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martedì 25 ottobre 2016

Legalizzazione della cannabis, obiettivo raggiunto: raccolte 50mila firme

La campagna Legalizziamo! promossa da Radicali Italiani e Associazione Luca Coscioni ha raggiunto il numero di firme necessario per portare la proposta di legge in Parlamento

ROMA - Obiettivo raggiunto. O almeno così sembra. La campagna di raccolta firme Legalizziamo! è arrivata alla fatidica "quota 50 mila". La proposta di legge di iniziativa popolare (promossa da Radicali Italiani e Associazione Luca Coscioni) che dovrebbe regolamentare la produzione, il consumo e il commercio di cannabis in Italia ha raggiunto il numero di firme necessario ad essere presentata in Parlamento.

Dai Radicali, fanno sapere di aspettare ancora i dati definitivi ma c'è grande ottimismo. La scorsa settimana era stata lanciata dagli organizzatori la volata finale, i "Legalizziamo last days", gli ultimi giorni di mobilitazione straordinaria. Da venerdì 21 a domenica 23 ottobre oltre settanta banchetti per firmare erano presenti in più di venti città in tutto il Paese.

Restavano da raccogliere circa 12 mila adesioni ed erano arrivate le firme di Roberto Saviano e Vasco Rossi. Anche la sindaca di Torino Chiara Appendino, il primo cittadino di Napoli Luigi De Magistris e quello di Parma Federico Pizzarotti avevano aderito alla campagna.

Soltanto da Possibile sono state raccolte 3 mila firme già validate e certificate. Ma il conto potrebbe salire ancora. "Da tutti i nostri banchetti ci sono arrivate notizie entusiasmanti di persone in fila per firmare", il giudizio di Pippo Civati è che il successo della campagna Legalizziamo! sia "la dimostrazione plastica che la maggioranza degli italiani è pronta a legalizzare la cannabis. Una prova ulteriore di come la cosiddetta società civile sia più avanti delle dinamiche politiche". Proprio il leader di Possibile, per chiarire le ragioni del fronte antiproibizionista, ha scritto il libro Cannabis. Dal proibizionismo alla legalizzazione, uscito il 4 ottobre per Fandango libri. Un'operazione che nasce dalla volontà "di chiarire la questione in modo serio e puntuale una sorta di manifesto per spiegare il valore di per sé notevole che potrebbe avere la legalizzazione della cannabis, sgombrando il campo dalla retorica politica del abbiamo ben altro di cui occuparci".

Prosegue parallelamente il percorso della legge di iniziativa parlamentare promossa dall'interguppo presieduto dal senatore dei Radicali Benedetto Della Vedova. Dopo essere stata già discussa alla Camera il 25 luglio 2016, la proposta dovrebbe tornare in commissione per analizzare i quasi 2000 emendamenti al testo (1300 dei quali presentati da Ap).

lunedì 17 agosto 2015

Palermo: il problema del canile comunale - società civile


Canile comunale: protesta a oltranza contro l'assessore

Non si placano le polemiche intorno alla gestione del canile municipale di via Tiro a Segno, a Palermo. Da stamattina un presidio a oltranza, dalle 9 alle 20, è stato organizzato dinanzi i cancelli della struttura da cittadini e associazioni animaliste

Non si placano le polemiche intorno alla gestione del canile municipale di via Tiro a Segno, a Palermo. Da stamattina un presidio a oltranza, dalle 9 alle 20, è stato organizzato dinanzi i cancelli della struttura da cittadini e associazioni animaliste dopo il dietrofront dell'assessore comunale ai Diritti degli animali Francesco Maria Raimondo che ha affidato nuovamente all'associazione Agada di Trabia il trasferimento degli animali. "Non ci muoveremo di qui neanche di notte e non ce ne andremo fino a quando non troveremo una soluzione - ha detto all'Adnkronos Fiammetta Carmona, della Lida sezione Palermo - Pretendiamo di essere coinvolti in tutte le decisione che riguardano il canile. Conosciamo le problematiche relative alla gestione e al sovraffollamento ma la soluzione non può essere il trasferimento dei cani a tutti i costi, senza sapere che fine faranno". Sul banco degli imputati è ancora l'associazione Agada contro cui da tempo gli animalisti puntano il dito, evidenziando anomalie nell'affidamento degli animali. A inizio agosto, l'assessore aveva firmato una direttiva che imponeva lo stop ai trasferimenti, salvo poi revocarla la settimana scorsa. "Vogliamo chiarezza sulle autorizzazioni. Fino a ieri l'assessore ha detto che non c'erano e oggi si è rimangiato tutto: c'è qualcosa che puzza - prosegue Carmona - Se i trasferimenti avvengono in maniera pulita e trasparente, siamodisposti a discutere e supportare le autorità competenti. Alcuni trasferimenti sono stati fatti l'anno scorso e non ci siamo opposti, ma ovviamente quando sappiamo che c'è una situazione poco chiara non possiamo rimanere con le mani in mano". Un piccolo presidio della Lida si trova anche dinanzi la clinica veterinaria di viale Strasburgo dove sono ricoverati alcuni dei cani del canile di Palermo e "da cui - conclude - temiamo possono essere portati via".

mercoledì 17 giugno 2015

troppi suicidi e troppa violenza ... è questa la generazione bruciata?


Mi chiedo se si può morire a vent’anni per un incidente di percorso in una relazione amorosa, per una relazione che non è quella desiderata, voluta, cresciuta e sognata, da una giovane ragazza. La risposta unica possibile è: NO. Ma cosa arma, nell’assoluto vuoto di Famiglia, società e scuola la mano dell’assassino, incapace di uno scrupolo di coscienza? Quale è il male oscuro che depriva del bene più sacro una giovane donna? Il maschilismo? No, questa è delinquenza allo stato puro, che nasce da una società malata di narcisismo e di superficialità. Niente ha più un valore, nemmeno la vita. È questo sistema di bugie e di immagini che si sovrappongono a una cultura costruttiva e la disintegrano lasciando solo un fondo di cinismo e di egotismo che porta i giovani a non sapere più quale è il vero valore delle cose che ci circondano. Il Mondo intorno a noi è solo un degradante spettacolo di ignominiose e abusive violazioni del contratto sociale che ci lega e ci fa comunità. Ognuno di noi è solo con la sua vanità. I giovani sono lasciati allo stato brado ad annoiarsi senza prospettive in un gorgo di magliette griffate e droga, di soldi spesi inutilmente, elargiti da genitori che non sanno dare un valore e un argine alle richieste dei loro ragazzi. Altresì, dare un criterio di saggezza comune a questi ragazzi che hanno paura di se stessi e che sono tanto più pericolosi quanto più ignoranti e superficiali non è facile. Questo modello di società che sta distruggendo ogni organismo sociale crea violenza senza ritorno e, la prepotenza, cresce all’interno di questa società individualista ammalata di noia. Cresce la paura e la cultura della morte. Cresce perché è il sistema consumistico che ne propaga le velenose radici aeree. Bisogna rifondare la società su basi di non violenza e dialogo, quello che manca oggi, sostituito da folle di tifosi di qualcosa non ben definita, ma di bandiera. Non c’è confronto generazionale, si parla di rottamazione, come se le persone fossero cose numerate. Prodotti del MERCATO GLOBALE. Il Mercato Globale che distrugge ogni cultura e appiattisce tutto sul piano dell’inutile profitto e della speculazione. Chiedetevi chi è più forte in questo campo e vi risponderete: LE MAFIE.
Ugo Arioti

lunedì 24 marzo 2014

Le strade in bacheca: a Palermo debuttano le "social street"


Le strade in bacheca: a Palermo debuttano le "social street" ( da repubblica.it/Palermo)

Presentati i ventuno gruppi che attraverso la rete permetteranno di condividere attività e iniziative collettive nei quartieri di Palermo

di GIUSEPPINA AVOLA e MICHELA MISURACA

24 marzo 2014

I social network sono stati a lungo sinonimo di luoghi virtuali dedicati al tempo libero e allo svago. Su Facebook, per esempio, viaggiano i video o le foto delle vacanze che vogliamo condividere con gli amici della Rete. Eppure, in tempi di crisi, i social possono diventare risorsa ed essere utilizzati come strumento di aggregazione e di solidarietà oltre il web. È proprio in Rete che nascono le esperienze italiane di Social Street e Palermo non rimane indietro. Adesso debutta Social Street Palermo, un progetto di partecipazione dal basso che consente di conoscere attraverso i social network persone con le quali condividere attività quotidiane.

A lanciare l'idea è stata l'agenzia pubblicitaria Altraforma, che ha realizzato oltre a un sito web, anche dei gruppi su Facebook, nei quali chi vuole può iscriversi in base a un'appartenenza territoriale o culturale. Esiste il gruppo dei residenti in via Libertà o a Ballarò, il gruppo degli abitanti di Mondello e quello della Cittadella universitaria.

"L'idea - spiega Rosa Tinnirello, una dei fondatori di Social Street Palermo - è nata in seguito all'esperienza inaugurata dal giornalista Federico Bastiani in via Fondazza a Bologna. Possiamo definire il progetto un movimento d'opinione. La condivisione ormai è una parola chiave della società di oggi, basta pensare a fenomeni come il car-sharing e il co-working. La si può pensare come una sorta di economia dello scambio, unica arma per difenderci e superare la crisi economica". "Abbiamo selezionato dai vari gruppi le persone che hanno mostrato più interesse - afferma Angelo Zito, direttore del progetto - per creare una rete di coordinatori, così potranno partire le attività condivise: spontanee ma non caotiche e lasciate al caso".

Attività volte a valorizzare il "bello pubblico", a trascorrere solo del tempo insieme, a darsi una mano in caso di bisogno. "Il fenomeno delle social street - spiega Giovanni Boccia Artieri, docente di Sociologia dei new media dell'Università di Urbino - riemerge dal bisogno di organizzarsi in maniera comunitaria e al di là di forme di volontariato sociale. La Rete per la prima volta mette in connessione concreta persone che vivono nello stesso territorio, che possono aiutarsi in maniera non più generica ma localizzata. E questo è agevolato, per esempio, dalla presenza di Facebook sui cellulari, grazie i quali si può essere presenti attraverso il web nei luoghi in cui si vive: si crea così maggiore solidarietà tra territorio digitale e territori reali".

Sabato i gruppi sono stati presentati alla Real Fonderia: quelli attivi sono Sciuti-Restivo, Partanna Mondello, Mondello Valdesi, Centro storico  -  Capo, Centro storico- Teatro Massimo, Ballarò, Vucciria, Zisa-Via Lascaris, Malaspina-Lolli, Uditore, Cruillas, Fiera, Noce, Politeama, Cittadella universitaria, Calatafimi, Borgo Nuovo, Policlinico, Bonagia, Montepellegrino, Laurana. Ciascun capogruppo ha presentato la lista delle iniziative da proporre agli aderenti. Il numero dei partecipanti aumenta quotidianamente attraverso le adesioni ai gruppi creati su Facebook oppure attraverso il sito www.socialstreetpalermo.it. Tra le proposte attività ludiche per i bambini, gruppi di lettura per gli anziani, e per i pollici verdi il mantenimento di aiuole e giardinetti e la costituzione dell'orticello di condominio. Diverse le associazioni coinvolte nel progetto: Centro Tau, Coworking Re Federico, Fare strada Palermo, Parco Turrisi, Ali cooperativa, Parco Luparello e la Piazzetta Mediterraneo. Ai sociologi Fabio Lo Verde e Gianna Cappello il compito di monitorare i risultati del progetto e valutarli dal punto di vista scientifico.

E così per far studiare un figlio indisciplinato, si potrà chiedere aiuto all'insegnante che abita nel palazzo di fronte o si potrà decidere di trasformare il giardinetto spoglio sotto casa in un orto condiviso. E forse vedremo di nuovo i bambini di uno stesso palazzo mentre cercano di recuperare il Super Santos incastrato sotto la marmitta di una macchina. Un ritorno al passato mediato dalla Rete.


 

domenica 26 maggio 2013

BASTA COL FEMMINICIDIO, BASTA CON LA SOCIETA' DELLA VIOLENZA


Fabiana uccisa dal fidanzato perché si era rifiutata d’avere un rapporto sessuale con lui. Le ha dato fuoco nonostante lei supplicasse di non farlo …. Ma dove viviamo, in che secolo viviamo? In che Paese viviamo? Siamo nel Paese del bunga bunga! Del Premier che fa prostituire minorenni per il suo piacere e di politici che si comportano come LADRI di coscienze e di principi morali. Stiamo dando voce ad una grande campagna contro il FEMMINICIDIO e un ragazzo, uno studente di 17 anni ammazza a sangue freddo e senza alcuno scrupolo di coscienza una ragazzina di 16 anni perché non è consenziente con i suoi sfoghi testosteronici? Ma dove è cresciuto e in che famiglia e in che società l’ASSASSINO? È da folli, non c’è altra retorica giustificazione del fatto.  Vogliamo continuare ad alimentare questa cultura mafiosa? Pare di si. Ormai in Italia siamo tornati indietro di secoli, siamo alla penisola dei “pappa” dei Consoli della Finanza creativa e dei politici che si vestono da "Fonzie"
per accattivarsi non so quali frange di elettorato. E in questo paese “cattolico” per convenienza e per ragioni non meglio definite dalla Storia ufficiale si porta agli altari un martire della mafia Don Pino Puglisi e si raccolgono intorno ai sacerdoti poche migliaia di persone, più curiosi che professanti. Dove stiamo andando? Cosa potrà mai fermare questo inesorabile declino?
“L'ha bruciata quando ancora era viva. D.M., 17 anni, ha ammesso di aver prima accoltellato Fabiana e poi di averla cosparsa di benzina e quindi, mentre lei pregava di non farlo, le ha dato fuoco.” In quale videogame aveva potuto vedere e imparare questa scena di cinica follia? Quale avvenire ha lui, la sua generazione e la società in cui vive, la nostra. Martin Luther King diceva sempre non ho paura dei DISONESTI, dei DELINQUENTI, ma del SILENZIO DEGLI ONESTI. Vediamo allora se da questa allucinante storia la Calabria e l’Italia sapranno trarre la forza per far sentire UNA VOCE ONESTA SU TUTTE: VOGLIAMO UNA SOCIETA’ DI UGUALI E LIBERA DALLA VIOLENZA.

lunedì 25 marzo 2013

Il Cancro Equitalia, partorito dalla mente di Berlusconi e Tremonti

LA NOTIZIA AGGHIACCIANTE:


Dal 1 maggio il tasso degli interessi di mora applicato da Equitalia aumenterà del 15% passando dal 4,55% al 5,22% e mettendo sempre più in crisi le famiglie indebitate
Lo denunciano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef: “Una vera assurdità – attaccano – che cade proprio in un momento drammatico per le famiglie italiane che, in molti casi, si trovano in estrema difficoltà anche nel far fronte alle spese più elementari. Non bastava l’aumento dei prezzi e delle tariffe, non bastava la caduta verticale del potere di acquisto (-14,1% dal 2008) e non bastava neanche l’incredibile livello raggiunto dalla pressione fiscale nel nostro Paese (con aumenti solo nel 2013 di +421 euro). Ora anche Equitalia da un ulteriore contributo per accrescere la preoccupazione e lo stato di vera e propria esasperazione in cui si trovano le famiglie”. La società di riscossione secondo Federconsumatori e Adusbef “ancora una volta, vuole fare cassa (per conto dell’Agenzia delle Entrate) con metodi prepotenti ed arroganti”. “Piuttosto che pensare ad aumentare i tassi di mora, Equitalia dovrebbe dare la priorità ad una decisa riorganizzazione della struttura, migliorando i pessimi rapporti con il pubblico. È impensabile – attaccano Trefiletti e Lannutti – che un cittadino debba trascorrere giornate intere in coda per richiedere informazioni o attivare le procedure di contestazione o rateizzazione delle cartelle esattoriali. Per questo, tali aumenti devono essere scongiurati con ogni mezzo e, in caso Equitalia non desse risposte adeguate, le nostre Associazioni avvieranno tutte le iniziative necessarie per tutelare le famiglie”.

Non la vogliamo nemmeno commentare questa notizia perchè è assurda, Equitalia è uno spreco di denaro pubblico per impoverire la Gente e per arricchire solo i suoi VERTICI, esattori strozzini e con un potere illimitato e senza freni.

DEVE ESSERE ABOLITA E I SUOI VERTICI MESSI IN CARCERE, insieme ai loro padri Berlusoni e Tremonti. Con i loro stipendi d'oro si possono risanare anche i conti di tanta gente che è in difficoltà e migliorare la vita di tutti!

Redazione Secem

giovedì 15 novembre 2012

Universale e singolare


Universale e singolare

La dicotomia è la divisione di un'entità in due parti (diade) che non necessariamente si escludano a vicenda ma che possono, anzi devono, essere complementari. Questo è quello che, noi ragazzi del ’68 e tanti altri prima di noi, abbiamo studiato nell’ottima e “ultima” scuola di Crociana memoria. La riforma Gentile, che nel dopoguerra a poco a poco era stata implementata fino a fare della scuola italiana una istituzione di ottimo livello basata sulla “Cultura umanistica generale” che forma l’individuo sociale prima che l’individuo specialista, oggi è stata spazzata via dalla destra camuffata da centro che ha coperto le speculazioni politiche del capitalismo italiano, con la complicità dell’establishment clericale della curia romana. Finalmente sono arrivati a definire che l’individuo non è un elemento, cellula vitale, del corpo sociale, ma un numero e che ogni numero deve avere una sua specializzazione staccata dalla “ Cultura Generale” deteriore e antiquata. Niente più dicotomia complementare, ma egotismo cellulare (prima causa del terrorismo fondamentalista). Non siamo un unicum, ma tante ameba che vengono colorate a piacimento del Capo per pubblicizzare i suoi prodotti e le sue medicine sociali, rette da talk show televisivi. Questo vuole il capitalismo selvaggio che crea crisi, una dopo l’altra, per svuotare il Mondo e cooptarne tutte le risorse. Fine della dicotomia occidentale che creava un corpo sociale unico, formato su base umanistica, che poteva sfruttare questa caratteristica universale per sognare e sviluppare le arti, le scienze e le domande che l’esistenza pone a ognuno di noi. Questo non poteva andar bene a chi specula sull’ECONOMIA REALE per crearne una VIRTUALE, inutile alla Gente, ma utile al SISTEMA. Quindi hanno pianificato la distruzione delle Nazioni, delle Comunità, delle Famiglie, dello Stato Sociale e della Scuola, le grandi Multinazionali ricchissime che controllano i governi del Mondo. Ma una cosa non hanno considerato: la rivoluzione delle telecomunicazioni e di internet. In questo villaggio globale ci sono comunità che nascono con una velocità impressionante e che mettono in campo tutte le loro capacità culturali, così quello che doveva essere, per il capitalismo governante, unico e diviso diventa, fuori dal controllo dei monopoli economici, complesso e organico a tutti e arricchisce e implementa i movimenti, le comunità e le famiglie stesse, che hanno la possibilità di unirsi pur nella diversità e di riformare quella DICOTOMIA COMPLEMENTARE capace di scardinare qualsiasi barriera che il POTERE CAPITALISTICO SPECULATIVO, arroccato nelle Banche Mondiali, frappone tra se e i suoi sudditi(l’umanità). L’ultimo atto della distruzione sistematica del Pianeta da parte di queste ENTITA’ ECONOMICO MAFIOSE ( le Banche e i Capitalisti globali), può essere frenato solo dalla Gente che si riprende le democrazie, che elimina le monete uniche, altro giogo capitalistico, che crea una DICOTOMIA COMPLEMENTARE EST-OVEST di culture e di religioni, facendo fuori i fachiri e i fantocci che incarnano i vestiti degli imbonitori per gestire le moltitudini che vivono la Terra e la vivono organicamente, perché non sono VIRTUALI, ma REALI.

Ugo Arioti

lunedì 12 novembre 2012

NOTIZIE DAL MONDO DELLE BANCHE


NOTIZIE DAL MONDO DELLE BANCHE

In questi anni le banche stanno vivendo un deficit di credibilità, nutrito di recente anche dagli scandali sul Libor nella City e a Wall Street. Lo sforzo per recuperare in presentabilità spesso viene compiuto in ambito sociale. L’ultima frontiera è la battaglia per il diritto alla diversità di orientamento sessuale anche sul luogo di lavoro. In questi giorni si riuniranno a Londra, per la prima volta in Europa, i big della finanzia mondiale (come Bank of America Merrill Lynch, Citi, Deutsche Bank, Credit Suisse, Goldman Sachs, Hsbc) per confrontarsi su come favorire l’uguaglianza in ufficio dei dipendenti gay, lesbiche, bisex e transgender (Lgbt), iniziativa che ha avuto un precedente di successo a New York.
Un altro specchietto per le allodole. In realtà sanno benissimo che non si tratta di una battaglia di libertà contro l’omofobia, bensì di una ben precisa manovra di annientamento dell’opinione pubblica e di mascheramento del progetto egemonico di governo del Mondo. È una manovra per assorbire i colpi della guerra generazionale che vede questi colossi della Finanza su posizioni di Potere assoluto che non giova alla democrazia e ai Popoli, ma al mantenimento di uno stato di quiete che consenta loro di continuare a gestire i governi del Mondo. Ma La finanza può cambiare il mondo? Certo, soltanto in peggio. Cioè può sostituirsi a tutti i poteri elettivi e stabilire le sue regole speculative che passano sulla testa della gente. Non si tratta di AZIENDE come tutte le altre, dove, magari, una riflessione sul ruolo dei dipendenti e una parità di diritti fra tutti è un azione meritoria e di libertà. No, perché un azienda vive attraverso il lavoro dei suoi dipendenti, addetti, funzionari, commerciali e strateghi, è vive in funzione delle sue reali possibilità e utilità, innescando il rischio d’impresa, mentre una Banca sopravvive come un vampiro succhiando dalle tasche dei fessi che le hanno foraggiate denari e quindi non fallisce ma si trasforma in un mostro peggiore di quello che era prima. NON ESISTONO PIU’ LE BANCHE CHE AIUTANO IL COMMERCIO O L’INDUSTRIA, L’AGRICOLTURA o LA ZOOTECNIA, l’ARTIGIATO. No. Oggi sono diventati centri di potere che attraverso un sistema globale di CRISI PILOTATE SI POTENZIANO.

Redazione Secem

martedì 23 ottobre 2012

La finta democrazia occidentale (parte prima)



La fine della seconda guerra mondiale ha consegnato agli U.S.A. (Gli Stati Uniti d’America), insieme ai fratelli inglesi ( gli inventori della pirateria di Stato), l’impero capitalistico del Mondo.

Dopo la prima fase organizzativa, in cui si è sviluppata una politica individualista e antisociale, contro tutti gli emarginati e le minoranze povere del Mondo, il sistema “dell’Occidente” ha cominciato a sviluppare attività di repressione della libertà dei popoli emergenti e del terzo Mondo e un attività di controllo, attraverso la CIA, GLADIO, e l’I.S. britannico le Nazioni “perdenti”.

La seconda fase è stata quella della creazione dell’Istituto del Commercio Internazionale e del Fondo Monetario o Banca Mondiale, strumenti che hanno fatto da supporto alla gestione, anche politica, dei popoli che entravano nell’Area Occidentale.

Il sistema capitalistico che si è evoluto dopo la seconda guerra mondiale ha prodotto i Centri di Potere Multinazionali che hanno fagocitato l’economia reale trasformandola in ECONOMIA VIRTUALE e SPECULATIVA.

Tutto questo per gestire i traffici e il controllo dei mezzi di distribuzione delle merci che è diventato il vero centro nervoso  portante delle SUPER IMPRESE MULTINAZIONALI. Di fatto si è prodotto un monopolio commerciale sul Potere dei Popoli. L’Italia, Paese perdente, ha dovuto accettare il controllo e la supremazia americana il cui asse portante non è il Campidoglio di Washington, ma la Massoneria Commerciale e la Mafia. I movimenti politici, ridotti a pura essenza della democrazia popolare, sono solo i terminali del POTERE ECONOMICO delle Multinazionali.  Mentre cresceva il potere delle sette sorelle, si andava spegnendo il capitalismo di Stato nella Russia in disfacimento. La Russia che aveva collaborato con Stalin, dittatore, a costruire  un Mondo dualistico ( EST e OVEST) per conservare la sua indipendenza cade nel tritacarne della storia e vede scemare il suo potente influsso fino a perdere l’egemonia e la sua stessa integrità territoriale, sotto la spinta, anche, delle Multinazionali che con l’Organizzazione e la Massoneria Russa costruivano uno specchio capace di ingannare con la finta apparenza democratica il popolo russo e transitarlo da una DITTATURA di stampo Staliniano ad una dittatura di stampo economico e commerciale.  Mentre cade, quindi, il muro di Berlino, e cadono gli ultimi eroi romantici del comunismo, cresce un altro capitalismo di Stato, ancora più potente, perché autoritario, despotico e monolitico: LA NUOVA CINA.

A latere si sviluppano in funzione ancora statale l’India e il Brasile. Scoppia la guerra per la supremazia e il suo campanello d’allarme è l’attentato che colpisce al cuore gli U.S.A. 11 settembre 2001.

(segue)

sabato 8 settembre 2012

Padre separato non versa alimenti

Vogliamo parlare dei doveri e dei diritti che in Italia non sono ripartiti equamente tra uomo e donna nelle separazioni e nel Divorzio, lo facciamo, anche, con notizie tratte dai quotidiani. Queste notizie le mettiamo perchè siano un punto di partenza di un dialogo costruttivo che serva a stabilire un punto di equità tra uomo e donna, senza tralasciare i doveri che i genitori hanno entrambi nei confronti dei loro figli anche se separati.

(1)
Padre separato non versa alimenti
finisce in carcere a Treviso

TREVISO - Non ha versato alimenti alla moglie né contribuito al mantenimento dei figli: dopo dodici anni un artigiano trevigiano è finito in carcere e dovrà scontare tre mesi. L'ex consorte ha presentato numerose denunce, seguite da processi e sentenze: fino a quando la condanna è diventata esecutiva. Non è stato infatti possibile applicare la sospensione condizionale.
Dopo la separazione nel 2000 e il successivo divorzio l'uomo, che adesso ha una nuova compagna, ha accumulato debiti per ventimila euro: in più dovrà pagare i danni morali.
 
(08 settembre 2012) www.repubblica.it 

sabato 16 giugno 2012

Il Cancro EQUITALIA – Cronaca

Il Cancro EQUITALIA – Cronaca
Aspettando l’attentato grave e devastante il Governo non fa quello che dovrebbe: LA RIFORMA DELL’UFFICIO DELLE ENTRATE IN SENSO EQUO DANDO AI FUNZIONARI L’INCARICO DI STABILIRE CON ASSOLUTA CERTEZZA IL CREDITO PRIMA DI SPEDIRE CARTELLE E IL DOVERE DI RISPONDERE DEGLI ERRORI COMMESSI E DEI MORTI. RESPONSABILITA’ CIVILE E PENALE DI CHI HA IL COMPITO DI ACCERTARE E VERIFICARE LA POSSIBILITA’ REALE DI RICHIEDERE SENZA DEROGHE, OLTRE TUTTO ANCHE LO STATO DOVREBBE ESSERE SOTTOPOSTO ALLO STESSO TRATTAMENTO IN TUTTI I SUOI APPARATI BUROCRATICI CHE PER PAGARE UN DEBITO IMPIEGA ANNI. A MONTI NESSUNA CARTELLA? TROPPO FACILE.
Aggiornamento dal corriere della sera telematico:
Una bomba artigianale è stata fatta esplodere nella notte alle 2.40 davanti all'ingresso della nuova sede dell'Agenzia delle Entrate di Lamezia Terme (Catanzaro), in via Benedetto Musolino. La deflagrazione dell'ordigno di medio potenziale costruito con polvere pirica, ha provocato danni alla vetrata d'ingresso rompendo anche la parte in alluminio della porta e una finestra adiacente. Gli abitanti della zona hanno sentito il rumore dell'esplosione e hanno chiamato la polizia che è subito intervenuta sul posto. La sede dell'Agenzia delle Entrate è stata inaugurata pochi mesi fa. Al momento non c'è stata alcuna rivendicazione del gesto, né tramite biglietti, né con scritte sull'edificio, né con telefonate. La sede non ha telecamere di sorveglianza, dunque la polizia sta cercando di capire se ce ne siano negli edifici adiacenti per rintracciare il colpevole visionando le immagini.
Redazionale

giovedì 24 maggio 2012

LA TRAGEDIA A GENOVA

Dalla stampa nazionale: Corriere della Sera

   (IL CANCRO EQUITALIA)

Gli pignorano la casa, artigiano si impicca

L'appartamento era stato pignorato da Equitalia, l'uomo , 64 anni, doveva al fisco 30 mila euro


(Fotogramma)
MILANO - Un'altra tragedia della disperazione per la recessione e i debiti. Un artigiano di 64 anni si è tolto la vita a Genova impiccandosi nella sua camera da letto. All' origine del gesto, secondo i carabinieri, ci sarebbe un debito di 30mila euro con Equitalia, che gli aveva pignorato la casa a Rivarolo. Sul caso indagano i carabinieri della compagnia di Sampierdarena. Gli investigatori avrebbero trovato una lunga lettera che spiega le ragioni del gesto. A scoprire il corpo è stato il figlio dell'artigiano. La salma è stata portata all'istituto di medicina legale del San Martino a disposizione del pm di turno. Redazione Online23 maggio 2012 (modifica il 24 maggio 2012)
Quante ne dovranno succedere di tragedie come questa perchè venga RIFORMATA LA GESTIONE DELLE ENTRATE E DELLE RISCOSSIONI DELLO STATO? E lo Stato ha un equitalia che funziona all'inverso nei suoi confronti quando non paga e non risarcisce?
(Redazione SECEM)

venerdì 11 maggio 2012

Il Cancro EQUITALIA (3)


Rassegna stampa : Il Cancro EQUITALIA
Da Repubblica dell’11/05/2012
Napoli, protesta davanti a Equitalia
Lanci di vernice, scontri con polizia
Striscioni che chiedono la chiusura dell'agenzia di riscossione, un pullman di traverso per strada. Poi i lanci di uova di vernice, e sassi contro la polizia, e le cariche. Un feritoLa polizia ha caricato manifestanti anti-Equitalia che stavano presidiando la sede di Corso Meridionale a Napoli. Contro gli uffici dell'agenzia erano state lanciate uova piene di vernice rossa ed esplosi due petardi. Poi, bottiglie e sassi sono partiti contro gli agenti del Reparto Mobile schierati davanti gli uffici. La polizia ha risposto caricando i manifestanti e lanciando alcuni lacrimogeni. Almeno uno dei manifestanti è rimasto ferito nel corpo a corpo. La manifestazione è organizzata da ambienti dei centri sociali, riuniti nella sigla "Realtà di movimento napoletane contro Equitalia". Dopo i sette suicidi registrati in Campania a causa della crisi, circa 200 persone si sono date appuntamento in corso Meridionale. Un pullman è stato messo di traverso per bloccare il traffico sull'arteria. Uno striscione, affisso al muro davanti all'ingresso principale della sede, recita: "Chiudere Equitalia subito". Manifesti, "Fermiamoli, ora basta!", "Pignoriamo Equitalia", tappezzano le facciate dei palazzi vicini. I manifestanti hanno trascinato cassonetti al centro della strada urlando "Assassini". Tra le richieste avanzate, quella di chiudere gli uffici di Equitalia oggi per rispetto di chi si è suicidato. Proprio ieri un piccolo imprenditore di Vico Equense si è tolto la vita nel parcheggio del santuario di Pompei dopo aver lasciato una lettera di accuse contro l'agenzia di riscossione.

DA RAINEWS: 11.05.2012
Napoli, protesta davanti a Equitalia
Lanci di vernice, scontri con polizia
La polizia ha caricato manifestanti anti-Equitalia che stavano presidiando la sede di Corso Meridionale a Napoli. Contro gli uffici dell'agenzia erano state lanciate uova piene di vernice rossa ed esplosi due petardi. Poi, bottiglie e sassi sono partiti contro gli agenti del Reparto Mobile schierati davanti gli uffici. La polizia ha risposto caricando i manifestanti e lanciando alcuni lacrimogeni. Almeno uno dei manifestanti è rimasto ferito nel corpo a corpo

NAPOLI -
Circa 200 manifestanti stanno effettuando un blocco stradale davanti agli uffici di Equitalia al Corso Meridionale di Napoli. I manifestanti, aderenti a diverse sigle di disoccupati, centri sociali ed al Sindacato lavoratori in lotta hanno cominciato poco dopo le 9.30 un presidio poi trasformatosi in blocco stradale, con pesanti ripercussioni sulla circolazione. Sui volantini distribuiti ai passanti e sugli striscioni esposti si chiede ''la chiusura immediata di Equitalia''.
La polizia ha caricato i manifestanti anti-Equitalia che stanno presidiando la sede di Corso Meridionale a Napoli. Contro gli uffici di Equitalia sono state lanciate uova piene di vernice rossa ed esplosi due petardi. Poi, bottiglie e sassi sono partiti contro gli agenti del Reparto Mobile schierati davanti gli uffici. La polizia ha risposto caricando i manifestanti e lanciando alcuni lacrimogeni. Almeno uno dei manifestanti è rimasto ferito nel corpo a corpo.

Dalle fonti indicate alla fine dell'articolo:

Napoli: protesta davanti a Equitalia, scontri con polizia


Lancio di pietre e cariche della polizia questa mattina a Napoli nella manifestazione organizzata contro Equitalia da ambienti dei centri sociali. L’ingresso della sede dell’agenzia di riscossione a corso Meridionale è stato sbarrato da tre camionette della polizia e dentro ci sono gli impiegati regolarmente al lavoro. I manifestanti hanno incendiato alcuni dei cassonetti usati per sbarrare la strada e lanciato secchi di vernice rossa, tentando di entrare negli uffici. Si sono sentiti anche due esplosioni, forse petardi o bombe carta. Mentre le forze dell’ordine cercavano di aprire un varco al traffico veicolare, è iniziato anche un lancio di pietre contro di loro e un nuovo tentativo di incursione negli uffici. Tra le richieste avanzate dai manifestanti, quella di chiudere gli uffici di Equitalia oggi in segno di rispetto per i suicidi legati alla crisi economica. (Notizia su Reuters, AGI, La Repubblica, Il Sole 24 Ore, Il Giornale, Quotidiano.net)

giovedì 10 maggio 2012

Il dovere e il rimorso del signor Equitalia



Un giorno dietro i vetri blindati dello sportello, di fronte a rabbia, attesa, disperazione. E alla fine la stessa domanda: "Ma quanto devo pagare?". L'impiegato in trincea però si difende: "Non siamo i gabellieri del terzo millennio, possiamo rimettere in carreggiata una ditta, una persona, una vita". Con una parola magica: "Rateizzazione" di JENNER MELETTI

PADOVA - La signora sembra una statua di sale. Fissa Stefania, "operatrice allo sportello", e non gira mai la testa, così quelli che aspettano il loro turno seduti nell'atrio non vedono che sta piangendo. "Ho un debito con l'Inps, devo pagare 650 euro al mese. Ma adesso quei soldi non li ho perché fino a luglio devo pagare il mutuo per la casa. Potete aspettare? Da agosto in avanti sarò puntuale".
Le facce raccontano già tutto, davanti ai vetri del palazzo padovano di Equitalia Nord spa. Raccontano speranza, rabbia, attesa, disperazione. I cicalini che permettono il dialogo attraverso i vetri blindati mettono in un frullatore le stesse parole: ipoteca, notifica, ammortamento, rata, verifica, cartella, scadenza, bollettino...
Alla fine, la stessa domanda: "Ma quanto devo pagare?". Voci sussurrate, come nell'anticamera di un medico. "Se qualcuno grida o batte i pugni sullo sportello arrivo subito io", dice Franco Marchiori, responsabile del settore "incassi e servizi ai contribuenti". "Lo invito in uno di questi salottini delle informazioni, dove non ci sono vetri divisori. Ascolto i problemi, cerco di dare risposte. L'importante è tenere a mente che chi si presenta qui è comunque una persona che vuole pagare le tasse, anche se in ritardo. È una persona che è nei guai ma che ha il diritto di avere una speranza. Purtroppo c'è anche chi si tiene tutto dentro, non si presenta nemmeno ai nostri sportelli. E così ogni mattina, quando prendi in mano il giornale, hai paura".
Dalle 200 alle 400 persone al giorno arrivano qui, davanti a tre sportelli "Informazione" e agli otto sportelli "Cassa" dell'unica sede Equitalia di Padova e provincia. Una fila continua dalle 8,25 alle 13,25, il giovedì anche dalle 14,20 alle 15,45. "Lo so - dice Franco Marchiori - non facciamo il mestiere più bello del mondo. Ma gli esattori ci sono sempre stati e noi cerchiamo di fare questo lavoro nel modo più civile possibile.
"Usurai" e "Assassini", hanno scritto sui muri del palazzo e questo ci fa male, anche perché chi pensa che noi siamo davvero così non viene a chiedere il nostro aiuto. E noi siamo i soli che possono rimettere in carreggiata una ditta, una persona, una vita". Un giorno dietro i vetri blindati, per raccontare i volti e i problemi di chi va "da quelli delle tasse" e le risposte che riceve. "C'è un clima pesante, attorno a noi, dopo tutte le notizie di suicidi, di proteste, di minacce... Vede quel signore che sta uscendo? Mi ha appena detto che, venendo qui, aveva paura di essere arrestato ".
È un artigiano polacco, sui 40 anni. "Lavora in Italia da sempre ma quattro anni fa è andato in crisi, con il lavoro e con la famiglia. Gli è arrivata una prima cartella da pagare, tre anni fa, per 70.000 euro, per evasione dell'Iva e dei contributi Inps. Il suo "consulente" gli aveva detto di fare finta di nulla. Adesso il debito è cresciuto, siamo a 103mila euro e anche con dentro la paura delle manette finalmente è venuto da noi. Gli ho spiegato che il debito si può rateizzare, che potrà pagare in sei anni. Mi ha ringraziato".
"Se accetti la rateizzazione - racconta Mauro Bronzato, direttore generale Equitalia del Veneto - significa che ti metti a posto, non sei più un evasore e l'Inps può rilasciare il Durc, il documento unico regolarità contributiva. L'artigiano polacco potrà così riprendere il lavoro e partecipare ad appalti e bandi, non essendo più considerato un soggetto moroso. Certo, il debito resta ma non ci sono più gli interessi di mora. Io penso che la rateizzazione sia lo strumento più utile per abbattere la disperazione. Fino a marzo, per poter fare questa operazione, dovevi chiedere l'autorizzazione all'ente creditore, come l'Inps, l'Agenzia delle entrate, ecc. E sopra i 50.000 euro si doveva fare una fidejussione. Adesso le rate sono approvate e decise da noi, anche in cinque minuti per importi fino a 20.000 euro e con tempi appena più lunghi per importi superiori. A tutto il mese di marzo Equitalia aveva già rateizzato 20 miliardi di debiti, un miliardo solo qui nel Veneto. E proprio oggi abbiamo ricevuto una nuova disposizione: si possono accettare anche rate a importo crescente. Se un imprenditore è in crisi pagherà meno nei primi mesi dopo la ripresa dell'attività e sarà in grado di sostenere una spesa maggiore quando l'attività sarà a pieno regime".
“Sappiamo - dice il direttore regionale - che la gente non è mai entrata volentieri nei nostri uffici. Ma noi andiamo in giro, soprattutto nelle associazioni di categoria, a ripetere che solo ai nostri sportelli si può trovare una prospettiva. Certo, dopo l'incontro il debitore non si mette certo a fare salti di gioia. Sa che ci deve dei soldi e deve pagarli davvero. Ma almeno ha idee chiare su come muoversi e sa quanto tempo ha a disposizione. Può sembrare strano, ma c'è chi ci ringrazia. Certo, l'inizio del colloquio non è mai facile. Oltre a chi chiede uno sconto c'è chi pensa che se paghi la metà subito l'altra metà sarà abbuonata. Ma l'importante è arrivare a un progetto di rientro dal debito. Solo così sei sicuro - diciamo la verità: speri - di non trovare sul giornale del giorno dopo il nome di chi ha deciso di arrendersi. No, non ci sentiamo i "gabellieri" del terzo millennio, ma sappiamo che il nostro lavoro ha un impatto pesante. Per questo cerchiamo di farlo nel mondo meno invasivo possibile".
Franco Marchiori presenta i colleghi blindati dietro ai vetri. "Ecco Ilaria, Giorgio, Stefania, Mara, Giovanni, Francesco...".
"In fondo - racconta - siamo un po' come i confessori che ascoltano storie piccole e altre enormi. C'è il signore che viene a pagare una decine di multe che non sapeva di avere ricevuto e intanto guarda il figlio - era lui a guidare l'auto del padre - come per dirgli: appena fuori, facciamo i conti. C'è chi arriva qui per il canone tv non pagato e chi invece ha evaso 20 milioni di Iva. Quel signore che adesso sta preparando un progetto per le rate con il mio collega è un artigiano che è nei guai e non per colpa sua. Ha dato i soldi per le tasse a un consulente e questi è sparito. 'Se lo trovo gli sparo', mi ha detto. 'Se lo trovate voi avvisatemi così lo accoppo'. Ci sono storie paradossali. Un'operaia ha lavorato senza ricevere mai i contributi e adesso è lei che deve pagarne una parte, per corresponsabilità. Un'altra dipendente è venuta qui a pagare le tasse che dovevano essere pagate dal suo datore di lavoro. 'Lo faccio per non perdere il posto', mi ha detto".
Al Ciao bar, di fronte a Equitalia, raccontano che "una volta erano tanti gli incazzati che uscivano da lì dentro e venivano qui a bere per consolarsi". "Adesso quasi tutti hanno alzato bandiera bianca. Sanno che al massimo puoi chiedere di non pagare tutto e subito".
Oggi non c'è ressa, ma ci sono sempre persone in attesa. "Equitalia, per un Paese più giusto", annuncia un manifesto. "Ho un bar - racconta Gerardo - e fra cento tasse te ne puoi dimenticare una. E così ho pagato il triplo, più 1.300 euro per l'avvocato che mi ha accompagnato qui, un'ora in tutto".
Tatiana racconta la storia dello zio arrivato da Chisinau. "Quattro anni fa ha avuto un colpo al cuore e non ha più lavorato. Ma le tasse sono arrivate ugualmente. Sono venuta a chiedere come potrò pagare 9.300 euro". Un anziano investe Martina, bancone di Prima accoglienza. "È vostra questa lettera? Io il canone tv l'ho pagato". "No, guardi, è dell'Agenzia delle entrate". "Stavolta ghe sparo". "Scusi, ma quanti anni ha?". "Ottanta". "Lo sa che dopo i 75 non si paga più il canone? ". La signora con 650 euro di debito al mese con l'Inps è appena uscita con le lacrime agli occhi. Ma almeno un nonno lascia felice il palazzo delle tasse
(10 maggio 2012)

venerdì 23 marzo 2012

Portare via un figlio alla mamma o al papà

La problematica dei matrimoni che naufragano portandosi dietro una scia di bugie e coinvolgendo i figli è cosa, purtroppo, tristemente diffusa. Viviamo in un epoca di egoismi che si incontrano e si scontrano e spesso il mastice che unisce due persone in matrimonio è la bugia di uno nei confronti dell'altro. Nessuno o quasi nessuno, quando affronta questo importantissimo passo, pensa  che l'unione porta con se la necessaria capacità di costruire insieme una vita, per se e per chi nascerà  in questa "casa comune". Argomento di vita coniugale da mettere sempre in conto, oggi, è quello della separazione e del divorzio. Quando avviene in una coppia senza figli, tra due adulti  la separazione è un fatto, pur doloroso, che avviene tra soggetti adulti in grado di prendersi le proprie responsabilità . Quando in un matrimonio regolare due coniugi decidono di procreare non stiamo parlando più di una questione che sta tutta nel rapporto tra i due patner, ma investe tutta la società. Tanto è che c'è una corposa legislazione a tutela dei figli che sono i più indifesi e si trovano ad essere alla mercè dei due contendenti e delle loro intenzioni. La discussione a questo punto non è più così semplice e dovrebbe essere affrontata, nei salotti televisivi che di questi casi dolorosi fanno "farina", in maniera intellettualmente corretta. Non si può far passare il rapimento da parte di un conige del figlio per un atto di cuore, senza spiegare le ragioni che hanno portato a questo atto estremo. Ma in una società che fa di tutto speculazione e non si cura di avere una etica sostenibile e condivisibile esporre le proprie opinioni senza curarsi delle ragioni sociali e culturali degli altri, oggetti di produzione non esseri umani, è legittimo e vantaggioso. Questo porta ad una considerazione sul " SERVIZIO PUBBLICO" che dovrebbe essere l'asse di equilibrio etico-culturale sociale che non si deve comportare come una televisione privata che, pur di fare audiens, distorce le informazioni e fa credere che rubare i figli, anche in presenza di una biennale causa legale che, alla fine del dibattimento, lo assegna ad uno dei due genitori è leggittimo.  ETICA DEI MIDIA E DEL SERVIZIO PUBBLICO, come diceva il grande Giorgio Gaber:" la libertà non è uno spazio libero libertà è partecipazione...." e non possiamo ricostruire un Paese senza che ci siano dei Principi Etici che uniscono e rendono solidale una Società.  Per questo crediamo che debba esserci un Autority di salvaguardia che impedisca a tutte le TV private e pubbliche di parlare di questi problemi senza una adeguata preparazione e senza che il conduttore possa alterare fatti o elementi di giudizio consolidati e certi.
Ugo Arioti

lunedì 12 marzo 2012

STORIA DI UN CANCRO: “EQUITALIA” parte prima



L’Italia è il paese dei controllori( oggi detti Auditman, forse dal latino audire e dall’italiano mangiare!?!), ma allora perché questo grande buco nelle Entrate senza che nessuno sentisse il bisogno di controllare le spese? Si trattava di un inizio di cancro economico, un neo. Ma questo neo nel tempo ha cambiato diverse volte colore fino a diventare di un marrone così intenso da doversi tappare il naso.
Come nasce questo “cancro”? Nasce con la conversione in Legge del Dlgs 30 settembre 2005  del Governo Berlusconi. Tre autorevoli autori: papi Silvio, Tremonti( famoso il detto popolare: l’Italia è un paese bagnato da tre mari e prosciugato da Tremonti) e Castelli( il guardasigilli e figurine della Panini, padane naturalmente)!
La  Camera  dei  deputati  ed  il  Senato  della Repubblica hanno
approvato;

                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

                              Promulga

la seguente legge:
                               Art. 1.

    1.  Il decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, recante misure di
contrasto  all'evasione  fiscale  e  disposizioni  urgenti in materia
tributaria e finanziaria, e' convertito in legge con le modificazioni
riportate in allegato alla presente legge.
    2.  La  presente  legge  entra  in  vigore il giorno successivo a
quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
    La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara' inserita
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato.

      Data a Roma, addi' 2 dicembre 2005

                               CIAMPI


                              Berlusconi,  Presidente  del  Consiglio
                              dei Ministri

                              Tremonti,   Ministro   dell'economia  e
                              delle finanze

Visto, il Guardasigilli: Castelli

Una storia tutta italiana! Per meglio dire Forza Italiana! Per fermare l’emorragia di entrate e le spese pazze di un governo di commercianti e rigattieri si crea un organismo nocivo che distruggerà l’Italia fino a creare nel suo corpo ancora vivo metastasi di proporzioni bibliche.
Oggi il cancro “EQUITALIA” (somiglia molto a FORZA ITALIA! Mah!?) ha la disponibilità assoluta delle tasche degli onesti cittadini italiani e può, senza alcun avvertimento o contradditorio, sequestrare i loro beni e venderli all’asta per recuperare quanto “DOVUTO”(forse). Badate bene agli ONESTI e non ai DISONESTI e ai FURBETTI del quartierino che hanno spopolato durante il quindicennio del Papi Silvio. Pensate, i capitali disonestamente esportati o occultati al Fisco, per legge del governo Berlusconi, hanno, ancora oggi, diritto a uno SCUDO PROTETTIVO contro il Cancro, mentre gli onesti cittadini che hanno difficoltà e vivono di un solo stipendio dovendo pagare tasse che non si capisce perché si paghino, visto che i servizi che dovrebbero rendere utili non esistono, e mantenere agli studi vita natural durante i loro figli che non sono fortunati e non sono disonesti o mafiosi o come … non sono SCUDATI!
Pensate ancora che il Cavaliere ha di fatto cancellato il delitto di FALSO IN BILANCIO, sempre per gli onesti, ovviamente!!!
Questo grande piccolo uomo oggi fa un passo indietro per salvarsi il culo e trattare la resa con un mostro che è nato dalla sua fervida e creativa squadra di governo! Monti gli copre la ritirata e lui torna a casa per rimettere in ordine i suoi sghei e i suoi peccati di gola (gola profonda)!
Così questo neo è diventato un cancro con metastasi in tutta la penisola e le isole italiane e mentre la “barca della concordia” affonda e muoiono gli innocenti, il capitano coraggioso scappa e si mette in salvo!
Ma cos’è Equitalia?  Equitalia è la società per azioni, a totale capitale pubblico (51% in mano all’Agenzia delle entrate e 49% all’Inps), incaricata dell’esercizio dell’attività di riscossione nazionale dei tributi e contributi.
Ma è un bene o un male per il contribuente italiano ( parliamo di chi paga le tasse, è a reddito fisso e non esporta capitali all’estero, naturalmente)?
E’ un costo ed un pericolo per il contribuente: la creazione di questo ente porta in sé un aumento della pressione fiscale, infatti essendo a capitale pubblico ha un costo di gestione (più enti più costi). Se avrà un attivo di bilancio saranno i cittadini con le loro tasse ad averlo realizzato, se avrà un passivo saranno i cittadini con le loro tasse a doverlo risanare. La proprietà è di due “agenzie” pubbliche che, per quanto attiene alle loro riscossioni, sono in esemplare conflitto d’interessi.
Ma allora a che serve EQUITALIA?
Diceva un comico fatevi la domanda e datevi la risposta!
(continua)
Ugo Arioti