mercoledì 1 gennaio 2014

Editoriale n° 1 - 2014

 
Cominciamo questo 2014 con le solite bugie twittate  e amplificate dall'ambaradan politico che sta gestendo in maniera assolutamente dannosa per il Popolo Sovrano, sto parlando di noi italiani perché è così che si legge i nella nostra carta costituzionale, questa " Crisi di Sistema" che chiamano "Recessione" solo per metterci paura e ricondurci in buon ordine verso la disperazione delle masse e l'arricchimento smodato dei POTERI FORTI: Le Banche.
 
Si amici, non siamo liberi, viviamo in una DITTATURA ECONOMICO FINANZIARIA che specula ogni giorno, con la scusa del Mercato Globale, sulle nostre vite. Il controllo ormai è pressoché totale. Fateci caso, Le Banche, che dovrebbero essere imprese come tutte le altre, anzi più controllate perché agiscono in un nodo centrale dello sviluppo economico di un Paese, di fatto NON SONO SOGGETTE ALLE REGOLE DEL MERCATO A CUI SI APPELLANO PER METTERE LE MANI IN TASCA AI CITTADINI. Ultima, ma non sola, la Banca senese, orgoglio italiano, a cui lo STATO ha regalato, tirandoli fuori dalle nostre tasche quasi 4 miliardi di Euro, senza nemmeno pretendere un risarcimento, o di commissariare il malato, no!
 
 
Il premier ci racconta la favola che la PRESSIONE FISCALE è CALATA nel 2013! Siamo ciechi? Si perché, invece, io penso che sia aumentata a dismisura trascinando interi pezzi di economia reale sul lastrico!
 
 
Ecco perché non è stato scelto a caso l'argomento di questo Blog nel 2013: ETICA E RETORICA. Sopra un mare di fandonie e di bugie fanno passare messaggi subliminali per alimentare solo il SISTEMA. Sono servi dei POTENTATI ECONOMICI e non servitori dello Stato.
 
Purtroppo per i nostri figli non vedo oggi prospettive migliori in Occidente e in Italia, ma la fiducia nell'intelligenza e nella forza di una Nazione come la nostra, giovane e antica allo stesso tempo, mi porta a fare un augurio a tutti noi e a sperare che qualcuno si accorga che stiamo correndo verso il baratro della schiavitù al DIO DENARO.
 
 
Buon 2014, Ugo Arioti

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