Abbiamo attraversato un epoca felix, con tutti gli asterischi possibili, credendo di vivere in un Mondo dove non ci sarebbero stati più Vietnam, Coree, questo a beneficio di chi ha lo sguardo sul Pianeta, ma per chi volesse trovare le stesse ragioni nel nostro piccolo Paese, l’Italia fatta da Garibaldi e dai “savojardi”, potrei citare questo periodo felix come quello che viene fuori dopo il tentato colpo di Stato di Junior Valerio Borghese e le Brigate Rosse (la cui ala militare era finanziata dalla CIA, vedi rapimento Moro). Dice Franco Fortini, che ha tradotto poesie di Brecht: “il dibattito nella comunità è ormai sopito; oppressore e oppresso vivono l’uno accanto all’altro; addirittura, scrive, “l’odio è cortese” e non si sa più di chi sia la colpa”. Assenza di riferimenti? No. Afferma Fortini che, proprio per queste ragioni, scrivere è importante. Parlare della serpe che si è nutrita delle democrazie occidentali e le ha trasformato in autocrazie. Il Sì, al referendum appena trascorso con una sonora legnata alla Meloni, aveva questo significato: aprire le porte all’autocrazia fascista con il Premierato, altra perla nelle mani di questa destra forcaiola che non discute con nessuno le riforme, no. Le fa a sua immagine e consumo. Ci vogliono nuovi poeti per scrivere dei nuovi eroi, giovani partigiani della Costituzione italiana che hanno ricacciato indietro i fantasmi di un passato che si legge “Seconda Guerra Mondiale”. Cosa c’entra la poesia, mi chiederete? Aristotele poneva all’origine della filosofia la meraviglia. Meravigliare: È del poeta il fin la meraviglia (Parlo de l’eccellente, non del goffo): Chi non sa far stupir, vada a la striglia, noti versi di G. B. Marino (La Murtoleide, XXXIII). Proprio così, la poesia, che è la meraviglia che fa sentire e vedere il poeta è la base di ogni ricerca e di ogni conquista della mente dell’uomo. Di ogni difesa dei diritti umani dall’egualitarismo, alla Giustizia sociale e bene supremo: della democrazia! Ergo, in un’epoca come quella contemporanea, fatta di bugie che hanno potere e verità che marciscono in mezzo alle folle, la poesia è l’unico strumento capace di aprire un varco importante nella nostra vita e fare entrare il sole dentro i nostri cuori, malati di una immarcescibile “saudade”. La poesia è musica, metro e danza, bisogna cercare nuovi poeti e una nuova linfa letteraria sempre attenta alla felicità della gente, non alla separazione, distruzione, uccisione, massacro, ma attenta a che non ci sia chi si erga a Figlio di Dio uccidendo, rubando e massacrando chi lo ha ospitato per millenni. Quando una muffa prende avvio se non la debelli subito si espande e finisce che per fermarla molte generazioni devono soffrire.
La scuola di ecologia Culturale è un luogo di scambio di esperienze e di costruzione di tecniche democratiche e pacifiche per lo sviluppo sostenibile delle società umane e si muove per realizzare iniziative (prevalentemente in partnership) per l’educazione dei giovani (la scuola del territorio e uno dei partner naturali della scuola) e lo sviluppo di un capitale umano di eccellenza che dovrà essere protagonista dello sviluppo culturale ed economico delle società e dei popoli Euro Mediterranei.
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