martedì 18 febbraio 2014

L'Ucraina nella bufera della guerra civile (come la Siria)


La guerra per la conquista del mito “Europa”



L’Ucraina precipita di nuovo nello scontro totale tra le fazioni della protesta antigovernativa e la polizia. A Kiev, dopo alcuni giorni di tregua, è stato un martedì di vera e propria guerriglia. Con il più tragico bilancio finora registrato dall’inizio della protesta: le vittime, a sera, sono almeno 20. Si stringe la morsa del Cremlino intorno alla Nazione satellite. Il blocco sovietico non ammette la secessione della nazione ucraina. Intanto, le Nazioni Unite stanno a guardare e la Germania getta tizzoni accesi per rinfocolare la rivendicazione del popolo ucraino verso un domani “migliore” in Europa. Non è il momento di chiedersi se sia giusto o sbagliato, vista la decadenza delle democrazie del vecchio continente, ma è giusto e legittimo che una Nazione scelga autonomamente il suo avvenire, salvo poi a trovarsi “dalla padella nella brace ( vedi Grecia). Intanto solidarizziamo con il popolo ucraino che è costretto da un Presidente con poteri da dittatore a vivere e subire la crisi economica pagando tassa alla Russia di Putin che, come nelle migliori dittature che l’Europa ha conosciuto, emette Leggi razziali e limita la libertà dei suoi stessi cittadini. Tante le contraddizioni e tante le domande, ma ora è il momento della solidarietà con chi soffre e con chi va a morire per dare ai propri figli una speranza. Vorremmo vedere in questa gara di solidarietà che le Nazioni Unite facessero sentire la voce del Mondo, ma siamo convinti che per l’ONU gli ucraini, come il martoriatissimo e stremato popolo siriano, purtroppo, sono merce di scambio.

Ugo Arioti

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