mercoledì 23 agosto 2017

Racconti in pillole: Une cigarette fumèe di Ugo Arioti






Adolfo Buzzuè, il mio amico etiope, amava sproloquiare all’inizio e durante le nostre conversazioni assembleari di comitiva! Lo faceva, senza occuparsi mai del contenuto dei suoi dialoghi.  Era un brav’uomo, ma la sua principale occupazione, il contrabbandiere di bionde, lo portava a riferire sempre e comunque tutta la sua vita ad una infrastruttura del sub pensiero umano, che si materializzava solo in forma prismica (pacchetto da 20 unità) o cilindrica (l’unità): sigarette! Bacco e Tabacco,… !!!
- Ma quando apro la scatola magica,... e dispongo il mio cartone sul marciapiede io sento che la mia vita è una continua iniziazione al fumo! E’ in una sigaretta che si consuma, comincia e finisce, passando dal presente al passato, c'è tutto, senza che questo sia un tempo vano.... vano...invano! - 
Un vero filosofo del tubetto cilindrico di carta sottilissima riempito di tabacco trinciato. 
- L'unico rammarico, lo sai?, - esordì un pomeriggio - è che tutto va in fumo. E anche noi finiamo così ….. -
Lo disse, per sorprendere tutti noi, i suoi amici e qualche passante, fintamente interessati.
Ditemi: Chi vuol sentirsi dire che la vita è solo una fumata di sigaretta, une cigarette fumèe? Chi?

lunedì 21 agosto 2017

PALERMO E IL SUO CONTESTO ECOCULTURALE parte I^



Parte prima

Palermo nasce e cresce, come città,  in un contesto multietnica e antirazziale. Le spinte del Potere ufficiale a fare scoppiare guerre tra poveri, non hanno mai costituito un precedente razzista in una città, che vive all’ombra del suo genio e del Monte Pellegrino, la casa di Dio, abitata dalla Santuzza che protegge le anime. 
E, in questo dualismo tra cielo e terra, tra spirito e materia vive il sogno urbano speciale di una capitale, assolutamente non provinciale del Mondo Classico. Palermo, un luogo in cui convivono la preziosità arabesca e normanna, il gusto barocco e liberty dei monumenti, palazzi e teatri, ma anche dei giardini e dei mercati.  L'influenza del passato multietnico di Palermo è visibile nella Cattedrale, maestoso edificio iniziato nel XII sec. e più volte rimaneggiato, arricchito da una cupola settecentesca e un campanile medievale.
Palermo, città del primo Parlamento europeo moderno, Palazzo delle Aquile, anche questo vegliato con attenzione dalla Santuzza, non è seconda a nessun’altra città euro-asiatica per movimento culturale e per l’Arte anche in epoca moderna.
Basile costruisce uno dei più grandi teatri europei, Il Massimo, e gli antagonisti ne fanno un altro, altrettanto grande e monumentale: Il Politeama Garibaldi. Palermo, una delle poche città, ad avere due teatri dell’Opera!
Intorno un tessuto ancora vivo di vie e mercati popolari di matrice greco-araba ed ebrea, dove può godersi la vivacità dei mercanti, come la Vuccirìa o Ballarò. L'antica città ha intrattenimenti per tutti i gusti.
U.A.

domenica 6 agosto 2017

la mafia del fuoco e l'inezia della Regione e dello Stato


Sono 47 gli incendi divampati oggi in Sicilia. Le zone maggiormente colpite sono le province di Enna e Palermo. Sono tutti dolosi e provocati da chi vuole tenere il controllo dei pascoli o del territorio con la violenza. Si chiama: MAFIA. Ma contro questa delinquenza organizzata cosa c'è? Niente, anzi, un apparato di "forestali" conniventi con le organizzazioni delinquenziali (non facciamo d'ogni erba un fascio, ma anche quelli che non parlano per non disturbare i traffici dei loro colleghi delinquenti, per noi, sono conniventi). C'è una disorganizzazione totale e, a nostro avviso, organizzata, del corpo forestale siciliano che ormai è obeso. Manca il controllo sui luoghi e le normali operazioni di manutenzione dei boschi. Infine manca una legge che condanna all'ergastolo i fuochisti e i loro complici e mandanti, considerati, ancora oggi ipocritamente, "malati". 
U.A.

martedì 1 agosto 2017

Editoriale del primo agosto 2017

Buon "forno"! Il caldo opprime le menti dei politici, degli industriali, dei comuni martali e degli illustri sconosciuti! In un Mondo che si fa sempre più globalizzato, e marcato da esili striscie di torta campanilistica: provinciale!, avanza il degrado morale e l'arroganza becera e sordida degli speculatori della morte: i venditori di armi. Il terrorismo? Appare e scompare a secondo dei sommovimenti e delle scelte di scenario della troupe capitalistica della Banca Mondiale. Le democrazie, allora? Perchè?, esistono ancora? Ho un vago ricordo di Pericle, Athene e città Stato, ma non vedo intorno a me vere democrazie, dove il voto, proporzionalmente ripartito, ha un suo valore inappellabile. Il Governo, sia esso quello di una superpotenza, o come per l'Italia, di un vassallato, cambia e scambia il verdetto popolare a suo piacimento ed, oggi, è anche in grado di determinare la vittoria di un candidato, piuttosto che un altro. Vi meravigliate? E come spiegate che in Italia, abbiamo ancora oggi, nonostante un referendum popolare che lo aveva abolito, il contributo ai partiti politici e l'ultima legislatura, assolutamente abusiva, che si trascina ancora, viscidamente, verso la sua fine "naturale"? Un presidente eletto, incostituzionalmente, per un secondo mandato e un parlamento esonerato da decisioni importanti e vitali ....Stiamo scherzando? Parlano di riavvicinare la gente alle urne, che tutti devono votare, ma chi e che cosa? La Casta politica sempre più privilegiata e puttana di tutto il Mondo conosciuto dagli uomini? Non vedo luce, oltre il tunnel! Meditate gente, meditate....
U.A.

giovedì 27 luglio 2017

I grandi dilemmi etici della vita: «Non è vita, liberate la mia Elisa»

Cosa è che fa dire a un genitore "staccate la spina a mia figlia"? Come si può definire un etica della vita capace di arrivare al rispetto della morte di ognuno di noi senza accanimenti terapeutici?, e, di contro, come si può dire di smettere lo stato di coma e lasciar andar via una vita, sapendo che qualcuna di queste esperienze è durata molto a lungo e, infine, si è arrivati alla "rinascita" del paziente? Sono interrogativi e dubbi che ci portiamo dentro fin dalla nascita del pensiero e dell'etica. Noi, come A.C. abbiamo seguito la vicenda di Eluana Englaro e di suo padre. Oggi siamo, ancora, di fronte a un Nuovo «caso Eluana» a Mestre.

Ugo Arioti

Per dovere di coronaca, dobbiamo dire che qui riportiamo l'articolo apparso in questi giorni sul corriere.it , lo facciamo per aprire una interlocuzione e un dibattito.

«Mia figlia in stato vegetativo da 12 anni, ora la legge deve cambiare»

MESTRE Hanno in comune il nome, Giuseppe, e una storia drammatica di quelle «incomprensibili se non si vive in prima persona la situazione». Lo ha urlato per anni il padre di Eluana Englaro, Giuseppe, e oggi lo dice, pacatamente, un altro Giuseppe, di cognome P., che gli amici chiamano Pino, ha 70 anni e vive a Mestre. Sua figlia Elisa, oggi, è una donna di 46 anni ma negli ultimi dodici non ha vissuto una vita normale, non ha mai potuto lavorare, non si è sposata – se mai l’avesse voluto – né ha avuto figli: da quando ha 35 anni si trova in uno stato vegetativo persistente, ossia irreversibile, ed è tenuta in vita, presso l’Antica Scuola Santa Maria dei Battuti di Mestre, con un sondino che l’alimenta e una cannula che le permette di respirare.
«Sono quasi dodici anni che è così, la sua condizione è stata conclamata tre anni dopo l’incidente. Non è più vita, è sofferenza, è il nulla: lo Stato deve fare qualcosa per liberare queste persone». Era il 2006 quand’è iniziato tutto. Era mezzanotte ed Elisa stava tornando a casa da Padova con il suo ragazzo, lui era alla guida (per il dolore, qualche mese dopo si è suicidato) e un colpo di sonno è stato fatale: l’auto si è schiantata su un guardrail, l’allora trentacinquenne ha sbattuto la testa e la sua scatola cranica è finita in mille pezzi. L’intervento dei medici è stato immediato ma c’era poco da fare, la donna aveva perso parti di cervello e calotta.
Per sua figlia non c’è alcuna speranza? «No, nessuna. Vede, ci si abitua al dolore, lo si riesce a sopportare ma le persone che sono nella situazione di Elisa possono solo stare male. Che ci sia un giornata di sole o di pioggia, che nevichi, che sia notte o giorno, loro non lo vedono, non sanno nulla. Mia figlia è a letto, e come lei ci sono tantissime persone, è sempre narcotizzata: è terribile. Non lo auguro a nessuno ma se non si provano queste situazioni, se non le si vivono, non se ne comprende il dramma».
In famiglia avevate mai parlato di cosa avrebbe voluto Elisa in caso di grave incidente o malattia? «Adesso si parla di testamento biologico, all’epoca non se ne discuteva. Non era argomento di conversazione. Ma chiunque, se vedesse la situazione, non vorrebbe che proseguisse, vorrebbe che finisse questa condizione. Purtroppo anche se oggi si affronta il tema del fine vita e c’è una legge in discussione, si parla sempre e solo di persone coscienti. Elisa e le altre undici come lei che soffrono nel Veneziano non possono dirci cosa vorrebbero, io sono il suo amministratore di sostegno e c’è un giudice tutelare per ogni decisione».
Lei cosa vorrebbe? Che fosse lasciata morire? «Vorrei che venisse fatta una legge, che ci fosse comprensione per queste condizioni matiche, che non sono vita. Ma guardi come fu attaccato Englaro. Io non voglio farne una battaglia personale, non è mia figlia il problema, è altro. La signora con cui è in stanza Elisa ha 68 anni ed è così da 17. Di recente Elisa ha avuto una broncopolmonite e l’hanno trasferita e curata per tre settimane al Policlinico San Marco ma Elisa non è questo. Mia figlia era bella, arguta, piacevole. Spiegare con le parole non basta, bisogna vedere per capire perché parlo così».
Si è rivolto a qualcuno per capire cosa potrebbe fare? «Sì, sono andato a Udine allo studio legale che seguì il caso Englaro».
Che le ha detto? «Di portare a casa Elisa, che avrebbe potuto mettermi in contatto con la clinica che si occupò di Eluana. L’avvocato mi ha spiegato che dopo la morte di Englaro le norme sono state irrigidite e, ora, alimentazione e idratazione non sono più considerate accanimento terapeutico. Lui, ci fossero anche pochissime chance, mi aiuterebbe, porterebbe il caso in tribunale. Purtroppo, nella nostra situazione, la causa non tiene e appunto mi ha suggerito di portala a casa».
Lo farà? «No, non voglio. A parte che dovrei attrezzare una stanza. Ma non è questo il nodo, per fortuna non mi mancano i soldi e già supporto economicamente, ci sono le badanti che mi aiutano ad occuparmi di mia figlia. La questione è comunque un’altra».
Cioè? «Vorrei che non si dovesse arrivare a soluzioni estreme. Sono stato contattato dall’associazione Luca Coscioni ma ritengo che non sia giusto dover arrivare a rivolgersi ad un’associazione o a ricorrere a scorciatoie. Se portassi Elisa a casa, con il consenso del giudice... Beh, tutti sanno cosa succede quando un paziente nelle condizioni di mia figlia viene portato a casa. E tutti fanno finta di non sapere, le pare giusto? Il problema di chi si trova in stato vegetativo non viene mai affrontato. Mai. Nemmeno oggi che il dibattito sul testamento biologico è aperto. Io sono una formica in questa vicenda. E come me, ma soprattutto come Elisa, ci sono tante persone: deve esserci un intervento dello Stato».
I medici che le dicono? «Se parlo del problema, mi danno ragione. E basta. Non dicono altro, se non: ha ragione ».

lunedì 24 luglio 2017

L'ultimo segreto della Luna: "Il suo interno è ricco di acqua"

Si nasconderebbe in perline di vetro formatesi in antiche eruzioni vulcaniche. Se confermata, la scoperta pubblicata su Nature Geoscience rivoluzionerà i progetti di colonizzazione del satellite della Terra. E costringerà a rivedere le teorie sulla sua formazione

 ROMA - Sulla Luna c'è molta più acqua del previsto. Anche se, stando all'ultima ricerca si nasconde nel sottosuolo, anzi in ciò che resta di antiche eruzioni vulcaniche. Lo sostiene uno studio pubblicato dalla rivista Nature Geoscience che ha analizzato i dati relativi ai depositi vulcanici della Luna: secondo gli scienziati Shuai Li e Ralph Milliken della Brown University di Providence, negli Usa, tali depositi conterrebbero una quantità di acqua inusualmente alta, soprattutto se confrontata con il suolo circostante: "Abbiamo trovato chiari segni di questa presenza utilizzando i dati forniti dai satelliti artificiali". Secondo gli stessi scienziati queste riserve sotterranee potrebbero essere utilizzate come una risorsa molto importante in occasione di futuri progetti di esplorazione.
ROMA - Sulla Luna c'è molta più acqua del previsto. Anche se, stando all'ultima ricerca si nasconde nel sottosuolo, anzi in ciò che resta di antiche eruzioni vulcaniche. Lo sostiene uno studio pubblicato dalla rivista Nature Geoscience che ha analizzato i dati relativi ai depositi vulcanici della Luna: secondo gli scienziati Shuai Li e Ralph Milliken della Brown University di Providence, negli Usa, tali depositi conterrebbero una quantità di acqua inusualmente alta, soprattutto se confrontata con il suolo circostante: "Abbiamo trovato chiari segni di questa presenza utilizzando i dati forniti dai satelliti artificiali". Secondo gli stessi scienziati queste riserve sotterranee potrebbero essere utilizzate come una risorsa molto importante in occasione di futuri progetti di esplorazione.
 
 
 
L'acqua lunare sarebbe intrappolata in perline di vetro formatesi durante le eruzioni esplosive del magma proveniente dall'interno del satellite. Già durante le missioni Apollo 15 e Apollo 17 alcuni campioni lunari riportati sulla Terra avevano rivelato la presenza di tracce di acqua intrappolata all'interno. "Il dilemma" spiega Milliken "era se quei campioni fossero una eccezione o rappresentativi del suolo del nostro satellite. I nostri dati ora ci dicono che quella non era una anomalia: la parte interna della luna è davvero bagnata".

LEGGI Tracce di acqua sulla Luna, forse portata da asteroidi

La scoperta, se confermata, avrà conseguenza anche sulle teorie relative all'origine della Luna. L'ipotesi principale è che si sia formata dai detriti di una collisione spaziale tra un pianeta delle dimensioni di Marte e quella che sarebbe diventata poi la Terra. Secondo gli scienziati, una dinamica del genere avrebbe prodotto così tanto calore da impedire all'idrogeno (necessario a formare l'acqua) di fermarsi sulla neonata Luna.

"La crescente evidenza di acqua all'interno del satellite terrestre suggerisce invece che in qualche modo l'idrogeno è sopravvissuto, oppure che è arrivato sulla Luna subito dopo la sua formazione trasportato da comete o asteroidi. Ma la sua origine resta ancora un mistero" conclude Shuai Li.

sabato 22 luglio 2017

Gerusalemme, scontri alla Spianata delle moschee: tre palestinesi uccisi. Tre israeliani accoltellati a morte in Cisgiordania

L'occupazione militare dei luoghi sacri delle tre grandi religioni monoteistiche è una bestemmia a Dio, ....

Piuttosto che costruire un articolo con la Storia Ufficiale, dettata dagli egoismi occidentali, abbiamo voluto raccogliere e continueremo a farlo, testimonianze di un occupazione militare della Palestina, da parte dei Naziebrei israeliani, perchè questo lembo di terra tra il cielo e il Giordano è l'occhio del Mondo e guarda verso Babele e Roma, e nessuno vuole ascoltare. Un giorno verrà il Giudizio Universale.......


Come si può pensare che un popolo di guerrafondai e vendicativi possa stabilizzare una regione delicata e sensibile come il Medio Oriente è una follia....
U.A.

Gli incidenti dopo che il governo israeliano ha lasciato in funzione i metal detector e inasprito le misure di sicurezza impedendo l'accesso agli under 50. Fonti mediche: quasi 200 feriti, contusi, ustionati e intossicati. Il presidente palestinese Abu Mazen sospende i rapporti per i colloqui di pace. E in serata un palestinese ha ucciso due donne anziane e un uomo in una colonia, e ferendo una quarta persona prima di essere ucciso a sua volta.

I fatti sono questi e l'occupazione israeliana è un offesa a Dio, e certo alla fine non dobbiamo lamentarci se ci sarà un altra "diaspora".
Un israeliano che lasciamo volutamente anonimo 

 Volete ancora raccontare la favoletta del ritorno alla patria natia? Mai, storicamente, questo popolo di guerrafondai e usurai ha avuto una sua nazione, vivono come parassiti in tutte le istituzioni finanziarie del Mondo
Angelo Guerriero