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martedì 25 ottobre 2016

Legalizzazione della cannabis, obiettivo raggiunto: raccolte 50mila firme

La campagna Legalizziamo! promossa da Radicali Italiani e Associazione Luca Coscioni ha raggiunto il numero di firme necessario per portare la proposta di legge in Parlamento

ROMA - Obiettivo raggiunto. O almeno così sembra. La campagna di raccolta firme Legalizziamo! è arrivata alla fatidica "quota 50 mila". La proposta di legge di iniziativa popolare (promossa da Radicali Italiani e Associazione Luca Coscioni) che dovrebbe regolamentare la produzione, il consumo e il commercio di cannabis in Italia ha raggiunto il numero di firme necessario ad essere presentata in Parlamento.

Dai Radicali, fanno sapere di aspettare ancora i dati definitivi ma c'è grande ottimismo. La scorsa settimana era stata lanciata dagli organizzatori la volata finale, i "Legalizziamo last days", gli ultimi giorni di mobilitazione straordinaria. Da venerdì 21 a domenica 23 ottobre oltre settanta banchetti per firmare erano presenti in più di venti città in tutto il Paese.

Restavano da raccogliere circa 12 mila adesioni ed erano arrivate le firme di Roberto Saviano e Vasco Rossi. Anche la sindaca di Torino Chiara Appendino, il primo cittadino di Napoli Luigi De Magistris e quello di Parma Federico Pizzarotti avevano aderito alla campagna.

Soltanto da Possibile sono state raccolte 3 mila firme già validate e certificate. Ma il conto potrebbe salire ancora. "Da tutti i nostri banchetti ci sono arrivate notizie entusiasmanti di persone in fila per firmare", il giudizio di Pippo Civati è che il successo della campagna Legalizziamo! sia "la dimostrazione plastica che la maggioranza degli italiani è pronta a legalizzare la cannabis. Una prova ulteriore di come la cosiddetta società civile sia più avanti delle dinamiche politiche". Proprio il leader di Possibile, per chiarire le ragioni del fronte antiproibizionista, ha scritto il libro Cannabis. Dal proibizionismo alla legalizzazione, uscito il 4 ottobre per Fandango libri. Un'operazione che nasce dalla volontà "di chiarire la questione in modo serio e puntuale una sorta di manifesto per spiegare il valore di per sé notevole che potrebbe avere la legalizzazione della cannabis, sgombrando il campo dalla retorica politica del abbiamo ben altro di cui occuparci".

Prosegue parallelamente il percorso della legge di iniziativa parlamentare promossa dall'interguppo presieduto dal senatore dei Radicali Benedetto Della Vedova. Dopo essere stata già discussa alla Camera il 25 luglio 2016, la proposta dovrebbe tornare in commissione per analizzare i quasi 2000 emendamenti al testo (1300 dei quali presentati da Ap).

giovedì 22 gennaio 2015

Contro TTIP e CETA


IMPORTANTISSIMO

Contro TTIP e CETA

L'UE si appresta a firmare due accordi commerciali di vasta portata: una con Canada (accordo CETA = globale economico e commerciale) e uno con gli Stati Uniti (TTIP = Trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti). La linea ufficiale è che questo creerà posti di lavoro e aumenterà la crescita economica. Tuttavia, i beneficiari di questi accordi saranno le grandi aziende, non i cittadini:

Il regolamento che disciplina i rapporti tra stato e investitori (ISDS) delle aziende canadesi e statunitensi darebbe loro il diritto di citare in giudizio le aziende europee per danni, se ritengono di avere perdite subite a causa di decisioni governative (ad esempio, nuove leggi per la tutela dell'ambiente o dei diritti dei consumatori). Migliorare o anche mantenere i nostri standard per i prodotti alimentari, i diritti dei lavoratori, la tutela dell'ambiente e dei diritti dei consumatori diventerà molto più difficile.

La liberalizzazione e la privatizzazione diventerebbero di fatto irreversibili. L'UE ei suoi Stati membri subirebbero pressioni per consentire tecnologie a rischio, come l’uso della fratturazione idraulica per le attività estrattive nel sottosuolo o l’uso degli organismi geneticamente modificati.

Il CETA e il TTIP aumenterebbero il potere delle multinazionali a scapito della democrazia e di tutte le persone. Non dobbiamo permettere che questo accada! Sottoscrivi la nostra “Iniziativa dei Cittadini Europei”!

FIRMATE LA PETIZIONE PER FERMARE QUESTA MAFIA DELLE MULTINAZIONALI

Contro TTIP e CETA


Iniziativa autonomamente organizzata dai cittadini europei

Oggetto:

Invitiamo le istituzioni dell’Unione europea e dei suoi stati membri ad interrompere le negoziazioni con gli Stati Uniti sul Trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti (Transatlantic Trade and Investment Partnership - TTIP) e a non stipulare l’accordo economico e commerciale globale (Comprehensive Economic and Trade Agreement - CETA) con il Canada.

Obiettivi principali:

Desideriamo non vengano stipulati il TTIP e il CETA perché comportano diversi problemi fondamentali, quali la composizione delle controversie tra stato e investitori privati nonché le regole inerenti la cooperazione in campo normativo, che costituiscono una minaccia per la democrazia e lo stato di diritto. Vogliamo evitare una riduzione degli standard sociali, ambientali e inerenti il lavoro, la protezione dei dati personali e dei diritti dei consumatori, e una deregolamentazione delle risorse culturali e dei servizi pubblici (come l’acqua) in trattative non trasparenti. L’ICE (Iniziativa dei Cittadini Europei) promuove una politica alternativa di commercio e investimento nell’UE.

Per firmare : http://www.attactorino.org/index.php?option=com_content&view=article&id=528%3Afirma-la-petizione-europea-contro-il-ttip&catid=74%3Astop-ttip&Itemid=112

 

lunedì 30 settembre 2013

Lettera di Dario Fo a Guido Barilla

Dario Fo non ha bisogno ne di presentazioni ne di spiegazioni, pubblichiamo questa lettera perché, oltre all'invito a partecipare a una raccolta di firme che noi riteniamo giusta, porta con se un piccolo vademecum di quelli che sono i valori, anzi IL VALORE, fondanti della FAMIGLIA. Quindi un manifesto ETICO sulla Famiglia e il Valore che porta in se.
 
Ugo Arioti
 
 
"Caro Guido Barilla,

Ricordo i primi spot televisivi di Barilla, a cui ho partecipato non solo come attore ma anche come autore dei testi e della sceneggiatura nonché del montaggio. Ebbero un enorme successo e, in quel tempo, ho avuto anche l'occasione di conoscere Pietro, vostro padre.

Una persona piena di creatività ed intelligenza, appassionato d'arte e di cultura.

In quegli spot abbiamo raccontato di prodotti che sono diventati simbolo dell'Italia e degli italiani tutti, nelle nostre case e nel mondo. La pasta soprattutto è sinonimo d'Italia, di casa e di famiglia. Per tutti.

Ecco: oggi il nostro Paese è fatto di tante famiglie unite solo dall'amore delle persone che ne fanno parte. Amore che non è in grado di discriminare, che non ha confini: e l'amore, in tutto il mondo, può nascere tra un uomo e una donna, due donne, due uomini. 

Sull'amore si fonda una famiglia, quella che la vostra azienda racconta nella sua comunicazione. Sull'amore si fonda una casa. 

Alla domanda sul perché la sua azienda non faccia spot pubblicitari con famiglie gay, lei ha risposto: "Non farei mai uno spot con una famiglia omosessuale. Noi abbiamo un concetto differente rispetto alla famiglia gay. Per noi il concetto di famiglia sacrale rimane un valore fondamentale dell'azienda". Poi, in seguito alle polemiche che si sono scatenate, ha specificato: “Volevo semplicemente sottolineare la centralità del ruolo della donna all'interno della famiglia”. E ancora: “Ho il massimo rispetto per qualunque persona, senza distinzione alcuna. Ho il massimo rispetto per i gay e per la libertà di espressione di chiunque. Ho anche detto e ribadisco che rispetto i matrimoni tra gay. Barilla nelle sue pubblicità rappresenta la famiglia perché questa accoglie chiunque e da sempre si identifica con la nostra marca”

Ecco, Guido. La sua azienda rappresenta l'Italia: nel nostro Paese e in tutto il mondo. Un'Italia che è fatta anche di coppie di fatto, di famiglie allargate, di famiglie con genitori omosessuali e transgender.

Ecco perché le chiedo di cogliere questa occasione e di ritornare allo spirito di quegli spot degli anni '50 dove io stesso interpretavo uno spaccato della società in profondo mutamento. Ecco perché le chiedo di uscire dalla dimensione delle polemiche e farsi ambasciatore della libertà di espressione di tutti.

Mi appello a lei, caro Guido, perchè ha modo di ridare all'Italia di oggi la possibilità di rispecchiarsi nuovamente in uno dei suoi simboli e alla sua azienda di diventare ambasciatore di integrazione e voce del presente. E chiedo quindi che lo faccia con le prossime campagne pubblicitarie del gruppo Barilla, dove la famiglia potrà finalmente essere rappresentata nelle sue infinite e meravigliose forme di questi nostri tempi.

Come ho già scritto: "Buttiamoci con la testa sotto il getto del lavandino e facciamo capire ai briganti che qui siamo ancora in molti in grado di dimostrare di far parte di un contesto di uomini e donne libere e pensanti".

DARIO FO

venerdì 9 agosto 2013

La corruzione non va in vacanza!

 
 
Publichiamo la mail inviata ad Ugo Arioti che insieme a centinaia di migliaia di altri italiani  ONESTI aveva firmato per un progetto di Legge popolare contro la CORRUZIONE ...
 
Ciao Ugo,
da domani il Parlamento si fermerà per la pausa estiva fino agli inizi di
settembre. La riforma del 416 ter del Codice Penale sul voto di scambio
politico-mafioso, che grazie alla tua firma e a quella di altri 280.000
italiani
è balzata all’ordine del giorno di Camera e Senato, non è
ancora stata finalizzata.

  Ottenuta
l’unanimità alla Camera, il testo è passato al vaglio della Commissione
giustizia del Senato, che prevede di apportare alcune modifiche per
aumentarne l’efficacia.
Il  dibattito sul 416ter che si è aperto nelle scorse settimane dentro e
fuori il Parlamento, coinvolgendo molti protagonisti con opinioni
diverse, ha creato una situazione che deve essere superata
nell’interesse del Paese. L’iter di riforma riprenderà a settembre e gli
italiani si aspettano un testo incisivo, approvato di comune accordo,
che non può e non deve rappresentare una mediazione al ribasso.

 
Ma  in questo periodo estivo la corruzione non andrà in vacanza e
continuerà a sottrarre ogni giorno risorse preziose e opportunità di
sviluppo al nostro Paese. Per questo motivo
è importante che il faro di Riparte il futuro rimanga acceso.
  Vogliamo
continuare il lungo ma necessario percorso anticorruzione a cominciare
da un primo significativo passo: la riforma del 416 ter. La positività
che si è creata in questi mesi non può incepparsi adesso. È importante
diffondere la petizione per diventare sempre più forti e numerosi perchè
questo non è che l'inizio.

  
Invita
i tuoi amici a firmare, condividi questa immagine sui tuoi social
network: in questo modo ci aiuterai a diffondere il petizione.
  La corruzione non va in vacanza!

giovedì 26 luglio 2012

Petizione popolare per un monumento a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino nel Pantheon di Palermo - la Chiesa di San Domenico

Petizione popolare per un monumento a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino nel Pantheon di Palermo - la Chiesa di San Domenico
Vi invitiamo a manifestare il vostro pensiero e di darci idee, come disegni o progetti o temi organizzativi per quello che deve essere un monumento alla memoria sana e viva di questa città, di quest'Isola e di questo Paese.
Daniela La Brocca

giovedì 19 luglio 2012

PETIZIONE POPOLARE PER UN MONUMENTO AI GIUDICI FALCONE e BORSELLINO in SAN DOMENICO PALERMO

Sentiamo, come cittadini italiani e come popolo siciliano, il dovere di richiamare all'attenzione delle autorità cittadine, del Signor Sindaco e di tutti gli uomini di questa terra in mezzo al Mare Nostrum, intellettuali, Funzionari pubblici, popolo tutto, il fatto che nel luogo dedicato ai martiri e ai grandi siciliani manchi un MONUMENTO ai giudici FALCONE E BERSELLINO. Loro che hanno dato una luce e una forza al carattere di quest'Isola, che non dimentica nessuno, nell'esecuzione del loro compito istituzionale di combattere la MAFIA. 

Oggi, ORLANDO sei sindaco nuovamente, per acclamazione, di questa grande città, la perla del Mediterraneo, e noi tutti ti chiediamo di porre un segno netto e preciso alle generazioni a venire nel luogo storico, che significa per la città e per tutta la Sicilia il Mausoleo e l'altare dei martiri e dei grandi siciliani-La Chiesa Di San Domenico in Piazza San Domenico. Un segno preciso che trasmetta l'affetto e l'amore di tutti i cittadini palermitani, siciliani, italiani a questri due grandissimi uomini che non hanno mai ceduto a nessuna minaccia e hanno dato la vita per tutti noi.

Formuliamo pertanto una petizione popolare per l'apposizione di un monumento commemorativo ai martiri della lotta alla mafia Giudici Falcone e Borsellino nella Chiesa di san Domenico a Palermo.

Chiediamo a tutti di inserire la firma nei commenti di questo post per indirizzare una lettera al Sindaco di Palermo Leoluca Orlando per richiedere che operi affinchè in quella Chiesa ci sia la memoria dei giudici Falcone e Borsellino.

In memoria di un grido strozzato in gola e di un moto di repulsione per tutto quello che classi politiche conniventi e criminalità organizzata hanno fatto della Sicilia, del Regno di Sicilia dove il Re era legato apostolico al pari del papa di Roma. In memoria di quell'abbraccio ideale che mosse come una marea la folla attenta e muta che seguiva, dagli altoparlanti, i funerali di Giovanni, nostrao fratello, il nostro figlio migliore, che un commando militare armato dalla MAFIA e coperto dagli Apparati deviati dello Stato e della Massoneria laica e cattolica hanno fatto esplodere insieme ai suoi compagni di ventura, figli di una terra che produce eroi e che ha la memoria di un elefante. In memoria del grido di papa Woithila ad Agrigento CONTRO TUTTE LE MAFIE della sua scomunica! In memoria di uomini che hanno sempre tenuta alta la testa e non si sono mai inchinati ai giochi di POTERE e alla trattativa STATO-MAFIA. In memoria delle loro PAROLE CHE CAMMINANO E CAMMINERANNO SEMPRE SULLE NOSTRE GAMBE. Nel ricordo che illumina la notte e nel frastuono scomposto e assurdo di deflagrazioni laceranti che non hanno mai intaccato il VALORE DELLA LORO AZIONE.
(Ugo Arioti ) 

Daniela La Brocca e Ugo Arioti e tutta la Secem