martedì 30 giugno 2015

L’EUROPA RINUNCI ALLE PAURE E TORNI A SOGNARE


L’EUROPA RINUNCI ALLE PAURE E TORNI A SOGNARE

La scorsa settimana Obama ha vinto due partite giudiziarie importantissime che incorniciano la strategia politica del presidente americano in una visione più ampia che abbraccia anche la sfera dei diritti personali.

Le sentenze della Corte Suprema degli Stati Uniti ammettono, una, l'estensione del riconoscimento delle nozze gay in tutti gli Stati della federazione e, l'altra - ancor più storica - la legittimità dei sussidi federali per consentire anche ai redditi più bassi l'accesso a una polizza sanitaria in tutti i paesi.

La ripresa economica, in sostanza, deve andare di pari passo con l'accelerazione nel riconoscimento dei diritti civili e sociali.

Qualche repubblicano ha minacciato azioni forti, soprattutto contro il primo dei provvedimenti, che può fare breccia negli animi della parte più conservatrice del paese. E' il caso del Ministro della giustizia del Texas, Ken Paxton, che ha deciso diriconoscere ai funzionari locali che saranno chiamati a trascrivere le nozze gay la possibilità di esercitare l'obiezione di coscienza per motivi religiosi.

Ma sono ipotesi destinate a restare isolate perché i funzionari rischiano la denuncia se rifiutano di celebrare matrimoni gay che ormai hanno il valore di diritto costituzionale.

Gli Stati Uniti danno in questa fase una lezione alla vecchia Europa, dove non solo la crisi resta un dato di fatto, ma aumentano le paure e si mettono sempre più in discussione i diritti fondamentali.

L'Europa non insegue più sogni di progresso. L'allarme economico è stato lanciato qualche giorno fa dal Governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco che senza giri di parole ha parlato di stagnazione sia per l'Italia che per l'Europa, per le quali serviranno ancora degli anni prima di tornare ai livelli produttivi del 2008.

Intanto crescono le paure.

Il dramma dei migranti stenta a essere affrontato dalla giusta prospettiva. Ciò che emerge giorno dopo giorno è una totale assenza di responsabilità nell'affrontare l'emergenza, ma anche una mancanza di visione umanitaria del fenomeno. L'esito delle elezioni in Danimarca ne è una diretta conseguenza, come i dibattiti apocalittici che si susseguono di paese in paese. Compresa l'Italia, dove la frontiera è una ferita e il fenomeno viene approcciato con il macabro gusto del business. Un quadro che lascia spazio a un'arretratezza di pensiero che mette in discussione premesse che per un paese europeo dovrebbero essere assiomi: il dovere dell'accoglienza e il diritto a essere felici altrove.

In questi spazi trovano voce le minacce del governatore della Lombardia Roberto Maroni, pronto a togliere fondi finanziari regionali alle amministrazioni locali che si mostrano non semplicemente solidali con i migranti, ma capaci di dare risposte, in attesa che ad altri livelli si studino piani risolutivi. Sempre la Lega, per voce del suo segretario Salvini, invoca stati di polizia, buttando benzina sul fuoco delle paure.

E più le paure crescono, più è forte l'immobilismo. L'Europa, l'Italia, sono come bambini bloccati dal terrore nel buio, un terrore che si alimenta dell'incapacità di muovere un passo verso una via di luce.

E così si affonda nell'oscurità di discussioni inutili a risolvere i problemi. Ne è un esempio il primo atto del neo sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, che ha messo all'indice i libri a disposizione di insegnanti ed educatori delle scuole dell'infanzia della città lagunare, nell'ambito di un progetto sull'integrazione e sulle diverse forme di famiglia. Tra quei libri ci sono storie illustrate da Altan, l'autore della Pimpa, che raccontano di famiglie con due mamme o due papà o storie di famiglie "allargate". Quella di Brugnaro non è solo la negazione di un diritto di espressione, ma un modo per spostare l'attenzione dei cittadini su altro e alimentarne le paure.

Sta succedendo anche in Turchia, dove i risultati delle ultime politiche, che hanno premiato il Partito Democratico dei Popoli dando speranza ai movimenti progressisti e democratici del paese, si schiantano contro il muso duro della politica di Erdogan, che al dialogo preferisce la repressione. È successo di nuovo durante il gay pride di domenica a Istanbul, con la polizia che ha impedito ai manifestanti di riunirsi in piazza Taksim, luogo storico delle proteste pubbliche, aprendo gli idranti e sparando proiettili di gomma sulla folla.

Quel che è certo, è che l'Europa non uscirà dalla crisi se non troverà il coraggio di riprendersi il ruolo di incubatore del progresso.

Redazione - Silvia Savi

 

giovedì 18 giugno 2015

La Fiumara d'Arte in restauro

 
E' nata trentun anni fa, la Fiumara d'Arte, con le sue opere contemporanee inserite nel paesaggio ha costituito una nuova modalità di porre in relazione l'ambiente con il gesto creativo, per volontà di Antonio Presti: adesso per le opere monumentali è giunto il momento del recupero, per sette delle otto istallazioni firmate da alcuni tra i più grandi artisti contemporanei, che recavano i visibili danni prodotto dal tempo e dagli agenti atmosferici. Tra le prime ad essere recuperate, “La Finestra sul Mare” di Tano Festa, “La materia poteva non esserci” di Pietro Consagra e “Una curva gettata alle spalle del tempo” di Paolo Schiavocampo.
Il progetto di restauro, finanziato con fondi europei, dovrà essere concluso in autunno, ma già da questi mesi sono più visibili gli interventi che stanno riportando alla luce le sculture, consolidate, restaurate, ripristinate nelle parti mancanti. "Fiumara d’Arte è un’opera viva, non una mummia – dice Antonio Presti – E’ giusto rileggere ogni opera e documentarne soprattutto la contemporaneità. La semina spirituale della Bellezza vuole come raccolto sempre una nuova semina da consegnare alle generazioni future".
Si parla infatti di conservazione per un’opera d’arte storicizzata (opere di Tano Festa, Piero Dorazio, Piero Consagra); e si uniscono conservazione e trasformazione se l’artista è ancora vivente (come nel caso di Paolo Schiavocampo, Mauro Staccioli o Italo Lanfredini) . In accordo con l’Accademia di Belle Arti di Palermo, l’apertura di campus didattici e laboratori sul posto. delle stesse opere. I fondi assegnati al Consorzio Intercomunale Valle dell’Halaesa per il restauro e l’implementazione di Fiumara d’Arte – di cui fanno parte i comuni di Castel di Lucio, Mistretta, Motta d’Affermo, Pettineo, Santo Stefano di Camastra e Tusa - provengono da un PO FERS 2007-2013, per un importo di circa 1 milione e 650 mila euro che diventano 2 milioni e 300 mila con i costi di progettazione, consulenze artistiche, espropri, produzione pubblicazioni scientifiche, attività di divulgazione e promozione; ad aggiudicarsi i lavori è stata la RE.CO.GE s.r.l. di Paternò.
L'unica opera che non sarà restaurata, è la “Stanza di barca d'oro” dell'artista giapponese Hidetoshi Nagasawa, camera ipogea chiusa per cento anni, per volontà dell'artista. Le altre opere oggetto del restauro sono “Energia mediterranea” di Antonio Di Palma, a Motta d'Affermo, il “Labirinto di Arianna”di Italo Lanfredini, a Castel di Lucio, “Arethusa”, pareti in ceramica della caserma dei Carabinieri di Castel di Lucio, opera di Piero Dorazio e Graziano Marini. “Piramide – 38º parallelo”dello scultore Mauro Staccioli, realizzata da pochi anni, è l’unica scultura a non aver bisogno di restauro, ma solo della sistemazione degli spazi attorno
(Paola Nicita)

mercoledì 17 giugno 2015

troppi suicidi e troppa violenza ... è questa la generazione bruciata?


Mi chiedo se si può morire a vent’anni per un incidente di percorso in una relazione amorosa, per una relazione che non è quella desiderata, voluta, cresciuta e sognata, da una giovane ragazza. La risposta unica possibile è: NO. Ma cosa arma, nell’assoluto vuoto di Famiglia, società e scuola la mano dell’assassino, incapace di uno scrupolo di coscienza? Quale è il male oscuro che depriva del bene più sacro una giovane donna? Il maschilismo? No, questa è delinquenza allo stato puro, che nasce da una società malata di narcisismo e di superficialità. Niente ha più un valore, nemmeno la vita. È questo sistema di bugie e di immagini che si sovrappongono a una cultura costruttiva e la disintegrano lasciando solo un fondo di cinismo e di egotismo che porta i giovani a non sapere più quale è il vero valore delle cose che ci circondano. Il Mondo intorno a noi è solo un degradante spettacolo di ignominiose e abusive violazioni del contratto sociale che ci lega e ci fa comunità. Ognuno di noi è solo con la sua vanità. I giovani sono lasciati allo stato brado ad annoiarsi senza prospettive in un gorgo di magliette griffate e droga, di soldi spesi inutilmente, elargiti da genitori che non sanno dare un valore e un argine alle richieste dei loro ragazzi. Altresì, dare un criterio di saggezza comune a questi ragazzi che hanno paura di se stessi e che sono tanto più pericolosi quanto più ignoranti e superficiali non è facile. Questo modello di società che sta distruggendo ogni organismo sociale crea violenza senza ritorno e, la prepotenza, cresce all’interno di questa società individualista ammalata di noia. Cresce la paura e la cultura della morte. Cresce perché è il sistema consumistico che ne propaga le velenose radici aeree. Bisogna rifondare la società su basi di non violenza e dialogo, quello che manca oggi, sostituito da folle di tifosi di qualcosa non ben definita, ma di bandiera. Non c’è confronto generazionale, si parla di rottamazione, come se le persone fossero cose numerate. Prodotti del MERCATO GLOBALE. Il Mercato Globale che distrugge ogni cultura e appiattisce tutto sul piano dell’inutile profitto e della speculazione. Chiedetevi chi è più forte in questo campo e vi risponderete: LE MAFIE.
Ugo Arioti

domenica 14 giugno 2015

"La solitudine dei ragazzi del '92 saltati tutti in aria"


Giuseppe Schillaci: "La solitudine dei ragazzi del '92 saltati tutti in aria"

Ne "L'età definitiva" l'autore analizza il peso delle stragi di mafia: "Come se un nostro gemello fosse rimasto tra quelle macerie"

di ELEONORA LOMBARDO   ( da repubblica.it - Palermo)

E' cresciuto a Brancaccio e di quella periferia cittadina fatta di identità territoriali, della bellezza sfacciata del castello di Maredolce e delle sue superfetazioni edilizie, del ponte dell'Ammiraglio sui resti stanchi e paludosi del fiume Oreto, ha fatto le linee guida della sua poetica per raccontare Palermo e la generazione " colpevole". Oggi vive a Parigi, è regista di documentari, pronto al debutto con il primo lungometraggio "di finzione" ed è al suo secondo romanzo.

Dopo "L'anno delle ceneri", mitopoiesi della Palermo all'inizio del Novecento, Giuseppe Schillaci torna in libreria con "L'età definitiva", edito da Liberaria, racconto della deflagrazione generazionale nel 1992. Domandandogli cosa ne pensa dei suoi concittadini della sua stessa età, Pif, Davide Enia, Alessandro D'Avenia, Corrado Fortuna che hanno affrontato nei loro lavori lo stesso tema, risponde: "Esiste sicuramente una generazione biografica che sta facendo i conti con il 1992, in quell'anno siamo saltati tutti in aria, ma non mi riconosco in nessuna comunità creativa. Usiamo dispositivi narrativi e linguaggi troppo diversi. Non mi interessa raccontare la separazione tra bene e male dopo i fatti del 1992, quello che mi appassiona come uomo è la lotta tra me e me che da quel momento si è innescata. Siamo stati e siamo, in diversa misura, tutti colpevoli".

E' per rappresentare questa dicotomia interiore che nel suo ultimo libro il protagonista ha un gemello che muore proprio nel 1992?
"Assolutamente sì, dopo il 1992 è come se tutti avessimo avuto un gemello che è rimasto in quell'anno. Ne "L'età definitiva" mi interessava mettere a fuoco la sensazione di solitudine cominciata in quel maggio e l'incapacità di stare al mondo che ne è stata conseguenza. Il libro racconta di un tempo che inizia poco prima del '92 e finisce nel 2001, che è l'anno di Genova, e c'è un'idea di tempo ciclico, di eventi che ritornano. Se nel mio primo romanzo avevo raccontato la Palermo mitica, vicina all'infanzia dei miei genitori, in questo ho voluto raccontare la mia di infanzia ".

Che infanzia è stata la sua a Palermo?
"Sono cresciuto a Settecannoli, i miei erano quella borghesia nascente che negli anni '80 ha preso casa nei palazzoni di Corso dei Mille. Si faceva tutto a piedi e si giocava per strada. Noi eravamo " quelli dei palazzi", eravamo "i buoni", e ce la dovevamo vedere con "quelli delle case basse", che rappresentavano "i cattivi". Poche possibilità di commistione, anche se nel nostro gruppo ricordo che entrò uno delle case basse. Noi eravamo i figli della classe media emergente, loro della bassa manovalanza della mafia. Le esplorazioni giravano intorno a Maredolce, "il castello occupato", luogo di fascino perturbante, perché si capiva che era totalmente illecito. Al liceo poi sono andato al Don Bosco, in via Libertà. Arrivarci era un viaggio, ma proprio arrivando lì dalla periferia ti era subito chiaro che tutta Palermo era periferia. Io ero sempre l'espressione della classe media, solo in questo caso mescolato ai figli dei mafiosi "di alto bordo"".

Quando ha deciso di andare via da Palermo?
"Sarei voluto andare via già finito il liceo, ma per una questione economica ho aspettato ancora due anni e a 20 sono andato a finire l'università a Bologna. Ero iscritto in Scienze della Comunicazione, appassionato di semiotica, e allora Bologna era il massimo. Credo che la mia generazione sia l'ultima cresciuta con il valore dell'istruzione, espressione edonista della cultura, quella di studiare per scegliere il lavoro che ti piace"

In cosa era diversa per un universitario Bologna da Palermo?
"A Bologna al bar si parlava di politica, di cosa si poteva fare e non fare, di come collettivamente si poteva cercare un'azione comune. C'era una cultura civica, i problemi non erano mai espressi con un sotteso sentimento del "tiriamo a campare" che spesso avevo anche io avallato a Palermo ".

Quando ha capito che la sua strada sarebbe stata prima il cinema e poi la narrativa?
"Ho cominciato scrivendo racconti, proprio raccontando quell'andare al massacro a Genova, la disgregazione dell'amalgama di intenti che avevamo costruito. Poi mi sono trasferito a Roma e ho lavorato come assistente alla regia. Ho cominciato a fare tutti i set che arrivavano a Palermo, Wenders, Turturro, "Il dolce e l'amaro" di Porporati. E poi ho scritto "L'anno delle ceneri"".

"Apolitcs now" è il documentario, vincitore dell'"Italian Docs Online" nel quale racconta la campagna elettorale per le elezioni a sindaco di Palermo del 2012 vinte poi da Orlando. Qual era l'idea?
"Raccontare il grottesco, la
 confusione, non solo palermitana ma italiana. L'idea che basta darsi una spolverata e tutto torna nuovo, e la politica del miracolo sempre valida in questa città" .

E adesso?
"Sto lavorando a un film, una co-produzione Italia Francia. Si chiama "Hotel Patria" ed è girato fra la Sicilia e il sud della Francia: vorrei concludere il mio racconto sul perturbante perfettamente rappresentato dalle atmosfere palermitane ".

 

 

 

venerdì 12 giugno 2015

racconti in pillole - la ragazza della porta accanto Ugo Arioti @2003


La ragazza della porta accanto
 
Spiaggia quasi deserta, di maggio. Giornata di fuoco e mare smeraldino e luccicante, quasi piatto. Tovaglie stese per sdraiarsi sull’arenile. Maurizio ha invitato Vanessa, l’amica della porta accanto, a trascorrere la giornata al mare e poi, sottinteso, si torna a casa a mangiare e … posano la borsa e si lasciano il costume per stendersi al sole. Lui, per rompere il ghiaccio, le mostra una foto su un giornalaccio che ha portato per riscaldare il “dopo” e le chiede, per darsi un contegno da uno che è superiore a queste cose, cosa ne pensa.

-Cosa penso di un uomo che nella foto che mostra a una donna mette il suo cazzetto? Ti interessa saperlo? Capisco che per te deve essere la soluzione finale … il verbo dal quale vieni!-

- Vanessa, smettila. Volevo solo provocarti … - arrancò  Maurizio.

Lei rideva, ma teneva stretta la morsa sui suoi sensi di colpa, sui suoi tabù eretico-cattolici e sui suoi tentennamenti d’uomo. Lo irrideva e lo teneva in pugno.

-Le cose che ti immagini di me non hanno niente a che vedere con me, sono solo costruzioni tue … morbose e squallide. Io sono una donna. Tutta donna e non solo le tette o la bocca o il culo o … -

- Basta, smettila. Mi fai sentire un verme.-

La spiaggia vuota, il caldo afoso di un fine maggio tropicale incombeva sulle loro bucce umane arroventate, abbronzate e aromatizzate al caffè.

-No, non immagino, accetto qualunque cosa da te e non ho pregiudizi non chiedo niente né a te né a nessun altro vorrei solo conoscerti per quello che sei anche se fossi un assassino o uno sfigato o... – gridò da leonessa, mentre Maurizio si copriva gli occhi accecati dal sole, per cercar di seguire la “tarantata”!

- Sei solo un uomo che vuole scoparsi una bella figa e io sono quella!Ma te la devi meritare … porco!- lo ammonì, girandogli intorno per cercare il punto debole dove colpirlo.

- Appartieni a quel tipo di persone che se non parlano o fanno riferimento a se stesse, non riescono a respirare!- tentò, per rompere il cerchio, Maurizio.

 - Prova tu, a respirare bene con una trombetta in ... ti piace?! No. Ora devi solo guardare e non toccare. Solo immaginare quello che potresti …. Caro il mio coglione perbenista!-

Si tolse il reggiseno e diede  respiro a due grossi animali bianchi a pera con due chiodi carnosi e duri al centro! Eccitata e fremente si piazzò sopra di lui. Maurizio, che non aveva avuto mai problemi con le altre donne, si bloccò, paralizzato, impotente e stava per piangere.

Partirono due ceffoni che lo centrarono in viso facendo saltare tutte le sue protezioni e, infine, l’uomo uscì dal guscio e si lasciò possedere da lei.

giovedì 11 giugno 2015

Piazza Politeama cambia aspetto e sarà il passante ferroviario a disegnare un nuovo asset dei trasporti urbani ...ma in sfregio ai cittadini


È rivolta dei cittadini dopo il taglio dei ficus di piazza Castelnuovo. Residenti, associazioni, attivisti sono pronti a procedere contro l’amministrazione comunale: “Ci sentiamo traditi – dice Gabriella Pucci, ambientalista del comitato dei cittadini per Palermo più verde e più pulita – Non ci sono altre parole. Abbiamo incontrato l’assessore comunale al Verde Francesco Raimondo soltanto qualche giorno fa e non si è mai parlato di questo scempio. Ma solo delle palme da spostare altrove. Siamo pronti a presentare un esposto”. Di tradimento parla anche il Wwf: “Mi rifaccio alla dichiarazione dell’assessore Raimondo che avrebbe fatto tutto il possibile per salvare le palme – dice Pietro Ciulla, presidente del Wwf Palermo. Ma in quel caso non si è fatto alcun accenno agli altri alberi della piazza. Si era parlato di palme e abbiamo preso atto che l’assessore si era impegnato per il salvataggio e il reimpianto. Adesso ci sentiamo traditi e in un vicolo cieco. Uno a cuor leggero non può dire di bloccare i lavori, anche perché un fermo del cantiere costa tantissimo e sappiamo che c’è gente che fa il tifo per bloccare i lavori per speculare. Ma al tempo stesso ci vuole una riunione chiarificatrice con l’assessore e con l’impresa. Il committente deve conoscere alla lettera il progetto. A meno che l’impresa fa delle cose non previste e sarebbe una cosa davvero grave”.

martedì 9 giugno 2015

CONCERTO PER ORGANO E FLAUTO

Mercoledì 10 Giugno 2015 alle ore 19,30 presso la Chiesa del Sacro Cuore di Massafra assisteremo al concerto per flauto e organo “BAROCCO IN MUSICA”.
Le docenti Grazia Salvatori e Titti dell’Orco ci faranno rivivere le sonorità della musica strumentale barocca.
Il Barocco (1600 – 1700) è il periodo in cui si assiste alla stabilizzazione del sistema tonale, alla definizione del sistema equabile, all’uso del basso continuo, alla nascita dell’ensemble strumentale definito, con le sue diverse forme come la sonata e il concerto.
 
 
 
 
INVITO
 
 

lunedì 8 giugno 2015

Morto Giuseppe Casarrubea, lo storico di Giuliano che svelò gli intrighi di Stato


Riportiamo da "Repubblica" una notizia che ci ha colto di sorpresa. L'amico degli uomini liberi, un sincero e limpido democratico che ha speso la sua vita per spiegare le stragi di Stato in Sicilia perpetrate contro la camera del lavoro e i lavoratori è morto a soli 69 anni, ci uniamo al dolore della Famiglia e di tutti i cittadini di Partinico
Ugo Arioti
 
Morto Giuseppe Casarrubea, lo storico di Giuliano che svelò gli intrighi di Stato
La sua ricostruzione della strage di Portella della Ginestra gli costò un processo, nel quale venne assolto.

E' morto a 69 anni lo storico Giuseppe Casarrubea, studioso di Salvatore Giuliano su cui ha pubblicato diverse opere. Uno dei suoi libri più importanti, 'Portella della Ginestra. Microstoria di una strage di Stato' fu oggetto di un processo, intentato all'autore dal generale dei carabinieri Roberto Giallombardo. Nella sentenza del processo Giallombardo-Casarrubea venne dichiarata la validità della sua ricerca storiografica. Dopo aver scritto per Sellerio "Intellettuali e potere in Sicilia" (1983), come ricercatore storico Casarrubea pubblicò il saggio "Portella della Ginestra. Microstoria di una strage di Stato" (Franco Angeli, 1997, giunto alla terza edizione), offrendo un'analisi scientifica e penetrante (con dati inediti) della perversa dialettica che venne a stabilirsi dopo la strage del 1° maggio 1947 tra potere politico-mafioso e banditismo, apparati dello Stato e criminali incalliti, tutti interessati, in vario modo e con vari scopi, a bloccare l'avanzata delle forze progressiste in Italia, e quel processo di riforme che puntava alla rottura del sistema feudale e del blocco agrario che lo sorreggeva.

Per l'editore Bompiani Casarrubea ha pubblicato "Storia segreta della Sicilia" (2005) e con Mario J. Cereghino "Tango Connection" (2007). Era il presidente dell'associazione "Non solo Portella" e dirigeva a Partinico (Palermo) l'Archivio "G. Casarrubea", dedicato alla memoria di suo padre, ricco di documenti angloamericani durante la seconda guerra mondiale e gli anni '50 e sui servizi segreti. Nato a Partinico il 4 marzo 1946, è stato insegnante e preside della scuola media "G.B. Grassi Privitera" a Partinico.

A parte i suoi studi di sociologia dell'educazione
 (tra di essi "L'educazione mafiosa", Sellerio, 1991; "Nella testa del serpente", La Meridiana, 1993), ha pubblicato: "I fasci contadini e le origini delle sezioni socialiste della provincia di Palermo (Flaccovio, 1978, 2 volumi); "Società e follia in Sicilia" (Casamassima, 1988) e "Gabbie strette. L'educazione in terre di mafia" (Sellerio, 1996). Ha collaborato con la rivista "Segno" e con "Repubblica".

mercoledì 3 giugno 2015

Editoriale di giugno 2015

VINCITORI E VINTI


La parola d'ordine, subito dopo la tornata elettorale, è “abbiamo vinto”. Scusate, ma non avete avuto un calo del 50% dei voti? Si calcolano le bandierine! Ah, scusate non sapevo. Quindi se non vanno a votare il 50% degli elettori, voi avete una mezza legittimazione? E no! La legittimazione e la legittima ce la prendiamo per intero, anzi occorre fare la rivalutazione ISTAT. Ah! Scusate e voi che non avete preso nemmeno un Sindaco? Voi ex democristiani mascherati da “Rinnovatori” e “Rottamatori”? <Per favore, non scocciatemi, ho il volo per Kabul!> E il suo vice? < Come, ma che dite, abbiamo vinto 10 a 2! Siamo i migliori, la gente ci ama e  ci segue... finitela con le insinuazioni, altrimenti ...> Chiedo scusa e mi ritiro! La Democrazia è una cosa bellissima! Il Popolo sovrano (ma sovrano di che) può votare e d eleggere i suoi rappresentanti. Tanto poi, le regole mica le fa e le disfà il popolo sovrano, ma il “napolitano” di turno. Capita così che uno che ha perso le “primarie”, le secondarie e le terziarie, complottando con la destra occupi il partito della sinistra e faccia, caro vecchio Duce, IL PARTITO UNICO e voglia anche un SINDACATO UNICO e un PENSIERO UNICO e la DEMOCRAZIA? Che si vada a fottere. Così vince sempre la CASTA e vinto è sempre quel POPOLO SOVRANO scritto, forse per errore, nella COSTITUZIONE ITALIANA.
Meditate gente, meditate! Ma fatelo prima che sia troppo tardi....

Ugo Arioti