martedì 1 dicembre 2015

Editoriale di dicembre 2015

In quale tempo ci troviamo? In un tempo di pace? in un tempo di equità, giustizia, libertà, democrazia? Niente di tutto questo. Siamo esuli in patria e figli della tragedia democratica e della affermazione del singolo sulla volontà dei popoli. La democrazia occidentale è solo il fantasma di una forma di sovranità popolare espressa e guidata dai rappresentanti eletti, scelti, dalla gente. Chi ha eletto Matteo Renzi? Un presidente scaduto e golpista: Giorgio Napolitano, osannato solo da chi ha cospirato contro la democrazia prima di lui ed ha intrecciato le sorti del Mondo con il predominio delle multinazionali e delle banche, i padroni di oggi. Non viviamo in pace perché hanno creato uno stato di tensione continua che non garantisce più nessuno e niente contro le guerre inutili e devastanti degli americani e dei loro soci nazi-ebreo-israeliani. Per gestire col terrore le fonti energetiche del Mondo hanno creato il Terrorismo che oggi nel terzo millennio ha, persino, uno Stato suo e vende petrolio ai turchi e agli americani. L'Europa, che non ha saputo nascere federando e unendo, per i popoli, ma è diventata uno strumento in mano alle lobbie delle armi e della speculazione bancaria, resta triste e muta come un cartello segnaletico nel deserto. L'equità, l'uguaglianza e la libertà sono continuamente scarnificate dagli interessi speculativi del grande capitale, ormai al crepuscolo della sua forza imperialista. Noi italiani siamo testimoni di una serie di "Referendum popolari" IMBROGLIATI dalla Casta politica. La stessa Politica oggi in Italia e nel Mondo è diventata un mestiere per azzeccagarbugli, impostori e corrotti. Siamo esuli in Patria che rifiutano altri profughi che scappano dalle guerre che i nostri governanti hanno creato per mantenersi la poltrona. Speriamo che il torpore, da Grande Fratello, che ci hanno messo addosso finisca sotto le bombe dei terroristi del niente che lottano in nome di un "dio minore" (falso) e imbottiscono di droghe quattro poveri ragazzi disgraziati che si fanno saltare in aria in nome di un califfato del niente che come un buco nero risucchia e riproduce il male che l'Occidente capitalistico ha saputo, globalizzando tutto per speculare meglio, seminare. I nostri vecchi dicono, ed è l'unica speranza che ci resta, ma è anche un monito e un grido d'allarme: Chi semina vento raccoglie tempesta. Il problema è che la tempesta è già su di noi.
Meditate gente, meditate.
 
Ugo Arioti

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