giovedì 21 febbraio 2013

Sicilia bella : Lampedusa "Isola dei conigli"

La Sicilia e le sue isole di contorno sono un paradiso da difendere. dobbiamo amare e proteggere questi luoghi dell'anima che ancora resistono all'assalto della speculazione dei grandi gruppi turistico - finanziari che devastano e portano inquinamento ambientale e sociale. E' un patrimonio di tutti che dobbiamo difendere e tutelare per lasciarlo ai nostri figli. Oggi il nostro occhio magico si ferma sull'Isola dei Conigli - LAMPEDUSA, una rarità. Un non luogo dove le barche volano sospese sul pelo dell'acqua e la Natura detta le sue regole e profonde il suo Spirito Divino!
 




 
Ugo Arioti
 

NO MUOS SI ALLA SALUTE, le donne sono in testa a questa guerra contro la mafia militare americana

 
La protesta delle donne di Niscemi si allarga. Adesso non è solo bloccare la costruzione del Muos il loro obiettivo, ma anche la eliminazione di altre 47 antenne. ( dalla stampa locale)
Redazione Secem

martedì 19 febbraio 2013

BISONGNA PROSEGUIRE SUL CAMMINO DELLE RIFORME, LO VUOLE L’EUROPA

BISONGNA PROSEGUIRE SUL CAMMINO DELLE RIFORME, LO VUOLE L’EUROPA?
Stiamo attraversando la peggiore crisi capitalistica degli ultimi cento anni. La cancelliera tedesca ripete in tutte le sue uscite pubbliche, in cui parla del destino dell’Europa, che bisogna che anche l’Italia prosegua sul cammino delle riforme intraprese. Ma di cosa stiamo parlando? L’Europa che non c’è, la Commissione europea, si barcamena tra editti e sanzioni e cerca di tirare acqua al mulino del più forte. Le BANCHE TEDESCHE hanno messo le mani sul debito sovrano di Portogallo, Irlanda, Spagna, Grecia e Italia. La Finanza internazionale strozza le ECONOMIE REALI e noi stiamo ancora aspettando i comandamenti dell’Europa? Ma dove si trova l’Europa? È una NAZIONE? È una FEDERAZIONE DI POPOLI che vuole avere un destino di crescita comune e di libertà comune e di culture da difendere? NO. È, soltanto, un serbatoio economico che il grande capitale internazionale globalizzato controllato dagli Ebrei americani e tedeschi e dai pirati inglesi, russi e giapponesi sta utilizzando per creare un NUOVO SUD EUROPA POVERO E SOTTOMESSO AL NORD EUROPA. È il fallimento della MONETA UNICA. Inutile in quanto non serve a garantire mezzo miliardo di persone che si trovano nell’AREA EURO, ma per creare un asse di comando delle BANCHE TEDESCHE e della FINANZA VIRTUALE sui popoli europei. Allora quale cammino bisogna proseguire? Bisogna fermare questo patto scellerato e invertire la rotta. L’EUROPA in primis deve essere l’EUROPA DEI POPOLI e DELLE CULTURE EURO MEDITERRANEE. Una culla di Civiltà e di Socialità avanzata che si occupa della GENTE prima che dei MERCATI! Che si preoccupi di far andare avanti l’ECONOMIA REALE piuttosto che quella VIRTUALE dei grandi Finanzieri che SPECULANO SULLA VITA DELLA GENTE. È ora di dire BASTA a questo stato di cose e mandar a casa tutti quelli che credono in un EUROPA MONETARIA. NON CI INTERESSA. NON è L’EUROPA DELLA GIUSTIZIA SOCIALE E DEL BENE COMUNE DI TUTTI I SUOI CITTADINI, ma un serbatoio di pesce per i trichechi e i leoni marini del circo della SPECULAZIONE. L’ITALIA è costretta a comprare aerei inutili e ordigni di guerra e a fare guerra anche se lo ordinano i potenti del Mondo tassando sempre di più quelli che sono al limite e che sono a reddito fisso controllato, ma LA COSTITUZIONE DICE A CHIARE LETTERE CHE L’ITALIA E’ CONTRO LA GUERRA! LA CARTA COSTITUZIONALE RECITA CHE OGNI ITALIANO HA DIRITTO AL LAVORO, ALLO STUDIO, ALLA SANITA’. Hanno mangiato, le destre europee e quella italiana sottomessa agli interessi di pochi, tutto LO STATO SOCIALE E I DIRITTI COSTITUZIONALI per cui i nostri nonni si sono battuti e sono morti per garantirci un futuro giusto e umano,e ora siamo in mano a un governo di esattori (tecnici) che, anziché cercare di fare una perequazione sociale e far pagare prima chi non ha mai pagato, mette le mani nelle tasche dei soliti noti e si accredita, così facendo, al  TAVOLO DI SOTTOGOVERNO DELL’EUROPA FINANZIARIA. Ci ammazzano per prendersi quelle briciole che la grande Finanza gli elargisce per mantenerli nei loro agi. NOI VOGLIAMO LA LIBERTA’ DI SCEGLIERE IL NOSTRO DESTINO E VOGLIAMO CHE SI AZZERI IL DEBITO PUBBLICO ITALIANO, SPAGNOLO, GRECO, IRLANDESE, PORTOGHESE e si metta mano ad una COSTITUZIONE EUROPEA DEI POPOLI, poi, quando la Federazione Europea sarà una realtà sociale consolidata e forte capace di reggere il confronto con le MAFIE FINANZIARIE INTERNAZIONALI, potremmo avere una moneta forte legata all’ECONOMIA REALE e non alla speculazione. Occorre mettere tasse su chi specula e non su chi ogni giorno esce di casa per trovare il necessario per andare avanti. Ogni cittadino deve avere un MINIMO GARANTITO, che non è solo uno stipendio, ma è un pacchetto di SERVIZI SOCIALI INDISPENSABILI collegato ai diritti costituzionali. NOI VOGLIAMO L’EUROPA DELLA CULTURA, DELLA CIVILTA’, DELLA GIUSTIZIA SOCIALE CONTRO OGNI EUROPA DELLA SPECULAZIONE.
Ugo Arioti

La forza del discorso nasce

La forza del discorso nasce 
dalla concisione 
Lo confermano Dante e Lincoln

Un principio fondamentale da seguire: non diluire con tiritere e ripetizioni inutili la forza persuasiva di un messaggio. A volte si verifica infatti che l’oratore, vedendo che una argomentazione ha particolarmente presa sul pubblico, commette l’errore di ripeterla rischiando di distruggerne l’efficacia originale. È importante invece essere brevi e stringati soprattutto quando l’obiettivo del discorso è quello di diffondere valori, motivare, influenzare. Non a caso, l'Ulisse di Dante fa un "orazion picciola" per convincere i suoi compagni a superare le colonne d’Ercole e a proseguire il viaggio verso l’ignoto. Ulisse, dice loro che la vita dell'uomo non va sciupata nell'inerzia, ma deve mirare ad arricchire le proprie conoscenze. Ecco, testualmente, le poche, ma proprio per questo, suggestive e convincenti parole di Ulisse:O frati, dissi, 'che per cento milia
perigli siete giunti all'occidente,
a questa tanto piccola vigilia
de' nostri sensi ch'è del rimanente,
non vogliate negar l'esperienza,
di retro al sol, del mondo sanza gente.
Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e canoscenza.


I compagni, reagiscono subito con tale entusiasmo che, dopo, difficilmente sarebbe stato possibile trattenerli. Essi, sebbene vecchi e tardi, si mettono a remare con tale energia che la nave quasi vola sulle onde.
Li miei compagni fec'io sì aguti,
con questa orazion picciola, al cammino,
che a pena poscia li avrei ritenuti;
e volta nostra poppa nel mattino,
dei remi facemmo ali al folle volo,
sempre acquistando dal lato mancino.
Questo esempio conferma ulteriormente l’efficacia della concisione. Ai caduti della battaglia di Gettysburg (1863), la più cruenta della guerra di secessione americana, venne dedicato un cimitero. In questa occasione intervennero alcuni dei migliori oratori americani del tempo, fra i quali vi era, famoso proprio per la sua eloquenza, il senatore Edward Everett. Ciascuno di questi oratori intrattenne piuttosto a lungo l’uditorio. Lincoln si distinse tra tutti pronunciando un discorso brevissimo. Le sue poche parole commossero profondamente il pubblico e si propagarono e ridondarono in tutta la nazione: oggi il suo discorso è ritenuto uno dei più grandi della storia.
Ecco il discorso di Lincoln.
Or sono ottantasette anni, i nostri avi diedero vita su questo continente ad una nuova nazione, concepita nella libertà e consacrata al principio che tutti gli uomini nascono uguali. Siamo ora impegnati in un'aspra guerra civile, in cui si mette alla prova se questa, e qualsiasi altra nazione similmente concepita e consacrata, possano resistere a lungo. Siamo riuniti sul campo di una grande battaglia di questa guerra. Siamo venuti per consacrarne una parte quale ultima dimora di coloro che qui la vita hanno dato onde la nazione vivesse. E' nobile e giusto che questo sia fatto. Ma, in senso più ampio, non possiamo decidere nè di consacrare, né di santificare questo suolo: gli eroi, vivi e morti che qui combatterono, l'hanno consacrato assai al di là di quanto sia nelle nostre povere forze di aggiungere o togliere. Il mondo poco noterà, né a lungo ricorderà quanto qui stiamo dicendo, ma non potrà mai dimenticare quanto qui essi hanno fatto. Siamo piuttosto noi, i vivi, che qui dobbiamo essere consacrati all'opera incompiuta di coloro che in questo luogo hanno combattuto e così nobilmente hanno portato innanzi. Siamo piuttosto noi a dover essere consacrati al grande compito che ci resta dinanzi: che da questi nobili caduti si tragga dedizione ancor più grande alla causa cui essi hanno dato la più completa e definitiva prova di dedizione, che qui solennemente si affermi che i morti non sono morti invano, che questa nazione, a Dio piacendo, abbia rinnovellata nascita nella libertà, che il governo del popolo, dal popolo retto per il popolo, non scompaia dalla terra.
Il mondo si è dimenticato dei discorsi lunghi e macchinosi degli altri oratori, ma non di questo: semplice e diretto, conciso ed intenso.
Vittorio Galgano

domenica 17 febbraio 2013

Capitolo 33 -lpi

33

Trascorsero, dal giorno del pranzo con Tantillo, quasi due mesi di “normalità” e di serena passione per la vita quotidiana!
Callisto, teneva al passo le sue attività extra lavoro e misurava con gioia le belle giornate che la vita gli regalava. Aveva un lavoro, una casa e una donna. Cosa poteva chiedere di più? Non sognava più Marì e non sentiva più quel dolore sordo che ti prende alla bocca dello stomaco quando il ricordo ti assale e non riesci a capire perché è successo e perché tu, disgraziatamente, sei rimasto fuori dalla sua vita senza un ultima parola. Ma, tutte le nostre parole, alla fine, vengono interrotte. A cosa serve essersi trovati a tenere la mano mentre queste frasi si spegnevano e restava un solo grande buio dal quale bisogna sempre, gioco forza, uscire? Insomma il solito tran tran! La vita riprende da una parola interrotta e ne scaraventa addosso altre che forse non hanno lo stesso senso, ma che rappresentano quello che chiamiamo: andare avanti! Gina era serena e non le faceva più dispetto la vista di Paolino Cilestra o di “mastro Ciliegia” ( questo era il soprannome che aveva afferrato a Ciccio Cardella). La loro dimensione di coppia si era affermata in tutta l’area sociale del Mercato di Ballarò. Ora Gina era la signora Tansic con tutti gli onori e gli oneri.
Il sole splende, come succede in questa magica città che ha sempre ispirato poeti e Re, sempre alto spazzando via le nuvole invernali per dar lustro al giorno dei morti, la festa che fa uscire dalle tombe i defunti per comprare giocattoli e dolci ai bambini, a Palermo una tradizione!
I morti, in qualche modo, cercano di far dimenticare con giochi e sorprese ai vivi che anche loro, un giorno che si augura sia sempre più lontano possibile, saranno nella loro stessa condizione.
La pace del Signore sia con tutti noi. Padre Luigi Marsicano, un vecchio benedettino di “scuola cassinese”, passeggia tra le bancarelle cercando un nesso esistenziale che lega la vita alla morte attraverso il cibo che mangiamo nelle feste dedicate al Signore. Lo incrocia un ragazzotto in tuta da ginnastica con una cesta di pesci.
- Don Luigi chi fa ciu pozzu dari un capituni ppi l’armuzza santa i me matri?- lo apostrofa Gianni un rigattiere di pesce che il frate ha visto nascere e crescere in quel quartiere antico come la camminata a piedi!
- Dammillu! E … Sia lodato Gesù Cristo.-
- Sempre sia lodato!-
La persona educata bene niente chiede e niente rifiuta, soprattutto! Queste regole sono Legge per Don Luigi, reciterà una preghiera per l’anima di donna Rosaria Croce in Lo Faso, morta un anno prima di un brutto male mentre mangiava la torta del suo ottantesimo compleanno. Era la madre naturale di Gianni Giovannelli cresciuto per strada tra i vicoli del Conte di Cagliostro e la sacrestia del Carmine.
Più in la Mimmo Lo Baido “abbannia” le sue arance brasiliane grandi come palloni di calcio.
Pippo Lo Biundo e il suo aiutante tunisino, Karim, tagliano a trance abbordabili un grande tonno da quattrocento chili. Oggi il tonno è regalato a Ballarò!
- Mancu ppi fallu arristari ca è sacrilegiu, viniti, viniti ca vu vinnu a dudici euri o chilu! Amunì ca chistu è carni e sangu e fa saluti, accattativillu stu pisci ca è bonu! A dudici euri o chilu!-
La folla è come un fiume a doppio senso con due correnti avverse che si intrecciano senza scontrarsi, un crogiolo di borse e borsette, carrelli della spesa e carrozzelle che danzano sulle balate lucide e sdrucciolevoli del mercato senza cadere o incocciarsi.
 “Senta Signor Lei, mi dia, mi dona, mi da quattro sigari da quattro e una cartata di tabacco per soffiarmi il naso!”  “ Ma stu pisci è friscu?” “ Chu friscu d’accussì unnu trova mancu o Polo Nordi Signura!” “ Chi l’haiu friscu! Chi l’haiu friscu!”
I colori e i sapori sono forti e risaltano ancora di più tanto più forte si accende in cielo il Sole di novembre. I bambini tirano per le gonne le mamme, hanno fretta di mangiare la pupa di zucchero a cui già manca qualche pezzo … 
Tutto viaggia come deve e ogni suono, ogni grido, ogni contrattazione fa coreografia e scena nel teatro di ogni giorno a Ballarò. Anche i cani randagi seguono senza deragliare i loro percorsi. La vecchietta che all’angolo di Via del Bosco vende teste d’aglio è sempre sorridente e tra le botti ed i tini, nelle taverne, scorrono fiumi di parole, interrotte da sorsi di vino o di birra o di marsala e contornate di centinaia di uova sode ingoiate come fossero bon bon al cioccolato o bignè alla panna!
La campana del Carmine da il rintocco delle undici, perdendosi sempre l’ultimo, come fosse l’ora legale di Ballarò, batte dieci per undici!
Il cinese entra in farmacia per riscuotere il canone d’affitto mensile dal dottor Graziano Caruso, uno strano farmacista, che per far fesso il fisco ci cala l’asso dell’affitto e delle spese e degli stipendi che fanno arrivare ogni anno quasi in pareggio il suo bilancio DARE – AVERE  ma, se gli chiedi una medicina, difficile da trovare, lui te la trova e te la da magari a credenza! Quanto è lunga la lista dei suoi debitori, ma lui sorride sempre e si preoccupa della salute della gente più umile e povera del quartiere. Non sa dire di no, è ricco di famiglia, non ha moglie o figli, vive solo e la farmacia è tutto il suo destino. Anche lui è una parola interrotta! Totò Lo Cicero ha un traffico di cicoria e verdure raccolte in campagna e ogni settimana passa dalla Farmacia Caruso per comprare la solita scatola di aspirina, consce solo questo farmaco per ogni malattia possibile che lo può colpire e interrompere il suo verbo lavorativo.
- Dutturi Grazianu mi duna a midicina mia!- chiede ogni volta che entra nel medicamentario dell’Albergheria.
- Aspirina?-
- Ca chi fa u nu sapi vossia?-
- Te cca! Chista è a tua aspirina, ma vedi che per quella tosse che ti perseguita devi andare da un medico, non puoi curarla con due aspirine al giorno! Mi capisci?-
- Dutturi a Natura vinci sempri supra a Scienza! Quantu custa?-
- E quantu avi a custari? Sempri tri euri!-
- Ma po mettiri nto cuntu ca poi a fine mese ci la pagu?-
- A fine di quale mese? Vabbè la scrivo nel quaderno! Quando hai i soldi me la paghi, ok?-
- Grazie dottore, Lei è un Signore!-
E il destino si accanisce a segare le frasi che gli uomini costruiscono con grande impegno, come se non dovessero finire mai nel buco nero dell’oblio eterno. Si affannano a creare ricchezze, a conquistare il “Potere”, ma alla fine della giostra anche le migliori proposizioni finiscono nel cesso infinito e si troncano senza completare il discorso.
Parole, tante parole interrotte!

In questa caldera umana, il giorno prima della festa dei morti, Gina andava a fare la spesa. Prima da Tano Grasso, il chianchiere[1], per un lacerto pronto da mettere in forno. Poi dal verdumaio, Pippo Strano, di nome e di fatto che segnava i prezzi sul coppo dei pomodori o delle arance e alla fine, senza guardare quello che aveva segnato spara il prezzo totale scontato del 10 per cento e arrotondato per non avere problemi di resto. Una calcolatrice umana. In fine col suo carrellino si avviava verso il supermercato di Filippo Naimi per tutto il resto del vitto della festa. Per i morti aveva in serbo per il suo Carlo una bella sorpresa. E le sorprese, come le parole, sono anche loro interrotte, ma bisogna farle diventare intere comprendendo in esse anche un menù adeguato. Si chiama mettere a proprio agio i commensali.
- Pippo dammi trecento grammi di fontina! Devo fare una fonduta!-
- Allora ci penso io a darle un buon formaggio che fuso diventa un dolce! Viene da San Michele di Ganzaria, Signora Gina, e si scioglie in bocca che è un bigiù!-
- Fai tu, Pippo! Poi mi dai dodici uova e un duecento grammi di prosciutto crudo … ah! La pancetta e il capocollo e le sarde. Hai quelle tue?-
- Come no! Le ha preparate Rosa con le sue sante mani!-
- Ah, ma Rosa dove è che è un mese che non la vedo più in bottega? Sta male?-
- Ma che male Signora Gina! Quella è una Pasqua per ora! Mia figlia Concetta, quella che si è sposata l’anno scorso, ha avuto una bambina proprio ventitré giorni fa e io da allora sono rimasto con Giuseppina e Michele a “putia”. Come si dice per ora tutte le messe all’altare maggiore!-
- Auguri! Mi fa tanto piacere. Allora sei diventato nonno?! Bravo!-
- Grazie, signora Gina, da lei accetto. Conosco il suo cuore. Dovrebbe vedere che bellezza è questa picciridda!-
- E come l’avete chiamata?-
- Come la potevamo chiamare, Carmela Maria, perché siamo devoti alla nostra bellissima Madonna del Carmine!-
Mentre Pippo tagliava il capocollo e Gina dava uno sguardo alle gondole per vedere qualcosa che le potesse servire e che magari in quel momento non ricordava, squillò il suo cellulare.
<Pronto sono Duchessa!>
< Ciao, sono Gina. Allora è tutto a posto?>
< Si, insomma, non è stato facile, ma abbiamo deciso di venire. Non è per me, come ti avevo detto … comunque è felice e speriamo che domani posso metterlo in macchina e venire da voi. >
< Pensi di arrivare per le dieci?>
<Per le dieci?>
< Si, così noi andiamo a Messa e loro restano un poco da soli!>
< Va bene, allora cercherò di essere alle dieci a casa tua!>
< Grazie Duchessa, mi fai felice. Spero proprio che lo siano anche loro!>
< Certamente Gina, stai tranquilla. A domani!>
< A domani, ciao!>
Fatta la spesa Gina tornò a casa e principiò a preparare il pranzo per l’indomani.
Callisto tornò da scuola verso le due pomeridiane.
- Tesoro, c’è un odorino di arrosto che fa resuscitare pure i morti!-
- E’ per domani, ci viene a trovare una mia amica e suo zio. Spero non avrai niente in contrario?-
- Chi io? E perché? Tutto quello che fa piacere a te fa piacere anche a me!-
- Grazie amore mio, sei splendido!-
Callisto si lavò le mani, andò al giradischi e mise l’ellepi di classica sul punto in cui una superlativa Maria Callas cantava “ Casta Diva”.


[1] Il macellaio 

sabato 16 febbraio 2013

Bambini nel Mondo e nell'Anima (2)

Andrea ha fatto un viaggio in India con tutta la sua Famiglia e ha incontrato il Mondo del colore e della cultura mistica orientale rivolta sempre, nonostante la corsa all’industrializzazione e al capitalismo più aggressivo, verso un traguardo ascetico e invisibile che corre come una linea di fuoco dentro ognuno di noi.
Così ci racconta che:
<In un mondo sempre più ”non luogo“ l'India resta irriducibilmente diversa, perfino quando è in corsa sui sentieri economici dei grandi paesi industrializzati. Un gandhiano ha sollevato con lo sciopero della fame un grande movimento di opinione per ottenere una legge efficace contro la corruzione, nonostante le resistenze dei partiti. Non credo che potrebbe succedere da noi.( Andrea Bocconi)>
Lo abbiamo preso a spunto per parlare ancora una volta di bambini, bambini nel Mondo, nelle loro forme e culture, nella loro dimensione logotipa  e non estrapolati dal contesto. E lo faccio senza retorica e lunghe digressioni di pensiero, ma con la cosa che ritengo più efficace: l'immagine! Un icona del nostro tempo!
Daniela La Brocca
Eccovi le 2 immagini che ho scelto per voi:

bambini indiani


giovedì 14 febbraio 2013

BALLIAMO PER DIRE NO ALLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE

Dobbiamo unirci in coro e dire grazie a tutte le nostre donne e non solo nel giorno di san Valentino, ma ogni giorno, perché sono loro che con la loro forza e la loro tenacia tengono in piedi l’UMANITA’. Offendere, umiliare, maltrattare una donna è spesso una cosa che accade nel silenzio di tanti che non parlano e delle stesse vittime che non si ribellano a questa IGNOBILE VIGLIACCHERIA. W LE DONNE e W LA VITA!
SECEM

La notizia:
La grande danza delle donne contro la violenza. Nel giorno di San Valentino, magliette rosse per ricordare le ferite inflitte a chi non può difendersi. Non solo in Italia, ma anche in tutta l'Europa, negli Stati Uniti, in India, Afghanistan, in Angola, milioni di persone partecipano a un ballo collettivo contro ogni tipo di prevaricazione. Un modo per dire 'Basta!' a stupri e femminicidio con il flash mob mondiale One Billion Rising.
Le adesioni sono milioni in tutto il Mondo, oltre 200 paesi e 5.000 associazioni, hanno partecipato a questa campagna fatta di canti, flash mob, marce e danze. Persone scese nelle piazze, seguendo la coreografia Break the Chain. L'iniziativa è stata lanciata da Eve Ensler, l'autrice dei Monologhi della vagina per ricordare che non si può restare indifferenti al fatto che un miliardo di donne, una su tre in tutto il mondo, è stata vittime di violenza almeno una volta nella vita.
A Roma, in piazza di Spagna, il simbolo della giornata è un guanto bianco sporco di sangue, un indumento rosso e la bandiera dell'Italia. A ritmo di tamburi la scalinata di Trinità dei Monti si è riempita di persone. Un flash mob organizzato dall'associazione Hands off Women che aderisce cosi' al flash mob mondiale One Billion Rising. Un ritmo 'liberatorio' che e' partito dall'obelisco di Trinità dei Monti per arrivare in piazza di Spagna al grido di "Basta la violenza  sulle donne! Donne, donne, donne! L'Italia danza contro la violenza! Viva le donne e gli uomini che le sanno trattare bene". Numerose le persone scese per strada anche a piazza del Popolo, al Colosseo, vicino all'Arco di Costantino, per marciare per il One Billion Rising.
In mille a Napoli dove il flash mob è stato dedicato a Giuseppina Di Fraia, ultima vittima della violenza, morta proprio nel giorno di San Valentino.
Circa cinquecento persone si sono radunate invece a piazza Verdi, a Palermo, per danzare contro la violenza sulle donne sulle note di Break The Chain. A Bologna oltre un migliaio di donne si sono radunate in piazza a San Francesco per partecipare a un corteo nel cuore della città, canti e magliette rosse anche nel cuore di Firenze.

Gli americani non accettano le Leggi dello Stato Italiano!

PUBBLICHIAMO SENZA COMMENTO LA NOTIZIA CHE L’IMPERO DEI CAPITALISTI CHE COSTRUISCE STRUMENTI DI CONTROLLO CHE DISTRUGGONO L’AMBIENTE E RECANO DANNO E MALATTIE A CHI VIVE IN QUEI “DANNATI” POSTI SE NE FREGA DELLE LEGGI E DELLA SALUTE DEGLI “ALTRI” ……………
“Sigonella, i marines respingono
un funzionario della Regione
Mercoledì 13 Febbraio 2013
Questa mattina il vice capo di gabinetto dell'assessore all'Ambiente, Mariella Lo Bello, recatosi nella base Usa di Sigonella per consegnare il provvedimento di avvio della procedura di revoca delle autorizzazioni per la costruzione del grande radar del MUOS è stato bloccato all'ingresso della base dai militari Usa in servizio di guardia.”

Gli americani non accettano le Leggi dello Stato Italiano!


NO MUOS NEWS da Repubblica.it - Palermo

Gli attivisti del movimento "No Muos" di Niscemi, che da mesi presidiano la base americana di contrada Ulmo, hanno bloccato stamani i cancelli nei tre ingressi dell'area militare per impedire l'accesso degli operai addetti alla costruzione del sistema satellitare di telecomunicazioni ad altissima frequenza, contro cui si battono. Nei blocchi sono rimasti coinvolti anche due soldati e un ufficiale statunitense, che sono stati invitati dai dimostranti a tornare indietro. I militari non hanno insistito e sono rientrati a Sigonella. Non ci sono stati incidenti. Sul posto sono intervenuti polizia e amministrazione comunale.

ARCHIVIO / Muos, la Regione dà lo stop agli Usa

Il sindaco, Francesco La Rosa, si sta confrontando con gli attivisti, tra i quali è massiccia la presenza del comitato delle mamme "No Muos". La decisione dei blocchi anche verso i militari è stata adottata ieri sera, nel corso di una assemblea del movimento che ha sollevato sospetti sulla reale volontà della Regione di bloccare i lavori di costruzione dell'impianto.

SCHEDA / Come funziona il Muos

Temono che l'annuncio di Crocetta di procedere alla revoca delle autorizzazioni e l'atteggiamento di chiusura delle autorità militari statunitensi, che ieri non hanno consentito a un funzionario della Regione di entrare nella base di Sigonella per notificare alle autorità Usda l'avvio della procedura epr la revoca delle autorizazioni, siano frutto di una strategia concordata per calmare gli animi dei dimostranti mentre in realtà i lavori di costruzione del Muos vanno avanti.

Sono militari addetti ai servizi di logistica quelli che le mamme di Niscemi hanno bloccato davanti ai cancelli del Muos. Accanto ai manifestanti anche il sindaco Francesco La Rosa. Si apre intanto una questione diplomatica, con il console americano a Napoli che ha chiesto un incontro con il presidente della Regione, Rosario Crocetta. Le autorità militari americane fanno sapere in maniera informale che non c'è stato alcun rifiuto delle decisioni adottate dal governo regionale circa l'avvio delle procedure per la revoca delle autorizzazioni. ma solo un rispetto di ruoli, compiti e gerarchie. La notifica infatti dovrebbe essere effettuata non alla base di Sigonella, ma al consolato statunitense di Napoli, pronto a ricevere il documento. Il comitato No Muos mantiene però il suo presidio, in atto da mesi. In un terreno sono state collocate tende da campeggio per vigilare costantemente il cantiere.
(14 febbraio 2013)

mercoledì 13 febbraio 2013

“L’inventio” - Etica della Retorica (U.A.)


Marco Fabio Quintiliano, oratore romano del I° Secolo rivolgendosi agli oratori forensi, li ammoniva: Consiglio che chi sta per parlare osservi attentamente che cosa, davanti a chi, per chi, contro chi, in che tempo, in che luogo, in quale situazione, di quale atmosfera tenendo conto debba pronunziare l'orazione: quali sentimenti è verosimile che il giudice nutra prima che cominciamo e subito dopo, che cosa desideriamo o cerchiamo di scongiurare. Quintiliano era un maestro nell’arte oratoria tanto che era stipendiato dal “FISCO IMPERIALE”. Si preoccupava di stabilire alcune regole fisse del discorso, arringa o relazione di un oratore che deve sostenere una causa. In ragione di questo l’oratore deve considerare, prima di aprire bocca, per chi lo fa e quali sono i suoi fini e a che arbitrato o platea si riferisce e descrive la sua discussione l’oggetto della sua oratoria. D'altro canto, già i primi retori attivi in Grecia nel V sec. a.C. usavano impostare e pianificare le loro locuzioni partendo da uno schema base formato da domande di questo tipo: Quid? - Quis? - Ubi? - Cur? - Quomodo? - Quando? - Quibus auxiliis? Si tratta, come si vede, di una serie di quesiti che funzionavano come caselle vuote che il relatore avrebbe dovuto riempire prima di intraprendere la stesura del suo testo base. A più di duemila anni di distanza, tale strategia può risultare ancora utile per la preparazione di una relazione che risponda ai caratteri della chiarezza e della pertinenza al tema proposto. Una relazione, insomma, che abbia ben definiti contenuti, scopi, oggetto e modi da impiegare in una determinata circostanza, in un determinato contesto ed al cospetto di un interlocutore o di un gruppo di interlocutori determinati. Non a caso il giornalismo odierno è in gran parte impostato su domande del tutto similari: quelle che vengono definite negli studi anglosassoni come Wh-questions: What? (Che cosa?) - Who? (Chi?) - Where? (Dove?) - Why? (Perché?) - How? (Come?) - When? (Quando).
Questa, in retorica, è la “INVENTIO”. La preparazione di un discorso che ha un fine, come un arringa o un comizio. Ma anche come la difesa di un principio piuttosto che una scoperta scientifica o una legge fisica. L’uomo da più di duemila anni si è dato delle regole per la costruzione di un discorso che “tende a”. A queste regole occorre aggiungerne una, la più importante, l’etica.
Vorremmo che chi fa un comizio non usasse termini sofistici per ammaliare le folle, ma, concretamente, descrivesse il modello che intende percorrere con onestà intellettuale e secondo il “logos” in cui siamo( le regole della democrazia e la carta costituzionale) per migliorare le condizioni di chi ha intenzione di dargli il suo sostegno. Più Empedocle e meno Gorgia, ma pochissimi seguono questa regola aurea oggi e noi tutti dovremmo fare di più per pretendere che tolgano i termini “virtuali” e le “bugie elettorali” dai loro discorsi e usino la chiarezza e la sincerità, pur in considerazione di chi li ascolta e dove si vuole andare( Where?), perché, come e quando, della dialettica di Platone.

U.A.
./.

lunedì 11 febbraio 2013

l'Undici febbraio dell'anno 2013 in Roma il Papa Benedetto XVI lascia il pontificato come nel film del 2011 di Nanni Moretti


News
CHIESA


Il Papa lascia il pontificato il 28 febbraio. Le reazioni dal sociale
Clemente I, Papa Ponziano, Papa Silverio, Gregorio XII, Celestino V e adesso Benedetto XVI. Sono questi i Pontefici che hanno "lasciato" l'incarico papale prima della loro morte. Su 247 vescovi di Roma e Papi della chiesa cattolica, un numero davvero esiguo. Questo per far capire la portata storica dell'annuncio dato ieri da Ratzinger. L’annuncio a sorpresa: ''Le mie forze non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino''. Cinque i pontefici che hanno abdicato, per scelta o per costrizione, prima di lui. Entro Pasqua il nuovo Papa. È il secondo papa dopo l’eremita Celestino, forzato al soglio papale in crisi, che durante la guerra tra angioini e aragonesi, che coinvolgeva anche il ruolo politico della Chiesa di Roma, lascia “liberamente” e viene rinchiuso in una fortezza papalina. La notizia sui giornali di tutto il mondo.
Commenti:
Lo stupore dei turisti in Piazza San Pietro: ''Evento epocale''.
LE REAZIONI Albanesi (Capodarco): ''Gesto nobile. Non si è ritenuto indispensabile''.

Feroci (Caritas Roma): ''Lo avevamo visto molto stanco''.

Cattai (Focsiv): ''Stima per la sua scelta''. Don Mazzi (Exodus): ''E' un grande''.
Trucchi (Misericordie): ''Età è un limite anche per il Papa''.

Priori (Unitalsi): “E' il suo modo personale di intendere la malattia''.
 Acli: "S! traordinaria onestà intellettuale e grande amore per la Chiesa".

 Zappolin (Cnca): ''Dal Papa un gesto di umanità e di attenzione''.
 Fondazione don Gnocchi: "Gesto che scuote le coscienze".

 Davanzo (Caritas Ambrosiana): ''Lezione per la politica''.
 

sabato 9 febbraio 2013

Venerdì 8 febbraio nella Sala del "Rosariello" attigua alla Chiesa Madre di Partinico (PA), si è tenuta una conferenza sul tema EUROPA e TERRITORIO. Il relatore, l'architetto Ugo Arioti, ha tenuto una lezione/informazione per i giovani sul senso del Territorio e il suo contesto europeo e sulle prospettive che si aprono nel contesto europeo per i nostri giovani. Il Direttore del Corso di Formazione, Andrea Supporta, ha contestualizzato e sintetizzato per gli oltre cinquanta giovani presenti, le caratteristiche e la formazione tecnico-culturale dell'architetto e ha presentato la lezione informativa sul funzionamento dei Fondi del partenariato europeo e sui fondi strutturali di sviluppo regionale. I ragazzi si sono dimostrati molto interessati a conoscere i percorsi progettuali che possono dare loro prospettive di lavoro in Europa per il Territorio siciliano e in Sicilia per il continente europeo. TV7 Partinico ha seguito la lezione dell'arch. Arioti e ha lanciato l'idea, che la scuola di ecologia culturale condivide, di tenere in televisione delle trasmissioni mirate all'informazione e alla desrizione dei percorsi progettuali per i giovani che si affacciano sul mercato del lavoro oggi.

Redazione Secem