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mercoledì 8 aprile 2026

I FIGLI DI NESSUNO NON VOGLIONO LA PACE

     


     Il Popolo eletto? E' un falso, non esiste un "popolo numero uno", ma il Popolo, cioè tutto il Mondo una sola Nazione, un solo Creatore, un solo Dio, una sola Legge: l'Amore. Questo non corrisponde con quanto i CRIMINALI SIONISTI ISRAELIANI stanno facendo dal dopoguerra ad oggi. Sono fuori da ogni controllo e regola. La tregua che ha stabilito l'America con l'Iran non li riguarda, la banda criminale di Netanyau non guarda in faccia a nessuno. Ma Israele è un topo rispetto alle tigri e ai felini che gli stanno intorno e se aprono le gabbie muore d'infarto. sanno essere forti con i deboli e vigliacchi fin da quando erano pecorai che incrociavano le rotte del Medio Oriente e litigavano con chiunque fosse a vivere nei luoghi attraversati da questi delinquenti. Solo un presidente con l'Alzaimer, Trump, poteva condurre gli USA (e getta) in guerra contro una Nazione che vive da sempre nel cuore della vita: La Mesopotamia, tra i due fiumi della saggezza e dell'esistenza: il Tigri e l'Eufrate. cosa accadrà ora? Ora sta alla follia del presidente americano che ha già messo in ginocchio l'economia di una grande Potenza e sta devastando ogni cosa che incontra sul suo cammino. I quindici giorni potrebbero essere solo una ennesima bugia per colpire a tradimento come hanno fatto la prima volta. La cosa che non sanno questi "idioti" americani è che quello è il Centro della Terra. E' il baricentro della vita e loro lo hanno già violato. Chiunque lo abbia fatto non è finito bene. e i pastori criminali israeliani, i coloni? Forse, la loro impunità sarà trasformata in sangue e la Terra assorbirà le loro viscere rigenerandosi. Chi lo può sapere? Certo è che La Storia non dimentica nessuno, soprattutto se questo "Nessuno" si erge a erede unico di Dio. Ergo ci sarà un'altra "DIASPORA'". Perchè dovunque siano sanno solo uccidere e rubare qesti cialtroni nazisionisti. Sono i veri eredi di Hitler. 

venerdì 21 marzo 2025

Che cos’è il Manifesto di Ventotene È uno dei testi fondamentali dell’europeismo moderno ed è molto diverso da come l’ha descritto Giorgia Meloni alla Camera

Che cos’è il Manifesto di Ventotene

È uno dei testi fondamentali dell’europeismo moderno ed è molto diverso da come l’ha descritto Giorgia Meloni alla Camera

 

Mercoledì alla Camera dei deputati la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha letto provocatoriamente alcuni passaggi del Manifesto di Ventotene, il nome con cui è noto il documento Per un’Europa libera e unita – Progetto di un manifesto, scritto nel 1941 dagli antifascisti Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi mentre erano al confino sull’isola del mar Tirreno (da qui il nome) in quanto oppositori del regime. Meloni lo ha fatto per polemizzare sulla manifestazione per l’Europa di sabato a Roma e per distogliere l’attenzione dalle divisioni della sua maggioranza sulla politica estera. Si è soffermata su alcune frasi del testo, fuori contesto e non lette per intero, per darne un’interpretazione falsa: in sostanza per presentarlo come antidemocratico, cioè il suo esatto contrario.

Gli storici considerano in modo unanime il Manifesto uno degli scritti fondamentali dell’europeismo moderno e che hanno posto le basi dell’Europa unita: perché la immaginò in senso federale già allora, in piena Seconda guerra mondiale. Maturò in ambienti di sinistra, anche se oggi questa connotazione è passata in secondo piano, ma di una sinistra diversa da quella a cui ha alluso Meloni, cercandovi tendenze radicali e repressive.

Il testo fu pubblicato nel 1944 grazie al socialista Eugenio Colorni, che ne scrisse la prefazione e lo stesso anno fu ammazzato dai fascisti a Roma. I suoi autori, Spinelli e Rossi, sono ritenuti a loro volta tra i fondatori dell’Europa: tanto che per esempio il palazzo del Parlamento Europeo a Bruxelles è intitolato a Spinelli (che tra gli anni Settanta e Ottanta fu membro della Commissione Europea ed eurodeputato). L’europeismo federalista di Spinelli e Rossi è comunque distante da quello su cui si improntò l’integrazione europea fin dall’inizio, che fu più verticistico (cioè calato dall’alto, il contrario di federale) e legato a personalità di un’altra area politica rispetto alla loro, più moderata (come Alcide De Gasperi, Winston Churchill, Robert Schuman o Konrad Adenauer). Lo è però anche – e parecchio – dall’ideologia statalista e sovversiva di cui Meloni ha parlato alla Camera.
 
Allora, quale è il problema di un capo di governo di una democrazia? Nessuno se non è, invece, falsamente democratica e più orientata a ripercorrere vie autoritarie che col fascismo sono sorelle!
 
 Spinelli e Rossi non erano comunisti, ma esponenti della sinistra antifascista critica verso lo stalinismo e l’Unione Sovietica. Spinelli aveva fatto parte del Partito Comunista fino al 1937, poi ne era uscito. Rossi aveva idee liberali ed era tra i fondatori del movimento Giustizia e Libertà (di cui furono leader Carlo Rosselli e, dopo il suo assassinio insieme al fratello Nello, Emilio Lussu). Entrambi, durante la Resistenza e l’immediato dopoguerra, avrebbero aderito al Partito d’Azione (in seguito Rossi fondò il Partito Radicale nel 1955, mentre Spinelli fu eletto deputato ed eurodeputato da indipendente nelle liste del PCI).
 
Il Manifesto fu scritto con contributi di Colorni e di altri antifascisti non comunisti in un momento in cui quasi tutta l’Europa continentale era occupata dalla Germania nazista. È diviso in tre parti. Le prime due, di Spinelli, sono sulla crisi sociale e su come funzionerà l’unità europea dopo la fine della guerra. La terza, di Rossi, è centrata sulle riforme e sull’economia.
 

 

martedì 19 gennaio 2016

Sbiadisce la memoria storica di questo Paese



 

Lentamente, un frammento alla volta, la memoria storica di questo paese, sbiadisce come una vecchia fotografia e la mistificazione dei fatti è ormai una prassi quotidiana. Discutevo oggi, con un altro "smemorato", sulla fine del duce, appeso a testa in giù in Piazzale Loreto. È rimasto impresso nella memoria collettiva quel finale grottesco del regime fascista, ma sul perché scelsero di appendere Mussolini pubblicamente pare sia del tutto dimenticato. Condannare l'accanimento del branco sul cadavere di Mussolini mi sembra scontato, ma la motivazione (giusta o sbagliata che sia) che spinse la folla ad appendere il duce non andrebbe mai dimenticata. Solo tra l'8 settembre 1943 e il 25 aprile 1945, migliaia di uomini, poco più che ragazzi, furono torturati, fucilati, impiccati (171 furono impiccati solo nell'eccidio di Bassano del Grappa) e lasciati insepolti per giorni e giorni sulle piazzette dei paesi di montagna, in mezzo ai boschi, agli angoli delle grandi città perché la gente vedesse e non osasse ribellarsi all'infamia dell'occupazione nazista e delle violenze sanguinose dei fascisti.
Le persone passavano a fianco a quei cadaveri appesi ai lampioni e guardavano dall'altra parte. Facevano finta di non vedere per paura, per indifferenza o semplicemente perché approvavano l'operato dei fascisti. Oggi, è molto più facile guardare altrove, perché questa memoria storica è pressoché sparita. E per chi ama sottolineare che molti partigiani erano "banditi", ribadisco un concetto semplicismo: potete dipingere TUTTI i partigiani come criminali e TUTTI i repubblichini come bravi ragazzi, ma non avrò mai alcun dubbio da che parte stare. C'è chi combatteva dalla parte giusta e chi dalla parte sbagliata. C'è chi liberò l'Italia dal nazifascismo e chi giurò fedeltà ad Adolf Hitler. Chi non riconosce l'impronta fondamentale della Resistenza Italiana nella nostra libertà odierna, ripercorre le orme di quei passanti che superavano i cadaveri impiccati nelle piazze e nelle strade, senza (voler) accorgersi di nulla.
 

 

venerdì 23 ottobre 2015

Con Renzi il PD ha completato la sua metamorfosi da partito della sinistra democratica a partito fascista

 
Quella che si prefigura come una vera e propria offesa alla carta Costituzionale e al diritto primo dei cittadini di esprimere, con le proprie preferenze, la propria rappresentanza politica si tinge dell’ennesimo prova di forza di Renzi verso quella minoranza PD che tanto blatera, ma nulla fa, attaccata com’è alla poltrona.
Vengono espulsi (sostituiti), nella commissione parlamentare sull’ Italicum (Affari Costituzionali), i rappresentanti delle divise “battagliere” minoranze del partito di Renzi, imponendo, di fatto, il testo della riforma della legge elettorale, varato e voluto dalla maggioranza PD, impedendo, così, qualsiasi modifica a quell’ingiuria, a quell’attacco alla democrazia, a quel “colpo di Stato” progettato da Napolitano ed attuato dal peggior governo dell’era repubblicana.
Ora si passa alle solite minacce incrociate (fiducia e voto contrario) tra chi sa di tenere in pugno il suo partito con lo spettro di nuove elezioni che taglierebbero le gambe, e gli stipendi, a molti di loro, e chi bluffa, sapendo di essere perdente in questo campo, minacciando un’ improbabile caduta di un governo illegittimo dal suo primo vagito.
Il tutto si gioca, come sempre, sulla pelle di un’intera nazione al collasso, con sanità e scuola pubblica devastate da decreti che mirano alla loro graduale cancellazione, con un impoverimento ormai sempre più diffuso ed una corruzione tanto radicata da poter essere combattuta solo cancellando, di netto, tutta l’attuale classe dirigente italiana, politica, imprenditoriale ed economica.
E’ il crepuscolo di una democrazia morente, soffocata dalle spire di caste senza freni e senza vergogna, presuntuosa ed arrogante, incapace di dare risposte serie a tutte le emergenze che attraversano il paese, di esprimere una propria posizione su quanto accade nel nostro mare mediterraneo, ormai tomba di un olocausto voluto da un ‘unione europea massacratrice dei propri popoli e di quelli che fuggono da fame e guerre.
Il PD, nel suo trasformarsi da partito di opposizione a partito unico, simil fascista, è l’ espressione politica di questa decadenza morale e materiale, macerie che ne stanno soffocando valori ed identità, storia e cultura.

mercoledì 18 marzo 2015

I NAZISTI VINCONO LE ELEZIONI ISRAELIANE CON NETANYAHU

In Israele i nazisti hanno vinto le elezioni, in un paese che è stato voluto dai poteri forti che sono usciti vincitori dalla seconda guerra mondiale. Un popolo di invasori che ruba le terre e distrugge ogni giorno il dialogo tra i popoli mediterranei, oggi, con un elezione farsa, in cui i brogli sono e saranno scoperti a suo tempo, con una affluenza alle urne che la dice lunga su quanti hanno paura del futuro e della possibilità che questa nazione resti nel medio oriente a fare da semaforo ai razzi e alle minacce senza dare un avvenire ai popoli che abitano, tutti, questa importante area. Oggi il Rais Netanyahu chiama a raduno la feccia della destra, i peggiori delinquenti politici e assassini (nelle fila di questi si annidano i mandanti e gli assassini dei leader "illuminati" - uccisi dalla barbarie che è sempre stata nelle viscere di Israele), Rabin, Harafat e chi ha cercato di creare un rapporto diverso con gli altri popoli palestinesi. Israele non è Palestina e non è il Popolo di Dio, no, è il Popolo che ha rifiutato Gesù, figlio di Dio e che è perseguitato dal suo stesso peccato originale di superbia. Il NAZISMO ora ha un nome: Netanyahu. Questo è un grave pericolo per l'umanità, rischia di trascinarci verso la terza guerra mondiale e di far finire il Pianeta che dopo potrebbe essere un Pianeta morto. Chi fermerà il nazismo israeliano? Gli USA? No, sono troppo compromessi e l'impero americano sta tirando le cuoia. Quello che sappiamo, purtroppo, è che con questa DESTRA NAZISTA in Medio Oriente e l'Isis alle porte non ci possiamo attendere una prospettiva di PACE.
Meditate Gente, meditate!
Ugo Arioti

lunedì 26 gennaio 2015

Shoa, perché questo non accada mai più


Shoa, perché questo non accada mai più.



Il nazismo, con il suo carico di terrore, ha devastato un secolo e ha lasciato tracce indelebili nella memoria del Mondo. La shoah, Termine ebraico («tempesta devastante», dalla Bibbia) col quale si suole indicare lo sterminio del popolo ebraico durante il Secondo conflitto mondiale, è la tragedia più profonda che il genere umano abbia mai visto. Quindici milioni di persone trucidate. Non è stata solo un massacro di ebrei (6 milioni circa), ma il tentativo di cancellare dalla Terra tutti gli “indesiderati” per far posto, nella mente votata alla follia assassina dei gerarchi nazifascisti, alla razza pura, ariana. Finirono alla stessa maniere, ed è importante ricordarlo, omosessuali, andicappati, anarchici, comunisti e partigiani. Chi non ha letto le lettere, i diari, gli scritti postumi dei testimoni di quell’orrore (un sistema di macellerie organizzate in campi militarizzati dove si strappava anche l’anima a bambini, giovani, vecchi, donne o uomini, senza differenze. Non si può e non si deve mai dimenticare quella notte dell’umanità, affinché non si ripeta più un tale insensato e ignobile strazio.

Un uomo, un italiano, Primo Levi ha sintetizzato con la forza di chi ha attraversato il cammino della morte e ne è uscito con le cicatrici e con segni indelebili, la furia devastante della guerra di Hitler e Mussolini. I nazisti e i fascisti non sono riusciti, nonostante la loro furia, a strappare l’anima alle persone, anzi, sono precipitati nell’inferno dal quale erano stati partoriti, proprio da uomini che hanno tracciato una linea netta di demarcazione tra la libertà e dignità di un Popolo e la follia assassina di una banda terroristica razzista. Primo Levi ha scritto una poesia che per me è il compendio di una vita e di una fiamma ideale etica che dovrebbe brillare in ogni uomo: Per non dimenticare.

Per non dimenticare ( Primo Levi)

Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:

Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno.

Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.

0 vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso

E, insieme a questa forte testimonianza e monito, voglio aggiungere una poesia di Bertolt Brecht che mostra quanto sia profonda la scure del terrore e quanti ha coinvolto in questa nera cappa. Prima di tutto vennero a prendere gli zingari:

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari

e fui contento, perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei

e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali,

e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti,

e io non dissi niente, perché non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me,

e non c’era rimasto nessuno a protestare.

Perché questo non accada mai più.

Ugo Arioti