giovedì 18 giugno 2015

La Fiumara d'Arte in restauro

 
E' nata trentun anni fa, la Fiumara d'Arte, con le sue opere contemporanee inserite nel paesaggio ha costituito una nuova modalità di porre in relazione l'ambiente con il gesto creativo, per volontà di Antonio Presti: adesso per le opere monumentali è giunto il momento del recupero, per sette delle otto istallazioni firmate da alcuni tra i più grandi artisti contemporanei, che recavano i visibili danni prodotto dal tempo e dagli agenti atmosferici. Tra le prime ad essere recuperate, “La Finestra sul Mare” di Tano Festa, “La materia poteva non esserci” di Pietro Consagra e “Una curva gettata alle spalle del tempo” di Paolo Schiavocampo.
Il progetto di restauro, finanziato con fondi europei, dovrà essere concluso in autunno, ma già da questi mesi sono più visibili gli interventi che stanno riportando alla luce le sculture, consolidate, restaurate, ripristinate nelle parti mancanti. "Fiumara d’Arte è un’opera viva, non una mummia – dice Antonio Presti – E’ giusto rileggere ogni opera e documentarne soprattutto la contemporaneità. La semina spirituale della Bellezza vuole come raccolto sempre una nuova semina da consegnare alle generazioni future".
Si parla infatti di conservazione per un’opera d’arte storicizzata (opere di Tano Festa, Piero Dorazio, Piero Consagra); e si uniscono conservazione e trasformazione se l’artista è ancora vivente (come nel caso di Paolo Schiavocampo, Mauro Staccioli o Italo Lanfredini) . In accordo con l’Accademia di Belle Arti di Palermo, l’apertura di campus didattici e laboratori sul posto. delle stesse opere. I fondi assegnati al Consorzio Intercomunale Valle dell’Halaesa per il restauro e l’implementazione di Fiumara d’Arte – di cui fanno parte i comuni di Castel di Lucio, Mistretta, Motta d’Affermo, Pettineo, Santo Stefano di Camastra e Tusa - provengono da un PO FERS 2007-2013, per un importo di circa 1 milione e 650 mila euro che diventano 2 milioni e 300 mila con i costi di progettazione, consulenze artistiche, espropri, produzione pubblicazioni scientifiche, attività di divulgazione e promozione; ad aggiudicarsi i lavori è stata la RE.CO.GE s.r.l. di Paternò.
L'unica opera che non sarà restaurata, è la “Stanza di barca d'oro” dell'artista giapponese Hidetoshi Nagasawa, camera ipogea chiusa per cento anni, per volontà dell'artista. Le altre opere oggetto del restauro sono “Energia mediterranea” di Antonio Di Palma, a Motta d'Affermo, il “Labirinto di Arianna”di Italo Lanfredini, a Castel di Lucio, “Arethusa”, pareti in ceramica della caserma dei Carabinieri di Castel di Lucio, opera di Piero Dorazio e Graziano Marini. “Piramide – 38º parallelo”dello scultore Mauro Staccioli, realizzata da pochi anni, è l’unica scultura a non aver bisogno di restauro, ma solo della sistemazione degli spazi attorno
(Paola Nicita)

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