mercoledì 15 gennaio 2014

Zygmunt Bauman - Appunti di Sociologia - Ugo Arioti


 Zygmunt Bauman – Appunti di Sociologia – Ugo Arioti

La letteratura e la sociologia contemporanee, che camminano a braccetto per i sentieri dell’attualità, sono disposte in una condizione ibrida che appare anche posticcia e acroma, al di là di una frattura che ha posto fine idealmente a una lunga storia di repressione, di morali coercitive e limitanti. Uno dei sociologi più influenti ai giorni nostri, Zygmunt Bauman, ha tracciato il passaggio epocale dal disagio della civiltà freudiano all’odierno disagio della libertà. La liberazione dalla sessualità “legale” a quella “liberalizzata” ha portato con se nuove condizioni di limite che non hanno riferimenti se non nell’inconscio animalesco dell’individuo, lasciato a se stesso, alla sua paura della vita e ai suoi limiti fisici gestiti da un sistema che divide in clan gli individui, provocando una recessione senza confini, all’indietro. Il problema del desiderio ai giorni nostri non sarebbe tanto lo scontro con un limite, un divieto, quanto invece una libertà indeterminata che rischia di tramutarsi in smarrimento, perdita di intensità e significato. Al sociologo Zygmunt Bauman si deve la particolare definizione di “modernità liquida”. Secondo Bauman nella società contemporanea si sono “liquefatti” i legami tra gli individui, legami sociali che tendono a dissiparsi, a disgregarsi e a diventare sempre più effimeri. Bauman pensa che il “processo di liquefazione” si attui in diversi ambiti della vita nella società contemporanea come ad esempio il lavoro, la comunità, l'individuo, come già detto i rapporti sociali, la libertà, le strutture sociali etc. Ritornando ai legami sociali e personali per Bauman la liquefazione produce un individuo afflitto dalla solitudine, egoista ed egocentrico, che vive in un tempo anche esso liquido, non solido come nelle società premoderne. Secondo Bauman stiamo vivendo una fase della modernità che cancella la fiducia, la compassione, la pietà e invece si assiste ad un gorgo di smarrimenti e stordimenti dove uomini e donne si scoprono immersi tra il vuoto esterno e lo svuotamento interiore. Non c'è “gabbia d'acciaio” che possa reggere contro la modernità liquida: essa ci pervade, è invasiva, penetrante e disintegra tutto ciò che tocca. L'uomo in questa modernità liquida è disorientato e spaesato di fronte alla miriade di messaggi che lo “colpiscono” ogni giorno. L'uomo si ritrova ad essere un “punto instabile” in un “universo di oggetti in movimento”. Inoltre l'incontro tra le persone nei luoghi pubblici è un incontro fra estranei: secondo Bauman l'incontro di individui in luoghi atti al consumo per esempio è un incontro tra persone che non si conoscono e non si conosceranno certo grazie all'incontro in quel luogo perché il consumo è un atto individuale. Inoltre egli evidenzia anche il fatto che ci siano dei non-luoghi come gli aeroporti dove il passaggio in questi luoghi non da ai luoghi stessi nessun senso.

 

Note biografiche:

Nato da genitori ebrei a Poznań, città in Polonia, nel 1925, Bauman fuggì nella zona di occupazione sovietica dopo che la Polonia fu invasa dalle truppe tedesche nel 1939 all'inizio della seconda guerra mondiale, e successivamente divenuto comunista si arruolò in una unità militare sovietica. Dopo la guerra, egli iniziò a studiare sociologia all'Università di Varsavia, dove insegnavano Stanislaw Ossowsky e Julian Hochfeld. Durante una permanenza alla London School of Economics, preparò la sua maggiore dissertazione sul socialismo britannico che fu pubblicata nel 1959.

Bauman collaborò con numerose riviste specializzate tra cui la popolare Socjologia na co dzien ("La Sociologia di tutti i giorni", del 1964), che raggiungeva un pubblico più vasto del circuito accademico. Inizialmente, egli rimase vicino al marxismo-leninismo ufficiale; si avvicinò in seguito ad Antonio Gramsci e Georg Simmel soprattutto dopo il 1956 e la destalinizzazione.

Nel marzo del 1968, la ripresa dell'antisemitismo, utilizzato anche nella lotta politica interna in Polonia, spinse molti ebrei polacchi a emigrare all'estero; tra questi, molti intellettuali distaccatisi dal regime. Bauman, che aveva perso la sua cattedra all'Università di Varsavia, fu uno di questi. Egli dapprima emigrò in Israele per andare a insegnare all'Università di Tel Aviv; successivamente accettò una cattedra di sociologia all'Università di Leeds, dove dal 1971 al 1990 è stato professore. Dal 1971 ha quasi sempre scritto in lingua inglese. Sul finire degli anni ottanta, si è guadagnato una fama internazionale grazie ai suoi studi riguardanti la connessione tra la cultura della modernità e il totalitarismo, in particolar modo sul nazismo e l'Olocausto. Ha assunto anche la nazionalità inglese.

 

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