sabato 21 marzo 2015

Gli animali? Si arrabbiano e sono felici proprio come noi


Abbiamo scelto di pubblicare questo articolo della dottoressa Gasperini, uscito in questi giorni su Repubblica, perché noi “esseri umani” ci comportiamo male nei confronti del resto del Regno animale e vegetale e pensiamo, sbagliando clamorosamente, di essere solo noi a provare sentimenti, angosce, paure e felicità, come vi dico spesso: meditate gente, meditate!

Ugo Arioti

 


Gli animali? Si arrabbiano e sono felici proprio come noi

Charles Darwin è stato il primo scienziato a individuare negli animali sentimenti come rabbia, felicità, tristezza, disgusto, paura e sorpresa. E la ricerca scientifica moderna sta finalmente convalidando ciò che in parte si era già intuito: che gli animali provano emozioni al pari degli uomini, con sentimenti che spaziano dalla gioia al dolore, dalla gelosia alla rabbia, fino all'imbarazzo

 

DI  BRUNELLA GASPERINI, PSICOLOGA

La ricerca scientifica moderna sta finalmente convalidando ciò che in parte si era già intuito: che gli animali provano emozioni, proprio come noi. Sono in grado di sentire gioia, dolore, gelosia, rabbia, imbarazzo.
Oggi sappiamo che elefanti, lontre e alcuni uccelli esprimono ad esempio dispiacere, che pecore e molti altri animali sono in grado di riconoscere volti umani, che topi, galline e cetacei sono empatici, che alcuni pesci posseggono abilità cognitive. Che scimmie, cani, corvi, tartarughe, pesci e persino polpi soffrono, gioiscono, si arrabbiano. E che la maggior parte degli animali è dotata di una personalità e di specifiche individualità.
Sta diventando sempre più evidente, soprattutto nei mammiferi ma anche negli uccelli, che gli animali sono sensibili alle emozioni degli altri, reagiscono al pericolo nel tentativo di migliorare la situazione e salvarli. Sono empatici, anche nei nostri confronti. Esprimono questo straordinario aspetto di intelligenza emotiva alla base di ogni legame. Una risorsa che ci lega come esseri viventi l'uno all'altro, permette di "addomesticarci" a vicenda, condividere quello che si prova, comunicare, sintonizzarci, connetterci.

Charles Darwin è stato il primo scienziato a studiare le emozioni negli animali, individuando rabbia, felicità, tristezza, disgusto, paura e sorpresa. Ma la lista nel tempo, con l'avanzare della ricerca, si è allungata. Gelosia, vergogna, imbarazzo e poi simpatia, senso di colpa, orgoglio, invidia. Oggi lo studio delle emozioni negli animali è piuttosto dibattuto. Si discute se l'emotività animale è veramente uguale a quella umana, se gli animali provano in modo identico a noi. Del resto però anche tra uomo e uomo ci sono differenze nel modo di vivere e manifestare affetti e passioni. Sappiamo inoltre che gli animali sono in grado di esprimere la loro vita emotiva attraverso varie forme di comunicazione, la maggioranza delle quali tuttavia ancora a noi sconosciute.
Non si sa se gli animali sperimentano tutte le emozioni umane o se ne esistono alcune tutte loro misteriose per l'uomo. Ma il punto rimane un altro: non siamo uguali, umani e non, quando proviamo felicità ritrovando qualcuno che ci è caro? Non ci addoloriamo allo stesso modo quando lo perdiamo? Non si deprime ugualmente un cucciolo se viene prematuramente allontanato dalla mamma?

Marc Bekoff, professore emerito presso l'Università del Colorado, vincitore di premi Award per la scienza, uno degli etologi cognitivi pionieristici al mondo, co-fondatore con Jane Goodall di "Ethologist for Ethical Treatment of Animals" (Etologi per il trattamento etico degli animali), nel suo libro "La vita emozionale degli animali" (Oasi Alberto Perdisa), basandosi sugli studi di un'ampia varietà di specie, dimostra l'esistenza della complessa vita emotiva degli animali. Sostenendo che questi ultimi hanno grandi capacità intellettive, emotive e morali.
Quando i lupi si riuniscono scodinzolano e saltano avanti e indietro liberamente in cerchio, fa notare l'etologo, non stanno forse esprimendo felicità? Che dire degli elefanti quando si ritrovano, sventolano le orecchie emettendo un vocalizzo particolare di saluto: non è gioia? Non è dolore l'emozione che vivono gli animali quando vengono allontanati dal gruppo o l'atteggiamento abbattuto dopo la morte di un compagno fino a smettere di mangiare e persino lasciarsi morire? Sicuramente, nonostante le differenze, tutte le specie animali condividono un nucleo molto simile di emozioni.
La convinzione che gli animali umani siano speciali e abbiano capacità uniche risulta così più un mito che una realtà. Come evidenziano studi di neuroetologia, abbiamo in comune con gli altri mammiferi e vertebrati, ma anche con gli uccelli, strutture cerebrali che sovrintendono a varie funzioni quali emozioni, comportamento e memoria a lungo termine.  E non siamo i soli animali dai grandi cervelli: scimmie, elefanti, e cetacei (delfini e balene) hanno capacità mentali sufficienti per forme complesse di coscienza.

Quando si dice che gli animali sono coscienti e intelligenti si intende che sanno cosa fare per adattarsi all'ambiente. Non sono automi guidati solo dall'istinto. Piuttosto pensano in modo attivo. Sono versatili, flessibili, coscienti e in grado di valutare come comportarsi in una data situazione.
Nel luglio del 2012 un gruppo internazionale di scienziati ha sottoscritto "La dichiarazione di Cambridge sulla coscienza" nella quale si afferma che la maggior parte degli animali è cosciente e consapevole allo stesso livello degli esseri umani. Una proclamazione pubblica importante che, insieme alle numerose evidenze scientifiche attuali, dovrebbe indurre a fare un passo indietro rispetto alla nostra supponenza, a ripensarsi in relazione ai nostri simili, gli animali appunto. Riflettendo sul modo in cui ci rapportiamo a loro, rivedendo atteggiamenti di utilizzo, abuso, sfruttamento nei loro confronti. Pensando che non siamo una specie distinta e dispensata rispetto alle altre e alla Terra. E nemmeno così evoluta.

mercoledì 18 marzo 2015

Il sole si sta spegnendo? Una nuova immagine della NASA mostra le zone di buio sulla superficie


Il sole si sta spegnendo? Una nuova immagine della NASA mostra le zone di buio sulla superficie (FOTO)

Ilaria Betti, L'Huffington Post

 


 

Il Sole si sta spegnendo? Una nuova immagine della NASA mostra due enormi zone d'ombra, situate vicino ai poli: ricoprirebbero quasi il 10% della superficie della stella, la più estesa mai registrata nella storia delle osservazioni solari. C'è da preoccuparsi? È la stessa NASA a spiegare di cosa si tratterebbe: "I cosiddetti 'buchi coronali' sono zone in cui la corona del sole è più scura, la temperatura più fredda delle aree circostanti e il plasma ha una minore densità. Posso creare tempeste solari in grado di influenzare anche la Terra". Il "vento solare" è costantemente emesso dal Sole, ma diventa più intenso quando compaiono i "buchi neri". Questo potrebbe costituire un pericolo per il nostro pianeta: le emissioni di particelle solari potrebbero essere letali. Fortunatamente, l'atmosfera funziona da scudo protettivo. Ciò a cui si può assistere, dunque, quando il Sole si "macchia" è un aumento delle aurore boreali.

Le dimensioni dei "buchi coronali" rimangono, però, impressionanti. Quello più grande è situato nel polo sud della stella e ricopre almeno l'8% della superficie totale del Sole, quasi 230 miliardi di km: ciò lo rende una delle aree più estese mai osservate dagli scienziati. Il più piccolo, invece, è situato nel polo opposto ed ha una forma più allungata: ricoprirebbe circa lo 0,16% della superficie solare.

Non è la prima volta che i buchi coronali fanno la loro comparsa: le prime immagini furono scattate dagli astronauti dello Skylab della NASA tra il 1973 e il 1974. Possono rimanere visibili per un lungo periodo di tempo, anche fino a 5 anni. Una vera "goduria" per gli studiosi, che possono effettuare le loro misurazioni. E uno spettacolo per chi si gusta le immagini, comodamente, dalla Terra.

I NAZISTI VINCONO LE ELEZIONI ISRAELIANE CON NETANYAHU

In Israele i nazisti hanno vinto le elezioni, in un paese che è stato voluto dai poteri forti che sono usciti vincitori dalla seconda guerra mondiale. Un popolo di invasori che ruba le terre e distrugge ogni giorno il dialogo tra i popoli mediterranei, oggi, con un elezione farsa, in cui i brogli sono e saranno scoperti a suo tempo, con una affluenza alle urne che la dice lunga su quanti hanno paura del futuro e della possibilità che questa nazione resti nel medio oriente a fare da semaforo ai razzi e alle minacce senza dare un avvenire ai popoli che abitano, tutti, questa importante area. Oggi il Rais Netanyahu chiama a raduno la feccia della destra, i peggiori delinquenti politici e assassini (nelle fila di questi si annidano i mandanti e gli assassini dei leader "illuminati" - uccisi dalla barbarie che è sempre stata nelle viscere di Israele), Rabin, Harafat e chi ha cercato di creare un rapporto diverso con gli altri popoli palestinesi. Israele non è Palestina e non è il Popolo di Dio, no, è il Popolo che ha rifiutato Gesù, figlio di Dio e che è perseguitato dal suo stesso peccato originale di superbia. Il NAZISMO ora ha un nome: Netanyahu. Questo è un grave pericolo per l'umanità, rischia di trascinarci verso la terza guerra mondiale e di far finire il Pianeta che dopo potrebbe essere un Pianeta morto. Chi fermerà il nazismo israeliano? Gli USA? No, sono troppo compromessi e l'impero americano sta tirando le cuoia. Quello che sappiamo, purtroppo, è che con questa DESTRA NAZISTA in Medio Oriente e l'Isis alle porte non ci possiamo attendere una prospettiva di PACE.
Meditate Gente, meditate!
Ugo Arioti

giovedì 12 marzo 2015

Sicilian graffiti

In questa rubrica raccogliamo foto, brani, scritti, graffiti e particolari della Sicilia che grida il suo nome attraverso milioni di cantori anonimi o misconosciuti, l'umus della Cultura vera e originale di questa terra che naviga in mezzo a un procelloso mediterraneo dove il terrore, innescato dall'Occidente, vorrebbe cancellare la Cultura dei popoli che si affacciano e godono di questo mare Oceano!
Daniela la Brocca
 
Presentiamo oggi due poesie di Pietro Ruggirello di Marsala:
 
 

martedì 10 marzo 2015

Una brutta deriva

L'Italia, con l'Europa, sta prendendo una brutta deriva. Le lobbie finanziarie, quelle che hanno ideato, costruito e gestiscono la lunghissima CRISI ECONOMICA CAPITALISTICA dell'Occidente, stanno portando a un punto di non ritorno. Ora Draghi si appresta a raccogliere i titoli spazzatura delle banche europee (ormai tutte SPA internazionali con ampi poteri) per immettere nei CIRCUITI BANCARI (gli strozzini dell'Economia Reale) un fiume di miliardi, 60 al mese, liquidi. La domanda, ingenua, è perché alle Banche che sono già state ampiamente foraggiate dai governi nazionali e non hanno prodotto un solo centesimo di investimento per il futuro e non agli Stati che fanno le riforme e che pensano ai loro Popoli. E' ovvio. Al Sistema non serve dare liquidità alla gente per rilanciare l'economia reale, ma serve il controllo delle persone, serve creare un "Grande Fratello" che gestisce vita e morte di ognuno di noi. Loro vivono sulla speculazione economica e non su quella reale che serve a vivere. ma siamo tutti così imbecilli e stupidi da non capire che Renzi, allineato con il potere finanziario europeo e mondiale sta regalando, letteralmente, 8 miliardi di euro ( la Grecia ne chiedeva solo 7 per rimettersi in carreggiata e fare le riforme sociali, ridando al popolo greco quello che i banchieri anglo-tedesco-ebreo gli avevano tolto con le loro imposizioni devastanti che lo hanno impoverito di più). L'Italia, ricca, si permette di dare all'Europa sovrana 8 miliardi, ne ha dati già 10 alle banche e 7 a Monte dei paschi di Siena, mentre le imprese vengono strozzate dalle Banche e la gente si impicca perché non può pagare le tasse e i dipendenti, le imprese industriali (vedi ex FIAT) se ne vanno nei paradisi fiscali e noi dobbiamo mandare i nostri figli all'estero per garantire loro un avvenire. Stiamo sprofondando e nessuno si vuole svegliare, poi i telegiornali, falsi e ipocriti, ci raccontano e si interrogano sul perché giovani occidentali si vadano ad intruppare con l'esercito della morte: L'Isis. Ma non dicono che L'Isis è una creazione dei servizi "segreti" americani ed ebreo sauditi, no.
Spero che non sia troppo tardi.... per riprendere la giusta rotta e cacciare gli usurpatori della DEMOCRAZIA.
Ugo Arioti

lunedì 9 marzo 2015

BACHECA CULTURALE ASSOCIAZIONE KALLIOPE Massafra Taranto (Magna Grecia)

VI INVITIAMO A MASSAFRA:


CON IL PAREGGIO CI PERDI


CON IL PAREGGIO CI PERDI. È ORA DI CAMBIARE LE COSE
LUNEDI 9 MARZO 2015 DALLE 17,00 ALLE 20,00
REAL FONDERIA ORETEA - PIAZZA FONDERIA ALLA CALA
 

 
è cominciata la campagna per le firme di presentazione della Legge costituzionale per modificare la Legge costituzionale n.1 del 2012 che ha introdotto il principio del pareggio di bilancio nella nostra Costituzione. Questo significa che ogni anno, lo Stato italiano deve spendere unicamente quanto incassa. Un principio sbagliato, da ogni punto di vista, che impedisce allo stato di fronteggiare le crisi economiche e di agire per garantire occupazione e diritti sociali. Quella scelta fu presentata come una “imposizione” della Ue. Ma questo non è vero, tanto che altri paesi, ad esempio la Francia, non ha immesso nella propria Costituzione il principio di pareggio.  Invece il nostro paese si è privato di uno strumento di politica economica necessario proprio nei periodi di crisi economica.

Adesso tutti paghiamo le conseguenze di quella decisione perversa.
Le politiche di austerità imposte in questi ultimi anni stanno incidendo pesantemente anche sugli Enti Locali costretti a rinunciare ad opere utili, aumentare le tasse locali e ridurre i servizi essenziali ai cittadini fino a minare la coesione sociale e quindi la democrazia.
L’obiettivo centrale delle scelte politiche deve essere il benessere e il pieno riconoscimento dei diritti delle persone; il pareggio di bilancio in Costituzione al contrario ribalta tale approccio rendendo i diritti subordinati alle decisioni in ambito economico e finanziario.

L’ALTRA EUROPA CON TSIPRAS è fra i promotori di una legge di iniziativa popolare che si propone, dunque, di cancellare il principio del pareggio di bilancio affinchè le politiche di bilancio dello Stato siano saldamente collegate alla salvaguardia dei “diritti fondamentali delle persone” come stabilito dal nostro ordinamento costituzionale.

Ne parleremo insieme a:

GIUSTO CATANIA
Assessore alla partecipazione – Comune di Palermo

ERMANNO GIACALONE
Comitato Operativo Nazionale L’ALTRA EUROPA CON TSIPRAS

SALVATORE PETRUCCI
Avvocato – Associazione Giuristi Democratici

Modera
CLARA DENARO – Coordinamento regionale L’ALTRA EUROPA CON TSIPRAS

Conclude
ALFONSO GIANNI
Comitato Operativo Nazionale L’ALTRA EUROPA CON TSIPRAS


Sarà prevista la possibilità di fare domande, richieste di informazioni e firmare la nostra proposta di legge.
http://colpareggiociperdi.it/
www.listatsipras.eu
di bilancio. Invece il nostro paese si è privato di uno strumento di politica economica necessario proprio nei periodi di crisi economica.

Adesso tutti paghiamo le conseguenze di quella decisione perversa.
Le politiche di austerità imposte in questi ultimi anni stanno incidendo pesantemente anche sugli Enti Locali costretti a rinunciare ad opere utili, aumentare le tasse locali e ridurre i servizi essenziali ai cittadini fino a minare la coesione sociale e quindi la democrazia.
L’obiettivo centrale delle scelte politiche deve essere il benessere e il pieno riconoscimento dei diritti delle persone; il pareggio di bilancio in Costituzione al contrario ribalta tale approccio rendendo i diritti subordinati alle decisioni in ambito economico e finanziario.

L’ALTRA EUROPA CON TSIPRAS è fra i promotori di una legge di iniziativa popolare che si propone, dunque, di cancellare il principio del pareggio di bilancio affinchè le politiche di bilancio dello Stato siano saldamente collegate alla salvaguardia dei “diritti fondamentali delle persone” come stabilito dal nostro ordinamento costituzionale.

Ne parleremo insieme a:

GIUSTO CATANIA
Assessore alla partecipazione – Comune di Palermo

ERMANNO GIACALONE
Comitato Operativo Nazionale L’ALTRA EUROPA CON TSIPRAS

SALVATORE PETRUCCI
Avvocato – Associazione Giuristi Democratici

Modera
CLARA DENARO – Coordinamento regionale L’ALTRA EUROPA CON TSIPRAS

Conclude
ALFONSO GIANNI
Comitato Operativo Nazionale L’ALTRA EUROPA CON TSIPRAS


Sarà prevista la possibilità di fare domande, richieste di informazioni e firmare la nostra proposta di legge.
http://colpareggiociperdi.it/
www.listatsipras.eu

 

mercoledì 4 marzo 2015

L'Antimafia di facciata





"Io parlo ai ragazzi nelle scuole. Questa è antimafia di facciata. Legalità è diventata ormai una parola con cui riempirsi la bocca. Sono sconcertata e purtroppo non da ora. Anche per questo sono in silenzio ormai da diverso tempo". Sono parole dure e amare quelle diRita Borsellino, già europarlamentare e presidente del 'Centro studi Paolo Borsellino', in un'intervista a "La Repubblica", a cura di Alessandra Ziniti, sull'arresto di Roberto Helg. "Dobbiamo ammetterlo, è più onesto: prendiamo atto che c'è parte della società che ha fatto della legalità una convenienza e io con questa antimafia delle apparenze non voglio avere nulla a che fare".

Non usa mezzi termini Rita Borsellino, già da qualche mese fuori dalla scena politica e mediatica, che come sua consuetudine sceglie la via della sobrietà. Al termine del suo mandato da deputato europeo – lo scorso giugno - Rita Borsellino, è tornata alla sua 'attività principale', così come ama definirla - ma già molto tempo prima aveva preso le distanze dalle bagarre politica e dalle passerelle dell'antimafia dei professionisti – è tornata a quello che faceva fin dal'92, anno delle stragi, ovvero prima di entrare in politica, e cioè andare in giro per le scuole di ogni ordine e grado in Italia e diffonere un messaggio di legalità, così come lo intendeva il fratello, 'formare le coscienze', là, nella scuola, dove i ragazzi crescono e apprendono, 'in mezzo alle nuove generazioni'. 

"Dare giudizi personali è sempre molto difficile, ma questa è una valanga che crea sconcerto nell'opinione pubblica. Ed è una realtà che purtroppo potrebbe spingere a buttare l'acqua sporca con tutto il bambino. E questo sarebbe pericolosissimo. Cosa c'è che non funziona sotto le bandiere dell'antimafia? Il movimento antimafia è nato spontaneamente in Sicilia sull'onda emotiva delle stragi del '92. C'è tanta gente che si è messa in gioco, che ha sacrificato il suo tempo e il suo lavoro per educare alla legalità i bambini, i ragazzi. E purtroppo, per quanto sia doloroso dirlo, evidentemente c'è altra gente che all'ombra di questa bandiera ha costruito i propri interessi. Purtroppo con il passare degli anni questa parola, legalità, è diventata solo una parola di cui riempirsi la bocca.Io penso a chi pronuncia questa parola – spiega – a proprio uso e consumo in convegni e interviste e a chi invece ha immolato al profondissimo concetto del rispetto della legge la propria vita. E lo ha fatto in profonda solitudine. Ecco, ai nostri ragazzi dobbiamo dire che gli unici esempi da seguire purtroppo sono quelli che non ci sono più. Ci vorrebbe un sussulto di consapevolezza, un po' di dignità, un rigurgito di senso di responsabilità. Dobbiamo essere noi i primi ad isolare questa gente".

martedì 3 marzo 2015

Pensieri "economici": e l'etica finanziaria andò a farsi friggere nell'olio della SPECULAZIONE

 
 
La crisi che sta attanagliano l'Europa è una CRISI strutturale creata e voluta dai poteri finanziari che non hanno alcun interesse alla ECONOMIA REALE, perchè si basano sulla SPECULAZIONE FINANZIARIA che distrugge ogni cosa che abbia un senso e una logica economica funzionale alla vita e alle ragioni dei Popoli. E' la fase peggiore del capitalismo globale finanziario e non finirà se non con la rivoluzione o con la distruzione del Mondo che conosciamo. Le lobbie massonico-bancarie anglo - israeliane guidano la DISTRUZIONE e non si fermeranno. I governi attuali sono solo ombre, fantocci, a libro paga e raccontano montagne di BUGIE per addormentare le COSCIENZE.
 
Ugo Arioti
 

lunedì 2 marzo 2015

“Lascio la Comunità ebraica di Milano, fa propaganda a Israele” (lo disse già nel 2013)


Moni Ovadia: “Lascio la Comunità ebraica di Milano, fa propaganda a Israele”

 


"Ho deciso di lasciare, come ha fatto Gad Lerner, a causa della mancata presa di posizione dei vertici milanesi dopo l’uscita di Berlusconi al binario 21, nel Giorno della Memoria". I capi, prosegue, "considerano 'amici' i 'sinceri democratici' come La Russa, che fino a poco tempo fa facevano il saluto romano inneggiando a quelli che hanno sterminato la nostra gente"

 

Diceva don Primo Mazzolari che “la libertà è l’aria della religione”. Non era ebreo, come non lo era George Orwell che in appendice alla Fattoria degli animali scrive: “Se la libertà significa qualcosa, significa il diritto di dire alla gente ciò che non vuol sentirsi dire”. L’eco di queste frasi si sente entrando nella casa diMoni Ovadia a Milano. Per dar seguito al nome pacifista, il cane Gandhi si accomoda sul divano insieme a un paio di gatti; il caffè bolle, l’attore con il capo coperto racconta la storia del festival promosso dalla comunità ebraica che si è svolto alla fine di settembre a Milano, Jewish and the city. “Qualcuno, durante una riunione tra gli organizzatori ha posto il veto alla mia presenza. E gli altri hanno ceduto”.

Perché? 
Per le mie posizioni critiche nei confronti del governo Netanyahu. Le violazioni del diritto internazionale, mi riferisco al-l’occupazione e alla colonizzazione dei territori palestinesi, durano da oltre cinquant’anni. Ho imparato dai profeti d’Israele che bisogna essere al fianco dell’oppresso. Io esprimo opinioni, non sono depositario di nessuna verità. Penso però che questa situazione sia tossica. Per i palestinesi, che sono le vittime, ma anche per gli israeliani: non c’è niente di più degradante che fare lo sbirro a un altro popolo. Aggiungo però che io m’informo esclusivamente da fonti israeliane. Non palestinesi: gli ultrà palestinesi sono i peggiori nemici della loro causa. Apprezzo molto due giornalisti israeliani di
 Haaretz, Gideon Levy e Amira Hass. Quello che dico io, rispetto a quello che scrivono loro, è moderato. Bene: vivono in Israele, scrivono su un quotidiano israeliano, sono letti da cittadini israeliani e pubblicati da un editore israeliano.

È iscritto alla Comunità ebraica di Milano? 
Sì, per rispetto dei miei genitori. Ma ho deciso di andarmene. Io non voglio più stare in un posto che si chiama comunità ebraica ma è l’ufficio propaganda di un governo. Sono contro quelli che vogliono “israelianizzare” l’ebraismo. Ho deciso di lasciare, come ha fatto Gad Lerner a causa della mancata presa di posizione dei vertici milanesi dopo l’uscita di Berlusconi al binario 21, nel Giorno della Memoria.

Dicono che le sue critiche a Israele nascono dal desiderio di avere consensi, successo, denaro.
Ma oggi chi è a favore della causa palestinese? La sinistra? Nemmeno più Vendola lo è! E allora dove sarebbe il grande pubblico che mi conquisto? Più ho radicalizzato le mie critiche, più il mio lavoro è diminuito, mi riferisco agli ingaggi e non al pubblico. Il teatro è per tutti, il teatrante è un cittadino e come tale ha diritto alle sue idee.

Lei non è abbastanza “carino”? 
Per niente, ma non si parla di cose carine. Il comportamento della comunità internazionale nei confronti del popolo palestinese è semplicemente schifoso. Nel 2000 intervistai per il
 Corriere della Sera un colonnello della Golani, le teste di cuoio d’Israele. Mi disse: “Se tu hai un bazooka in mezzo ai denti e un mitragliatore tra le chiappe, ci sono almeno due modi per uscirne”. Da militare m’insegnò che se si vuole fare la pace, si riesce. Se io dicessi che il governo Netanyahu è un po’ birichino, ma non così tanto, diventerei immediatamente il più grande artista ebreo italiano. Invece offendono i miei spettacoli.

È vero che riceve minacce? 
Appena scrivo qualcosa, sul mio sito arriva di tutto: minacce, insulti, parolacce. I termini sono sempre “rinnegato”, “traditore”, “nemico del popolo ebraico”. Ho criticato l’episodio del bimbo palestinese di cinque anni che aveva lanciato una pietra ed era stato portato via da undici militari israeliani. Mi hanno scritto: “Avesse potuto quella pietra arrivare sul tuo cervello marcio”. Questi sono i termini, mai risposte nel merito. Mia moglie, che gestisce la mia pagina Facebook, spesso non me li fa leggere, li cancella e basta.

Sono ebrei quelli che la insultano? 
La gran parte sì.

Aver subito la discriminazione non è servito a nulla?
Si, ma paradossalmente questo ha un aspetto positivo. Significa che gli ebrei sono come tutti gli altri. Si trovano in una condizione in cui il nazionalismo è a portata di mano? Diventano i peggiori nazionalisti, malgrado la Torah condanni l’idolatria della terra. L’ebraismo è una cosa, lo Stato d’Israele un’altra. Qualcuno ha sostituito la Torah con Israele. Il buon ebreo, dunque, non è quello che segue la Torah, ma quello che sostiene Tel Aviv. I sinceri democratici – tipo La Russa – sono amici d’Israele. E non importa se fino a poco tempo fa facevano il saluto romano inneggiando a quelli che hanno sterminato la nostra gente.

Dell’affaire Vauro cosa pensa? 
La vignetta su Fiamma Nirenstein prendeva in giro la disinvoltura con cui una donna, appassionatissima della causa israeliana, può sedere in Parlamento accanto a uno come Ciarrapico, che non ha mai smesso di dirsi fascista. Ha fatto benissimo Vauro a querelare chi gli dava dell’antisemita. Non solo perché ha vinto in due gradi di giudizio, ma perché l’accusa di antisemitismo è troppo grave per usarla a sproposito.

Lei cosa chiede? 
Vorrei essere criticato – non calunniato o insultato – ma rispettato. Vorrei semplicemente avere il diritto di dire la mia opinione e potermi confrontare.

Da Il Fatto Quotidiano del 5 novembre 2013 

 

Editoriale di marzo 2015

LA RIVO-ILLUSIONE crocettiana, una commedia degli errori che finisce in tragedia per la Sicilia

Al peggio non c’è mai fine, stiamo attraversando un momento drammatico e parossistico della storia dell’amministrazione regionale siciliana. Il Masaniello che guida l’armata Brancaleone è ostaggio di Roma e degli “alti” burocrati (una volta, remember, erano i Baroni). Dignità vorrebbe che si dimettesse, dopo essere stato sbeffeggiato e sbugiardato, dalla stessa magistratura che ha più volte tirato dentro il Palazzo gridando al “malaffare”! Inconsistente, moralmente e ideologicamente, assolutamente privo di idee e di capacità organizzative sta facendo affondare anche la parte buona della struttura amministrativa. Dite: “facile sempre criticare”? No, non sono critiche, sono osservazioni scientificamente e continuamente verificate dagli organi di controllo o dalla stampa attenta e libera. La Rivoluzione annunciata da Crocetta, all’inizio del suo mandato, oggi è una FARSA, una commedia degli equivoci e il Presidente, che doveva fare antimafia e liberare dai poteri forti dei baroni burocrati la Regione, al contrario, ha continuato a fare le sue “clientele” all’ombra dei tutor di sempre. Si è dimostrato peggiore dei suoi predecessori. Il popolo siciliano non lo ha votato, le altissime percentuali di astenuti dal voto, dicono che solo un 30 % della gente, e nemmeno tutti per lui, lo ha iscritto nella sua scheda elettorale. Ci vorrebbe un impeto di libertà, una rivolta sociale. Piantare tenda davanti a Palazzo D’Orleans, bloccando Palermo fino a quando lui e la sua banda “bassotti”, insieme alla baronessa e ai suoi amici burocrati che hanno fatto più danni della peronospora, vadano via, cacciati a pedate dal Palazzo … ma siamo bastardi di mille progenie e cercheremo di fare i furbi senza bandiera e senza nome, salta fossi della politica. Fino a che potremmo resistere? Fino a che punto possono arrivare a rubare il nostro futuro, ormai questa è la sola e unica domanda. Scusate il pessimismo, ma non vedo bagliori di luce in fondo al tunnel. Non vedo prospettive per i nostri figli, soprattutto.

Svegliati Sicilia

Ugo Arioti