venerdì 20 maggio 2016

Al Mezzogiorno non basta la salute: fanalino di coda Ue per competitività

 

Uno studio dello Svimez dà la pagella al Sud in base a nove indicatori. Voti simili a Est Europa, Grecia e Penisola iberica: bocciate infrastrutture, istruzione, preparazione tecnologica, mercato del lavoro, istituzioni. Svetta solo per benessere fisico
MILANO - La salute è la prima cosa, ma per il Mezzogiorno italiano rischia di essere anche l'unica. Se si guarda alla diagnosi economica sul "paziente-Sud", c'è ben poco da rallegrarsi. La pagella al tessuto industriale e produttivo del Meridione italiano arriva dallo Svimez, l'Associazione che ha a cuore lo sviluppo dell'industria del Sud. In uno studio pubblicato sulla Rivista economica del Mezzogiorno si mette in luce come il Sud sia fanalino di coda per competitività in Europa, mentre supera la media continentale per condizioni di salute. La cartella clinica è allarmante e mette fretta al governo, che ha lanciato il suo masterplan per il Sud e avviato da Napoli i patti a livello locale: "Nel complesso le analisi condotte restituiscono l'idea di una crisi di competitività che contribuisce ad aggravare il divario interno e alimenta la marginalizzazione del Paese rispetto all'Europa; i dati suscitano particolare preoccupazione perché suggeriscono il rischio di ulteriore arretramento delle economie del Mezzogiorno negli anni a venire", si legge nello studio Svimez.

La corposa pubblicazione "Divari di competitività tra regioni durante la sovereign debt crisis: il Mezzogiorno tra resistenza e resa" di Massimo Aria, Giuseppe Lucio Gaeta e Ugo Marani analizza nove "dimensioni di competitività" che compongono il Regional Competitiveness Index della Commissione europea. Si guarda a 255 aree territoriali appartenenti a 27 Paesi europei e al loro andamento nel periodo 2010-2013. In Europa, le zone analizzate del Mezzogiorno sono allineate per risultati alle regioni della Bulgaria, dei Paesi dell'Est Europa come Ungheria, Polonia Romania, Slovenia, Slovacchia (ad eccezione delle aree delle rispettive capitali), della Grecia (ad eccezione di Atene) e a un nutrito gruppo di regioni di paesi quali Repubblica Ceca, Portogallo, Spagna.
 
AREE  
Valori medi registrati dalle regioni del Mezzogiorno, del Centro
e del Nord Italia e dell'Europa per ciascuna delle dimensioni
di competitività che costituiscono il Regional Competitiveness Index
  Qualità Istituzioni Infrastrutture
  2010 2013 2010 2013
Mezzogiorno 40,3 36,66 45,8 41,64
Centro 40,3 40,82 49,23 47,47
Nord 40,3 43,37 48,63 50
Europa 51,2 51,48 48,14 48,03
         
  Benessere fisico Istruzione superiore
  2010 2013 2010 2013
Mezzogiorno 55,88 54,33 40,96 40,32
Centro 56,28 55,47 46,5 44,85
Nord 53,18 55,07 41,49 41,88
Europa 49,56 49,47 48,96 49,62
         
  Eff. Mercato lavoro Dimensione mercato interno
  2010 2013 2010 2013
Mezzogiorno 36,46 37,74 44,24 43,37
Centro 47,95 48,41 50,5 49,37
Nord 53,2 52,91 50,56 51,73
Europa 50,34 50,44 46,03 47,99
         
  Preparazione tecnologica Business sophistication
  2010 2013 2010 2013
Mezzogiorno 42,35 37,33 39,99 48,52
Centro 44,4 40,13 48,7 52,89
Nord 44,6 40,24 49,82 51,75
Europa 50,31 50,57 47,31 47,31
         
  Innovazione    
  2010 2013    
Mezzogiorno 43,19 40,68    
Centro 48,05 46,1    
Nord 49,16 47,2    
Europa 48,61 48,91    
Fonte: elaborazione Svimez su dati tratti da Dijkstra, Annoni e Kozovska (2011) e da Annoni e Dijkstra (2013)

Guardando la pagella riportata in tabella, che fa riferimento a una scala da 1 a 100, "il Sud rispetto alla media Ue registra un forte gap nella maggior parte degli indicatori". Le situazioni più critiche si rintracciano alla voce delle infrastrutture, per le quali il Sud si è fermato nel 2013 a 41,6 (in calo di 4 punti percentuali rispetto al 2010) a fronte del 48 della media Ue e del 50 del Nord Italia. Male anche la voce dell'innovazione, che segue un simile andamento, e quella dell'istruzione superiore. Ma peggio ancora accade nella preparazione tecnologica (37,3 nel 2013, in calo di 5 punti rispetto ai 42,3 del 2010, ben lontani dai 50,5 della media Ue), nell'efficienza del mercato del lavoro (37,7 al Sud contro una media Ue di 50,4 e di 52,9 al Nord Italia nel 2013) e nella qualità delle istituzioni: qui il Sud si ferma nel 2013 a 36,6, in calo rispetto al 2010 (40,3) e distante dalla media Ue di 51,4.

Gli unici spunti positivi riguardano la business sophistication, intesa come specializzazione settori quali intermediazione finanziaria e attività relative ai beni immobili, affitti, intermediazioni e consulenze, caratterizzati secondo gli studiosi da elevata produttività e capacità di risposta a pressioni competitive. Ma, come accennato, "l'unico potenziale fattore di competitività in cui il Mezzogiorno svetta rispetto alla media Ue è il benessere fisico della popolazione; nel 2013 è leggermente calato, passando dai 55,8 del 2010 ai 54,3 del 2013, ben cinque punti in più della media Ue ferma a 49,4".

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