martedì 1 novembre 2016

editoriale di novembre 2016

La faglia che spacca in due l'Italia e scende come una lama affilata lungo la dorsale appenninica fa tremare l'Italia centrale scuote tutta la Nazione. Siamo solidali con i nostri fratelli delle Marche, dell'Umbriae, del Lazio e dell'Abruzzo che stanno subendo uno dei più tremendi terremoti degli ultimi dieci anni. Dobbiamo, purtroppo, assistere ad un disastro annunciato. Nonostante, si sappia la pericolosità rispetto ad eventi catastrofici come i terremoti di queste zone la prevenzione è pressochè assente. Non si sgretolano solo i monumenti, che non sono stati messi in condizione di resistere,ma anche case ed edifici che dovrebbero essere stati costruiti con criteri antisismici. La magistratura indagherà, forse qualcuno pagherà, ma ancora nella legge di stabilità (finanziaria) attuale il territorio e la difesa di case e luoghi di pregio ambientale e storico non sono presi in seria considerazione. Basti dire che mancano all'appello, visti gli annunci del Governo, almeno 2 miliardi di Euro. Lo Stato aspetta che sia la più lenta magistratura d'Europa a stanare le talpe che bucano il terreno delle amministrazioni pubbliche e i tarli che mangiano sulla pelle della Gente. Si nominerà un altro supercommissario per gli edifici storico artistici e amen. Speriamo che i nostri fratelli del centro Italia colpiti dal terremoto possano avere quello che loro serve per ricostruire un futuro degno di essere vissuto e un economia sostenibile in tempi ragionevoli. 
Ugo Arioti

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