martedì 26 febbraio 2013

Presentazione del nuovo romanzo di Ugo Arioti - la compagnia delle donne


Raccontare la storia di una persona o le sue avventure è sempre un compito delicato e impegnativo. Da un lato è come viaggiare nel tempo e nello spazio con gli occhi e la struttura di altri individui, dall’altro è un viaggio attraverso la nostra coscienza e gli abissi della nostra psiche. La cosa mi fa paura e mi affascina allo stesso tempo. Far vivere un personaggio è come esistere dentro di lui e muoversi nelle sensazioni e nei sentimenti degli altri in un quadro che chiamiamo corso degli eventi con la passione della vita e la imponderabile leggerezza “kunderiana” dell’esistere. Tante volte mi sono chiesto se e perché ci raccontiamo, ricordiamo insieme e parliamo di noi e degli altri? È un fatto assolutamente inevitabile che ha un ampia gamma di espressioni, dal semplice ricordare al raccontare al giudicare, rimproverare comportamenti fino al pettegolezzo e allo scherno. È una cosa a cui non possiamo sottrarci. Viviamo per raccontare e raccontarcela, magari ogni volta in maniera diversa così una legenda diventa storia e una frase archetipo e un oggetto d’uso un misterioso arnese sacro. Tutto questo che ha a che fare con lo scrivere un romanzo che racconta un’avventura, un fatto, uno spaccato di vita sociale? Tutto e niente. Era un modo per rappresentare, a voi che vi accingete a scivolare con gli occhi e la mente tra le righe di questo stampato, la difficoltà di tramandare idee e sentimenti in un foglio di carta che, certamente, commenterete o semplicemente alle prime faticose righe metterete in disparte. Come scrittore, ho l’obbligo di non annoiarvi, ma anche quello di non rendervi troppo facile la vita all’interno di queste facciate d’anima, ergo, raccontare una storia, una vicenda sola, è già faticoso e problematico. Ma quello che sto per raccontarvi, tenetevi forte, è la storia di una compagnia di donne, amiche, amanti, conoscenti, figlie, mamme. Insomma, un universo femminile che non ha confini se non nelle sponde che dovrò, per necessità di sintesi, perché questo libro si possa definire un romanzo e non una saga, costruire lungo il percorso. L’unico aiutante e dialogante, in questo viaggio nella vita di sette donne è mia moglie Daniela e a lei dedico queste pagine. Spero che siano di facile lettura e di interessante intrigo anche per voi che, come noi, attraversate il ponte della vita, instancabili viaggiatori delle parole.
L’ironia della sorte porterà, durante questa passeggiata nel tempo e nello spazio, una delle protagoniste di questa narrazione a dire all’amica ritrovata: "Abbiamo fatto parte io e te di una storia che non ha mai avuto un inizio e alla quale io non sono mai riuscita a dare una fine." Questo è quanto posso anticiparvi, ma il resto, se avete fegato e nervi saldi, lo dovrete scoprire a poco a poco scavando nel libro a mani nude e occhi ben aperti!
Naturalmente tutti i personaggi e le storie qui narrate sono frutto e parto della mia fantasia e nulla hanno a che fare con persone o vicende reali.
Buona lettura!
L’autore: Ugo Arioti di Sant’Ermete

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