sabato 31 agosto 2013

L’arma segreta


L’arma segreta
(da facebook Nieva Liegra ha condiviso la foto di CONTROINFORMAZIONE) La redazione condivide e pubblica
 

di Marco Travaglio

Comprensibilmente amareggiato per l’inopinata esclusione sua e di Gianni Letta dalla nuova tornata di senatori a vita, il Banano è rientrato a Roma dopo alcuni giorni di prove generali di arresti domiciliari ad Arcore. E ha subito riunito il suo stato maggiore – quello che l’avvocato Taormina chiama simpaticamente “massa di fessi” – per studiare le prossime mosse. Intanto c’è da preparare il ricorso alla Corte di Strasburgo per i diritti dell’uomo, annunciato l’altro giorno alla giunta del Senato con una lettera a sua firma che citava i “sensi dell’art. 7 della legge 4/08/1955 N. 848”. Purtroppo, come ha scoperto Marco Bresolin su La Stampa, la suddetta legge ha solo due articoli, dunque l’esistenza di un “art. 7” è altamente improbabile, anche nel diritto creativo seguito dagli onorevoli avvocati e dai principi del foro che assistono il Cainano. Con quello che li paga, potrebbero almeno evitargli certe figure barbine. E, già che ci sono, potrebbero anche spiegargli che la Corte di Strasburgo non è un quarto grado di giudizio, né il santuario di Lourdes con piscina di acqua miracolosa, dunque non è in grado di ribaltare le sentenze definitive dei tribunali nazionali: al massimo potrebbe risarcirlo per il danno inferto dai giudici ai suoi diritti umani, ma è altamente improbabile che accada. Anche perché poi l’eventuale danno dovrebbe rifonderlo lo Stato italiano: cioè la vittima delle colossali frodi fiscali oggetto della sua condanna, che lui deve restituire. L’altra mossa, ancor più geniale, sono i preparativi per la resistenza nella giunta del Senato che dovrebbe dichiarare la sua decadenza da senatore. I pareri pro veritate sono uno meglio dell’altro. Alcuni luminari prêt-à-porter sostengono che la legge Severino sulla decadenza e l’incandidabilità dei parlamentari condannati non si applica ai parlamentari condannati. Altrimenti è incostituzionale. Dunque, per essere costituzionale, dovrebbe applicarsi ai gatti randagi, alle zanzare tigre, ai pesci palla e ai ficus giganti, ovviamente solo in caso di condanna. Altri, i giureconsulti più moderati, argomentano che la legge si applica sì ai parlamentari condannati, ma soltanto se delinquono da domani in poi, quindi se va bene saranno indagati fra un paio d’anni e condannati in Cassazione intorno al 2025.

 C’è poi una terza scuola di pensiero, fra i giuristi arcoriani e grazioliani: la condanna non vale perché le motivazioni della Cassazione sono state depositate “a orologeria”, con una “fretta sospetta” (i giudici si erano dati un mese di tempo dopo la lettura del dispositivo il 1° agosto, e le hanno depositate il giorno 29, con ben 24 ore di anticipo). Oppure perché sono “motivazioni deludenti” (parola di Coppi, che in teoria sarebbe pagato per far assolvere il cliente, non per esprimere delusione dopo la condanna). Pare invece minoritaria la corrente giuridica sallustiana, dal nome del direttore de il Giornale impegnato da un mese a dimostrare che il giudice Antonio Esposito è un poco di buono perché gli sta antipatico B., dunque B. è innocente. Il fatto che anche gli altri quattro giudici – Franco, D’I-sa, Aprile e De Marzo – abbiano firmato la sentenza ha un po’ indebolito la linea Zio Tibia. Il quale però non si dà per vinto e ha subito sguinzagliato i suoi segugi alle calcagna dei quattro malfattori, a caccia di scoop su vita privata, calzini, mutande, hobby, letture, pasti, merende, cani, gatti, pappagalli, cocorite e altri animali domestici. Dopo la decisiva testimonianza di Franco Nero sulle cene di Esposito, si preparano i pareri pro veritate di Maurizio Merli, Giuliano Gemma, Terence Hill e Bud Spencer. Ma l’ultima arma segreta del Banano, a testimonianza della sua prodigiosa lucidità, è Marco Pannella. Quando Craxi, inseguito da procure e tribunali di mezza Italia, gli chiese un consiglio nel '93, il leader radicale suggerì astutamente di farsi arrestare. Se non ha

cambiato idea, allora B. è in buone mani. Meno male che c’è Violante, noto participio presente di ciò che fa e dice

venerdì 30 agosto 2013

Rosario il”Rivolusionario”!


Rosario il”Rivolusionario”!               


di Also sprache Zaratustra ( tanto, come dicevano i “latrini”, Nemo Profeta in Patria, ora si quarcunu, curtisi, mi dici a ccu apparteni stu Nemo!)

Sugnu Rosariu, beddu comu u Suli

Sugnu Rosariu, sugnu strata e solu!

Sugnu Rosariu,

Il “Rivolu – Sionariu”!


Pigghiu ppi fissa cu si senti u megghiu

Ppi cumpanaticu lu fazzu e mi l’ammogghiu.

Vastuni npuppa cafuddu nto purtuni

e affacciu a vista e parru in profusioni!

Cu quattru scagnuttelli senza denti

pigghiai u putiri, addivintai Presidenti!

Sai chi ti dicu: Saru nasciu Presidenti!

A mia un m’aviti a diri propriu nenti.

Comu a Gela, fazzu  mPalermu u sceriffu

e cu sta stidda minni fazzu un baffu

di cu travagghia ppi sta Sicilia antica

e di cu grida nta la chiazza amica.

Sugnu o nun sugnu iu lu Presidenti!

Stativi accorti e nun fati commenti!

Picchi siddu mi gira nta coppula a iattura

siti mafiusi e vi mannu a villeggiatura!

Ora, amici, vi cuntu stu fattu,

ca m’insunnai e mi fici suddisfattu,

Piazzavu centu amici e trummateddi,

pi fari un pocu i granu di sta pagghia,

sunavanu anciluzzi i trummitteddi,

e iu vulavu cu tutta sta canigghia!

Puru a Virticchiu, no, Ingroia lu magistratu

chiddu ca si icco npolitica e fu trummiatu,

un beddu posticeddu ci aiu truvatu!

E li me amici, tutti in posizioni,

pronti pi fari la “RIVOLU-SIONI”!

Canciai sta vecchia e murritiusa  littra

mittennu nsemmula RIVULI e ILLUSIUNI,

nsumma si chiama: la me RIVOLUSIONI!

Cu ci piaci l’anticu fu sirbutu

e cu un ci piaci è cuntentu e gabbatu!

Passata la festa lu Santu è gabbatu!

Si nun mi fai mpacciu si  furtunatu!

Ora sai chi ti dicu, amicu caru,

iu nta sta seggia fazzu u “purcaru”.

Chi minni futti si siminu timpesta,

tantu o sceriffu nuddu ca l’arresta!

Ora è truvari un gran figgi i ntrocchita,

ca mi misi pi nciuriu “ Masaniello”,

un gran figgi di zoccola, monello,

ci manciu u ficatu e puru u cirivello!

Vaiu n televisioni stasira e la uso

Pi faricci vidiri a stu gran fituso,

comu mi chiamanu a lu me paisi,

sti coppuli i parrini falsi e curtisi,

peggiu di li vaccari e i marsalisi.

Sugnu Rosariu, u vostru Presidenti

Stativi accorti … alleri e cuntenti!

 
Zaratustra siculo

 

martedì 27 agosto 2013

Un Amore è per sempre

Stavo legendo il Corriere della sera, titoli di crisi, guerra, assassini, imbroglioni, politici che devono andare in galera e invece non ci finiscono, insomma la solita italietta a colori, quando inciampo su un piccolo articolo da "romanzo rosa"(almeno per certuni che la pensano così, io no). Una storia d'amore tra un soldato e la sua bella. Un bellissimo amore completato da un matrimonio e da una vita di devozione. Sei figli e una barca di nipoti .... poi, dopo quasi 66 anni di vita insieme, al capolinea ecco che i due prendono la valigia insieme e non si staccano nemmeno da morti! Bello. mi vengono i brividi a pensarci. Finiamo così in bellezza il mese di AGOSTO. Buona lettura.
Ugo Arioti
Ohio, STATI UNITI
Sposati per 65 anni, muoiono lo stesso giorno
Harold e Ruth Knapke, inseparabili, se ne sono andati a 11 ore di distanza. Conosciuti da bambini, hanno cresciuto 6 figli
27 agosto 2013
Ci sono coppie che si lasciano e coppie che rimangono insieme tutta la vita. Senza dividersi con la morte. Per Harold e Ruth Knapke di Dayton nell'Ohio (Usa) il «per sempre» ha senso se è preso alla lettera. I due sono morti lo stesso giorno, dopo 65 anni di unione, a 11 ore di distanza l'uno dall'altro. Una vita felice da inseparabili, al punto da non vivere senza il partner, proprio come i famosi pappagalli Agapornis. Entrambi sono scomparsi lo scorso 11 agosto in una casa di cura, pochi giorni prima del 66esimo anniversario di matrimonio. Secondo le figlie della coppia, l'uomo si era sforzato per restare accanto alla moglie, nonostante le cattive condizioni di salute, per aspettare il momento in cui fare quest'ultimo viaggio insieme. È stato lui a morire per primo. «Crediamo - ha detto la figlia Margaret Knapke - che volesse accompagnarla nel viaggio verso la nuova vita e lo ha fatto».
L'AMORE AI TEMPI DELLA GUERRA - I Knapke si erano conosciuti da bambini, ma la loro storia d'amore è iniziata soltanto quando Harold era nell'esercito, impegnato nella seconda Guerra Mondiale. Al tempo del conflitto, hanno cominciato a scriversi lettere e dopo il congedo militare di lui è sbocciato davvero l'amore. «Ho lasciato che m'inseguisse fino a quando mi ha presa!» ripeteva Ruth scherzando. Una cosa è certa: Harold, diventato insegnante e allenatore in una scuola, sapeva quello che voleva. Negli anni il loro rapporto non si è mai logorato. Devoti l'uno all'altro, hanno cresciuto 6 figli e continuato a procedere mano nella mano. Lui ha curato la sua sposa quando si è ammalata e lei non è stata da meno quando è stato il suo turno di fare l'infermiera (Harold non stava più bene). «È stata davvero una storia d'amore - ha detto Carol Romie, un'altra figlia -. Erano così uniti che non potevano andare da nessuna parte senza il partner».
dal corriere.it

lunedì 26 agosto 2013

Frasi importanti: Rita Levi Montalcini

"Nella vita non bisogna mai rassegnarsi, arrendersi alla mediocrità, bensì uscire da quella zona grigia in cui tutto è abitudine e rassegnazione passiva. Bisogna coltivare il coraggio di ribellarsi"

Rita LEVI MONTALCINI

REDAZIONE SECEM
 

venerdì 23 agosto 2013

CONTROCORRENTE: UN POPOLO DI PRECARI


CONTROCORRENTE: UN POPOLO DI PRECARI

Come si può inquinare con una “falsa politica” un Territorio, una Regione o un Paese oggi è sotto gli occhi di tutti. Basta creare schiere di PRECARIATO VOTANTE con famiglie e parentielli e amici al seguito. Li si illude con la possibilità di un lavoro e si imbarcano, nella stessa nave, anche i filibustieri che procacciano voti, anche se delinquenti. Anzi, uno dei compiti di una Nazione Democratica e Civile è quello di recuperare gli emarginati e in questo mazzo ci mettiamo anche i fiancheggiatori della MAFIA, magari, l’importante è il voto e il controllo del territorio attraverso un sistema di elezioni che garantisca la POLTRONA! Ma queste schiere ogni anno aumentano di numero, e se dentro prima ci stavano quelli che avevano perso il posto di lavoro o in attesa di un occupazione che non arriva mai, oggi ci stanno dentro anche quelli che si sentivano fuori dal mercato delle vacche! Oggi dentro questo calderone enorme di PRECARI ci stanno dentro anche i dipendenti degli Enti Pubblici, vedi Provincie(dismesse in Sicilia), dei regionali, dei comunali che sono cresciuti oltre il necessario stante un nuovo modello di arruolamento che scavalca il vecchio e stantio CONCORSO PUBBLICO. Allora? Si odono venti di guerra da parte del Governo del “Rigoletto” che indicano intorno al 20% l’esubero di dipendenti Statali, e in Sicilia? Si è sempre discusso di piante organiche, ma nessuno le ha mai voluto fare. Oggi si va verso il collasso con schiere di dipendenti che non sanno ancora quale sarà il loro avvenire e che, troppo preoccupati dal benessere acquisito con qualche calcio nel sedere ben assestato, oggi rischiano di vedersi recapitare un misero assegno INPS. Clientele troppo cresciute e precari piazzati nei posti dove si lavora davvero hanno, inoltre, nel tempo dequalificato le pubbliche amministrazioni dove bisognerebbe rifare tutti un test attitudinali e un colloqui per capire se si è idonei al posto che si occupa. Ma, ahimè, la politicizzazione della macchina amministrativa ha portato al degrado dell’apparato che non è in grado di spendere e di far spendere bene, neanche i quattrini che ancora arrivano in Sicilia dalla Comunità Europea. Insomma, amici, rendetevi conto che questo è il mostro inquinante che ha intossicato gli apparati pubblici e troppi ne hanno goduto senza fiatare. Gli stessi che oggi gridano contro chi vuole che si mettano seriamente a lavorare.
SIAMO UN POPOLO DI PRECARI?

Redazione Secem

lunedì 19 agosto 2013

Al cittadino non fare sapere.........


Al cittadino non far sapere chi prende un miliardo dalla RAI
Dal Blog di Beppe Grillo
( Questo, come altri pezzi, di un mosaico drammatico, che scorre sotto i nostri occhi come un film già visto, è un pezzo tratto dalla COMMISSIONE DI VIGILANZA SULLA RAI, lo si giudichi come si vuole è l’ennesimo segno dell’arroganza della CASTA di cui fanno parte, perché scelti dai politici, i consiglieri di amministrazione della RAI. Siamo in piena emergenza democrazia o viviamo già nella dittatura della CASTA?)
Al cittadino non far sapere chi prende un miliardo di euro dalla RAI. E' un segreto che il consiglio di amministrazione presieduto da Anna Maria Tarantola non vuole svelare. Un segreto militare. Chi sono gli "happy five", le cinque società beneficate dalla RAI? Con che autorità i membri del consiglio e la Tarantola nascondono delle informazioni che dovrebbero essere pubbliche senza neppure chiederle?
"Il consiglio di amministrazione della Rai è composto da nove consiglieri: Luisa Todini, Benedetta Tobagi, Rodolfo De Laurentiis, Gherardo Colombo, Antonio Verro, Guglielmo Rositani, Antonio Pilati, Marco Pinto e Anna Maria Tarantola che ne è la Presidente.
Durante l'audizione in Commissione di Vigilanza del consiglio di amministrazione il consigliere Antonio Pilati ci racconta dell'esistenza delle "happy five" intendendo cinque società che hanno la fetta principale degli appalti RAI. Dopo questa affermazione ho chiesto i nomi delle cinque società e per quanto denaro le "happy five" lavorano per la RAI. Il consigliere Pilati non ha voluto rispondere e la presidente Tarantola durante l'audizione ci ha detto che quella richiesta insieme a molte altre sarebbe stata esaudita al più presto.
Siamo oltre la metà di agosto e di questi documenti neanche l'ombra, anzi è arrivata una lettera approvata da tutto il consiglio di amministrazione e a me indirizzata che solleva la questione delle competenze della Commissione di Vigilanza. In pratica hanno ritenuto necessario richiedere un parere a competenti organi consultivi (tramite l’azionista, il ministero dell’Economia) riguardo la legittimità delle istanze avanzate dalla Vigilanza e la definizione del perimetro di informativa tra la RAI e la Commissione stessa.
Se avessimo avuto la Presidenza del COPASIR (Comitato Parlamentare per la Sicurezza della Repubblica) avremmo avuto meno problemi a ricevere la documentazione.
La RAI è un'azienda pubblica finanziata da oltre un miliardo e mezzo di euro di canone annuo, un po' di più del totale della spesa annuale per il funzionamento della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. La Commissione bicamerale di Vigilanza RAI è il Parlamento eletto dal popolo.
In nome e per conto dei cittadini pretendiamo la massima trasparenza.
Cosa ha da nascondere un'azienda totalmente pubblica di proprietà esclusiva degli italiani?
La RAI non è dei partiti o delle persone che in questo momento la dirigono ma solo ed esclusivamente del popoli italiano."
Roberto Fico, cittadino deputato del MoVimento 5 Stelle e presidente Commissione Vigilanza RAI

giovedì 15 agosto 2013

PROFUMO DI MPS NEL SOLLEONE 2013


Esce a ferragosto, tra i titoli che scorrono e la guerra civile in Egitto che copre l’intera prima dei giornali, la notizia che il Dottore della Finanza di potere, Amm.tore di MPS, PROFUMO scrive, su uno striminzito e laconico messaggio: “ IL MONTE DEI PASCHI DI SIENA NON DEVE ESSERE NAZIONALIZZATO! E chi vuol capire capisca. È lo stesso Profumo che ha spillato 3,5 miliardi di euro, appena depredati dal governo dei tecnici con a capo il Sig. Monti, agli italiani con la prima rata IMU. E la Banca d’Italia che fa? Sottobanco fa accordi di programma “profumati” e alla luce del Sole lancia anatemi e multe ai vecchi amministratori, ormai dietro le sbarre della Giustizia! Questo mi induce a pensare che, come Giustizia ed Equità, avrebbero dovuto consigliare, qualcuno aveva ventilato o scritto che per risanare i debiti e le malefatte del MPS occorresse almeno NAZIONALIZZARE la Banca di Siena. Sarebbe stato, almeno, un provvedimento saggio, restituire agli italiani quello che era stato loro rubato dalle tasche senza dare altri soldi e permettere che questa operazione di ladrocinio fosse continuata. Ma state tranquilli e godetevi il solleone, c’è PROFUMO DI MPS e PUZZA DI NUOVE TASSE per gli ITALIANI.
Buon Ferragosto a tutti
Ugo Arioti

martedì 13 agosto 2013

Lo sceriffo della Banca d’Italia ha messo dentro il gatto e la volpe!


Lo sceriffo della Banca d’Italia ha messo dentro il gatto e la volpe!

Notizia, da ridere, dell’ultima ora(ANSA): “La Banca d'Italia ha disposto una serie di sanzioni amministrative pecuniarie per i componenti del vecchio CDA e del vecchio collegio sindacale del Monte dei Paschi di Siena, fra i quali l'ex presidente dell'istituto Giuseppe Mussari, per un totale di circa 1,3 milioni di euro. In particolare Palazzo Koch a Mussari richiede 90 mila euro per violazione delle disposizioni in materia di politiche e prassi di remunerazione e incentivazione da parte dei componenti il Consiglio di Amministrazione.” Come se a Palazzo Koch nessuno sapesse niente!!! Ma che controlli fa la BdI?

Certo che l’Istituto di Stato che difende l’Italia dalle Frodi bancarie ci fa stare tranquilli. Se non ci fosse stato questo clamore e se non fosse esplosa, in clima elettorale, la “ bomba”, bomba o non bomba, come canta Venditti, arriveremo a Roma! Intanto la Banca d'Italia è diventato un ERMA BIFRONTE, da un lato, costretta dagli eventi, stabilisce sanzioni per quelli che già sono stati arrestati, dall’altro ( il lato oscuro della Luna) fa patti e studia mosse sul piano economico finanziario con MPS!

PENSO CHE CI SI POSSA FIDARE DELLA BANCA D’ITALIA, o no?

Ugo Arioti

sabato 10 agosto 2013

DIARIO ANTIMAFIA


DIARIO ANTIMAFIA



Agosto 1985


Falcone e BORSELLINO vengono immediatamente trasferiti all’Asinara per concludere le memorie e predisporre gli atti senza correre ulteriori rischi. Un mese con mogli e figli. E al ritorno al ritorno pagano di tasca loro il «soggiorno». Il racconto di BORSELLINO: «La notizia che la mafia progettava qualcosa contro di noi e dei nostri familiari giunse dalla squadra speciale di agenti carcerari che raccoglieva voci ed umori delle celle. Adesso questa squadra non esiste più. Ricordo che fummo presi, io, Giovanni, sua moglie Francesca, mia moglie e i miei tre figli. In 48 ore ci portarono all’Asinara: in aereo fino ad Alghero, poi a Porto Torres via terra ed infine nell’isola con la motovedetta degli agenti. Era difficile continuare a lavorare. I telefoni funzionavano male e non avevamo con noi le carte. Giovanni era riuscito a portarsi appresso la parte che riguardava l’omicidio Dalla Chiesa. Per me era più difficile perché, per quello che dovevo fare, avrei dovuto portare all’Asinara circa 800 volumi. Tra parentesi, tutta questa vicenda ha provocato una grave malattia a mia figlia, l’anoressia psicogena, e mi scese sotto i 30 chili. Siamo stati buttati all’Asinara a lavorare per un mese e alla fine ci hanno presentato il conto, ho ancora la ricevuta. Pagammo – noi e i familiari – diecimila lire al giorno per aver utilizzato la foresteria del carcere, sei stanzette, e in più pagammo i pasti. I magistrati fuori sede hanno diritto alla missione. Ma quella era una missione particolare. Avremmo dovuto chiedere il rimborso. Non lo facemmo, allora avevamo cose più importanti da fare».

NON AGGIUNGIAMO NESSUN COMMENTO.

Redazione Secem

NO MUOS



 


Gli intellettuali di sinistra italiani si sono ben guardati, nella maggior parte dei casi, dallo schierarsi contro il progetto statunitense di costruire a Niscemi, all’interno dei parchi, una mega base militare costituita da un sistema di 46 gigantesche antenne radar.


Al contrario, proprio a poche ore dalla manifestazione prevista per oggi a ridosso dell’area militarizzata, venti noti esponenti dell’intellighenthia statunitense si sono mobilitati per denunciare l’inutilità e la dannosità dell’impianto imposto ai cittadini siciliani e per chiedere il rispetto del diritto delle popolazioni locali e protestare.


<<Il progetto Muos e la militarizzazione della Sicilia non sono nell’interesse dei cittadini e delle cittadine americani. Condanniamo fermamente le violenze contro i manifestanti e chiediamo che il loro diritto di parola e di protesta venga rispettato. Esprimiamo la nostra piena solidarietà con la società civile siciliana in protesta contro il MUOS.>> l Muos».



E’ questo il breve ma chiarissimo messaggio diffuso poche ore fa dal sociologo e linguista Noam Chomsky e da Linda Alcoff (Cuny) Stanley Aronowitz (Cuny,) Richard Bernstein (New School for Social Research), Jay Bernstein (New School for Social Reasearch), Johanna Brenner (Portland State University), Robert Brenner (Ucla), Noam Chomsky (MIT), Mike Davis (UC Riverside), Kevin Floyd (Kent University), Nancy Fraser (New School for Social Research), David Graeber (London School of Economics), Michael Hardt (Duke University), Chris Hedges (The Nation Institute), Nancy Holmstrom (Rutgers University), Paul Kottman (New School for Social Research), Charles Post (Cuny), Dick Walker (UC Berkeley) e Cornel West (Union Theological Seminary).Fonte :Sapereundovere

 
Redazione Secem

venerdì 9 agosto 2013

Appunti su Democrazia ...


Aristotele definisce la politica la scienza “più autorevole e architettonica, intesa come filosofia al più alto grado, o se si vuole saggezza pratica, e finalizzata al conseguimento del bene. Questo Aristotele. Oggi viviamo l’esatto contrario in Italia. L’autorevolezza è superata ogni giorno dalla complicità di “Casta” e non è neppure tanto architettonica, non ha forme belle e soddisfacenti, ma è costruita come una bidonville, con pezzi riciclati di vergognose bugie. Non parliamo di quella  italiana come filosofia al più alto grado perché sarebbe un oltraggio a questa Scienza che è la madre di ogni progresso umano. Potremmo al più salvare la “saggezza pratica” di chi è volto solo al bene di se e dei suoi più prossimi simili che di un Popolo o una Nazione. Allora cosa significa POLITICA? Per rispondere a questa domanda dobbiamo astrarci dall’oggi e leggere la Storia. « L'uomo è per natura un animale politico » ci insegna il nostro maestro Aristotele. La prima definizione di "politica" (dal greco πολιτικος, politikós) risale, appunto, ad Aristotele ed è legata al termine "polis", che in greco significa città, la comunità dei cittadini; secondo il filosofo, "politica" significava l'amministrazione della "polis" per il bene di tutti, la determinazione di uno spazio pubblico al quale tutti i cittadini partecipano.

Spazio pubblico al quale tutti i cittadini partecipano

Ergo ci vuole Cultura politica per costruire un Dibattito pubblico che sia nell’interesse di tutti e non di una piccola porzione di privilegiati auto referenziati. Perchè “La politica”, secondo l’antica definizione scolastica, è l’Arte di governare le società e si applica tanto all’attività di coloro che si trovano a governare quanto al confronto ideale finalizzato all’accesso all’attività di governo o di opposizione.

Governo o Opposizione

L’Assemblea generale o il Popolo sceglie un Governo e un Opposizione che deve controllare e far rispettare le regole democratiche. Si chiama equilibrio dei Poteri. Nei sistemi politici bipolari come quello italiano, immaginato e storpiato con l’avvento della seconda Repubblica,  con forma di governo parlamentare, il capo (o leader) dell'opposizione è il leader del partito o della coalizione che detiene il maggior numero di seggi parlamentari dopo il partito o la coalizione che, avendo vinto le elezioni, è al governo. Il Governo ha, improcastinabilmente, la responsabilità di GOVERNARE.

Governare

Governare, cioè assumersi la responsabilità, dopo essere stato scelto dal Popolo, di far rispettare la COSTITUZIONE DEMOCRATICA e le Leggi. Nel nostro Bel Paese, la Legge 400/88 indica dettagliatamente le attribuzioni del Consiglio dei Ministri. Il Governo può esercitare la funzione legislativa in due ipotesi previste e disciplinate in modo tassativo dalla Costituzione quando:

  1. il Parlamento stesso conferisce al Governo - con un'apposita legge di delega, secondo principi e criteri predeterminati e per un tempo definito - il compito di provvedere ad emanare decreti legislativi aventi forza di legge;
  2. può adottare, autonomamente e sotto la sua responsabilità, decreti-legge per fronteggiare situazioni impreviste e che richiedono un intervento legislativo immediato. In questo caso, il Parlamento si riserva, nei sessanta giorni successivi, di convertire in legge, anche con modifiche, il decreto. In caso contrario, il decreto legge decade.

Al Governo è attribuita, in via ordinaria, la potestà di emanare regolamenti, che costituiscono una fonte secondaria di produzione giuridica. Con essi il Governo può dare attuazione ed integrare le disposizioni legislative, può disciplinare l'organizzazione delle pubbliche amministrazioni e può regolare materie che la Costituzione non riserva in via esclusiva alla legge.

Redazione secem                                                                                                            ./.
 

La corruzione non va in vacanza!

 
 
Publichiamo la mail inviata ad Ugo Arioti che insieme a centinaia di migliaia di altri italiani  ONESTI aveva firmato per un progetto di Legge popolare contro la CORRUZIONE ...
 
Ciao Ugo,
da domani il Parlamento si fermerà per la pausa estiva fino agli inizi di
settembre. La riforma del 416 ter del Codice Penale sul voto di scambio
politico-mafioso, che grazie alla tua firma e a quella di altri 280.000
italiani
è balzata all’ordine del giorno di Camera e Senato, non è
ancora stata finalizzata.

  Ottenuta
l’unanimità alla Camera, il testo è passato al vaglio della Commissione
giustizia del Senato, che prevede di apportare alcune modifiche per
aumentarne l’efficacia.
Il  dibattito sul 416ter che si è aperto nelle scorse settimane dentro e
fuori il Parlamento, coinvolgendo molti protagonisti con opinioni
diverse, ha creato una situazione che deve essere superata
nell’interesse del Paese. L’iter di riforma riprenderà a settembre e gli
italiani si aspettano un testo incisivo, approvato di comune accordo,
che non può e non deve rappresentare una mediazione al ribasso.

 
Ma  in questo periodo estivo la corruzione non andrà in vacanza e
continuerà a sottrarre ogni giorno risorse preziose e opportunità di
sviluppo al nostro Paese. Per questo motivo
è importante che il faro di Riparte il futuro rimanga acceso.
  Vogliamo
continuare il lungo ma necessario percorso anticorruzione a cominciare
da un primo significativo passo: la riforma del 416 ter. La positività
che si è creata in questi mesi non può incepparsi adesso. È importante
diffondere la petizione per diventare sempre più forti e numerosi perchè
questo non è che l'inizio.

  
Invita
i tuoi amici a firmare, condividi questa immagine sui tuoi social
network: in questo modo ci aiuterai a diffondere il petizione.
  La corruzione non va in vacanza!

lunedì 5 agosto 2013

Il metodo etico in Aristotele


Continuiamo il nostro cammino tra i confini e le immense praterie della RETORICA e dell’ETICA della RETORICA, argomento del 2013, con questa lexio di Giuseppe Mirabella che ci avvicina all’ottica aristotelica sull’ETICA.

Redazione Secem

                                              ( Lorenzo Barberis i castelli dell'utopia)

di Giuseppe Mirabella

Appunti di filosofia tra etica e storia

Quale è il metodo di Aristotele per bene comprendere i problemi, le questioni, i fenomeni? Questa domanda posta in tal modo, a tutta prima, può sembrare banale, vaga, ingenua. Sarà utile allora circoscrivere l’ambito di ricerca e la terminologia adottata da Aristotele nella sua ricerca filosofica che qui ci interessa. O più semplicemente chiarire cos’è un metodo in filosofia: via e discussione (hodos e dialeghestai)1 o una “scatola cinese” in cui la giustificazione di una tesi filosofica è metafilosofia all’interno della filosofia stessa2. In realtà il filosofare di Aristotele parte dalle teorie “storiche” della conoscenza che lo hanno preceduto nell’indagine. Anche, come nota C. Shields, “to consider the endoxa, the reputable or entrenched opinions.”3 Cosa distingue l’endoxa, l’opinione autorevole, da tutte le altre opinioni? La faccenda della retorica, del “parlare”, riguarda opinioni. Prendiamo ciò come un dato che fino ad Aristotele (e oltre naturalmente, fino alla moderna filosofia analitica4) era certo. L’opinione autorevole è, per dirla con i filosofi husserliani, una “riduzione fenomenologica”, un mettere “fuori circuito”5. L’endoxa è un principio largamente accettato perché proveniente dall’autorevolezza della phronesis6. Perché la phronesis, che con il tomismo diventerà prudentia? Perché Aristotele definisce la politica la scienza “più autorevole e architettonica” (EN 1094a25-28), intesa come filosofia al più alto grado, o se si vuole saggezza pratica, e finalizzata al conseguimento del bene. (Ci si riferisca anche ai Topici 100b21-2). Il metodo aristotelico pone, stabilisce, i fenomeni, le manifestazioni ma anche i “fatti osservati”7 (phainomena), ciò che è o appare vero; solleva i problemi, stabilisce, solleva le aporie (aporiai); prova le endoxa, comprova al meglio, al più alto grado, tutte le opinioni autorevoli. Il passo dell’Etica a Nicomaco del libro settimo preso in considerazione tratta dei vizi, della mancanza di autocontrollo (o incontinenza) e della bestialità. Si potrebbe richiamare alla mente il libero arbitrio sintetizzandolo con la celebre frase di Pico della Mirandola nel libro Heptaplus (1488), “l’uomo può degenerare a bruto oppure innalzarsi ad angelo”. Partiamo proprio dalla frase di Pico. Esistono due opposti, la brutalità, bestialità, e l’angelicità, lo spartano ‘Uomo divino’. Oppure dalle parole che Omero, nell’Iliade, mette in bocca a Priamo ovvero che Ettore “non sembrava figlio d’uomo mortale, ma d’un dio”. Connessa al libero arbitrio, la responsabilità è al centro di un dibattito alquanto acceso tra i “deterministi” i quali sostengono che le azioni sono causa di fattori antecedenti su cui non si ha controllo e la libertà metafisica non esiste e i “compatibilisti” che cercano di confutare il concetto di azione causalmente determinata insistendo sul possesso della libertà individuale e delle capacità di giudizio.8 Sembra rivivere dopo 24 secoli il fervido dibattito espresso nelle pagine delle Etiche aristoteliche, certo, con altri mezzi epistemici e antropologici e contesti mutevoli e ad un tempo eterni, e, tra il filosofo antico Aristotele e l’ultimo ‘guru’ della filosofia contemporanea Rorty, si potrebbe citare San Bonaventura (II Sent., d.3., p.1, a.2., q.2, ad1): “La nobiltà [della persona umana] non è una cosa accidentale che viene aggiunta alla natura, ma appartiene alla sua essenza.” (Vedremo come il procedere per opposti mostri il fianco alla vaghezza delle asserzioni. Non c’è uomo tutto bestiale o tutto dio.) Il fenomeno non è altro che la “passione” o “affezione”, come può essere la mancanza di autocontrollo: “il temperante è capace di dominarsi”, “l’intemperante non si domina”. L’entrata nel problema allora è quella sollevata da Aristotele, ovvero “come sia possibile che uno, pur giudicando correttamente, non si domini”. Aristotele avanza per tesi e controtesi:

– “Certuni non ammettono che ciò sia possibile, se si ha scienza”.

– “Socrate […] riteneva che nessuno agisce contro il meglio, quando lo ha riconosciuto, ma che lo fa per ignoranza.”

– “Ora […] si deve indagare […] quale tipo di ignoranza si verifichi.”

E così via. Aristotele risponde alle varie “sfumature” del problema, che, con un termine contemporaneo avente dignità filosofica, potremmo definirle borderline9, con una serie di obiezioni, confutando ad esempio gli argomenti dei Sofisti oppure sposando la tesi di Sofocle. Di seguito tenteremo di impostare la questione: esiste una Etica o sono tante le etiche? Quali sono le preoccupazioni di Aristotele?

L’etica tutta è un’aporia. L’impraticabilità di un discorso universale sull’etica viene risaltato in vari luoghi dell’opera aristotelica, appunto perché la ricerca della convinzione attraverso gli argomenti è intesa come puro e semplice “tentativo”, perché quel che interessa allo Stagirita è la “chiarezza” delle asserzioni (EE, 1216b26-35), non la verità, e perché non c’è un etica riconosciuta come valida, vera, giustificata: Wittgenstein afferma che “Dove si incontrano effettivamente due principî che non si possono riconciliare l’uno con l’altro, là ciascuno dichiara che l’altro è folle ed eretico.”10 Poi se “la conoscenza umana è una costruzione sociale”11 e per quieto vivere si può – meglio – si deve “fare appello solo a ragioni pragmatiche, cioè all’utilità di quell’idea e di quella prassi in un certo contesto sociale e agli interessi materiali dei gruppi che le sostengono”12 si può concludere che il duplice aspetto dell’Etica come “Ethos-modo di vivere” e come “Scienza pratica dell’agire umano libero verso il fine onesto”, o finanche la virtù, subiscono l’influenza dei contesti e delle costruzioni che ivi si fanno funzionalmente alla società o comunità.

L’etica compiuta è un sorite. Budapest, 1942. Giorgio è un trentaduenne incaricato d’affari, commercia in bestiame da macellazione, lavora per il suo Governo, è iscritto al Partito Nazionale Fascista, anni prima combatté a fianco dei franchisti in Spagna. Nel ’43 non aderisce alla Repubblica Sociale, potrebbe passare dei guai, allora si rifugia nell’ambasciata spagnola di Budapest grazie ad un salvacondotto, premio per i suoi servigi alla corona spagnola contro i comunisti. Intanto girano strane voci, gli ebrei vengono portati via dai nazisti ungheresi, le croci frecciate, in dei campi di “lavoro”, ma la cosa puzza, allora Giorgio diventa Jorge, diplomatico iberico, e che fa?, salva 5200 ebrei, commettendo ogni sorta di inganno, falsificando documenti, millantando cariche e identità. Ipotizziamo una scala numerica dove per 0 si intenda totalmente vizioso e per 10 si intenda totalmente virtuoso. Aristotelicamente parlando, 5 dovrebbe corrispondere alla medietà. Ora quel Jorge lì, che ha coglionato un sacco di gente, ha detto molte bugie, ha attestato il falso, non divenne mai antifascista, come lo si può giudicare? È vero, non si troverà mai in uno scaffale di una biblioteca un libro del tipo “Fenomenologia dell’8 settembre 1943”, “Filosofia ed etica dell’armistizio di Cassibile” ma ciò non impedisce di farsi un’idea su cosa sia l’onore e la virtù di cui parla Aristotele. Certo se il contesto non fosse stato l’Europa del nazifascismo e il fine della fraudolenza di Giorgio Perlasca non fosse stato la salvezza per oltre cinquemila ebrei a rischio deportazione, tutto cambierebbe. Da 9 si passerebbe a 1, da caso di eroicità (Perlasca è Giusto tra le Nazioni) a caso di persona abbietta. Ora, per noi che non siamo eroi, né antieroi, come possiamo “misurare” il grado di virtuosità? Sono tanti e tali i fattori e le etiche, che come dice qualcuno “ogni testa è un mondo”. C’è la deontologia, l’analisi delle conseguenze delle azioni, l’etica delle virtù13. È veramente un mucchio (soròs) di cose! Si potrebbe allora affermare che la memoria delle cose accadute e l’esempio di persone come Perlasca possono essere assimilate all’endoxa, ad una opinione (seguita da una azione) autorevole.

1 Enrico Berti, Invito alla filosofia, Brescia 2011, p.92

2 “[...] la giustificazione è essa stessa un conoscere filosofico, che perciò ha luogo solo d e n t r o la filosofia.” (G.W.F. Hegel, Enciclopedia delle scienze filosofiche in compendio, Bari 1951, § 10

3 Christopher Shields, Classical Philosophy a contemporary introduction, London-New York 2003, p. 99

4 “Le correlazioni tra la misura dell’attivazione cerebrale ottenute con la risonanza magnetica funzionale (fMRI) e i resoconti introspettivi riguardanti fenomeni come le emozioni provate durante un compito assegnato dagli sperimentatori potrebbero essere statisticamente malcerte. Paolo Legrenzi e Carlo Umiltà ritengono che siamo vittime di una vera e propria neuro-mania, ossia l’illusione di spiegare i comportamenti umani più complessi contemplando in quale parte del cervello essi hanno luogo.” Si va verso una nuova versione di frenologia? (Pietro Perconti, Coscienza, Bologna 2011, p. 21)

5 Edith Stein, Introduzione alla filosofia, Roma 1998, p. 48

6 Tema, tra gli altri, sviluppato in Giacomo Samek Lodovici, Il ritorno delle Virtù. Temi salienti della Virtue Ethics, Bologna 2009. Il mondo anglosassone che non è sceso nell’agone “continentali versus analitici” dimostra grande interesse per la filosofia aristotelica.

7 G.E.L. Owen, Tithenai ta phainomena, p. 84, in Julius M. Moravcsik, Aristotle: a collection of critical essays, New York 1967

8 Filippo Santoni De Sio, Responsabilità, http://www.aphex.it , 1 (2010)

9 Elisa Paganini, La vaghezza, Roma 2008, p. 14

10 Ludwig Wittgenstein, Della certezza, Torino 1978 § 611 (ed. or. 1974)

11 Paul A. Boghossian, Paura di conoscere. Contro il relativismo e il costruttivismo, Roma 2006, p.15

12 Annalisa Coliva in Id., Premessa all’edizione italiana, p. 11

13 Mario De Caro, Azione, Bologna 2008, Cap. III

 

sabato 3 agosto 2013

Agosto, la vigilia dell'Autunno caldo

Stanno tutti al mare o in attesa di refrigerio o chiusi nelle loro "alcove" con condizionatori spinti al massimo! Fuori il caravanserraglio si muove al ritmo della corruzione commerciale e del ristagno politico che ci sta riportando ai tempi bui della dittatura. La gente è stanca, ma nessuno dei senatori o deputati dei grandi partiti che si sono fusi, gettando la maschera, in un solo PARTITO della Casta, se ne preoccupa; ignorano il malessere, anzi lo pungolano. Vorranno vedere il grado di cottura degli italiani? Ci raccontano la "favola" della più grande EVASIONE FISCALE del PIANETA ( 530 miliardi di Euri) e governano insieme ad un evasore e un frodatore riconosciuto e condannato con sentenza definitiva! E poi, mi viene da pensare, e se conoscono l'importo dell'evasione fiscale, basta fare due più due, conoscono anche la provenienza e hanno i documenti per darcene conto al centesimo di euro! Mi sembra lo stesso di quando dovevano prendere Riina e non lo prendevano mai, poi tutto d'un tratto il botto. La cosa mi riporta alla trattativa STATO-MAFIA che tutti smentiscono, ma tutti conoscono. Ma in che Paese viviamo? In una Nazione in guerra con tutto il Mondo, se i padroni americani lo ordinano, che è stata capace di mutare il senso delle parole da GUERRA IN  PACE! Pensate che gran furbata! Noi non andiamo in Afganistan a combattere una guerra, ma stiamo portando la pace con le bombe e i carri armati: SIAMO UN POPOLO DI PACIFISTI GUERRAFONDAI oppure DEI GUERRAFONDAI PACIFISTI!?! L'arte di arrangiarsi e di perdere tempo, il catenaccio calcistico, sono la nostra essenza! Migliaia di ore di telegiornali, Mentina( ops Mentana) in testa, per vedere cosa succede a Berlusca e niente per scendere tra la gente che ogni giorno muore di fame e per non vedere morire di fame la propria famiglia si uccide o fa una strage. Direte voi: Ma delle morti ne parlano! Si, fanno, non i giornalisti, ma i becchini mediatici. La stampa libera? Solo quella dei blog indipendenti, ma speriamo di potervi continuare a raccontare le cose come stanno perchè c'è, da molto tempo, nell'aria una LEGGE CENSURA fatta apposta per tappare la bocca ai "grilli parlanti"! Ecco, con queste prospettive affrontiamo la vigilia dell'AUTUNNO CALDO, quando migliaia di fabriche non riapriranno! Ora andate al mare, naturalmente il più vicino possibile e portatevi la colazione al sacco, poi si vedrà! Il RIGOLETTO aspetta che il LADROSCONI gli indichi la strada maestra! Nell'attesa può farsi una partita a scopa con lo zio e cercare di mettere a punto le strategie economiche a lunga scadenza! Di quelle più prossime, in gran segreto, ne stanno parlando la BANCA D'ITALIA con il MPS! Vi meravigliate che il MPS sia in combutta con la BANCA D'ITALIA? Ma allora ditelo che non sapete proprio in che Paese vivete!
Buona vigilia e buon mare,
Dal Blog della SECEM vi sta parlando e salutando affettuosamente Ugo Arioti!