lunedì 26 novembre 2012

Lettera a Rosario Crocetta: W La Rivoluzione siciliana

La rivoluzione siciliana del 1848 ebbe luogo nel gennaio( una strada a Palermo ne porta la data Via XII Gennaio)  di un anno colmo di rivoluzioni e rivolte popolari; il moto siciliano fu il primo a scoppiare, avviando quell'ondata di moti rivoluzionari che sconvolse l'Europa e che viene definita primavera dei popoli. La rivoluzione siciliana portò alla proclamazione di un "nuovo" Regno di Sicilia (anche detto Stato di Sicilia) indipendente, che sopravvisse fino al maggio del 1849. Il popolo siciliano, meglio dire chi vive in quest'isola da almeno dieci generazioni, è per principio figlio di una Terra che si trova al crocevia tra Ovest ed Est, Nord e Sud. I Fenici ne sfruttarono la posizione strategica per i loro commerci, i cartaginesi vi fondarono, come i greci, le loro colonie, provincia dell'impero romano, emirati arabi e fatimiti, poi, nel medio evo i normanni, pagani in partenza, con duecento lance, duecento cavalli, duecento spade e duecento corone di rosario, si convertono al cristianesimo e conquistarono per il papa di Roma la Sicilia dominata, allora, da tanti emirati arabi in conflitto tra  loro, fondando il Regno di Sicilia, che Guglielmo II fece il PRIMO STATO MODERNO D'EUROPA con il primo PARLAMENTO vero. Ma tutti questi popoli che sono arrivati in Sicilia e hanno costruito i loro sogni sono stati cooptati e imbastarditi dalla Madre Terra Sicilia che porta con se la voglia di riscatto e la dignità di un popolo che ha nel sangue il Mare Mediterraneo con le sue origini oceaniche e con il suo cuore ortodosso e cattolico, ebreo e musulmano, e nel Bene e nel Male è sempre grande e indica la strada. Speriamo che oggi si stia trovando quella che porta le ragioni degli onesti e del vero e sincero popolo fiero delle sue origini e del suo lignagio a realizzare una RIVOLUZIONE POSITIVA E BUONA. Il pericolo di una controrivoluzione si annida dentro le strutture baronali e corporative clientelari della Burosaurocrazia dell'apparato amministrativo che per mantenere i suoi privilegi è disposta pure a cambiare colore di pelle, come i camaleonti, per cacciare e uccidere il germe del NUOVO. Attento Rosario, attento ai veterani ai vecchi lupi navigati che ti sorridono davanti e ti calunniano dietro e creano solo regole su regole sterili e vili per mortificare ogni progresso e marciare con le loro legioni e i loro affari clientelari sopra le macerie di una Regione che potrebbe essere la più ricca d'Europa.

Con affetto Zaratustra Siculo

mercoledì 21 novembre 2012

Non lasciate soli i nostri figli che lottano per la scuola e per la democrazia- palermo 21 nov 2012

Ero ragazzo e gridavo nelle piazze e nelle strade della mia amata Palermo la nostra rabbia contro chi voleva ridurre gli studenti a un branco di bestie da ammaestrare come in un grande Circo. Il Circo del potere masso-cattolico romano. Allora, nel '68, a differenza di oggi c'era una SCUOLA PUBBLICA in grado di formare e noi volevamo che fosse gestita democraticamente dando voce a tutte le componenti che la costituiscono, non ultimi gli studenti e le loro famiglie. C'erano degli interlocutori e degli oppositori. Fu dura la battaglia per i diritti, ma eravamo uniti e convinti di dover essere noi interpreti e guide di quella lotta. Oggi sono ancora i ragazzi con le loro mani nude a incarnare la voglia di GIUSTIZIA SOCIALE e LA VOGLIA DI RIAVERE UNA SCUOLA PUBBLICA FORTE, ADEGUATA e CAPACE di FORMARE la classe dirigente di domani. Ma dove sono gli interlocutori, gli oppositori i contendenti? Dove è lo Stato? Dove sono le ISTITUZIONI DEMOCRATICHE?
Scendo da un autobus che viene fermato all'incrocio tra via Libertà e via Notarbartolo e ci sono loro: i ragazzi! WiWa loro e la loro fantasia. Bloccano l'incrocio tenendosi per mano per far presente, in maniera pacifica e senza urlare, a una cittadinanza che sa solo "sbraitare" contro il Governo a parole, ma che poi come pecoroni va alla rinfusa a cercare di aggiustare le sua situazione particolare senza curarsi di quello che sta succedendo: ciechi e ignoranti. Dovreste fare come me che sono sceso dal bus per dare la mia presenza e testimonianza a questi ragazzi che portano sulle loro fragili spalle il nostro futuro e la nostra libertà. Ma non vi accorgete che vi hanno tolto tutti i diritti in favore delle BANCHE, DELLA CURIA ROMANA e della CASTA POLITICA?? Svegliatevi e date una mano a questi nostri figli che hanno una maturità maggiore di quella di voi che nascondete la facci a e sbuffate perchè vi stanno facendo perdere tempo.
DI TEMPO NON ne e' RIMASTO NIENTE, VIVIAMO LA DITTATURA PEGGIORE CHE SI POSSA IMMAGINARE: LA DITTATURA DELLE BANCHE, DEGLI SPECULATORI E DELLE MAFIE DELINQUENZIALI E POLITICHE.
GRAZIE RAGAZZI, VI SIAMO RICONOSCENTI PER QUELLO CHE STATE FACENDO PER LA SCUOLA E PER TUTTI NOI.
Ugo Arioti

Vivere nelle cave dei Monti Nuba mentre fuori c'è la guerra


 A Hidden Hunger: Life in the Caves of the Nuba Mountains

Con questa rubrica apriamo una finestra su tutte le guerre dimenticate dal Mondo "ricco" che si occupa solo di zone strategicamente importanti per le sue SPECULAZIONI e i suoi SPRECHI, nel frattempo la Gente muore, bambini muoiono e nessuno  ne da conto. Redazione Secem

Vivere nelle cave dei Monti Nuba mentre fuori c'è la guerra
da:



For those who seek shelter in the mountains, food shortages pose as much a threat as war
Marriam Teia pointed to a bag of grain near the doorway of her home, a small inlet in the caves of the Nuba Mountains. "This is the last sack for the kids," she told Nuba Reports. When it runs out, she said, there will be nothing left. Marriam, along with an estimated 100,000 others, have fled their homes in the volatile border region of South Kordofan and sought shelter in the rocky folds of the nearby mountains.

As fighting between the Sudan People's Liberation Army-North (SPLA-N) and the Sudan Armed Forces (SAF) increases, and the Sudan government continues scorched earth tactics across South Kordofan, citizens of the region are forced out of their lands. Abandoning farms, livestock and goods, their new home offers little: foul water, no crops, and diminishing hope. Our newest video, "A Hidden Hunger: Life in the Caves of the Nuba Mountains" exposes a population on the verge of starvation.

Eighty per cent of households in the Nuba Mountains survive on one meal per day, according to an
evaluation by an independent NGO. That number is up from zero per cent just two years prior and malnourishment among children is soaring.

In September, Nuba Reports spoke to Dr. Raphael Veicht with German Emergency Doctors. He noted a spike in
severely malnourished children arriving at this clinic in the Nuba Mountains. "I haven't seen any food aid recently," he said. "There's no aid from anyone, from any UN agency or any foreign government."

NGO's working in the region say the humanitarian crisis is the direct result of broken promises from the Sudan government. The Tripartite Humanitarian Agreement, signed August 4th by the United Nations, African Union and League of Arab States, assured the release of food aid to South Kordofan. Months later, relief remains nonexistent.

Khartoum denies accusations it is withholding aid, but parties outside the government say otherwise. Amor Almagro, a spokesperson for the World Food Programme, told the Bureau of Investigative Journalism earlier this month that despite such claims, "access has not been granted for us to carry out an assessment and deliver much needed food assistance…"
Frequent bombing by the Sudan government continues to threaten civilians' safety. More than 100 bombs fell in South Kordofan in October, according to Nuba Reports journalists. Attacks on the ground are also a concern for citizens as the SAF burns villages as part of the violent campaign against areas under Sudan People's Liberation Movement-North (SPLM-N) control.

For many, the journey to
Yida refugee camp in South Sudan is a daunting choice. With over 65,000 people inhabiting a camp intended for 15,000, living conditions are poor, food stocks are low and the long walk there is dangerous.

Life in the mountains is not a solution for displaced people, however. Cave life is unsustainable, especially without land to harvest or hope for food aid. Violence surrounds the mountains but their home villages are destroyed or in too dangerous a region to which to return.

Marriam Teia told Nuba Reports that not only does she have no way to get to Yida, but it is a place she's never been before--far from her home in Tess, a village recently burned by the SAF. "I don't know where to put my heart," she said. "I'm in the middle. I want to go home."

Additional interview footage for Marriam Teia provided by Chris Kelly

Traduzione veloce:

Cercare rifugio in montagna,dove c’è scarsità di cibo oltre alla guerra in atto è un’altra guerra 
Marriam Teia indicò un sacchetto di grano vicino alla porta della sua casa, una piccola insenatura nelle grotte dei Monti Nuba. "Questo è l'ultimo sacco per i bambini", ha detto Rapporti Nuba. Quando si esaurisce, ha detto, non ci sarà più nulla. Marriam, insieme a circa 100.000 persone, hanno abbandonato le loro case nella regione di confine instabile del Sud Kordofan e hanno cercato rifugio nelle pieghe rocciose delle montagne vicine.
Mentre i combattimenti tra le forze di liberazione del popolo sudanese del Nord (SPLA-N) e le Forze Armate del Sudan (SAF) aumenta, e il governo sudanese continua tattica della terra bruciata in tutto il Sud Kordofan, i cittadini della regione sono costretti ad abbandonare le loro terre. Abbandonando le aziende agricole, bestiame e merci, la loro nuova casa offre poco: acqua sporca, senza alcuna coltivazione, e la speranza in diminuzione. Il nostro ultimo video, "A Hidden fame: La vita nelle grotte dei Monti Nuba" espone una popolazione sul punto di morire di fame.
L'ottanta per cento delle famiglie nelle montagne Nuba sopravvivere con un pasto al giorno, secondo una valutazione da parte di una ONG indipendente. Questo numero è da quota zero per cento appena due anni prima e la malnutrizione tra i bambini è in crescita.
Nel mese di settembre, Rapporti Nuba parlato con il Dr. Raphael Veicht con Medici di emergenza tedeschi. Ha notato un picco di bambini gravemente malnutriti che arrivano a questa clinica sui Monti Nuba. "Non ho visto alcun aiuto alimentare di recente," ha detto. "Non c'è nessun aiuto da nessuno, da qualsiasi agenzia delle Nazioni Unite o di qualsiasi governo straniero."
ONG che lavorano nella regione dicono la crisi umanitaria è il risultato diretto delle promesse non mantenute da parte del governo del Sudan. L'accordo tripartito umanitario, firmato 4 agosto dalle Nazioni Unite, Unione Africana e Lega degli Stati arabi, ha assicurato il rilascio di aiuti alimentari in Sud Kordofan. Mesi dopo, sollievo rimane inesistente.
Khartoum nega le accuse è ritenuta alla fonte di aiuto, ma i partiti al di fuori del governo dicono il contrario. Amor Almagro, un portavoce per il Programma Alimentare Mondiale, ha detto il Bureau of Investigative Journalism all'inizio di questo mese che, nonostante tali indicazioni, "l'accesso non è stato concesso per noi di procedere ad una valutazione e fornire assistenza alimentare molto bisogno ..."
Bombardamenti frequenti da parte del governo sudanese continua a minacciare la sicurezza dei civili. Più di 100 bombe sono cadute nel Sud Kordofan nel mese di ottobre, secondo i rapporti Nuba giornalisti. Attacchi sul terreno sono anche una preoccupazione per i cittadini, come i villaggi ustioni SAF come parte della campagna violenta contro superfici di Liberazione del Popolo del Sudan Movimento del Nord (SPLM-N) di controllo.
Per molti, il viaggio al campo profughi di Yida in Sud Sudan è una scelta difficile. Con oltre 65.000 persone che abitano in un campo destinato a 15.000, le condizioni di vita sono scarse, le scorte alimentari sono bassi e la lunga passeggiata vi è pericoloso.
La vita in montagna non è una soluzione per gli sfollati, comunque. Cave vita è insostenibile, soprattutto senza terra per raccogliere o sperare per gli aiuti alimentari. La violenza circonda le montagne, ma i loro villaggi sono distrutti o troppo pericoloso in una regione a cui tornare.
Marriam Teia detto Rapporti Nuba che non solo lei non hanno modo per arrivare a Yida, ma è un luogo che non ha mai stata prima - lontano dalla sua casa di Tess, un villaggio di recente bruciata dal SAF. "Io non so dove mettere il mio cuore", ha detto. "Sono nel mezzo. Voglio andare a casa."
Filmati di interviste aggiuntive per Marriam Teia fornito da Chris Kelly

giovedì 15 novembre 2012

Universale e singolare


Universale e singolare

La dicotomia è la divisione di un'entità in due parti (diade) che non necessariamente si escludano a vicenda ma che possono, anzi devono, essere complementari. Questo è quello che, noi ragazzi del ’68 e tanti altri prima di noi, abbiamo studiato nell’ottima e “ultima” scuola di Crociana memoria. La riforma Gentile, che nel dopoguerra a poco a poco era stata implementata fino a fare della scuola italiana una istituzione di ottimo livello basata sulla “Cultura umanistica generale” che forma l’individuo sociale prima che l’individuo specialista, oggi è stata spazzata via dalla destra camuffata da centro che ha coperto le speculazioni politiche del capitalismo italiano, con la complicità dell’establishment clericale della curia romana. Finalmente sono arrivati a definire che l’individuo non è un elemento, cellula vitale, del corpo sociale, ma un numero e che ogni numero deve avere una sua specializzazione staccata dalla “ Cultura Generale” deteriore e antiquata. Niente più dicotomia complementare, ma egotismo cellulare (prima causa del terrorismo fondamentalista). Non siamo un unicum, ma tante ameba che vengono colorate a piacimento del Capo per pubblicizzare i suoi prodotti e le sue medicine sociali, rette da talk show televisivi. Questo vuole il capitalismo selvaggio che crea crisi, una dopo l’altra, per svuotare il Mondo e cooptarne tutte le risorse. Fine della dicotomia occidentale che creava un corpo sociale unico, formato su base umanistica, che poteva sfruttare questa caratteristica universale per sognare e sviluppare le arti, le scienze e le domande che l’esistenza pone a ognuno di noi. Questo non poteva andar bene a chi specula sull’ECONOMIA REALE per crearne una VIRTUALE, inutile alla Gente, ma utile al SISTEMA. Quindi hanno pianificato la distruzione delle Nazioni, delle Comunità, delle Famiglie, dello Stato Sociale e della Scuola, le grandi Multinazionali ricchissime che controllano i governi del Mondo. Ma una cosa non hanno considerato: la rivoluzione delle telecomunicazioni e di internet. In questo villaggio globale ci sono comunità che nascono con una velocità impressionante e che mettono in campo tutte le loro capacità culturali, così quello che doveva essere, per il capitalismo governante, unico e diviso diventa, fuori dal controllo dei monopoli economici, complesso e organico a tutti e arricchisce e implementa i movimenti, le comunità e le famiglie stesse, che hanno la possibilità di unirsi pur nella diversità e di riformare quella DICOTOMIA COMPLEMENTARE capace di scardinare qualsiasi barriera che il POTERE CAPITALISTICO SPECULATIVO, arroccato nelle Banche Mondiali, frappone tra se e i suoi sudditi(l’umanità). L’ultimo atto della distruzione sistematica del Pianeta da parte di queste ENTITA’ ECONOMICO MAFIOSE ( le Banche e i Capitalisti globali), può essere frenato solo dalla Gente che si riprende le democrazie, che elimina le monete uniche, altro giogo capitalistico, che crea una DICOTOMIA COMPLEMENTARE EST-OVEST di culture e di religioni, facendo fuori i fachiri e i fantocci che incarnano i vestiti degli imbonitori per gestire le moltitudini che vivono la Terra e la vivono organicamente, perché non sono VIRTUALI, ma REALI.

Ugo Arioti

mercoledì 14 novembre 2012

Disorder, l'arte che fa rumore


Disorder, l'arte che fa rumore

Un ricco mix di fotografia, pittura, teatro e performance, non a caso battezzato Disorder, va in scena alla Fabbrica del Vapore di Milano dal 14 novembre al 14 dicembre 2012. Trenta talenti under 30 selezionati dall'Associazione internazionale per la Biennale dei giovani artisti di Europa e Mediterraneo (BJCEM) saranno in città per presentare i loro lavori e parteciperanno a laboratori di creazione partecipata con artisti locali e studenti. Qualche anticipazione? Un megafono che cinque volte al giorno diffonde la preghiera di un muezzin in codice morse e una mappa del mondo che i visitatori potranno ricomporre mescolando e riposizionando i singoli Stati. Il progetto è molto complesso, oltre all'appuntamento milanese prevede un evento di presentazione a Torino (durante The Others, 9-11 novembre) e un follow up a Marsiglia. Per saperne di più basta seguire il blog di Disorder - di Mario Pellizzari
a cura di Daniela la Brocca

lunedì 12 novembre 2012

NOTIZIE DAL MONDO DELLE BANCHE


NOTIZIE DAL MONDO DELLE BANCHE

In questi anni le banche stanno vivendo un deficit di credibilità, nutrito di recente anche dagli scandali sul Libor nella City e a Wall Street. Lo sforzo per recuperare in presentabilità spesso viene compiuto in ambito sociale. L’ultima frontiera è la battaglia per il diritto alla diversità di orientamento sessuale anche sul luogo di lavoro. In questi giorni si riuniranno a Londra, per la prima volta in Europa, i big della finanzia mondiale (come Bank of America Merrill Lynch, Citi, Deutsche Bank, Credit Suisse, Goldman Sachs, Hsbc) per confrontarsi su come favorire l’uguaglianza in ufficio dei dipendenti gay, lesbiche, bisex e transgender (Lgbt), iniziativa che ha avuto un precedente di successo a New York.
Un altro specchietto per le allodole. In realtà sanno benissimo che non si tratta di una battaglia di libertà contro l’omofobia, bensì di una ben precisa manovra di annientamento dell’opinione pubblica e di mascheramento del progetto egemonico di governo del Mondo. È una manovra per assorbire i colpi della guerra generazionale che vede questi colossi della Finanza su posizioni di Potere assoluto che non giova alla democrazia e ai Popoli, ma al mantenimento di uno stato di quiete che consenta loro di continuare a gestire i governi del Mondo. Ma La finanza può cambiare il mondo? Certo, soltanto in peggio. Cioè può sostituirsi a tutti i poteri elettivi e stabilire le sue regole speculative che passano sulla testa della gente. Non si tratta di AZIENDE come tutte le altre, dove, magari, una riflessione sul ruolo dei dipendenti e una parità di diritti fra tutti è un azione meritoria e di libertà. No, perché un azienda vive attraverso il lavoro dei suoi dipendenti, addetti, funzionari, commerciali e strateghi, è vive in funzione delle sue reali possibilità e utilità, innescando il rischio d’impresa, mentre una Banca sopravvive come un vampiro succhiando dalle tasche dei fessi che le hanno foraggiate denari e quindi non fallisce ma si trasforma in un mostro peggiore di quello che era prima. NON ESISTONO PIU’ LE BANCHE CHE AIUTANO IL COMMERCIO O L’INDUSTRIA, L’AGRICOLTURA o LA ZOOTECNIA, l’ARTIGIATO. No. Oggi sono diventati centri di potere che attraverso un sistema globale di CRISI PILOTATE SI POTENZIANO.

Redazione Secem

mercoledì 7 novembre 2012

Politica ed equità

Mi hanno insegnato a scuola, nei licei italiani del post '68, che non erano meno delle scuole superiori di altre progredite Nazioni europee, che la Politica  (dal greco πολιτικος, politikós) risale ad Aristotele ed è legata al termine "polis", che in greco significa città, la comunità dei cittadini; secondo il filosofo, "politica" significava l'amministrazione della "polis" per il bene di tutti, la determinazione di uno spazio pubblico al quale tutti i cittadini partecipano. Altre definizioni, che si basano su aspetti peculiari della politica, sono state date da numerosi teorici: per Max Weber la politica non è che aspirazione al potere e monopolio legittimo dell'uso della forza; per David Easton essa è la allocazione di valori imperativi (cioè di decisioni) nell'ambito di una comunità; per Giovanni Sartori la politica è la sfera delle decisioni collettive sovrane. Al di là delle definizioni, la politica in senso generale, riguardante "tutti" i soggetti facenti parte di una società, e non esclusivamente chi fa politica attiva, ovvero opera nelle strutture deputate a determinarla, è l'occuparsi in qualche modo di come viene gestito lo Stato. In tal senso "fa politica" anche chi, subendone effetti negativi ad opera di coloro che ne sono istituzionalmente investiti, scende in piazza per protestare. Ora fate mente locale a quello che sta succedendo in Grecia oggi. Un popolo che "scende in piazza" contro chi fa tagli ai più poveri, ma non tocca i privilegi di Magistrati e Casta politica. Tornate a Roma, cosa sta succedendo? Monti ci ha salvati dal default! No, ci ha derubato per garantire i ladri che lo hanno imposto al paese. In pratica altro non è che un liquidatore della classe media, del ceto piccolo borghese e della classe operaia che per i POTERI ECONOMICI MAFIOSI, le Banche e le multinazionali, possono andare all'inferno e bruciare in eterno. Politica ed equità oggi sono due cose che non camminano insieme in Italia. la GLOBALIZZAZIONE delle MONETE passa sopra la testa della gente e distrugge le democrazie togliendo loro la sovranità popolare( una chimera ormai). La politica, che per Aristotele significava l'amministrazione della "polis" per il bene di tutti, la determinazione di uno spazio pubblico al quale tutti i cittadini partecipano, oggi è solo un mestiere ed è al servizio dei POTERI FORTI DELLA SPECULAZIONE ECONOMICA MONDIALE, delle BANCHE EUROPEA e del FONDO MONETARIO. Non c'è un EUROPA da difendere Bene di tutti i cittadini europei, ma un bacino di drenaggio di immensi capitali che servono per il CAPITALISMO nella sua ultima e più devastante fase della ECONOMIA VIRTUALE. La globalizzazione dei POPOLI serve e delle Nazioni che collaborano insieme per eliminare le sperequazioni e lo sfruttamento e l'Europa oggi non è questa grande Nazione. l'Euro non ci può garantire dalle operazioni speculative che passano sulla nostra testa, meglio una Lira svalutabile che ci consente di fare una politica italiana di riequilibrio e di equità, fuori dalla mannaia di una moneta unica che ci toglie ogni giorno dignità e democrazia a favore delle Banche che si possono permettere di andare in rosso senza pagare i loro debiti e quindi al di sopra del CONTROLLO DEMOCRATICO. Dicendo questo, può, a chi mi conosce, insorgere l'idea che io abbia cambiato idea sull'Europa e sulla moneta unica, non è così, ma come ci insegna ARISTOTELE se non facciamo una politica, ma esercitiamo solo un potere subalterno a quello ECONOMICO non costruiiamo una "polis" per il bene di tutti i cittadini europei, cioè uno spazio pubblico al quale tutti i cittadini europei partecipano, ma un CARCERE dove tutti siamo schiavi delle Banche e dei Poteri Economici Forti, Monti è un servo fedele di questi poteri e deve andare via prima che sia troppo tardi e che ci risvegliamo con uno Stato di Polizia che risponde solo alle Multinazionali della speculazione economica.

Ugo Arioti 

domenica 4 novembre 2012

Da quale pulpito viene la predica ?!?!



«Parlare di mafia e di morte per mano mafiosa richiede una sobrietà di parole e di stile che lui non ha».dice il figlio di Giuseppe Fava, in una delle sue migliori performance contro il neo eletto Presidente della Regione Sicilia del fatto che Crocetta, emulando il suo eroico padre, dice mi sento un Fava ancora vivo. Chi o quale siciliano onesto non pronuncerebbe queste parole? Non è forse un dare merito a chi è morto per non piegarsi alla MAFIA, a un eroe che tutti i siciliani portano nel cuore e non solo Claudio. D’impeto verrebbe da dire: da quale pulpito viene la predica! Da un pulpito dove Claudio, sfruttando la storia del padre, vero eroe antimafia e simbolo per tutti i siciliani, è salito. Figlio d’arte? Penso proprio di no, ne per capacità di indagine della società e dei suoi mali, ne per capacità politiche proprie. La storia politica di Claudietto è infarcita di sbagli, abbagli ed errori macroscopici. Uno di questi lo ha appena commesso non facendo in tempo quello che doveva fare per candidarsi. Niente da dire, un grande che scivola su una buccia di banana. Meglio non parlare troppo di lui in Sicilia, in ambienti di sinistra che la lotta potere mafioso e della destra lo hanno fatto sul serio e che hanno visto dilapidare da questo bamboccione della politica nostrana conquiste e posizioni ottenute anche col sangue di poveri disgraziati che hanno creduto e lottato sul serio contro i mostri mafiosi e i politici collusi. Non ci interessano più le storie dei figli degli eroi, perché come ha detto Giovanni Falcono le loro idee camminano sui nostri piedi. E stiamo attenti ai lustrini che si giustappongono nelle reti per cacciare le allodole. IDV e SEL, intanto, trascinati da una siffatta Chimera, sono affondati completamente. Forse sarebbe stato più intelligente e positivo dare forza a un candidato che la lotta alla mafia la ha fatto sul serio,  e che essendo stato condannato a morte dalla MAFIA, deve subire la costrizione del suo spazio vitale. Ma questo Claudietto lo sa?

Zaratustra Siculo