giovedì 18 maggio 2017

I pm chiedono il soggiorno obbligato per D'Alì, bufera sulla campagna elettorale di Trapani

I pm chiedono il soggiorno obbligato per D'Alì, bufera sulla campagna elettorale di Trapani


Al senatore di Forza Italia, in corsa per fare il sindaco, notificato un atto della Dia che sostiene la sua "pericolosità sociale": sarà discusso in udienza a luglio. Missione a Roma per incontrare Berlusconi e decidere se confermare la candidatura
La direzione distrettuale antimafia di Palermo chiede il soggiorno obbligato per il senatore di Forza Italia Tonino D'Alì. Il provvedimento, notificato ai difensori Gino Bosco, Stefano Pellegrino e Arianna Rallo, sarà discusso nel corso di un'udienza davanti al tribunale che si terrà a luglio. L'atto è stato consegnato ieri pomeriggio, qualche ora dopo la chiusura delle liste per le elezioni di Trapani: il senatore è candidato sindaco. Ma ora la sua permanenza nella campagna elettorale è a rischio: D'Alì stamattina è volato a Roma per confontrarsi con il commissario regionale di Fi Gianfranco Micciché e con i vertici del partito. Probabilmente vedrà anche Silvio Berlusconi.

D'Alì, nel settembre scorso, era stato assolto in appello dall'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa per la contestazione di fatti avvenuti dopo il 1994. Per gli anni precedenti, invece, i reati riconosciuti sono caduti in prescrizione. Come avvenuto già in altre circostanze, la Procura ha scelto di avvalersi degli indizi carico dell'imputato per sostenere la sua pericolosità sociale, chiedendo il soggiorno obbligato a Trapani. Una bufera che si scatena a 25 giorni dalle elezioni.

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