giovedì 26 gennaio 2017

Che cos'è l'antropologia



Date le richieste, abbiamo deciso di inserire una rubrica di informazioni e guide generali sull'ANTROPOLOGIA. Non si tratta di lezioni, solo cerchiamo di delimitare il più possibile il recinto di questa disciplina sociale, tanto delicata e importante.
Ugo Arioti e Daniela La Brocca

 

1. Che cos'è l'antropologia
 

L'antropologia è letteralmente lo "studio dell'uomo", che naturalmente è possibile effettuare da diversi punti di vista: perciò si parla di antropologia fisica, antropologia filosofica, antropologia culturale e sociale, antropologia teologica ecc. L'antropologia filosofica si occupa della riflessione sull'uomo con metodo filosofico, cioè volto a cogliere le caratteristiche più profonde dell'essere umano in quanto tale, interrogandosi sulla natura dell'uomo, sulla sua identità, sul suo rappporto con la natura delle cose, indagando la sua dimensione fisico-corporea e spirituale ecc.(Porcarelli, 1998:151)
Dopo che nella seconda metà dell'800 si erano sviluppate la psicologia, l'etnologia e la sociologia, la filosofia non aveva più nell'uomo un oggetto d'indagine suo proprio, com'era avvenuto nel passato.
La nascita dell'antropologia filosofica, ai primi del '900 segna il riconoscimento di questo fatto e insieme la volontà di non rinunciare ad una sintesi e reinterpretazione delle conoscenze fornite dalle nuove scienze.( Dizionario Garzanti di Filosofia, 1985: 37)
Le discipline etno-antropologiche si occupano dell'uomo in quanto homo-faber o tool maker ossia come produttore/consumatore di cultura; per cultura in senso etno-antropologico si intende: "That complex whole which includes knowledge, belief, art, morals, law, custom and any other capabilities and habits acquired by man as a member of society" ( Tylor, 1871:1).
L'antropologia è una disciplina il cui ambito di studio è l'uomo nella sua globalità; l'antropologia si interessa sia di studiare il passato dell'uomo sia di studiare la "variabilità delle idee e delle usanze tradizionali nelle società passate e presenti" (Ember & Ember, 1998: 15).

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