giovedì 19 gennaio 2017

La nascita di un dio racconto breve, anzi molto breve di Maurizio D'Armetta


-Rispetto ci vuole...dico che ci vuole rispetto! - si sentiva tuonare la voce di nonno Anselmo nella piazza resa deserta dal sole delle dodicieventi.
Seduto sulla panchina di fronte il bar del corso, Anselmo girava la testa a destra e a manca nella speranza di beccare uno sguardo consenziente che avrebbe reso fine a quel monologo che ormai durava da più di un ora e forse da più tempo.
- Ai miei tempi sì che si ragionava... - ma nemmeno l'eco si degnava di una risposta.
Mento appoggiato sulle mani, mani appoggiate sul bastone, bastone appoggiato per terra e la terra appoggiata chissà dove e lui lì, in cima, portatore sano di solitudine.
- Continuate così a non darmi retta! - disse sputando per terra provocando uno svolazzamento di foglie.
Erano andati tutti via.
Desertificazione di un paese, forse i giovani erano emigrati in cerca di lavoro chissà dove e i vecchi piano piano sparivano senza tanti complimenti.
Si erano scordati di Anselmo.
Anselmo, 147 anni, non poteva morire perchè per morire qualcuno doveva sapere che fosse vivo.
Si nutriva col sale del proprio sudore che scendeva copioso dalla testa veicolato dagli ultimi capelli rimasti.
Dormiva seguendo il ciclo giorno notte in maniera impeccabile.
La panchina incrostata dai propri bisogni faceva da banchetto perpetuo ad una miriade di mosche che avevano trovato posto, dopo aver mangiato il locatario, presso la cavità orbitale destra. Due buchi facevano da naso e la bocca priva dei suoi bianchi abitanti era diventata un apatico segmento inespressivo.
-Ah! Ma appena vedo passare il Sindaco gliene dico quattro, io la vedo la finestra da qui...dovrà affacciare prima o poi...-
Ma molto più in alto della finestra del sindaco, aldilà delle nuvole,là dove l'occhio dell'uomo non può arrivare ma la fantasia del narratore sì, due figure osservavano perplesse ed ogni tanto incrociavano i loro sguardi alzando le spalle.
-Pietro...- e Pietro grattandosi la testa con una chiave gigantesca - mi dica Dottore...- continuò - non mi dire che c'è rimasto solo lui per ripopolare la terra- e Pietro guardandosi la punta dei sandali -Glielo confermo Dottore, come è vero che i miei sandali non hanno la punta-
- capperi! - e Pietro - no...nemmeno i capperi hanno le punte...- e Dio posando la mano sulla bocca di Pietro - sono riuscito a fare l'impossibile ma a zittirti non ci sono mai riuscito...fà che non ti venga mai qualcosa , perchè credimi stacco il telefono....-.
I due continuarono ad osservare la scena con la speranza di trovare una soluzione e all'improvviso lo sguardo di Pietro si illuminò girandosi verso il Principale e avvicinandosi all'orecchio cominciò a farfugliare la sua idea.
Sono passati 128 anni dalla morte di nonno Anselmo e lì, in quel paese dove tutto finì e tutto ricominciò, proprio lì nell'unica piazza di un paese sconosciuto adesso si erge un monumento dalle sembianze di nonno Anselmo.
Ed è proprio in quel paese che una volta all'anno miliardi di miliardi di mosche, padroni della terra, vengono a ringraziare e ad adorare il loro Creatore e Benefattore.
Dio Anselmo.

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