giovedì 21 settembre 2017

COMUNICAZIONE AI NOSTRI LETTORI


IL BLOG, per ferie dei volontari redattori , sarà "fermo" dal 22 settembre al 22 ottobre 2017. UN SALUTO E UN ARRIVEDERCI ALLA FINE DI OTTOBRE, prima delle elezioni regionali siciliane.

mercoledì 20 settembre 2017

Barbarella - racconti in pillole U.A.

Barbarella


Barbarella, così la sentivano chiamare in paese, la bionda vamp, che odiava con una vena di sincero e schietto razzismo, gli omnivori esseri umani, scoppiò, per l'ennesima volta durante una festa per il patrono e per la pancia dei suoi assistiti, in una delle sue boutade animaliste-integraliste. Salì sul palco,...rubò il microfono al presentatore: - Diciamo la verità, vogliamo dirla la verità? Allora, a me piace gli animali. Minchia se mi piaceno!, pero come ci sono essere umani che gli partono i cottolenghi e i lembo e... impazziscono e uccidono chi e vicino, ce anche l'animale che impazzisce ..siamo tutti uguali perciò se l'uomo ammazza una persona è da sterminarlo?!, stessa cosa se un cane impazzisce, può sbranare una persona e purtroppo ce ...lo so anche io, ho quattro cani! Belli i miei cani e li accarezzo con le gambe e con le mani, però stanno fuori, e non lo tocco mentre mangia o scopa e non lo lascio un bimbo piccolo perché, lo sappiamo tutti, i bimbi di un anno non capiscono un cazzo e possono girarci le orecchie e la coda... poi, anche magari succede... se il cane non ha nulla si fa subire, ma, cazzo, se in quel momento ha qualcosa lui....cazzo! Pensa male e azzanna...avete capito. E polizia che fa, spara al cane....poi se lo mangiano, no lo buttano nel cassonetto, bastardi...bastardi...siete dei bastardi...erano i miei cani....- urlò, prima di stramazzare al suolo, completamente “fatta” d'alcool. La portarono in ospedale e la sedarono, poi le fecero una lavanda gastrica per farle smaltire la sbornia e riportarla in condizioni decenti di vita. Domani, un'altra alba sorgerà.


Ugo Arioti

giovedì 14 settembre 2017

L’etica animale tra ragione e sentimento appunti


L'etica animale nasce, come concetto e motivo di studio negli anni '70. Richard Rhyder, a Oxford, usò per primo, in senso negativo, questo termine, parlando di persone che seguivano i modi e la cultura animale. Si trattava di una forma di razzismo. Poi, cominciò un vero e proprio studio dell'etica animale e del comportamento....analogo degli esseri umani.

Per Singer l’uguaglianza morale non deve dipendere dall’uguaglianza fattuale e pertanto gli animali devono essere liberati dalle catene dello sfruttamento così come lo furono gli schiavi. I filosofi Tom Regan e Gary Francione declinano l’uguaglianza tra umani e altri animali in maniera ancora più netta, tanto che a loro parere la ragione prescrive una radicale trasformazione del comportamento umano, a partire dall’alimentazione.

Proprio contro questa prevalenza della ragione si è però sviluppata una corrente di teorici dell’etica animale, tra cui l’italiano Simone Pollo (Umani e animali: questioni di etica, Carrocci) e l’inglese Mary Midgley, che accusano di razionalismo i teorici della Liberazione animale, riprendendo la riflessione sentimentalista tipica dell’Illuminismo scozzese. Per questi autori, che pur marcano la necessità di una riflessione morale sul rapporto tra umani e animali, le emozioni, i desideri, i sentimenti sono altrettanto se non più importanti. E mentre la ragione tende all’uguaglianza, il sentimento crea differenze: i nostri figli non hanno la stessa importanza dei figli degli altri. Le preferenze sentimentali hanno radicate basi biologiche, tanto è vero che anche gli altri animali sociali favoriscono i propri figli come la propria specie. Per questo motivo ragionare astrattamente senza tenere conto dei sentimenti per i propri conspecifici è, secondo Pollo, inadeguato per non dire disumano.

mercoledì 13 settembre 2017

Ars, gli onorevoli senza rossore Uno schiaffo in faccia ai siciliani

Potrebbe sembrare demagogia spicciola, però non lo è affatto in una terra affamata di lavoro e con i giovani che emigrano a frotte. Non lo è in una regione in cui il 50% degli elettori non va più a votare nemmeno se li preghi in ginocchio. Non lo è lì dove vige la regola devastante che se un rappresentante del popolo fa bene o male è uguale, tanto viene rieletto comunque.

Mi spiego, facendo un ragionamento terra terra. Che cosa accadrebbe se un dipendente pubblico o privato non andasse ripetutamente al lavoro? Nulla se in congedo ritualmente autorizzato o in malattia debitamente documentata (con trattenute sullo stipendio o sul salario). Esaurite le ferie e in buona salute, deve andare a faticare con il sudore della fronte, di biblica memoria, sennò è assente ingiustificato con pesanti conseguenze economiche e giuridiche, addirittura il possibile licenziamento.

Tutto ciò non succede nel parlamento più antico del mondo, l'Assemblea Regionale Siciliana, che dati alla mano non è solo assai antico ma pure assai improduttivo, da molto tempo infatti non approva una legge. Per carità, spesso quando l'ha fatto ha combinato veri e propri strafalcioni con riforme pasticciate, abortite e con provvedimenti legislativi sovente impugnati (prima dal Commissario dello Stato adesso da Palazzo Chigi), però almeno stavano lì a discutere e votare.

Al di là delle stucchevoli, e ormai inutili, disquisizioni sulla reale composizione e consistenza della maggioranza e sui balletti di responsabilità tra maggioranza e opposizioni, ultimamente Sala d'Ercole ha offerto uno scenario surreale con il presidente dell'Ars, Giovanni Ardizzone, assiso sconsolato sull'alto seggio a ripetere di sentirsi ostaggio degli assenti e a implorare la presenza dei deputati regionali, esternando il suo avvilimento a un'aula a ranghi ridottissimi.

Ma dei signori onorevoli senza rossore in faccia non c'è traccia, assolutamente sordi ad ogni appello, tranquilli in altre faccende affaccendati perché tanto dalle loro tasche non cadrà un euro, o pochi spiccioli, mantenendo intatte le laute indennità di cui godono, senza alcuna conseguenza giuridica - per esempio la decadenza - per l'ostinata e perdurante latitanza. No, lo ribadiamo, non è demagogia spicciola affermare che si tratta di un vero schiaffo a chi non si può permettere siffatta sfrontata "elasticità" in ufficio, a scuola, in negozio, in fabbrica, in cantiere, a chi non ha un'occupazione e a chi avendola arriva bocconi alla terza settimana del mese.

No, non è demagogia, è un richiamo a un minimo senso del pudore verso gli elettori e di rispetto della carica pubblica ricoperta. Rimane inteso che all'improvviso potremmo assistere a qualche seduta d'aula affollata con scorrerie da una norma e all'altra per inserire emendamenti vari a scopi eminentemente elettorali, squallori crepuscolari cui siamo abituati.

In un Paese normale quasi nessuno di costoro sarebbe riconfermato, spediti a casa senza complimenti. Da noi non è così e non per colpa dei marziani ma nostra. In buona parte, al netto della riduzione dei seggi da 90 a 70, li rivedremo comodamente alloggiati nei Palazzi del potere siciliano pronti a comportarsi, nei prossimi cinque anni, esattamente allo stesso modo. Forse qualche riflessione, prima di entrare nella cabina elettorale il 5 novembre prossimo, la dovremmo finalmente maturare. Lamentarsi dopo sarebbe troppo tardi... demagogico.
Pippo Russo

martedì 5 settembre 2017

Scoperte a Creta impronte di forma umana risalenti a 5,7 milioni di anni fa

Simili a quelle dell'uomo moderno in un periodo in cui, si pensava, che gli 'ominini' fossero isolati in Africa con piedi ancora da scimmie. Una scoperta che potrebbe mettere in discussione il racconto sull'evoluzione dei nostri antenati


QUALCUNO camminò su una spiaggia di quella che è ora l'isola greca di Creta, 5,7 milioni di anni fa, e le sue impronte si sono miracolosamente conservate come orme fossili, giungendo fino a noi. Ma qualcosa non quadra sia nella loro forma (troppo simile a quella dell'uomo moderno) e nel luogo in cui sono state lasciate. Insomma si tratta delle orme sbagliate nel momento e nel posto sbagliato. La scoperta fatta da un professore dell'Istituto geologico della Polonia, Gerard D. Gierlinski, potrebbe minare alcuni capisaldi dell'evoluzione della nostra specie.

Troppo simili a un piede umano. Cinque dita e un calcagno, è bastato questo a far trasecolare il paleontologo polacco e il suo collega Grzegorz Niedzwiedzki, seconda firma dello studio, pubblicato su Proceedings of the Geologists' Association. Le orme rinvenute vicino alla località di Trachilos, nella zona occidentale dell'isola, sembrano più recenti di qualsiasi altra specie vissuta nello stesso periodo e anche molto dopo.

 Addirittura "l'Ardipithecus ramidus, 4,4 milioni di anni fa, ritrovato in Etiopia, il più lontano degli ominini (sottofamiglia degli ominidi) conosciuti grazie a fossili abbastanza completi, ha un piede simile a quello di una scimmia", scrivono i ricercatori. Cioè con quattro dita e un alluce che sporge verso l'esterno. Le orme ritrovate a Creta sembrano quindi essere molto più in avanti nell'evoluzione anche se più antiche di un milione e 300.000 anni. Un'anomalia per la quale gli studiosi non hanno spiegazione.

Le origini dell'uomo in Africa. Quello che sappiamo finora della storia della nostra specie colloca i nostri antenati, gli ominini, solo in Africa almeno fino a 1,8 milioni di anni fa. Non si avevano tracce di fossili prima di questo periodo nel continente europeo. Eppure questo individuo dall'andatura bipede si è fatto una passeggiata lì dove non ce lo saremmo mai aspettato.

All'epoca Creta era unita al continente, ma lo scenario era ancora più diverso. Le tracce di alghe trovate sopra e sotto queste orme hanno infatti permesso di datarle con buona approssimazione. Questo esemplare sarebbe vissuto nel pieno del cosiddetto “evento del Messiniano” o “crisi di salinità del Messiniano”. Avvenne tra i sei e 5,4 milioni di anni fa quando lo stretto di Gibilterra si chiuse e la maggior parte del Mediterraneo evaporò, sparendo. Questo potrebbe spiegare una possibile 'migrazione'. Ma che dire della loro forma?

Le più antiche orme simili alle nostre sono state ritrovate a Laetoli, in Tanzania, e furono lasciate circa 3,7 milioni di anni fa da Australopitechi. E fino ad almeno un paio di milioni di anni dopo, si pensava, gli ominini non avrebbero mai lasciato l'Africa.

Ma proprio quest'anno un altro gruppo di ricercatori ha ipotizzato che frammenti di mandibola e denti ritrovati in Grecia e in Bulgaria, vecchi di 7,2 milioni di anni, appartenuti a dei primati, fossero da attribuire proprio a degli ominini. Questi elementi insieme potrebbero mettere in discussione buona parte del racconto dell'evoluzione dei nostri antenati, che potrebbero essersi allontanati dall'Africa molto prima di quanto pensassimo. E introduce un altro mistero, le orme di Trachilos sono forse la testimonianza che un'altra linea evolutiva si sia sviluppata lontana dall'Africa?

domenica 3 settembre 2017

Settembre, andiamo è tempo di "migranti"....EDITORIALE DI SETTEMBRE 2017

Potremmo prendere in prestito le parole del vate per scattare una fotografia della politica di Palazzo a Roma. L'ascesa di Minniti, un compagno duro, marca Stalin, cresciuto tra forze armate e sottosegretariati strategici, oggi è allo scoperto; e già qualcuno, all'interno del suo partito comincia a far scongiuri, per non dir altro!
E Renzie, lui preferisce far l'autore di libri scritti da altri che lui si intesta, asino, per far capire, come diciamo noi a Palermo, che il pidocchio ha la tosse. Un colpo alla botte e uno al cerchio: il polo del buon senso, come il polo del buon formaggio! un DOP, insomma!?...
In Sicilia, intanto, la sinistra ufficiale quella, per intenderci, della scuderia PD, sbanda vistosamente a destra inseguendo i voticini di Angelino Alfano che, come una prostituta di Palazzo, si fa desiderare...(attento all'elastico!)...mentre, la SINISTRA va in due tronchi verso la sconfitta, mettendo un nome, FAVA, che più che rassicurare sulle doti di politico e di capopopolo del figlio, risplende solo per la luce che ancora emette la stella fulgida del Padre, morto per mano della MAFIA e dello Stato Italiano di Roma con la complicità di ambienti dell'apparato regionale.
Poi, con una faccia di bronzo ragguardevole, c'è Crocetta, l'inutile idiota che ha distrutto quel che di buono era sopravvissuto alle ruberie e ai disastri di Cuffaro and Company, che vuole essere il campione dei siciliani. Il Presiniente Crocchetta, commissariato dallo sbirro Baccei, devastatore di bilanci, insieme hanno svenduto per niente i crediti della Regione a Roma e hanno finito, a colpi di scure, la macchina amministrativa regionale, al vertice della quale sono rimasti ladri, magnacci e ignoranti, ma CLIENTI e PARENTI!
I 5 Stelle, allora, non hanno nemmeno bisogno di far campagna elettorale, mi pare.
La destra? il fascista Musumeci, ex presidente della Provincia di Catania e, Dio ce ne liberi, l'unica faccia pulita, dicono, insieme alla Galla, uno che di danno, come Rettore ne ha fatti all'Università, e un altro amico, di Catanesi illustri compratori di voti, Armao, un nome un marchio una garanzia, si aggirano per i corridoi di Palazzo dei Normanni per cercare di rubare più poltrone possibili. Contento il cavaliere contenti tutti, anche Miccichè, che all'università i suoi compagni avevano il vezzo di chiamare: "Sotto i riccioli niente"!
Ecco, questo è il laboratorio politico per le elezioni legislative nazionali del 2018, dove Gentiloni, pretenderà, da buon cane da guardia, un posticino al sole per lui e la sua famigliola. Che pena!
Meditate gente, meditate!
Ugo Arioti
 

mercoledì 30 agosto 2017

La forza di amare racconti dell'iperspazio internettiano

Dopo la Messa sono stati così gentili da invitarmi a cena, e ho accettato con piacere. Dopo mangiato Benito ha ringraziato la moglie per i 50 anni trascorsi insieme, dicendole scherzando che se fosse stato al posto suo lo avrebbe lasciato subito. Acacia, piangendo, ha ringraziato per essere riuscita a far sì che la sua famiglia fosse sempre vicina a Dio, e per i suoi sforzi per non far mancare mai nulla a nessuno. Era sicuramente una coppia esemplare, e durante il valzer sembravano due piccioncini innamorati.
Visto che non ballo sono rimasto a chiacchierare con le figlie, che mi hanno raccontato che la persona religiosa e vicina a Dio è lui, ma quella che dà gioia in casa è sempre lei. Stavamo parlando quando tutti hanno iniziato a gridare.
All’inizio non ho capito bene cosa stesse succedendo, finché non ho sentito: “Portate il sacerdote!” Mi sono avvicinato e ho visto il signor Benito a terra. Aveva appena avuto un infarto e stringeva forte la mano della moglie.
Gli ho dato rapidamente l’estrema unzione, e lui ha abbracciato la moglie e le ha detto: “Ti amo molto, sei stato il dono più grande di mio Padre Dio”. E in quel momento è morto.
Non riuscivo a crederci. Benito era appena morto tra le braccia della moglie proprio nel giorno del loro 50° anniversario di matrimonio, accompagnato dai 7 figli, i 27 nipoti, i 4 bisnipoti e tante persone che gli volevano bene.
Ancora con il marito tra le braccia, la signora Acacia gli ha sussurrato: “Ti ho sempre detto che dovevamo morire felici, e guarda, sei morto ballando, e ballando con me”.
 

mercoledì 23 agosto 2017

Racconti in pillole: Une cigarette fumèe di Ugo Arioti






Adolfo Buzzuè, il mio amico etiope, amava sproloquiare all’inizio e durante le nostre conversazioni assembleari di comitiva! Lo faceva, senza occuparsi mai del contenuto dei suoi dialoghi.  Era un brav’uomo, ma la sua principale occupazione, il contrabbandiere di bionde, lo portava a riferire sempre e comunque tutta la sua vita ad una infrastruttura del sub pensiero umano, che si materializzava solo in forma prismica (pacchetto da 20 unità) o cilindrica (l’unità): sigarette! Bacco e Tabacco,… !!!
- Ma quando apro la scatola magica,... e dispongo il mio cartone sul marciapiede io sento che la mia vita è una continua iniziazione al fumo! E’ in una sigaretta che si consuma, comincia e finisce, passando dal presente al passato, c'è tutto, senza che questo sia un tempo vano.... vano...invano! - 
Un vero filosofo del tubetto cilindrico di carta sottilissima riempito di tabacco trinciato. 
- L'unico rammarico, lo sai?, - esordì un pomeriggio - è che tutto va in fumo. E anche noi finiamo così ….. -
Lo disse, per sorprendere tutti noi, i suoi amici e qualche passante, fintamente interessati.
Ditemi: Chi vuol sentirsi dire che la vita è solo una fumata di sigaretta, une cigarette fumèe? Chi?

lunedì 21 agosto 2017

PALERMO E IL SUO CONTESTO ECOCULTURALE parte I^



Parte prima

Palermo nasce e cresce, come città,  in un contesto multietnica e antirazziale. Le spinte del Potere ufficiale a fare scoppiare guerre tra poveri, non hanno mai costituito un precedente razzista in una città, che vive all’ombra del suo genio e del Monte Pellegrino, la casa di Dio, abitata dalla Santuzza che protegge le anime. 
E, in questo dualismo tra cielo e terra, tra spirito e materia vive il sogno urbano speciale di una capitale, assolutamente non provinciale del Mondo Classico. Palermo, un luogo in cui convivono la preziosità arabesca e normanna, il gusto barocco e liberty dei monumenti, palazzi e teatri, ma anche dei giardini e dei mercati.  L'influenza del passato multietnico di Palermo è visibile nella Cattedrale, maestoso edificio iniziato nel XII sec. e più volte rimaneggiato, arricchito da una cupola settecentesca e un campanile medievale.
Palermo, città del primo Parlamento europeo moderno, Palazzo delle Aquile, anche questo vegliato con attenzione dalla Santuzza, non è seconda a nessun’altra città euro-asiatica per movimento culturale e per l’Arte anche in epoca moderna.
Basile costruisce uno dei più grandi teatri europei, Il Massimo, e gli antagonisti ne fanno un altro, altrettanto grande e monumentale: Il Politeama Garibaldi. Palermo, una delle poche città, ad avere due teatri dell’Opera!
Intorno un tessuto ancora vivo di vie e mercati popolari di matrice greco-araba ed ebrea, dove può godersi la vivacità dei mercanti, come la Vuccirìa o Ballarò. L'antica città ha intrattenimenti per tutti i gusti.
U.A.

domenica 6 agosto 2017

la mafia del fuoco e l'inezia della Regione e dello Stato


Sono 47 gli incendi divampati oggi in Sicilia. Le zone maggiormente colpite sono le province di Enna e Palermo. Sono tutti dolosi e provocati da chi vuole tenere il controllo dei pascoli o del territorio con la violenza. Si chiama: MAFIA. Ma contro questa delinquenza organizzata cosa c'è? Niente, anzi, un apparato di "forestali" conniventi con le organizzazioni delinquenziali (non facciamo d'ogni erba un fascio, ma anche quelli che non parlano per non disturbare i traffici dei loro colleghi delinquenti, per noi, sono conniventi). C'è una disorganizzazione totale e, a nostro avviso, organizzata, del corpo forestale siciliano che ormai è obeso. Manca il controllo sui luoghi e le normali operazioni di manutenzione dei boschi. Infine manca una legge che condanna all'ergastolo i fuochisti e i loro complici e mandanti, considerati, ancora oggi ipocritamente, "malati". 
U.A.

martedì 1 agosto 2017

Editoriale del primo agosto 2017

Buon "forno"! Il caldo opprime le menti dei politici, degli industriali, dei comuni martali e degli illustri sconosciuti! In un Mondo che si fa sempre più globalizzato, e marcato da esili striscie di torta campanilistica: provinciale!, avanza il degrado morale e l'arroganza becera e sordida degli speculatori della morte: i venditori di armi. Il terrorismo? Appare e scompare a secondo dei sommovimenti e delle scelte di scenario della troupe capitalistica della Banca Mondiale. Le democrazie, allora? Perchè?, esistono ancora? Ho un vago ricordo di Pericle, Athene e città Stato, ma non vedo intorno a me vere democrazie, dove il voto, proporzionalmente ripartito, ha un suo valore inappellabile. Il Governo, sia esso quello di una superpotenza, o come per l'Italia, di un vassallato, cambia e scambia il verdetto popolare a suo piacimento ed, oggi, è anche in grado di determinare la vittoria di un candidato, piuttosto che un altro. Vi meravigliate? E come spiegate che in Italia, abbiamo ancora oggi, nonostante un referendum popolare che lo aveva abolito, il contributo ai partiti politici e l'ultima legislatura, assolutamente abusiva, che si trascina ancora, viscidamente, verso la sua fine "naturale"? Un presidente eletto, incostituzionalmente, per un secondo mandato e un parlamento esonerato da decisioni importanti e vitali ....Stiamo scherzando? Parlano di riavvicinare la gente alle urne, che tutti devono votare, ma chi e che cosa? La Casta politica sempre più privilegiata e puttana di tutto il Mondo conosciuto dagli uomini? Non vedo luce, oltre il tunnel! Meditate gente, meditate....
U.A.

giovedì 27 luglio 2017

I grandi dilemmi etici della vita: «Non è vita, liberate la mia Elisa»

Cosa è che fa dire a un genitore "staccate la spina a mia figlia"? Come si può definire un etica della vita capace di arrivare al rispetto della morte di ognuno di noi senza accanimenti terapeutici?, e, di contro, come si può dire di smettere lo stato di coma e lasciar andar via una vita, sapendo che qualcuna di queste esperienze è durata molto a lungo e, infine, si è arrivati alla "rinascita" del paziente? Sono interrogativi e dubbi che ci portiamo dentro fin dalla nascita del pensiero e dell'etica. Noi, come A.C. abbiamo seguito la vicenda di Eluana Englaro e di suo padre. Oggi siamo, ancora, di fronte a un Nuovo «caso Eluana» a Mestre.

Ugo Arioti

Per dovere di coronaca, dobbiamo dire che qui riportiamo l'articolo apparso in questi giorni sul corriere.it , lo facciamo per aprire una interlocuzione e un dibattito.

«Mia figlia in stato vegetativo da 12 anni, ora la legge deve cambiare»

MESTRE Hanno in comune il nome, Giuseppe, e una storia drammatica di quelle «incomprensibili se non si vive in prima persona la situazione». Lo ha urlato per anni il padre di Eluana Englaro, Giuseppe, e oggi lo dice, pacatamente, un altro Giuseppe, di cognome P., che gli amici chiamano Pino, ha 70 anni e vive a Mestre. Sua figlia Elisa, oggi, è una donna di 46 anni ma negli ultimi dodici non ha vissuto una vita normale, non ha mai potuto lavorare, non si è sposata – se mai l’avesse voluto – né ha avuto figli: da quando ha 35 anni si trova in uno stato vegetativo persistente, ossia irreversibile, ed è tenuta in vita, presso l’Antica Scuola Santa Maria dei Battuti di Mestre, con un sondino che l’alimenta e una cannula che le permette di respirare.
«Sono quasi dodici anni che è così, la sua condizione è stata conclamata tre anni dopo l’incidente. Non è più vita, è sofferenza, è il nulla: lo Stato deve fare qualcosa per liberare queste persone». Era il 2006 quand’è iniziato tutto. Era mezzanotte ed Elisa stava tornando a casa da Padova con il suo ragazzo, lui era alla guida (per il dolore, qualche mese dopo si è suicidato) e un colpo di sonno è stato fatale: l’auto si è schiantata su un guardrail, l’allora trentacinquenne ha sbattuto la testa e la sua scatola cranica è finita in mille pezzi. L’intervento dei medici è stato immediato ma c’era poco da fare, la donna aveva perso parti di cervello e calotta.
Per sua figlia non c’è alcuna speranza? «No, nessuna. Vede, ci si abitua al dolore, lo si riesce a sopportare ma le persone che sono nella situazione di Elisa possono solo stare male. Che ci sia un giornata di sole o di pioggia, che nevichi, che sia notte o giorno, loro non lo vedono, non sanno nulla. Mia figlia è a letto, e come lei ci sono tantissime persone, è sempre narcotizzata: è terribile. Non lo auguro a nessuno ma se non si provano queste situazioni, se non le si vivono, non se ne comprende il dramma».
In famiglia avevate mai parlato di cosa avrebbe voluto Elisa in caso di grave incidente o malattia? «Adesso si parla di testamento biologico, all’epoca non se ne discuteva. Non era argomento di conversazione. Ma chiunque, se vedesse la situazione, non vorrebbe che proseguisse, vorrebbe che finisse questa condizione. Purtroppo anche se oggi si affronta il tema del fine vita e c’è una legge in discussione, si parla sempre e solo di persone coscienti. Elisa e le altre undici come lei che soffrono nel Veneziano non possono dirci cosa vorrebbero, io sono il suo amministratore di sostegno e c’è un giudice tutelare per ogni decisione».
Lei cosa vorrebbe? Che fosse lasciata morire? «Vorrei che venisse fatta una legge, che ci fosse comprensione per queste condizioni matiche, che non sono vita. Ma guardi come fu attaccato Englaro. Io non voglio farne una battaglia personale, non è mia figlia il problema, è altro. La signora con cui è in stanza Elisa ha 68 anni ed è così da 17. Di recente Elisa ha avuto una broncopolmonite e l’hanno trasferita e curata per tre settimane al Policlinico San Marco ma Elisa non è questo. Mia figlia era bella, arguta, piacevole. Spiegare con le parole non basta, bisogna vedere per capire perché parlo così».
Si è rivolto a qualcuno per capire cosa potrebbe fare? «Sì, sono andato a Udine allo studio legale che seguì il caso Englaro».
Che le ha detto? «Di portare a casa Elisa, che avrebbe potuto mettermi in contatto con la clinica che si occupò di Eluana. L’avvocato mi ha spiegato che dopo la morte di Englaro le norme sono state irrigidite e, ora, alimentazione e idratazione non sono più considerate accanimento terapeutico. Lui, ci fossero anche pochissime chance, mi aiuterebbe, porterebbe il caso in tribunale. Purtroppo, nella nostra situazione, la causa non tiene e appunto mi ha suggerito di portala a casa».
Lo farà? «No, non voglio. A parte che dovrei attrezzare una stanza. Ma non è questo il nodo, per fortuna non mi mancano i soldi e già supporto economicamente, ci sono le badanti che mi aiutano ad occuparmi di mia figlia. La questione è comunque un’altra».
Cioè? «Vorrei che non si dovesse arrivare a soluzioni estreme. Sono stato contattato dall’associazione Luca Coscioni ma ritengo che non sia giusto dover arrivare a rivolgersi ad un’associazione o a ricorrere a scorciatoie. Se portassi Elisa a casa, con il consenso del giudice... Beh, tutti sanno cosa succede quando un paziente nelle condizioni di mia figlia viene portato a casa. E tutti fanno finta di non sapere, le pare giusto? Il problema di chi si trova in stato vegetativo non viene mai affrontato. Mai. Nemmeno oggi che il dibattito sul testamento biologico è aperto. Io sono una formica in questa vicenda. E come me, ma soprattutto come Elisa, ci sono tante persone: deve esserci un intervento dello Stato».
I medici che le dicono? «Se parlo del problema, mi danno ragione. E basta. Non dicono altro, se non: ha ragione ».

lunedì 24 luglio 2017

L'ultimo segreto della Luna: "Il suo interno è ricco di acqua"

Si nasconderebbe in perline di vetro formatesi in antiche eruzioni vulcaniche. Se confermata, la scoperta pubblicata su Nature Geoscience rivoluzionerà i progetti di colonizzazione del satellite della Terra. E costringerà a rivedere le teorie sulla sua formazione

 ROMA - Sulla Luna c'è molta più acqua del previsto. Anche se, stando all'ultima ricerca si nasconde nel sottosuolo, anzi in ciò che resta di antiche eruzioni vulcaniche. Lo sostiene uno studio pubblicato dalla rivista Nature Geoscience che ha analizzato i dati relativi ai depositi vulcanici della Luna: secondo gli scienziati Shuai Li e Ralph Milliken della Brown University di Providence, negli Usa, tali depositi conterrebbero una quantità di acqua inusualmente alta, soprattutto se confrontata con il suolo circostante: "Abbiamo trovato chiari segni di questa presenza utilizzando i dati forniti dai satelliti artificiali". Secondo gli stessi scienziati queste riserve sotterranee potrebbero essere utilizzate come una risorsa molto importante in occasione di futuri progetti di esplorazione.
ROMA - Sulla Luna c'è molta più acqua del previsto. Anche se, stando all'ultima ricerca si nasconde nel sottosuolo, anzi in ciò che resta di antiche eruzioni vulcaniche. Lo sostiene uno studio pubblicato dalla rivista Nature Geoscience che ha analizzato i dati relativi ai depositi vulcanici della Luna: secondo gli scienziati Shuai Li e Ralph Milliken della Brown University di Providence, negli Usa, tali depositi conterrebbero una quantità di acqua inusualmente alta, soprattutto se confrontata con il suolo circostante: "Abbiamo trovato chiari segni di questa presenza utilizzando i dati forniti dai satelliti artificiali". Secondo gli stessi scienziati queste riserve sotterranee potrebbero essere utilizzate come una risorsa molto importante in occasione di futuri progetti di esplorazione.
 
 
 
L'acqua lunare sarebbe intrappolata in perline di vetro formatesi durante le eruzioni esplosive del magma proveniente dall'interno del satellite. Già durante le missioni Apollo 15 e Apollo 17 alcuni campioni lunari riportati sulla Terra avevano rivelato la presenza di tracce di acqua intrappolata all'interno. "Il dilemma" spiega Milliken "era se quei campioni fossero una eccezione o rappresentativi del suolo del nostro satellite. I nostri dati ora ci dicono che quella non era una anomalia: la parte interna della luna è davvero bagnata".

LEGGI Tracce di acqua sulla Luna, forse portata da asteroidi

La scoperta, se confermata, avrà conseguenza anche sulle teorie relative all'origine della Luna. L'ipotesi principale è che si sia formata dai detriti di una collisione spaziale tra un pianeta delle dimensioni di Marte e quella che sarebbe diventata poi la Terra. Secondo gli scienziati, una dinamica del genere avrebbe prodotto così tanto calore da impedire all'idrogeno (necessario a formare l'acqua) di fermarsi sulla neonata Luna.

"La crescente evidenza di acqua all'interno del satellite terrestre suggerisce invece che in qualche modo l'idrogeno è sopravvissuto, oppure che è arrivato sulla Luna subito dopo la sua formazione trasportato da comete o asteroidi. Ma la sua origine resta ancora un mistero" conclude Shuai Li.