
Questa nota di allerta, senza dubbio non cambierà nulla. In questi ultimi anni, le forme di messa a morte sono state perfezionate bene. Se non altro, potrà servire ai posteri.
Ouagadougou, il 07/08/2014
Newton Ahmed BARRY

lunedì 11 agosto 2014

Good Morning Robin



No. No. Questa è stata la mia prima reazione, leggendo su Facebook la fine di uno degli attori e uomini che io ho amato e che tante volte con il suo sorriso melanconico mi ha dato una speranza importante per continuare la mia strada.
E ora? Dove posso immaginarmelo un uomo che da piccolo marziano a grande eroe ha segnato tutti i passaggi della mia storia terrena e mi ha fatto sorridere delle debolezze e della morte. La farfalla che vola dalle sue mani e ricorda l'amata e il Mondo dall'aldilà con i suoi campi di anime e di fiori, ma, ancora, l'attimo fuggente e poi sopra a tutto un grido di battaglia di chi non si da mai per vinto anche in condizioni estreme come la guerra del Vietnam: Good Mornig Vietnam!
I suoi biografi, ora si scateneranno e cercheranno tutti i ritagli della sua vita per giustificarne una morte così triste per un essere umano. Io, invece, voglio continuare a pensarlo come un padre e ad amarlo come un figlio, rispettando il dolore di chi gli è stato più vicino.
Good Mornig Paradise, Robin!

mercoledì 6 agosto 2014

Ridere di noi fa bene alla vita!

Chi non ricorda e non ha mai letto una vignetta o una striscia di Schultz, intendo CHARLIE BROWN e LINUS e SNOOPY e compagne? Vi vogliamo riproporre alcune di queste in questa piccola rubrica intitolata: Ridere di noi fa bene alla vita! Speriamo siano di vostro gradimento! 
Redazione Secem








lunedì 4 agosto 2014

Serata di solidarietà con il popolo No Muos

Nell’ambito della manifestazione Un’Estate con SiciliAntica SiciliAntica In difesa della sovranità. 
Serata di solidarietà con il popolo No Muos 



Palermo, spazio Pyc, via De Spuches, 20 
Mercoledì 6 agosto 2014 - ore 18,30

domenica 3 agosto 2014

Dopo la stesura definitiva e il si in aula a quello che resta della finanziaria delle toppe abbiamo intervistato coso, si il Fac … totum ego di Palazzo D’Orleansise!

Dopo la stesura definitiva e il si in aula a quello che resta della finanziaria delle toppe abbiamo intervistato coso, si il Fac … totum ego di Palazzo D’Orleansise!


Cari amici vicini e lontani abbiamo intervistato Arlecchino servo di due padroni. No, scusate, lo stalliere di Caropepe. Insomma chi è? Sto facendo una figura di …. con i nostri ascoltatori.

Pubblicità! Stop, stop.

Ricominciamo.

<Buon giorno amici della radio Also Sprache Zaratustra. Dopo le fatiche per la messa in porto della Finanziaria regionale abbiamo intervistato il capocomico di palazzo D’Orleans per voi! Lui ci ha raccontato come si è svolta la commedia e ha avuto parole di elogio per i suoi figuranti e per le figuracce che tutto il Governo della RIVOILLUSIONE SICILIANA ha fatto!> 

- Caro Presiniente Crocchetta che ci incocchia di questa pagliacciata farsesca?-

- "Per salvare la Sicilia non serve quello che gli altri dicono, io invoco i caschi blu dell'Onu"!!! – principia prendendo una trombetta di carnevale!

- Scusi, Lei è stato attaccato da alleati, imprenditori e sindacati, ora si chiude a riccio. E, magari,  boccia di nuovo il rimpasto chiesto dal Pd, oggi per farlo domani a calci nel …..?-

- Lei non mi vuole capire ho detto e ripeto che per salvare la Sicilia io invoco i caschi blu dell'Onu!-

- Si e magari l’antidroga e l’antiterrorismo!- lo sapevo che delirava, ma non sapevo a che grado fosse arrivata la malattia degenerativa di questo “Masaniello”! Che fa insisto?-

-Insisti, insisti!-

-  Secondo lei, il basso profilo della Finanziaria approvata all'Ars e la mancanza di riforme non sono colpa del suo governo ma dei partiti, allora?.

- Vogliono il "Cambio di passo del governo? Ci vuole un cambio di passo della politica. Molte cose sono state frutto in questa finanziaria di odi e vendette trasversali! Si c’è l’hanno con me perché ho infilato in giunta i più brocchi di tutta la Sicilia e dintorni, e la zita del mio amicone Lumia, dolce Lumi! –

- Scusi, non si sciolga in scilinguagnoli, abbiamo un intervista da fare … continuo?-

- si continua, vai!-

- Scusi buon uomo, “pardon” buon e basta, scusi ancora tolgo pure il buon che non si addice alla sua eccellentissimissima persona di scena del Circo equestre Regione Siciliana. Dicevo, deve cambiare passo chi vuole conservare il sistema…. Mi pare di averle sentito blaterare?!?-

 - Sicurissimo!  A meno che non si voglia che questo governo mantenga lo status quo. E nel Pd chi fa questa richiesta è lo stesso che blocca le riforme, ha capito. Daccordoooo?!-

- Stia calmo, non si agiti e soprattutto tenga la camicia e la cravatta …. Secondo quanto sta biascicando Il Pd in aula "si è comportato come il suo più acerrimo nemico? Dico bene? –

- Oh finalmente, vede che mi capisce! Si può bloccare un'iniziativa solo perché quel territorio non appartiene a un parlamentare? Vi sembra normale che è stato bocciato l'articolo sull'Interporto di Termini Imerese solo per fare un dispetto a Giuseppe Lumia?-

- Lasciamo perdere Lumia e la sua ragazzina assessora dei giochi della gioventù del peloponnesso, lei ha risposto duramente anche a un altro suo alleato: Gianpiero D'Alia dell’UDC?-

- E si, e si, aveva definito "pietosa" la manovra. Critiche irriverenti e inaccettabili, da parte dello stesso partito che ha affossato il cambiamento. Il mio cambiamento. Lo dica ai nostri amici ascoltatori. Io volevo che la Sicilia diventasse un Pianeta e fosse iscritto nell’organizzazione universale del sistema solare! Me lo hanno impedito questi cialtroni. Io stesso volevo diventare un marziano e dare a tutti i siciliani la possibilità di diventare omini verdi. Bassi ma con un XXXXXXXX ….. -

Pubblicità!

<Cari amici vicini e lontani, anche contro tutti, Crocettina non si fa dettare l'agenda politica dal Pd.No e sapete quale è il suo giudizio su questo schifo di impapocchio che lui chiama legge finanziaria regionale? Ora ve lo dico:  "Non fa sognare ma ha rimesso i conti in ordine. La Sicilia sarebbe fallita senza questo governo". Semplicemente abominevole! Diceva mio nonno: al peggio non c’è mai fine e se è così inorridisco a pensare cosa potrebbe accaderci ancora dopo! Da palazzo D’orleans vi saluta con rispetto il vostro Also Sprache Zaratustra, tenetevi forte la discesa è già iniziataaaaaaaaaaaaaaaaaa>

Amici, solo per amor di letteratura vi narro cosa ha detto del Presiniente Crocettina il suo grande ex amico D'Alia: "Solo un cretino non si rende conto del disastro economico in cui ci troviamo e solo un cretino non si rende conto che il clima d'aula è determinato dall'inesistenza di una maggioranza politica e dal dominio assoluto di deputati trasformisti che stanno tutti a elemosinare alla corte del governatore. E io non penso che Crocetta sia cretino... ma che, peggio ancora ... (OMISSIS)".

Il Presiniente Crocetta gli ha risposto in musica cantando così: "I coup de thèãtre al limite dell'insulto non fanno parte della buona politica, perchè quando si  parla di cretini che non capiscono io rispondo che non esiste solo questa categoria ma esiste anche quella dei meteropatici che improvvisamente e per un motivo irrazionale cambiano idea a ogni cambio di stagione: l'onorevole D'Alia non è fra questi ma si sta allenando per entrare nel gruppo".


<Ditemi: po fari chu scuru i menzanotti?>

Zaratustra siculo per servirVi

lunedì 28 luglio 2014

I racconti della domenica: Miracolo a Torrazza ( Ugo Arioti@2014)



Miracolo a Torrazza



L’estate siciliana spinge gli uomini al mare. L’oceano nostro, il Mediterraneo, che da millenni è culla della civiltà classica, oggi nasconde nel suo grembo materno le storie degli uomini e degli animali che l’hanno attraversato o ascoltato. 
Arriva sempre per noi, popolo di queste acque, il tempo che senti nel cuore il desiderio di viverlo e di abbandonarti tra le sue braccia, ricche d’amore e, allo stesso tempo, di pietà per tante anime in pena, per quelle figlie e quei figli che si sono persi attraversandolo, nel disperato tentativo di raggiungere una delle sue rigogliose sponde.
Il figlio dell’Oceano, disegna la vita e la morte ed è madre compassionevole. È il litorale degli eroi e dei migranti, dei delfini e dei tonni, ma, soprattutto, è la Grande Madre che ama le sue creature, tutte.
Il luogo che vi racconto è un piccolo paradiso residuale che, ancora, resiste alla speculazione e alla devastazione degli uomini malvagi, quelli che non sanno coniugare il verbo dell’amore ma solo quello, più stupido, dell’odio e dell’avidità. Il buon Leonardo Sciascia li avrebbe collocato nella categoria dei quaquaraquà!
Una spiaggia, quindi, dell’estremo ovest della Sicilia: Torrazza! Oasi ambientale!
In quest’arenile, in un giorno infrasettimanale di un’estate di sempre, accadde quello che la gente, il popolo delle leggende, battezzò: il miracolo di Torrazza.
*  *  *
La giornata era estiva e si presentava agli uomini e a tutte le creature con una cappa di calore e di scirocco, fin dall’alba. Mamma e figlioletta, una deliziosa creatura di due anni, decisero di andare a mare, il papà non poteva accompagnarle, era a lavoro.
Quel giorno mamma e figlia volevano uno spazio tutto loro, non avevano voglia di stare in lidi pieni di confusione o nelle solite spiagge attrezzate. Così, presi l’ombrellone e una borsa con i viveri di sopravvivenza, la sacca frigorifera e i giochi del mare, si misero in auto e andarono da Marsala, casa loro, alla plaja di Petrosino Torrazza, un viaggio! Entrare nella strada sterrata, piena di buche e pietre, che porta fino all’arenile è faticoso, ma il gioco vale la candela.
L’ampio litorale era quasi deserto a quell’ora del mattino. Solo, a qualche centinaio di metri di distanza, un ombrellone copriva lo sforzo d’immaginazione di un pescatore che lanciava le sue esche al mare per catturare pesci.
La mamma, fermò la macchina nel posto più vicino possibile. Prese l’ombrellone, sciolse dal suo seggiolino la piccola e la accompagno in spiaggia. Lei, felice, la apostrofò: mamma, mamma ciuf ciuf!
Ciuf ciuf era il nome che la bimba dava al mare, onomatopeico. Presto, piantato l’ombrellone e sistemate le borse e lo sdraio, si disposero a godere del benefico ristoro del mare e della carezza del sole.
*  *  *
Nel Mediterraneo vivono tanti pesci e tanti altri mammiferi e piante. Uno in particolare, un delfino, nel suo viaggio senza sosta dalla Sardegna all’Africa, spesso passava davanti alla spiaggia di Torrazza!
I delfini, com’è noto, sono simili, per molti versi, agli esseri umani. Vivono in società. Hanno un loro linguaggio, una lingua fatta di suoni armoniosi e modulati, sanno esprimere i sentimenti.
L’individuo, di cui vi racconto un tratto di vita, per molti anni era sempre andato appresso ad una delfina  a cui faceva il filo e che era diventata la sua compagna e sua moglie e gli aveva regalato tre maschi e due femmine. Lei, la delfina, da qualche tempo lo trascinava con sé nelle sue avventure, ma spesso, nel più bello, lo lasciava per correre con altri delfini. Il nostro Tursiope innamorato ne soffriva e, mi ha raccontato un Saraco Reale, una volta gli anemoni di scoglio lo avevano visto isolarsi e piangere.
Non mi chiedete come fa un delfino a piangere, io ci credo!
Ogni volta lei, la bella mammifera, ritornava verso di lui, satolla dei suoi guappi, e, come per incanto, cancellava dai suoi occhi la tristezza e lui si vestiva di sorrisi.
Purtroppo, la storia, ormai da qualche anno si ripeteva, lei lo lasciava per correre insieme ad altri delfini più giovani di lui e poi, dopo qualche giorno, ritornava.
Così, un giorno, per un ennesimo dolore d’amore, causato dall’abbandono, proprio mentre si trovava proprio in quel tratto di mare che bagna la bellissima spiaggia di Torrazza, decise di farla finita. Abbandonò al mare i suoi pensieri e corse verso il lido per lasciarsi morire in quel piccolo paradiso.
Chissà, dato che i delfini sono mammiferi, le pinne, una volta piedi e mani, si potevano ritrasformare in arti terrestri e il nostro delfino diventare un mammifero terrestre con la possibilità di incontrare, camminando per il Mondo asciutto, un’altra anima graziosa e amorevole, magari una cagnolina o...
 Insomma, il tursiope innamorato volse per l’ultima volta il suo sguardo verso l’amata che si lanciava in giochi amorosi con altri delfini, ignorandolo a bella posta, pianse tutte le sue lacrime e poi, con colpi precisi di coda, si lanciò verso riva.
*  *  *
La bambina, una piccola e deliziosa principessa, giocava sull’arenile. Aveva fatto un buco nella sabbia, un piccolo cratere, e con un annaffiatoio giocattolo andava e veniva per il bagnasciuga riempiendolo d’acqua.
La mamma si era distesa sullo sdraio e armeggiava col telefonino cellulare, conversava con una sua amica.
Il sole, lassù, si godeva la scena e il mare, nonostante i suoi sforzi non riusciva a frenare l’impeto del delfino che voleva morire per amore. Superata una secca, il delfino si voltò ancora una volta indietro per vedere se la sua compagna si fosse accorta della sua assenza. Magari lo stava inseguendo per dirgli di non fare quel gesto estremo e per farlo ritornare nel gruppo. Niente. Lanciò verso di lei i suoi ultrasuoni d’amore, ma lei non sentì. Così, avvolto solo dal dolore, tornò a puntare decisamente verso il lido.
Un delfino?! Pensate un po’ alla sua mole e a quella della bambina. Io, che sono un adulto, scapperei terrorizzato.
Lei no! La principessina vide emergere, a qualche metro da lei, quella grande testa e ridendo si avvicinò. La mamma parlava al telefono con la sua amica e non si accorse della scena che, per uno strano momento di pausa, di quelli che ogni tanto succedono, si consumava proprio accanto ai suoi occhi. Forse per lo sciabordio delle acque o per la voce del vento, chissà. Fatto è che la donna non si rese conto, immediatamente, che la bambina, si era avvicinata al delfino e lo stava accarezzando, battezzandolo con un nome tutto suo: Nanni!
Il mammifero marino ora aveva un nome e lo aveva ricevuto da una principessa terrestre! Nanni si era avvicinato tanto che la sagoma intera della sua testa e una parte del suo corpo era fuori dall’acqua. La bimba si piegò sui ginocchi per guardare quegli enormi occhi e ripetè: Nanni, Nanni!
Nanni si era spiaggiato ad occhi chiusi, ma ora, sentendosi chiamare da una delicatissima e dolcissima voce infantile li riaprì e la prima cosa bella che vide fu proprio la principessina, inginocchiata, che lo chiamava insistentemente: Nanni, Nanni!
Fece un respiro e una fontana d’acqua cadde su di loro. La principessina, per nulla spaventata, gli carezzò la sua enorme testa, continuando il suo canto: Nanni, Nanni!
Il delfino, allora, sorrise e così anche il cielo e il mare tirarono un sospiro di sollievo! La principessina rideva e rideva. Poi si rimise in piedi e torno versò la mamma per presentarle il suo nuovo amico. Continuava a cantare: Nanni, mamma Nanni!
Nanni guardò la bimba e il mare e capì, in quell’istante infinito, che il motore dell’Universo è l’Amore e che questo, spesso, non è dove lo cerchi, ma ti troverà sempre e ti riporterà in cielo, con gli eroi di ogni giorno e il tuo popolo che vive. Diede un grosso colpo di coda all’indietro e si infilò in un canale d’acqua che gli permise, grazie all’alta marea, di ritornare in quel mare che lo aspettava a braccia aperte.
La bambina si voltò verso il mare e vide Nanni che saltando da un onda all’altra la salutava e le rimandava quella carezza e quei baci che sono propri delle creature semplici: quelle che amano.
La madre vedendo quella scena abbracciò la figlioletta diletta e, insieme salutarono il tursiope che riprendeva il largo. All’amica che stava in ascolto, raccontò che la sua bimba aveva parlato con un delfino e questo la salutava di rimando, saltando felice tra le onde!
Da lì al miracolo della Torrazza la strada fu molto breve! Così nascono le leggende, ma una cosa vivrà fino alla fine dei nostri giorni, un magnifico insegnamento:L’amore, quello vero, è semplice come il sorriso di un bambino!

Solo una cosa volevo aggiungere, amato pubblico, con vostra licenza: L’amore trova sempre la sua strada, devi solo saperlo ascoltare. Apri gli occhi e vedrai che lui è vicino a te e ti aspetta con un sorriso, senza chiederti niente di più che un altra gioia sincera del tuo cuore!
Ugo Arioti,

27/07/2014 – Alla mia splendida Donna e ai nostri cari figli e nipoti, tutti.