mercoledì 25 gennaio 2017

il divorzio, ora lo preoccupa - racconto breve di Ugo Arioti



Non poteva fare a meno di pensare alla telefonata ricevuta al mattino, dopo anni di silenzio, dal padre vecchio, lontano e fuori dalla possibilità di essere ancora considerato un padre effettivo. Per lui, che lo aveva amato come tutti i bambini e poi ripudiato, quando il suo comportamento nei confronti della madre era diventato, ai suoi occhi di adolescente, troppo violento, questa paternità era rimasta legata solo all’anagrafe e, pur soffrendo l’abbandono che soffrono i figli, lo aveva stigmatizzato e quasi catalogato come un dolore “morto”, da tenere rigorosamente ibernato.
Per la verità, anche per ragioni pratiche, aveva continuato a sentirlo e, raramente (quando gli era stato possibile, visto che abitava a milleecinquecento chilometri di distanza dalla sua base) a visitarlo, ma la speranza di ricreare un rapporto “semplicemente umano e civile” con lui si era infranta sullo scoglio della sua memoria e della sua realtà di padre profugo, anzi  un genitore autoproclamatosi esule, come andava ripetendo sempre. diceva che lo aveva dovuto fare per salvare la faccia onorata, non degli altri componenti della casa, ma la sua (la sua immagine pubblica!); così, il vecchio, aveva abbandonato la barca quando credeva potesse affondare….Ormai la sua verità era soltanto sua e non ci poteva essere nessun riscontro con quelle del resto della famiglia che si era messa all’opera per sanare le falle che lui aveva lasciato e, con grande fatica, aveva rimesso la barca in mare affrontando le tempeste della Natura e i tranelli del capitano disertore.
Ora che ricordo”- pensò- “ Non è venuto neanche al mio matrimonio perché lo potevano imbarazzare gli sguardi e il parlare dei parenti. E’ strana la vita, ora si preoccupa del mio possibile divorzio! Mah!

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