lunedì 27 giugno 2016

Il voto spaventato: Spagna giugno 2016

Può sembrare, a chi odia la democrazia, che in Spagna si stia facendo overdose di elezioni. Il popolo, dopo appena sei mesi e una montagna di chiacchiere inconcludenti, è tornato a votare, più stanco e afflitto di prima dai problemi reali della vita. Tutto come prima, il Premier conservatore aggiusta i suoi numeri, ma da solo non potrà mai governare (gli diciamo che questa è una bocciatura? Forse, non lo ha capito), i socialisti, o quel che resta del socialismo spagnolo restano li alla finestra, non hanno saputo dare un alternativa alla gente. La speranza "Iglesias" forte, ma non quanto basta. a farla da padrona, quindi, è la paura. Paura di qualcosa che i midia finanziari di potere vanno gridando per terrorizzare: RESTAURAZIONE, CONSERVAZIONE, MANTENIMENTO e SOPRAVVIVENZA. 
Dobbiamo restare in Europa: Si, ad ogni costo! Costi quel che costi! Ma cos'è l'Europa? Cos'è la democrazia avvilita da una compagine burocratica autoreferenziale e lontana milioni di chilometri dai popoli europei?  UE vicina, solo, all'arroganza dei banchieri ebreo-tedeschi, alle lobbie finanziarie, alle mafie, a chi le toglie i problemi, magari scaricandoli sui profughi, sugli indifesi e sui più deboli. In questo quadro apocalittico, gli spagnoli hanno voluto imprimere la loro pennellata, che è rossa per i CONSERVATORI (Altolà), verde per chi rimette al centro gli interessi della gente. Non ci vuole molto a capirlo. Ma, il vero problema è che non esiste più un "sincero e popolare" partito socialista in Spagna.
In bocca la lupo compagni e amici spagnoli, il futuro è a tinte fosche e non si avvisano squarci di buon tempo!

Ugo Arioti 

venerdì 24 giugno 2016

BREXIT - Via dall'Unione Europea patria di Banche e Burocrazia

Il Regno Unito, o ciò che ne resta, ha deciso di andar fuori dall'Unione Europea delle Banche e dei grandi Burocrati. Lo ha fatto con una profonda lacerazione, Scozia e Irlanda del Nord ora vogliono l'indipendenza da una Londra capitale di Pirati finanziari e Speculatori. Churchill aveva detto: "meglio andare verso il mare aperto che verso l'Europa", l'Europa dei popoli ringrazia! L'Europa, o per meglio dire le controfigure della Commissione europea, no! 
La marcia verso l'Unione ha finito per creare un mostro a Bruxelles che non conta e non passa e che, come contrappeso, all'asse che determina una guida fortemente economica e di mercato dell'Unione, ha saputo solo porre strumenti burocratici infernali che hanno, di fatto, impedito un vero e omogeneo sviluppo di tutte le Regioni d'Europa. Prova ne sia l'aborto della Costituzione europea. Che l'Isola anglosassone stia fuori o dentro l'Europa, poi, non è un gran dolore per le nazioni civili e classiche del vecchio continente; hanno ricostruito il vallo di Adriano più a Sud, erano già praticamente fuori dall'Euro e dalle politiche comunitarie. Questo, infatti, ha portato Cameroon alla logica conclusione del suo fallimento politico. I danni economici non saranno, per l'Europa, ma per chi esce da questo "ombrello" e indebolisce il suo sistema. 
Brexit, comunque, potrebbe essere, lo speriamo in centinaia di milioni,  un campanello d'allarme per l'inizio della cacciata di tutti gli inutili burocrati da Bruxelles e per iniziare a creare e a ragionare sulle culture e sulle Genti, che nel rispetto delle loro tradizioni, dovranno essere direttamente rappresentate da un governo federale il cui capo, eletto da tutti i cittadini europei, non sia sottoposto al veto di nessuno e sia in carica solo per un mandato di 5 anni. Chissà, forse questo passso falso dell'Inghilterra, potrebbe essere un nuovo inizio per un EUROPA DEI POPOLI e non della FINANZA SPECULATIVA che crea crisi cicliche e devastanti incursioni sulle libertà e sulle democrazie.
Ugo Arioti

lunedì 20 giugno 2016

Diario palermitano: DOVE MANCA L'AMMINISTRAZIONE CI SONO I GIOVANI



Romagnolo, via i rifiuti grazie ai volontari



C'erano anche più di trenta studenti del liceo di scienze umane Danilo Dolci sulla spiaggia di Romagnolo con le pinze, i guanti e i sacchetti forniti dal Cesvop, hanno partecipato alla seconda tappa della quarta edizione di Palermo Pulita, la rete di associazioni che anche durante questa estate pulirà le coste della città e sensibilizzerà i cittadini sul rispetto dell'ambiente. "Eravamo più di settanta volontari - racconta Filippa Alfano, presidente dell'associazione Panagiotis che da quattro anni fa da filo conduttore e da promotrice delle iniziative ecologiche tra i vari partner - Perché oltre al grande esercito di cittadini e ambientalisti affezionati, hanno dato il loro supporto gli studenti del liceo che seguono un programma di cittadinanza attiva. Un'attività che rientra nel loro programma di alternanza scuola - lavoro".
Anche se bonificata pochi giorni fa, continua Filippa, la spiaggia era piena di cumuli di rifiuti nelle parti laterali. "E' come se, dopo aver ripulito, l'immondizia sia stata spostata - continua - Abbiamo trovato di tutto: tanta plastica, due pneumatici molto grandi e anche una poltrona. E poi siringhe, tante. Per questo motivo abbiamo contattato la Rap, lanciando la nostra segnalazione".  Così, dopo il primo appuntamento a Vergine Maria, i volontari hanno proseguito con il loro lavoro raggiungendo la costa Sud di Palermo. "Una parte di litorale che fino a cinquant'anni fa era la vera e propria spiaggia della nostra città, ricca di lidi attrezzati e piena di bagnanti. Oggi, invece, sembra dimenticata da tutti".
Scopo dell'iniziativa è puntare l'attenzione su una zona di cui spesso si parla, con la voglia di recuperarla. Ma poco si concretizza. "Le associazioni di Palermo Pulita - dicono i volontari - sperano invece che presto si realizzino azioni concrete per ridare alla città anche questa sua parte di litorale".  Studenti e adulti hanno anche realizzato dei piccoli sondaggi tra i bagnanti, per capire quanto frequentano la spiaggia e se hanno mai partecipato a iniziative di pulizia. "E la risposta è stata confortante - dice Filippa - In molti hanno dichiarato di aver partecipato, almeno una volta a iniziative simili alle nostre. Segno che i tempi stanno cambiando".
La giornata è stata realizzata con il supporto, tra gli altri, delle associazioni il Filo D’argento, Partecipalermo, Palermo Indignata, Radio Segugio, Movimento dei Cittadini Sicilia, Il Genio di Palermo, Aices, Mare Vivo Sicilia, Youdive Club Capo Gallo, Oasi del Sorriso, Passpartout, Cooperativa Immagine, Mosaicando, Arciragazzi, Retake Palermo e Accademia della Subacquea. GRAZIA LA PAGLIA

Kalliope_Massafra:Chiusura personale di pittura "ELOGIO DELLA FUGA" di JEAN LABORIT


 

Chiusura personale di pittura "ELOGIO DELLA FUGA"
di JEAN LABORIT

Centro Culturale KALLIOPE, vico de Notaristefani 6 Massafra (Ta)
Sabato 18 GIUGNO 2016 - ore 20,00
All’interno del progetto Arte><Ambiente
promosso da Il Corifeo e NordSud Puglia
Consulenza artistica di Tommaso Colagrande
Info: 3204838432


Sabato 18 giugno alle ore 20,00 presso il Centro Culturale Kalliope in vico de Notaristefani 6 a Massafra, si chiude la personale di pittura “Elogio della Fuga” di Jean Laborit.
L’autore, che dal 2005 ha scelto la luce di Puglia per la sua produzione pittorica, ha presentato singolari ed interessantissime opere concepite appositamente per il progetto Arte><Ambiente, promosso dalle associazioni Il Corifeo e NordSud Puglia.

L’evento ci permetterà di inoltrarci anche nella produzione documentaristica di Laborit. Infatti nel corso della serata sarà proiettato in lingua originale il suo documentario sulla pop art europea "Les Années Pop" (2004).

E’ prevista, inoltre, una esibizione musicale a cura del Maestro Giuseppe Giannotta al piano, accompagnato da Cosimo Maraglino al flauto.

domenica 19 giugno 2016

Amministrative 2016 La Rivoluzione gentile sconfigge le bugie del Potere



E' successo. Nonostante gli 80 euro, lordi, le favole e le bugie che un deleggittimato capo del Governo, giunto al Potere con un Golpe bianco, ha meso in campo per rimescolare le carte, il Partito Dem (Democratico sarebbe un oltraggio all'Onestà) ha perso le ali.
E se Roma era, proprio per il coinvolgimento Dem in Mafia Capitale, una battaglia difficile, Torino, città simbolo Dem, è crollata e il PD è il secondo partito oggi in Italia; ha perso moltissimi capoluoghi e città passate ai pentastellati.
Devono togliersi dalla testa e devono finire di raccontare la storiella che GOVERNARE E FARE POLITICA SONO DUE COSE DIVERSE E DIFFICILI. No, cari amici, sono semplici nella loro vera luce: quella dell'onestà intelletuale e del Governo in nome del Popolo Sovrano, non delle BANCHE e del Grande Capitale Finanziario Speculativo che ha distrutto ( era il suo gioco) L'ECONOMIA REALE.
Certo, ora parte un banco di prova difficile e tutti i lazzazorni, i corrotti, i delinquenti protetti dalla longa manus del Potere, tenteranno l'assalto al fortino per dimostrare, ogni giorno, che il Movimento 5 stelle non sa governare, non capisce niente di politica e Potere. Lo sappiamo e aspettiamo una risposta coRAGGIosa e CHIARA.
Ora, siamo altrettanto consapevoli, che il vento sta cambiando e i marpioni che hanno costruito carriere politiche e indennità e stipendi e benefit da favola devono unirsi in un sindacato (PDL) di LADRI che li possa tutelare.
E', altrettanto vero, che la mala cultura e la pratica delle corruttele e delle clientele politico mafiose, con una Cultura a livelli minimali, PENSIERO DEBOLE, porta i nostri giovani verso un malessere insopportabile che li avvicina più al male che al bene, ma è proprio per questo che abbiamo il dovere di cercare nuove strade e nuove misure per far tornare alla Politica chi ne è stato sempre deluso perchè la vede come un SISTEMA DI POTERE e non una FILOSOFIA PACIFICA PER VIVERE TUTTI INSIEME CON DIGNITA'.
Ugo Arioti

venerdì 17 giugno 2016

L'ASSASSINA DEL SUPER SANTOS! di Maurizio D'Armetta - Racconti in pillole


-Avete sentito della Lo Bocchiaro?- disse la signora Zambrotta distribuendo le ultime carte. Il Notaio Campisi alzò gli occhi guardando tutti con un sorrisino di autocompiacimento di difficile interpretazione:non si capiva se adibire quella smorfietta ad una sua buona ipotetica mano o al fatto che conoscesse per filo e per segno le disavventure della povera signora Lo Bocchiaro.
La somma degli anni distribuiti su quel tavolo era di 366. Non si era mai saputa la giusta ripartizione. La signora Colletti dichiarava 78 anni da ben 7 anni.
Le mani sottili e nodose della signora Lo Verso stavano battendosi contro il cellophane del rigoroso nuovo mazzo di carte francesi quando la signora Colletti con voce finta distaccata,accendendosi l'ennesima sigaretta alla menta
- alla fine se l'è cercata lei,quante volte glielo abbiamo detto?-
Ancora una volta la contessa Lo Bocchiaro veniva chiamata al cospetto di quelle lingue. Era come giocare col morto:gli si davano le carte ma non la possibilitá di interagire,difendersi ed attaccare.
Soltanto la signora Ines Contini stava zitta e concentrata sulle carte. Si limitava a rilanciare che per le amiche era volgare perchè non siamo lì per soldi.
Nessun abitante di quel metro quadrato di erba sintetica poteva permettersi il lusso di scagliare la prima pietra ma tutte erano dotate di tanto di quel materiale edile da poter ristrutturare la villa liberty di cui erano ospiti.
Uno schianto seguito da uno spruzzo di vetri fece sobbalzare le giocatrici mettendo alla prova le uniche cose povere e malandate che avevano:le coronarie.
La Colletti con uno scatto inaspettatamente felino tirando fuori dal tavolino una gamba sottile e armoniosa fasciata da un pantalone in gabardine beige fece leva fiondandosi verso la finestra ferita,seguita dalle altre.
Giu,un bambino con le mani a megafono gridò"Signora!"
Le amiche si guardarono come se avessero sentito puttana.
"Signora! Mu tira u palluni!"
"Un mascalzone" esordì la Zambrotta
"Piccolo delinquente" aggiunse la Colletti
La Lo Verso cambiandosi gli occhiali e mettendo a fuoco"È il figlio di quel comunista,l'edicolante,quello che quando esce il L'Ora comincia a sbraitare come un ossesso che ha in mano la parola del Signore"
"Talis pater talis fili'
La Ines Contini,che non ci teneva che la partita si interrompesse visto che i primi giri erano andati a suo favore attirò la loro attenzione bussando al tavolino "signore! Non vorrete farvi rovinare la serata da quel piccolo delinquente? Tirategli quel benedetto pallone e facciamola finita"
"Signora u palluni!"
La signora Zambrotta facendosi largo tra le amiche attirando l'attenzione del bimbo gli fece cenno di aspettare e girandosi come un attrice da film muto si diresse verso lo scrittoio a pochi metri dal misfatto ed estraendo un taglia carte dal cassettino con un colpo deciso lo conficcò nel cuore del Super Santos che si afflosciò nelle sue mani come un soufflé riuscito male,poi con fredda noncuranza aprì la finestra e lo buttò giù.
Il bambino rimase a guardare il piccolo cadavere arancione,riverso ai suoi piedi per un po',lo raccolse lasciando il suo dolore nel luogo del delitto e si incamminò versò l'edicola del padre.
Erano le 14:20 e da lontano il bimbo scorse la prima pagina del quotidiano strillato appena uscito.
Leggeva di omicidi,mafia,corruzione ma non ne coglieva il senso. Entrò dentro il chioschetto dell edicola,prese un grosso pennarello nero da,un cassetto e uscito si diresse verso la prima pagina appesa fuori.
Infilo il cappuccio in bocca e guardò quel primo foglio come un pittore guarda la sua opera.
Scrisse qualcosa e andò via.
Chi quel giorno avrà avuto modo di passare da quella piccola edicola avrà avuto modo di leggere una prima pagina singolare di un quotidiano singolare scritta da un bambino singolare che da li a vent'anni sarebbe diventato un singolare giornalista.
LA SIGNORA DEL PALAZZO DI FRONTE È UNA GRANDISSIMA BUTTANA!

giovedì 16 giugno 2016

Incubo incendi in Sicilia: autostrade chiuse, case sgomberate, evacuato asilo. Fiamme stringono i centri abitati. "Sospetti di dolo"

Incubo incendi in Sicilia: autostrade chiuse, case sgomberate, evacuato asilo. Fiamme stringono i centri abitati. "Sospetti di dolo"
Abbiamo voluto raccogliere e ripubblicare le notizie dai giornali e, soprattutto, un articolo di Repubblica, dove si fa il bollettino di guerra. Si, perché è una guerra contro la MAFIA del fuoco. Fa rabbia pensare all’esercito inutile di FORESTALI che campano sulle spalle dei siciliani, ma che se non sono essi stessi complici dei PIROMANI, sono comunque un PESO MORTO che dovrebbe essere buttato a mare e, poi, con una severa e intelligente ricostruzione, rimesso in gioco per le cose che servono e non per essere sempre e comunque uno STIPENDIFICIO. E Crocetta? Lui fa i suoi soliti discorsi del menga, senza costrutto e senza capacità di separare il marcio dal buono. Solo confusione, con lui la Sicilia ha toccato il suo punto più basso di civiltà e ha perso ogni positiva autonomia nei confronti di Roma.
Redazione Secem

Da oltre 24 ore i roghi assediano centri abitati, paura anche a Palermo. Cinquanta bambini in ospedale per il fumo. Colpite le province di Palermo, Agrigento, Trapani e Messina. Ferrovie bloccate, autostrade in tilt. Emergenza sulle Madonie: evacuazioni a Cefalù e altri paesi. Fiamme nei centri intorno al capoluogo. Canadair fermi per il forte vento, chiusa la Palermo-Messina, riaperta la Palermo-Mazara del Vallo. La polizia segue la pista dolosa. Scirocco: aliscafo contro banchina a Stromboli
di IVAN MOCCIARO, MANUELA MODICA e ARIANNA ROTOLO

La Sicilia brucia da una notte e un giorno. Lo straordinario scirocco delle ultime ore, che ha fatto raggiungere picchi di 39-40 gradi, sta alimentando decine di roghi scoppiati tra ieri in tarda sera e questa mattina in diversi comuni delle province di Palermo, Agrigento, Trapani, Messina. A Palermo le fiamme divampano in diverse zone da Monte Pellegrino alla periferia, molte le abitazioni minacciate dalle fiamme e evacuate. Colpita gravemente la zona delle basse Madonie, sopra Cefalù: l'autostrada A20 Palermo - Messina, tra gli svincoli di Buonfornello a Castelbuono è chiusa in entrambe le carreggiate. Gli incendi - dolosi secondo la polizia, visto che sono partiti da più punti contemporaneamente - stanno lambendo case, costruzioni e alberghi della zona. La polizia stradale ha diverse volanti che stanno operando sul posto. Chiusa a causa degli incendi anche la statale 113, tra Lascari e Cefalù. A Monreale è stato necessario evacuare un asilo e una cinquantina di bambini lievemente intossicati sono finiti in ospedale, ma poi sono stati dimessi. Una nota del governo nazionale informa che il presidente del Consiglio Matteo Renzi segue la difficile situazione in Sicilia: Palazzo Chigi è in continuo contatto con il dipartimento nazionale della Protezione Civile.
Il punto dei vigili del fuoco. Sono 500 gli interventi effettuati dai vigili del fuoco nelle ultime 36 ore, informa una nota, di cui 110 ancora in atto. Dalla scorsa notte sono impegnati complessivamente 250 vigili del fuoco. Nonostante le difficoltà dovute al forte vento, sono in azione 7 Canadair. Al momento le situazioni più a rischio, sottolinea il comando generale dei vigili del fuoco, si registrano tra Collesano e Gratteri, nella zona di Cefalù, dove le fiamme stanno lambendo la zona dell'ospedale. Per precauzione tre squadre dei vigili del fuoco stanno presidiando la struttura. Interessato dalle fiamme anche il tetto di copertura del palazzetto dello sport. A Palermo sono invece state evacuate alcune abitazioni in via Bonanno, alle pendici del monte Pellegrino, mentre un vasto incendio sta interessando una zona nei pressi di un capannone per il trattamento dei rifiuti. In provincia di Messina, infine, sono state evacuate alcune abitazioni nella zona di Naso.

Interrotte le principali ferrovie, niente bus sostitutivi. A causa dell'emergenza incendi, in Sicilia sono interrotte le principali linee ferroviarie regionali. I collegamenti sono stati sospesi da Palermo in direzione di Messina, Catania e Agrigento. Numerosi incendi si sono sviluppati lungo la direttrice Palermo- Messina vicino ai binari dei tratti di linea Palermo-Fiumetorto-Sant'Agata di Militello, Lascari-Gratteri-Cefalù e Caronia-Santo Stefano. A causa del forte vento i roghi non sono ancora stati domati. Le Ferrovie dello Stato hanno fatto sapere che "non è stato possibile attivare servizi sostitutivi con autobus, per l'impraticabilità della rete stradale e autostradale". Il traffico ferroviario riprenderà solo dopo il nulla osta dei Vigili del Fuoco.
Crocetta: "Dietro i roghi la criminalità organizzata". "Può accadere che a Cefalù un incendio divampi ieri sera quando la temperatura era di 24 gradi? Perché in Sicilia gli incendi avvengono sempre di notte? Certo poi il caldo e il vento fanno il resto. Non ho le prove, ma sospetto che dietro i roghi di ieri sera ci siano mani criminali anche perché vengono colpite sempre le zone più pregevoli nella cintura dell'hinterland palermitano". Lo dice il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta. "Ricordo - prosegue - che di recente la Regione ha licenziato decine di forestali con condanne per mafia o per avere appiccato incendi". E mentre a Cefalù si indaga per incendio doloso anche la Procura di Palermo acquisirà gli elementi raccolti dalle forze dell'ordine sugli incendi scoppiati in città per accertare se dietro alle decine di roghi divampati nelle ultime ore ci sia un piano criminale.

Protezione Civile: "Gli incendi non si creano da soli".  "Il sistema è mobilitato, ora bisogna lavorare e sperare che il vento cali un pò, perché questo aiuterebbe le operazioni di spegnimento. Faccio un appello a tutte le persone ad avere un comportamento di attenzione al territorio", ha detto il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio. "Non sono in grado di dire se si tratti di incendi dolosi o meno, ma di per sé gli incendi non si creano da soli e soprattutto se nascono in più luoghi diversi "
Bruciano Cefalù e le Madonie. E' un vero inferno di fuoco quello che si è sviluppato tra Lascari, Cefalù, Gratteri e Collesano, per il quale la polizia sta seguendo la pista dolosa.  Chiuse l'autostrada Palermo Messina tra Buonfornello e Castelbuono, la statale 113 tra Campofelice di Roccella e Cefalù e diverse strade comunali e di collegamento tra i centri abitati circondati dalle fiamme. A Lascari il quartiere Santa Maria, che si trova sopra l'abitato, è stato evacuato, diverse abitazioni sono state raggiunte dalle fiamme.

Il fronte del fuoco è lungo chilometri. "Le fiamme sono arrivate stamani sull'abitato spinte dal vento di scirocco - dice il sindaco di Lascari Pippo Abbate - stanotte hanno interessato prima il territorio di Collesano e Gratteri poi sono arrivate sopra il nostro abitato bruciando diverse abitazioni".
Sono tre i fronti del fuoco che assediano il centro abitato di Gratteri, uno a monte di Piano Zucchi e due a valle da Lascari. Chiuse al transito due arterie stradali su tre, l'unica via di fuga è la Gratteri-Gibilmanna. Il Comune ha attivato il piano di protezione civile "Ci sembra di rivivere il dramma del 2007 - dice l'assessore comunale Giacomo Ciringione - l'unica via di fuga è la strada verso Gibilmanna, è emergenza protezione civile. I cittadini devono rimanere a casa e serrare le finestre per evitare il fumo. Evacuata dalla croce rossa anche una casa di riposo.
A Cefalù lambite alcune abitazioni delle contrade Monte, Sala Verde e Costa Verde. Le fiamme sono arrivate anche nel giardino di Villa Bordonaro. Sgomberato il Costa Verde di Cefalù.  "Siamo di fronte a una situazione drammatica" ha detto il sindaco di Cefalù Rosario. In questo momento la cittadina turistica è raggiungibile solo dalla Statale 113, dove si cammina a passo d'uomo. "Le fiamme - spiega il sindaco - si sono dapprima sviluppate nella zona di Lascari e da lì, alimentate dal forte vento di scirocco, si sono via via estese fino alle spalle dell'Hotel Costa Verde (che è stato evacuato, ndr), e Mazzaforno, Capo Playa e rischiano adesso di raggiungere l'Hotel Santa Lucia, all'ingresso di Cefalù".
Paura a Monreale e a Palermo, chiusi i giardini pubblici. A causa di un incendio partito da Monte Caputo, a Monreale (Palermo) l'asilo nido "Il Girasole" è stato evacuato. Una cinquantina di bambini sono rimasti intossicati dal fumo e sono stati trasportati all'ospedale Ingrassia, ma sono poi stati dimessi. A Poggio Maria i forestali e i pompieri insieme ai volontari della protezione civile hanno salvato una ragazza che era rimasta intrappolata nella propria villa avvolta dalle fiamme. Diverse abitazioni sono state danneggiate dal fuoco. Un incendio si è sviluppato anche a Palermo tra vicolo Pipitone e cortile Montechiaro nel quartiere Acquasanta. Un altro incendio è divampato sul monte Pellegrino, il promontorio che domina il golfo di Palermo. Bruciati alberi, sterpaglie e macchia mediterranea. Il fumo è visibile da tutta la città e in particolare dalla zona del porto. Il comune ha disposto che in seguito al forte vento e fino a cessata situazione di pericolo, tutti i giardini e i parchi comunali resteranno chiusi

Allarme nel Messinese, due ustionati. Due ustionati, questo al momento il bilancio della terribile giornata di incendi nel Messinese. Si tratta di un uomo di 46 anni a Motta d'Affermo colpito dalle fiamme mentre cercava di scappare in macchina, l'uomo è stato trasportato al centro grandi ustioni del Civico di Palermo. Un ragazzo di 19 anni ha invece riportato ustioni al 20 per cento a Capo d'Orlando. Molto critica la situazione in tutta la costa tirrenica da Santo Stefano di Camastra fino a Villafranca. Particolarmente colpita Capo d'Orlando dove stamattina ha preso fuoco il Brico Center, le fiamme hanno raggiunto il punto vendita orlandino che all'interno aveva molti prodotti infiammabili: il capannone è andato completamente a fuoco. Lambita dalle fiamme anche una struttura per anziani si a a Capo d'Orlando che a Naso. Evacuazioni sono in corso da oggi pomeriggio a Santo Stefano, Capo d'Orlando e alcuni paesi nebroidei, sono parecchie le villette colpite dal fuoco: "Siamo dovuti andare via da casa perché le fiamme ci minacciavano ma per fortuna i carabinieri sono riusciti a limitare l'azione del fuoco", racconta Alessio Micale, consigliere comunale di Capo d'Orlando.  Allarmante la situazione a Motta d'Affermo, il piccolo centro sui Nebrodi si trova infatti circondato dalle fiamme anche per la particolare ubicazione, è infatti immerso nei boschi in questo momento in fiamme.

Autostrade in tilt. Chiusa la Palermo-Messina tra Buonfornello e Castelbuono. Evacuata dai vigili del fuoco la galleria Battaglia, nei pressi di Cefalù. Le auto sono rimaste bloccate all'interno della galleria invasa dal fumo dell'incendio boschivo che sta interessando la zona. Evacuato nelle vicinanze l'hotel Costa Verde raggiunto dal fumo. In questo momento stanno operando nella zona 83 vigili del fuoco con 18 mezzi antincendi. Per un incendio tra Carini e Cinisi è rimasta chiusa fino al pomeriggio in entrambe le direzioni l'autostrada A29 Palermo Mazara del Vallo, riaperta alle 17,30. Fiamme sono segnalate anche sulla Palermo-Catania negli svincoli tra Villabate e Bagheria e in un'altra area a ridosso della Palermo-Mazara del Vallo, nei pressi di Terrasini, in direzione Palermo. Il fumo e le fiamme non stanno risparmiando neppure l'autostrada A19. Interessato anche lo svincolo di Villabate tra le carreggiate. La visibilità è ridotta.

mercoledì 15 giugno 2016

CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE - Ugo Arioti

Dedicata a tutte le donne che sono il vero motore del Mondo e alla mia Daniela, immensa e forte come l'amore. Noi uomini dobbiamo a loro tutto e dovremmo essere i tutori della Pace e del sorriso, non i loro primi denigratori e bestemmiatori e difenderle col cuore, non con finte parole. Questo è essere, per me, contro la violenza sulle donne, contro il femminicidio e lo si fa con piccoli gesti, continui e sinceri, ma forti e significativi.

Guardati e sii fiero della tua compagna
guarda lei, montagna
mare e perno del tuo inutile cuore
latte e amore
perché, allora, sbattuta
offesa, martoriata,
perché la maltratti e la disprezzi?
Qual'è la sua colpa
se per il mondo è andata
ardendo nell'attesa
di un amore immenso
che la trasportasse fuori
da tutte le miserie?
Tu, che da lei sei nato
sei fortunato!
Chiediti chi saresti,
senza la sua passione,
senza le sue emozioni
e senza un suo sorriso
... non darle un altro inganno .... 

(U.A. con una citazione ad A Bassà)

martedì 14 giugno 2016

Cinema: film 'Lo scambio' di Cuccia arriva nelle sale

Cinema: film 'Lo scambio' di Cuccia arriva nelle sale


La trama è basata su fatti realmente accaduti a Palermo

Il film "Lo Scambio" di Salvo Cuccia, già in concorso al 33esimo Festival di Torino arriverà nei cinema sul territorio nazionale il 23 giugno. La data è voluta perché il 24 giugno del 1995 ricorre l'anniversario dell'arresto a Palermo del boss di Cosa Nostra Leoluca Bagarella, cognato di Totò Riina a cui la trama è liberamente ispirata. Con questo film Cuccia firma il suo primo lungometraggio di finzione. La trama è basata su fatti realmente accaduti a metà degli anni '90 a Palermo. Alla sceneggiatura ha partecipato il magistrato Alfonso Sabella. "Ho voluto fare questo film insieme a Sabella raccontando una storia di agghiacciante quotidianità - spiega Cuccia - si tratta di una vicenda liberamente ispirata a quella del boss Bagarella, arrestato dalla Dia nel 1995 e sottoposto al 41bis, con l'intento di sfatare la presunta infallibilità della mafia, che ha seminato tante vittime innocenti. Ci tenevo molto a raccontare dei fatti realmente accaduti estrapolandoli dalla cronaca per portarli in una dimensione cinematografica". 
L'azione si svolge in una Palermo a luce fredda nell'arco temporale di un unico giorno dove personaggi senza nome scivolano verso il loro destino. Tre dei personaggi principali interpretati da Filippo Luna, Barbara Tabita e Paolo Briguglia rappresentano il cuore, la mente, la coscienza di ciò che avviene. Nel cast li affiancano Maziar Firouzi, Vincenzo Pirrotta, Tommaso Caporrimo, Antonio Buscemi, con l'amichevole partecipazione di Orio Scaduto. 
Alla scrittura del film oltre alla stretta collaborazione di Alfonso Sabella hanno lavorato con il regista anche Marco Alessi e Federica Cuccia. Lo Scambio è prodotto da Eleonora Cordaro per Abra&Cadabra in collaborazione con Gianluca Fernandez in collaborazione con Rai Cinema insieme alla Regione Siciliana - Assessorato Turismo Sport e Spettacolo - Ufficio Speciale per il Cinema/Sicilia Film Commission, nell'ambito del progetto Sensi Contemporanei in collaborazione con Francesco Galvagno Elenka, Baraera, Michael Sevholt Shoot and Post, Marco Alessi per Dugong. Il film è distribuito da Abra & Cadabra.(ANSA).

Record di visitatori per "Una marina di libri", venduti 10 mila volumi

Il Centro commerciale naturale Piazza Marina & Dintorni ha deciso di far nascere una biblioteca dell'editoria indipendente nel cuore della città


Una Marina di Libri, una marina di gente: la settima edizione del festival del libro di Palermo chiude in positivo, rendendo l'Orto Botanico dell'università degli studi un punto di incontro per gli abitanti di ogni età, per gli addetti ai lavori e per i turisti che hanno scoperto così uno dei luoghi più suggestivi della città. In tre giorni e mezzo, fino a domenica, l'Orto Botanico si è trasformato in un giardino letterario di 10 ettari brulicanti di visitatori che hanno acquistato più di 10 mila libri. La manifestazione, ideata dal Centro commerciale naturale Piazza Marina & dintorni in collaborazione con le case editrici Navarra e Sellerio, conferma la scelta della location e annuncia la data della prossima edizione, dal 9 all'11 giugno 2017.

E perché Una Marina di libri sia anche un segno continuo sul territorio e non solo un evento localizzato in pochi giorni, ha deciso di far nascere una biblioteca dell'editoria indipendente proprio nel cuore della città. Un filo diretto e continuo con la cultura e la sostenibilità. La futura biblioteca ospiterà i libri delle case editrici che hanno partecipato al festival in queste sette edizioni, e ha intenzione di diventare un luogo di confronto e di scambio per i lettori palermitani. Le case editrici hanno accolto con entusiasmo la proposta donando circa 400 libri. La biblioteca sarà gestita dal coworking new spazio al lavoro, che realizzerà un sito web in cui ogni libro avrà una scheda on-line e che potrà raccogliere anche le recensioni e i commenti dei lettori.

"La tranquillità del paesaggio dell'Orto Botanico ha creato un clima di pace dal momento del montaggio a quello delle presentazioni - spiega Michelangelo Pavia presidente del Ccn Piazza Marina e dintorni - Il pubblico è rimasto con noi da mattina a notte inoltrata vivendo tutti gli spazi dell'Orto Botanico e scoprendolo in alcuni casi per la prima volta. Siamo molto contenti di svolgere qui anche l'ottava edizione". "L'Università è entusiasta di Una Marina di Libri - dice il rettore Fabrizio Micari - E' stato importante anche per noi per dimostrare che i luoghi dell'Università possono e devono accogliere gli eventi della città. Una Marina di Libri è una manifestazione bellissima in un luogo incantevole. E' servita per fare conoscere l'Orto Botanico. Stiamo restaurando alcune vasche e apriremo il collegamento diretto con Villa Giulia".

Grande partecipazione alle visite guidate, all'Instawalk promosso da Instagram che raccolto 900 foto degli utenti, ai reading e ai concerti serali che hanno animato quasi ininterrottamente i viali. 

La lettura sotto il ficus tra sdraio e panchine è diventata un punto di ritrovo anche tra i lettori meno forti, rendendo i libri e la natura veri e propri mezzi di aggregazione e di conversazione. "L'Orto Botanico è un museo vivente e come tale siamo contenti che grazie ad Una Marina di Libri i cittadini l'abbiano riscoperto - aggiunge Cristina
 Salmeri, direttore dell'Orto Botanico - La gente passeggiava con la consapevolezza di scoprire una storia e adesso ha scoperto che si può leggere l'Orto Botanico come un libro, con entusiasmo e rispetto. L'anno prossimo potenzieremo alcuni aspetti e siamo felici di proseguire insieme questa avventura. L'Orto Botanico ha creato tre postazioni di bookcrossing, sono stati già scambiati 65 libri e ci auguriamo che questo spazio rimanga al servizio dei cittadini".

giovedì 9 giugno 2016

Una Marina di libri all'Orto Botanico di Palermo!

Giovedì 9, grande pubblico all'Orto Botanico di Palermo per la manifestazione degli Editori Indipendenti "Una Marina di libri"! Antonio Sellerio e Ottavio Navarra, promotori dell'evento, che si concluderà domenica 12 giugno, hanno presentato il programma davanti a un pubblico attento e interessato. 80 espositori, provenienti da tutta Italia, hanno colorato e animato, oltre che i loro stand, eventi e presentazioni in una cornice che si può definire, senza esagerare, magica. L'Università e gli editori, senza aiuti pubblici, hanno organizzato questa splendida esposizione che sta avendo una risposta, in termini di presenze, superiore ad ogni aspettativa. Palermo è una delle capitali del mediterraneo e della cultura mediterranea ed ha una grande fame di questi eventi che, oltretutto, portano anche un beneficio economico ad una città stretta da una crisi profonda e da una carenza di occasioni culturali come questa. I nostri amministratori dovrebbero capire che non si esce dal tunnel di un economia critica, voluta dal sistema capitalistico, che è in fase speculativa e ignora ogni forma di economia reale, anzi la distrugge per creare uno stadio desertico nel quale potere gestire le sue operazioni di sfruttamento del territorio e delle popolazioni, senza la Cultura. E, dovrebbero comprendere, che questi eventi sono anche ossigeno per tanti artigiani, albergatori e per un indotto che vive e si sviluppa naturalmente intorno a queste manifestazioni. Intanto ci godiamo questa bellissima rassegna e queste presentazioni, magari aspettando Francesco De Gregori, che verrà a "Una Marina di libri" e per godere, anche di questo giardino in cui si intrecciano e si sviluppano colture e culture verdi di tutto il Mondo. Uno dei luoghi di Palermo che le altre Nazioni ci invidiano.

Ugo Arioti e Daniela La Brocca

martedì 7 giugno 2016

E' morta Pina Maisano Grassi

Si è spenta a Villa Sofia per un malore. Aveva 87 anni. Era stata senatrice con i Verdi

Dalle battaglie contro il pizzo, al fronte antimafia: un impegno costante dopo l’uccisione del marito. È morta ieri sera una delle donne che negli ultimi decenni hanno segnato in modo forte la vita della città. Pina Maisano Grassi si è spenta a 87 anni: dopo un malore è stata ricoverata a Villa Sofia, ma i medici non hanno potuta fare nulla. La donna è spirata ed accanto c’erano i figli Alice e Davide. Pina Maisano Grassi era nata a Palermo nel settembre del 1928. La sua formazione è stata interamente palermitana: ha studiato e si è laureata alla facoltà di Architettura di  Palermo. Nel 1956 sposò Libero Grassi, il commerciante che venne ucciso nel 1991 per essersi ribellato al pizzo chiesto dagli esattori di Cosa Nostra. Dopo la morte del marito ha portato avanti la sua battaglia contro la mafia. È stata senatore alle Politiche del 1992 eletta tra le file dei Verdi in un collegio in Piemonte. Sino a pochi giorni fa è stata impegnata anche sul piano sociale come presidente onorario dell’associazione antiracket Libero - futuro.

lunedì 6 giugno 2016

Sfida all'Ok Cellular di Marco Pomar

Il cellulare è da anni un oggetto indispensabile, una specie di propaggine umana, compagno fedele delle nostre giornate.
Così, un po’ per sfida, un po’ per pigrizia, quando mi accorsi, l’altro giorno, di averlo dimenticato sotto carica, non tornai a casa a prenderlo.
Che se ne stesse mezza giornata per i fatti suoi, e mi lasciasse libero di guardare il cielo mentre passeggiavo, la strada mentre guidavo, le tette delle ragazze mentre parlavo con loro.
Non mi avrebbe liberato dalla schiavitù dello smartphone, ma almeno avrei dimostrato a me stesso di poterne fare a meno per qualche ora.
Dopo mezz’ora mi chiedevo cosa avrebbe potuto pensare Laura se non avessi risposto ai suoi wattsapp, e cosa sarebbe successo se il mio editore avesse deciso di contattarmi giusto adesso.
E quelli della rivista on line, se mi avessero chiamato proprio ora per darmi i soldi che mi devono?
E sti cazzi!, avrebbero richiamato.
Fatto sta che Laura mi chiamò giusto mezz’ora dopo che ero uscito da casa, e non ottenendo risposta mi telefonò altre ottantanove volte, ogni venti secondi circa.
Non risposi nemmeno, ovviamente, ai suoi sms, messenger, wattsapp e mail, visto che la mia vita comunicativa per quel giorno stava attaccata alla presa del salotto.
Leggermente allarmata, Laura telefonò a mio fratello prima e a mio cugino poi, i quali prima la tranquillizzarono, poi si agitarono per conto loro, visto che, inutile dirlo, non rispondevo neppure alle loro chiamate.
Laura venne allora a casa mia, e provò insistentemente a ottenere un risultato migliore attraverso il citofono.
Solo che, se uno non è a casa, non è in condizioni di rispondere, da quando l’uomo inventò il citofono.
In breve si venne a creare uno di quegli effetti panico a valanga, dove la palla di neve rotolando assume dimensioni esagerate.
Mio fratello chiamò i pompieri, Laura la protezione civile, mio cugino, sempre ottimista, il prete per l’estrema unzione, il mio vicino di casa le tv locali per l’esclusiva della scoperta del cadavere, sperando di ottenere qualcosa in termini di denaro e popolarità.
“Era un brav’uomo, salutava sempre!”
“Io avevo sentito un odore forte, ma pensavo fossero i broccoli bolliti della signora del secondo piano!”
Lo squillo a vuoto del mio telefono che sentivano da fuori la mia porta, confermava la prospettiva di trovarmi accasciato a terra in una pozza di sangue, con i lineamenti contorti e gli occhi sbarrati.
Non appena tornai a casa pensai che avessero finalmente arrestato l’assessore Santamonica, che abitava al terzo piano, per lo spiegamento di polizia, forze dell’ordine, giornalisti, televisioni, curiosi, disoccupati, pensionati e perditempo.
- Scusi, mi fa passare?
- Non si può, è tutto bloccato.
- Ma io devo andare a casa. Probabilmente si stanno preoccupando, sa, ho scordato il telefonino e…
- Senta, c’è un cadavere, dobbiamo aspettare la scientifica, che vuole che ci importi del suo telefonino? Ci lasci lavorare, per favore!
- Ma chi è morto?
- Mah, sembra uno scrittore che abitava qui, si è suicidato.
Non ci fu verso di convincerli. Arrivavano le voci più disparate: c’era chi diceva che avevano sequestrato un uomo, e che il sequestratore aveva chiesto un riscatto e un elicottero per fuggire, un altro raccontava di una sparatoria con otto morti di cui ancora non si conoscevano le generalità.
Mentre aspettavo che qualcosa o qualcuno mi consentisse di tornare a casa mia, cominciò a circolare pure il mio nome. Il signor Pomar, quello del primo piano, era stato trovato morto, dopo un mese, in stato avanzato di decomposizione.
- Ma Pomar sono io!
- Cosa dice? Lei non è in decomposizione!
- La ringrazio. Forse un poco appesantito, ma sto bene.
- Ma è sicuro di essere il signor Pomar?
- Lei pensa che se non lo fossi mi farei passare per me? A che scopo?
- In effetti…
Alla fine mi fecero parlare con un commissario, che si convinse della mia identità dopo averla letta sui documenti, e me la cavai con una denuncia per procurato allarme.
Mi presi cazziate da Laura (“Sei il solito deficiente! Guarda che casino hai combinato!”), che non mi parlò per una settimana, da mio fratello, dal prete amico di mio cugino, che si rifiutò perfino di benedirmi, dal mio vicino di casa, che scrisse Suca sulla fiancata della mia punto.
Da allora non lascio più il telefono a casa.
Ho capito che non siamo noi che non possiamo farne a meno, sono gli altri!

venerdì 3 giugno 2016

ELOGIO DELLA FUGA – personale di pittura di JEAN LABORIT


ELOGIO DELLA FUGA – personale di pittura di JEAN LABORIT
Centro Culturale KALLIOPE, vico de Notaristefani 6 (Centro Storico) Massafra (Ta)
Inaugurazione sabato 4 GIUGNO 2016 - ore 20,00
Aperta fino al 18 giugno 2016
All’interno del progetto Arte><Ambiente, promosso da Il Corifeo e NordSud Puglia.
Consulenza artistica di Tommaso Colagrande
Info: 3204838432

 

L’arte disturba coloro i quali non hanno né fede né legge e lo fa molto più di quanto non si creda. L’arte è il contrario dell’iconoclastia, è il diritto di inventare, di creare delle forme nuove. L’arte ha un fine, uno scopo, un senso, una necessità di voler essere gratuita, accessibile a tutti, senza volontà di appropriarsene. Vuole perdurare nelle nostre memorie come diamanti grezzi, senza alcun valore commerciale. Al momento noi stessi non ci crediamo più, mia cara Massafra, visto che la Proprietà l’ha fatta sua, fagocitata, snaturando tutto, perfino la realtà delle nostre vite, rese insipide dal possesso privo di bisogno.
Non resta molto tempo, mia cara Massafra, non possiamo più aprire la finestra e respirare senza correr il rischio di inalazioni nocive. Ampliamo quindi l’universo dei nostri sogni ad occhi aperti, quantomeno per evadere là dove nessuno potrà disturbare i nostri sguardi ingenui e benevoli su mondi che appartengono soltanto a noi
” (Jean Laborit).

Il titolo della mostra rappresenta una sorta di continuità culturale, artistica e biologica poiché Jean Laborit è figlio d’arte. Suo padre Henri, biologo-filosofo, nel suo saggio “L’elogio della fuga” pubblicato nel 1976, analizzò gli aspetti fondamentali della vita come l'amore, la morte ed il lavoro, evidenziando la costante ricerca del piacere, la necessità di cambiamento dell'essere umano ed il desiderio di sfuggire alla sua condizione ed ai sistemi di dominanza culturale, sociale e politica.
“Elogio della fuga” è il suo primo progetto. Il gesto pittorico di Jean Laborit è una liberazione dal mondo ma a tratti, sembra, anche da sé. Nell’immaginario rappresenta una realtà antropomorfa evanescente. Il “dormiveglia” nelle sue tele è di fatto il proseguimento di una fuga interiore che passa attraverso il travaglio pittorico, formale e contenutistico, dei maestri di fine ‘900.
La sua tecnica è una miscela di sintetico ed olio con coltello e pennello.
Jean Laborit è nato in Francia nel 1947. Come molti giovani della sua generazione, negli anni ‘60 e ‘70 fa scoppiare la società alla ricerca di senso, di libertà e di parole.
Ha lavorato per molti anni per la televisione e per il Ministero dell’Istruzione Pubblica francese, collaborando a stretto contatto con pedagogisti ed educatori nel campo della ricerca cinematografica. Ha prodotto numerosi documentari anche nel campo dell’arte. Da dieci anni ha intrapreso una sua personale ricerca pittorica.
Nel 2015 ha deciso di stabilirsi in Puglia e di vivere a Polignano a Mare.

Lingue e alfabeto: I FENICI

Il più importante elemento culturale che si suole ascrivere alla civiltà fenicia è l'invenzione dell'alfabeto. La lingua fenicia, infatti, è stata scritta a partire dalla fine del II millennio a.C. mediante un alfabeto, di tipo consonantico, con ventidue segni scritti da destra verso sinistra. Esso costituisce il punto di arrivo di una lunga evoluzione, che probabilmente prende le mosse dai segni della scrittura detta "protocananaica", a sua volta forse originata da modelli egiziani sulla base di un principio acrofonico. Tale scrittura venne in seguito adottata anche da altri popoli circostanti e dette origine a una serie di altre scritture alfabetiche, non solo semitiche (anche l'alfabeto greco e quello latino derivano in ultima istanza da quello fenicio). Un indubbio, anche se fin qui imprecisato, legame esiste anche con l'alfabeto ugaritico, che ha il medesimo ordine alfabetico e i cui segni possono in gran parte costituire una "resa" con tratti a forma di cuneo di disegni "lineari" come quelli protocananaici e fenici.
Quanto alla classificazione linguistica del fenicio, esso fa parte del ramo cananaico del semitico nordoccidentale, insieme all'ebraico e al moabitico. Nella madrepatria si suppone che il fenicio sia stato in uso fin verso l'era cristiana. La sua varietà parlata a Cartagine (punico) era ancora parlata ai tempi di sant'Agostino.
Iscrizioni in fenicio al di fuori della madrepatria sono state individuate in Cilicia e Siria fin dall'VIII secolo a.C., ma se ne trovano un po' dovunque nel bacino del Mediterraneo. Il fenicio era diviso in diversi dialetti nelle diverse città, in particolare Sidone e Tiro. Una varietà del dialetto tirio era parlata dai coloni di Cartagine, ed è nota col nome di punico (spesso in linguistica si parla di "fenicio-punico"), che a sua volta è attestata in molte località del Mediterraneo occidentale che da Cartagine vennero colonizzate. Alcuni testi in punico ci sono giunti attraverso una trascrizione latina (comprendente anche le vocali) in alcuni passi del Poenulus di Plauto.
Anche la stele di Nora, ritrovata nella località presso Cagliari in Sardegna, è un importantissimo reperto in caratteri fenici.

mercoledì 1 giugno 2016

Editoriale di giugno 2016

I nostri figli migliori sono all'estero per lavorare dignitosamente e trovare un posto nella società. la nostra economia è collassata e i disoccupati aumentano. Il jobs Act ha finito la sua spinta per effetto della carenza di risorse pubbliche per foraggiare le imprese che sceglievano di dare un contratto a tempo indeterminato a chi lo aveva a tempo determinato. Gli slogan sulla scuola al primo posto e sul rilancio dell'economia sono stati azzerati e i politici guadagnano sempre un pozzo di denari senza fare niente e per un giorno di presenza hanno diritto a una vita di vitalizi mentre le pensioni minime sono sempre più minime. Le tasse non calano, ma aumentano e l'Italia affonda nella merda del debito pubblico, mentre ci dicono che c'è la ripresa. Di fatto le bugie sono diventate così veloci e costanti da far sembrare la realtà che viviamo ogni giorno una farsa, mentre è una tragedia e gli italiani ancora si votano alle facili conquiste, agli 80 euro in busta paga, lordi, alla finta democrazia che diventa, ogni giorno di più, una dittatura mediatica. La domanda? Quando si sveglieranno questi deficienti? prima o dopo la scomparsa dalla faccia della Terra del Bel Paese? Meditate gente, meditate!