giovedì 20 marzo 2014

Equitalia, dal 2000 a oggi riscossi 60 miliardi su 894. (EQUITALIA UN CANCRO ITALIANO)


Equitalia, dal 2000 a oggi riscossi 60 miliardi su 894.

Un Carrozzone inutile e iniquo guidato da un democristiano del Sud: il bagherese Benedetto Mineo, l’uomo che vuole cambiare, camaleontescamente, la percezione di questo Istituto dandogli un “volto umano” e caritatevole ( insomma un vero democristiano di quelli che predicano bene e …)

Il numero uno Mineo in audizione al Senato spiega che si possono recuperare altri 60 miliardi. La difesa: è colpa degli enti, Equitalia è entrata in gioco nel 2006 e "garantisce una media annua di riscossione di 8 miliardi" mentre i precedenti concessionari privati ne garantivano "2,9 miliardi" e intanto noi paghiamo le spese di questo colosso iniquo e dei suoi sontuosi e assurdi uffici. UN CANCRO DA ESTIRPARE ALLA RADICE. Mineo, il boss, fa l’occhiolino al Governo Renzi e cerca di sfruttare la debolezza dell’impianto economico istituzionale per garantirsi un avvenire. Ma chi è Benedetto Mineo, Benni per gli amici di cordata, l’uomo del Sud che “auspica” un EQUITALIA di garanzia ( un gendarme con la pistola puntata alla tempia degli italiani che lavorano, perché per gli altri, con suo grande rammarico (si dice così?), NON PUO’ FAR NIENTE PER RISCUOTERE, NON PUO’ MANDARE AI MAFIOSI e alle loro IMPRESE CARTELLE ESATTORIALI ….. quelli pagano con altra moneta!)

La sua storia in pillole la ritroviamo su Repubblica e ve la presentiamo.

Benedetto Mineo, Benni per gli amici, 52 anni, appassionato di pallacanestro ed il cui padre Giovanni fu negli anni '70 uno dei maggiorenti della Democrazia Cristiana bagherese, dopo una breve apparizione in politica (a cavallo degli anni '90  fu consigliere comunale anche lui per la Democrazia cristiana), ha percorso tutto il cursus honorum all'interno della Regione siciliana.

Vicecapo di gabinetto di Totò Cuffaro, dirigente generale del Dipartimento finanze e credito dell' Asessorato alle finanze con Cintola e Lo Porto, non riconfermato da Raffaele Lombardo che lo emarginò, ebbe l'occasione buona quando Attilio Befera, “uno dei tanti esperti italiani del riciclaggio di politici trombati”, presidente di Equitalia gli offri di lavorare con lui.

 ( Attilio Befera)
Per un certo periodo fu a Napoli dove si occupò della liquidazione di una miriade di agenzie di riscossione, quindi il grande salto nel ruolo di amministratore delegato di Equitalia, che essendo l'Agenzia di riscossione di tasse e imposte, non si era guadagnata una bella immagine, in un momento economico come quello che attraversiamo.

Le sue presenze a Bagheria si sono sempre più diradate da quando nel 2005 si trasferì a Palermo; a Bagheria torna ormai solo per stare assieme ai suoi familiari.

“NON SERVE UMANITA’ NELLE ISTITUZIONI SBAGLIATE. SERVE IL CORAGGIO DI CAMBIARE RADICALMENTE, DI FARE LA LOTTA AI CAPITALI MAFIOSI E A QUELLI CHE DORMONO NEI PARADISI FISCALI, AL SOMMERSO e AL MERCATO NERO, non alla gente che ogni giorno si trova il problema di dover sbarcare il lunario in una situazione di grave crisi e non può sfuggire al FISCO VAMPIRO”.

Redazione Secem

 

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