mercoledì 4 dicembre 2013

La "CULTURA INFAME"

 
Leggendo il titolo di questo post qualcuno, sicuramente, penserà che stiamo parlando dell'era fascista che per oltre un ventennio soggiogò il popolo italiano. La cultura era quella della PROPAGANDA FASCISTA  e del " Superuomo", il duce che guidava con il suo pensiero e la sua azione una intera Nazione. Conosciamo i guasti che questo " modo" di imporre la cultura  produsse. Così funzionavano e funzionano ancora le dittature dei leader supremi o delle oligarchie assolute. Ma ci chiediamo, noi uomini "liberi" del moderno occidente, in che umus coltiviamo le nostre passioni e le nostre produzioni? In una parola, viviamo in Nazioni Democratiche o in Dittature Occulte? Se facciamo una attenta riflessione scopriamo che il sistema, che garantisce la nostra libertà, non è un sistema democratico, ma è una dittatura mascherata. Chi sta al vertice di questo Potere? Le multinazionali della Speculazione, come dire Standard & Poor's e le sue sorelle - nemiche che scoppiano di ira quando il Primo Ministro dell'Islanda decide che i cittadini islandesi non possono e non devono pagare i debiti che hanno accumulato le Banche nazionali acquistando, per fare speculazione e per ordini supremi della finanza ebreo-americana dominante, quote di debito spazzatura. Come, si ribellano all'ordine supremo del DIO DENARO, tuona Il FONDO MONETARIO Mondiale!? La stessa cosa è successa in Grecia e i tedeschi hanno fatto le veci del Fondo Monetario Mondiale e non dell'Europa. Perchè? perchè l'Europa non esiste, ma esistono gli interessi speculativi che possono mettere in ginocchuio una Nazione e possono ridurla alla fame per soggiogarla al potere della FINANZA GLOBALE. Questa è Democrazia, solidarietà sociale tra Popoli legati da una stessa ragion d'essere e da un patto di mutua assistenza. Guardate quello che è successo in Italia e le politiche che prima si dice devono essere improntate all'equità sociale e al risparmio e poi si accaniscono, invece, nell'attuazione sempre sugli stessi ceti medi che, nella vana speranza di riscattarsi dal giogo del denaro, PAGANO il dazio a politici venduti e inetti che non difendono, fatecci caso, LA GENTE, ma le BANCHE.
E tutto questo mi riporta alla narrazione manzoniana dei processi agli untori durante la peste del 1630, che portò alla condanna a morte di alcuni sventurati tra cui il commissario di Sanità Guglielmo Piazza e il barbiere Giangiacomo Mora (la casa di quest'ultimo venne rasa al suolo dalle autorità milanesi e al suo posto fu eretta una colonna a ricordo "infame" delle sue presunte malefatte, che dà il titolo al saggio e allude evidentemente all'infamia dei giudici che lo condannarono).
Oggi senza eufemismi possiamo chiamare il sistema nel quale noi occidentali e gran parte del Mondo viviamo: La Cultura infame.
 
Ugo Arioti

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